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Clinica Mangiagalli di Milano, 120 anni di storie, persone e memoria

Nel cuore di Milano, tra Via della Commenda e Via Francesco Sforza, sorge una delle istituzioni sanitarie più amate e conosciute della città, la Clinica Mangiagalli di Milano.

Nel 2026 questa storica struttura ostetrico-ginecologica compie 120 anni, un traguardo che racconta oltre un secolo di nascite, cura e innovazione medica nel cuore della metropoli lombarda. La Clinica Mangiagalli di Milano compie oggi 120 anni. Un anniversario che racconta una lunga storia della medicina, ma che può essere letto anche da un’altra prospettiva, quella delle migliaia di persone che hanno avuto con questo luogo un rapporto diretto, personale, spesso destinato a rimanere nella memoria di una famiglia per generazioni.

La Clinica Mangiagalli di Milano nacque nel 1906 all’interno del più antico Ospedale Maggiore di Milano, la storica “Ca’ Granda” fondata nel 1456 dal duca Francesco Sforza. Il nome della clinica omaggia Luigi Mangiagalli, medico che nel 1924 diede vita all’Università degli Studi di Milano unendo gli istituti scientifici e umanistici della città in un unico grande ateneo pubblico. Fin dalla sua apertura, la struttura fu pensata come punto di riferimento cittadino per l’assistenza alla maternità, in un’epoca in cui la mortalità materna e neonatale rappresentava ancora un’emergenza sanitaria. È questo il filo umano che accompagna le celebrazioni del 120esimo anniversario della storica clinica del Policlinico di Milano. Il 25 settembre 1906 veniva inaugurata la Clinica Ostetrico Ginecologica intitolata a Luigi Mangiagalli. Da allora sono passate generazioni di medici, ostetriche, infermieri, ricercatori e soprattutto famiglie.

Per molti milanesi, infatti, la Clinica Mangiagalli di Milano non è soltanto il nome di un ospedale. È il luogo nel quale è nato un figlio, una madre, un padre, un nonno. È una fotografia conservata in un album, una storia raccontata a tavola, una data ricordata perché coincide con l’inizio di una vita.

Una ricorrenza raccontata attraverso le famiglie

Per celebrare questo anniversario il Policlinico ha scelto di coinvolgere direttamente le persone nate alla Mangiagalli, chiedendo loro di condividere fotografie e ricordi. La risposta è stata significativa. Sono arrivati circa duemila messaggi e testimonianze, con immagini appartenenti ad epoche diverse e storie familiari che restituiscono alla clinica una dimensione che le statistiche, da sole, non possono raccontare. Il Policlinico ha raccolto questi materiali in una galleria dedicata ai 120 anni della struttura. È un modo semplice per raccontare un rapporto che dura da decenni. Chi nasce in un ospedale, naturalmente, non conserva il ricordo diretto di quel momento. Sono i genitori a custodirlo e a tramandarlo. Una fotografia, il peso del neonato, le prime ore dopo il parto, una particolare infermiera ricordata ancora a distanza di anni. Sono dettagli privati che, messi insieme, diventano però una parte della storia pubblica di una città. Ed è proprio qui che l’anniversario della Mangiagalli acquista un significato particolare.

La Clinica Mangiagalli di Milano

La storia della Clinica Mangiagalli di Milano è strettamente legata a quella di Milano e alla figura di Luigi Mangiagalli, medico, docente universitario, primo rettore dell’Università degli Studi di Milano e sindaco della città. L’obiettivo originario era costruire una struttura capace di mettere insieme assistenza, formazione e ricerca. Un’impostazione che ha accompagnato la Clinica Mangiagalli di Milano nel corso del Novecento e che continua a caratterizzare il suo ruolo all’interno del Policlinico.

A 120 anni dalla fondazione, la Clinica Mangiagalli di Milano resta il punto nascita più grande del Paese. Nel 2025 ha registrato 6.096 nascite, circa 700 in meno rispetto a vent’anni prima, un dato che riflette il generale calo demografico italiano. Nonostante questo, la clinica continua a essere teatro di giornate straordinarie. Nel maggio 2026 sono nati quaranta bambini in appena 36 ore, un vero record persino per gli standard della “culla” del Policlinico, mentre già nell’aprile 2025 si erano contate 39 nascite in 36 ore, con una media abituale di circa 16 parti al giorno. La struttura ospita inoltre la più grande terapia intensiva neonatale d’Italia, punto di riferimento per le gravidanze a rischio e i parti prematuri provenienti da tutta la Lombardia e non solo.

Una medicina che è cambiata

In 120 anni è cambiato quasi tutto. Sono cambiate le tecnologie, le possibilità diagnostiche, le tecniche chirurgiche e le modalità di assistenza alla gravidanza e al neonato. La Clinica Mangiagalli di Milano ha accompagnato questa evoluzione diventando un centro di riferimento per l’ostetricia, la ginecologia, la medicina fetale e l’assistenza neonatale. La sua storia scientifica affonda le radici anche nel lavoro di Edoardo Porro, maestro di Luigi Mangiagalli e protagonista dell’evoluzione della chirurgia ostetrica. Nel 2026, in occasione dell’anniversario, è stato restaurato e nuovamente valorizzato il monumento dedicato a Porro presente nel cortile della storica clinica.

