La Russia rende pubblica la sua risposta agli Stati Uniti e alla NATO. Una nuova visione della crisi.

Avantgardia

In evidenza la necessità di attenuare la situazione paradossale che si è creata intorno all’Ucraina, Kiev deve rispettare gli accordi di Minsk, l’Occidente non può accettare la cooperazione militare offerta dal governo ucraino, perchè questa decisione va contro gli accordi di Minsk, sottoscritti da tutti i conponenti OCSE

La Russia dichiara che gli Stati Uniti sono disposti a lavorare solo su alcune misure di controllo degli armamenti per la riduzione del rischio guerra, misure che Mosca potrà prendere in considerazione, solo se verranno discusse contemporaneamente alle questioni legate agli armamenti USA oggi troppo vicini ai confini russia.

Una situazione molto simile alla dei missili di Cuba, meno nota come crisi di ottobre. Come reazione alla fallita invasione della Baia dei Porci del 1961 e alla presenza di missili balistici americani Jupiter in Turchia, il leader sovietico Nikita Chruščёv decise di accettare la richiesta di Cuba di posizionare missili nucleari sull’isola al fine di scoraggiare una possibile futura invasione USA. L’accordo venne raggiunto durante un incontro segreto tra Chruščёv e Fidel Castro nel luglio 1962 e la realizzazione delle strutture di lancio dei missili venne avviata poco più tardi. Gli americani reagirono schierando l’intera flotta navale e circondando l’intera isola, minacciando un’imminente invasione. Dopo un lungo periodo di stretti negoziati venne raggiunto un accordo tra il presidente americano John F. Kennedy e il presidente russo Nikita Chruščёv. Pubblicamente, i sovietici avrebbero smantellato le loro armi offensive a Cuba e le avrebbero riportate in patria, sotto verifica da parte delle Nazioni Unite e in cambio di una dichiarazione pubblica da parte statunitense di non tentare di invadere nuovamente Cuba. In segreto, gli Stati Uniti avrebbero anche acconsentito a smantellare tutti i PGM-19 Jupiter, di loro fabbricazione, schierati in Turchia, Italia e Gran Bretagna.

Oggi sembra ripetersi la situazione, ma sul territorio opposto.

Il governo di Putin nella missiva ufficiale inviata alla NATO e agli USA, sottolinea la necessità di attenuare le “UFFICIALI FAKE NEWS”, che hanno il solo scopo di agitare la situazione intorno all’Ucraina. VIENE ESORTATO il parlamento ucraino a rispettare gli accordi di Minsk, inoltre, Mosca invita gli USA a ritirare le truppe dall’Europa centrale, orientale e sudorientale, avvertendo che adotterà misure tecnico-militari se Washington deciderà di non negoziare la richiesta.

Il dubbio del governo russo è che gli Stati Uniti siano impegnati a costringere l’Europa a rettificare i parametri per il controllo della sua sicurezza.

Il ministero degli Esteri russo ha sottolineato nella missiva diretta a Washington, che la Mosca “ha proposto di seguire una strada comune e che soddisfi tuttele parti in causa, per risolvere la situazione politico-militare, che vede coinvolta la regione euro-atlantica. Una proposta per trovare un accordo completo e che abbia una validità a lungo termine. Ciò implica, prima di tutto, la creazione di un fondamento stabile dell’architettura di sicurezza sotto forma di un accordo, in base al quale la NATO rinuncerà a ulteriori azioni che danneggiano la sicurezza della Russia”.

“In assenza di disponibilità da parte degli Stati Uniti e degli alleati, a negoziare solide garanzie legalmente vincolanti della nostra sicurezza, la Russia dovrà reagire, anche attraverso l’attuazione di misure di natura tecnico-militare”, ha affermato il ministro Esteri, durante la conferenza stampa post incontro con Di Maio.

QUESTI I PASSAGGI FONDAMENTALI DELLA RISPOSTA;

Questione ucraina

Non c’è “un’invasione russa” dell’Ucraina, che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno annunciato ufficialmente dallo scorso autunno e non è prevista, pertanto, affermazioni sulla “responsabilità della Russia per l’escalation delle tensioni” possono essere considerate un tentativo di esercitare pressioni e svalutare le proposte russe legate alle garanzie di sicurezza“, si legge nel documento.

“Le ripetute affermazioni nella risposta degli Stati Uniti, secondo cui la Russia avrebbe innescato un conflitto nel Donbass sono infondate. Le sue cause sono puramente intra-ucraine. Un accordo sarà possibile solo attraverso l’attuazione degli Accordi di Minsk. La sequenza degli accordi e le responsabilità necessarie per la loro attuazione, sono state chiaramente descritte e confermate all’unanimità dalla risoluzione 2202 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, che vede la firma anche di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. Il paragrafo 2 di questa risoluzione afferma che le parti coinvolte nella QUESTIONE DONBASS, sono solo Kiev, Donetsk e Lugansk. Non un unico documento menziona la responsabilità della Russia nel conflitto. La Russia, insieme all’OSCE, svolge il solo ruolo di intermediario nei negoziati, insieme a Berlino e Parigi, formula raccomandazioni alle parti in conflitto e ne monitora l’attuazione”, si legge nel documento.

Armi e forze in Europa (Troppe basi militari vedono imponenti armamenti USA)

Insistiamo sul ritiro di tutte le forze armate e le armi statunitensi, dispiegate nell’Europa centro-orientale, sud-orientale e nei Paesi baltici. Siamo certi che le potenzialità militari europee delle singole nazioni in queste aree, siano abbastanza. Siamo pronti a discutere queste questioni sulla base degli articoli 4 e 5 delle bozze di accordi tra la NATO e la RUSSIA”, si legge nel documento.

“Chiediamo agli Stati Uniti e alla NATO di tornare al rispetto degli impegni internazionali nell’area del mantenimento della pace e della sicurezza”, afferma la dichiarazione. “Ci aspettiamo proposte concrete dai membri dell’alleanza sulla forma e la sostanza della conferma legale, che un’ulteriore espansione verso est da parte della NATO sarà abbandonata“.

“Rileviamo la persistente incertezza negli approcci di Washington ai parametri principali delle potenziali misure di controllo sui suddetti armamenti, in primis. Queste nuove misure devono coprire tutti gli armamenti della portata menzionata sia in campo nucleare che non nucleare”, dice il documento.

Nuove regole di sicurezza

“La Russia continua a sostenere un approccio integrato alla questione strategica. Proponiamo di impegnarci nello sviluppo congiunto di una nuova ‘equazione per la sicurezza comune”.

“Prendiamo nota dell’attenzione degli Stati Uniti verso l’idea russa di ulteriori misure per la riduzione del rischio, in particolare per quanto riguarda i voli di bombardieri pesanti vicino ai confini nazionali di entrambe le parti. Ricordiamo un elemento altrettanto importante della nostra proposta, riguarda gli spostamenti delle navi da guerra in mari che sono considerati a rischio per la vicinanza a confini sensibili “, si legge nella nota.

“Le misure sul rafforzamento della fiducia e della sicurezza nel quadro del Documento di Vienna del 2011 sono adeguate alla situazione contemporanea. Per avviare la discussione sul suo potenziale aggiornamento, devono essere create le condizioni necessarie. E, in tal senso, gli Stati Uniti e i loro alleati, devono abbandonare la politica di contenimento della Russia e adottare misure pratiche concrete per ridurre l’aggravarsi della situazione militare e politica”, ha osservato il ministero degli Esteri.

Per 30 anni, gli sforzi della Russia per negoziare un ruolo nella sicurezza paneuropea sono stati ignorati. Mosca ha spinto per fare dell’OSCE la principale istituzione paneuropea per la sicurezza. Poi sia Eltsin che Putin hanno suggerito che la Russia potesse aderire alla NATO, Medvedev ha proposto una nuova architettura di sicurezza europea nel 2008 e Putin ha suggerito un’Unione UE-Russia nel 2010. Tuttavia, con chiare linee rosse supportate da una potenza militare credibile, la diplomazia russa può oggi ritornare al dialogo e avere successo. Oggi l’ “alleanza solidale” della NATO può essere vista molto debole per la sicurezza paneuropea. L’espansionismo del blocco ha violato tutti i principali accordi di sicurezza paneuropei ignorando il principio della “sicurezza indivisibile” inserita negli accordi di Minsk e lo stazionamento di truppe da combattimento permanenti nei nuovi Stati membri viola l’atto costitutivo NATO-Russia del 1997. Quando gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal trattato AMB nel 2002, dall’Accordo INF nel 2019 e dall’Accordo Cieli Aperti nel 2020, la richiesta di solidarietà dell’alleanza ha fatto sì che gli europei smorzassero le loro apprensioni o addirittura incolpassero la Russia per il successivo crollo degli accordi di sicurezza paneuropei.
Il Presidente Putin ha inoltre ricordato, che questo principio include non solo il diritto di scegliere le modalità per garantire la propria sicurezza e aderire a eventuali unioni o alleanze militari, ma anche la responsabilità di non rafforzare la propria sicurezza a scapito della sicurezza di altri paesi.
Il riferimento agli USA è evidente, per il governo di Mosca stanno aprendo un fronte di guerra lontano dai loro confini, per garantire la propria sicurezza politico/economica.

 

FONTE: (Tass, Rt, Pravda)

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