Il Policlinico ha inoltre ricordato, attraverso il proprio archivio storico, alcune delle prime esperienze di assistenza neonatale documentate nella struttura. Le immagini mostrano professionisti al lavoro con neonati in un’epoca nella quale molte delle procedure oggi considerate normali erano ancora agli inizi. È una storia fatta di innovazione, ma anche di continuità. Perché dietro ogni innovazione medica rimane sempre una relazione tra persone.

Il lavoro di chi non finisce nelle fotografie

Le immagini della Clinica Mangiagalli di Milano raccontano soprattutto madri e bambini. Ma dietro ogni fotografia c’è il lavoro di una squadra. Ginecologi, ostetriche, neonatologi, pediatri, psicologi, anestesisti, infermieri e tutti gli altri professionisti che operano nella struttura accompagnano quotidianamente donne e famiglie durante la gravidanza, il parto e il periodo successivo alla nascita.

Il Policlinico, nel materiale pubblicato per l’anniversario, ha scelto proprio di sottolineare questo elemento. La storia della Clinica Mangiagalli di Milano non è soltanto quella delle persone che vi sono nate, ma anche quella di chi, giorno dopo giorno, rende possibile quell’assistenza. È una distinzione importante. Quando si parla di grandi strutture sanitarie si tende spesso a concentrarsi sulle dimensioni, sulle tecnologie, sui numeri e sulle specializzazioni. Tutti elementi fondamentali, naturalmente. Ma per chi entra in ospedale, soprattutto in occasione di una nascita, il rapporto con le persone rimane una parte essenziale dell’esperienza.

Il futuro passa dal Padiglione Sforza

Il traguardo dei 120 anni coincide anche con una trasformazione importante. Il nuovo Padiglione Sforza del Policlinico di Milano è destinato a ospitare un settore dedicato alla donna, al neonato e al bambino, con le relative aree di emergenza e urgenza pediatrica e ostetrico-ginecologica. Il trasferimento delle sale parto dalla sede storica è previsto nell’ambito della riorganizzazione che interesserà il Policlinico a partire dal 2027. La sede di via della Commenda è quindi destinata a cambiare funzione. È un passaggio inevitabile per una struttura sanitaria che deve adeguarsi alle esigenze della medicina contemporanea. Ma proprio per questo assume un valore particolare il lavoro sulla memoria che il Policlinico ha scelto di realizzare in occasione dell’anniversario.

Il futuro si costruisce in nuovi spazi, con nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi. La memoria, invece, resta legata alle persone.

La storia di un luogo diventa la storia di una comunità

La storia della Clinica Mangiagalli di Milano non è soltanto una storia istituzionale. È una somma di rapporti umani. Un medico che incontra una paziente. Un’ostetrica che assiste una madre. Un infermiere che si prende cura di un neonato. Una famiglia che, dopo qualche ora o qualche giorno, torna a casa con una persona in più. Sono episodi quotidiani per chi lavora in ospedale. Non lo sono per chi li vive. E proprio questa differenza spiega perché, a distanza di tanti anni, tante persone abbiano ancora qualcosa da raccontare.

Centoventi anni e una nuova fase

La Clinica Mangiagalli di Milano arriva dunque al suo 120esimo anniversario in una fase di passaggio. Alle spalle c’è una storia iniziata nel 1906 e costruita attraverso la medicina, la formazione universitaria, la ricerca e l’assistenza. Davanti c’è una nuova organizzazione degli spazi del Policlinico e il trasferimento di alcune attività nel Padiglione Sforza. In mezzo ci sono le persone. Quelle che hanno lavorato nella struttura e quelle che vi sono nate. Quelle che oggi accompagnano i propri figli e quelle che ricordano ancora il giorno in cui, molti anni fa, erano loro ad aspettare fuori da una sala parto. È questo rapporto, più ancora delle celebrazioni ufficiali, a spiegare perché la Mangiagalli sia diventata una presenza così riconoscibile nella storia di Milano.

Oggi la Clinica Mangiagalli di Milano fa parte della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico che unisce assistenza clinica, ricerca e formazione universitaria in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. In un Paese alle prese con un calo demografico strutturale — le nascite a Milano sono scese da 10.046 nel 2021 a 9.423 nel 2023 — la Mangiagalli resta un presidio identitario per la città, un luogo dove, come raccontano generazioni di milanesi, “si nasce a Milano”

La Clinica Mangiagalli di Milano può cambiare edificio, tecnologie e organizzazione. Ma le storie delle persone che hanno attraversato quelle stanze continueranno a far parte della sua identità.