Meloni accelera sulla scuola: tetto agli stranieri e stop a burqa e niqab
Meloni accelera sulla scuola e porta in Consiglio dei ministri un pacchetto di norme che riguarda il numero di studenti stranieri per classe e l’uso di burqa e niqab negli istituti. L’annuncio è arrivato il 20 settembre 2026 alla festa Fenix di Gioventù nazionale. La presidente del Consiglio ha collegato il provvedimento al tema dell’integrazione, spiegando che in una classe italiana gli alunni non devono arrivare a sentirsi minoranza. È un progetto ancora da trasformare in norma: il passaggio in Cdm e poi l’iter parlamentare saranno decisivi per definirne contenuti e applicazione.
Meloni e l’asse con Valditara sulla scuola
Il provvedimento di Meloni si inserisce in un percorso già avviato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. L’11 settembre Valditara aveva dichiarato che il limite del 30% di alunni stranieri per classe, previsto da una circolare ministeriale, non sarebbe stato applicato in modo uniforme e che il governo intendeva intervenire con una legge. La proposta punta quindi a rendere più vincolante un criterio che esiste già sul piano amministrativo.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il lavoro sul dossier era in corso da settimane e Meloni avrebbe chiesto a Valditara di attendere il momento politico ritenuto più adatto per l’annuncio. Questa è una lettura giornalistica del percorso della norma e non equivale a una dichiarazione ufficiale del governo sulle sue finalità elettorali.
Il punto centrale resta comunque la scuola. Meloni ha scelto di mettere la scuola al centro dell’annuncio. La disciplina vigente prevede una soglia ordinaria del 30% nella distribuzione degli alunni stranieri nelle classi, con alcune deroghe. La proposta del governo punta a intervenire proprio su questo meccanismo, con l’obiettivo dichiarato di evitare classi troppo concentrate e favorire l’integrazione linguistica.
Meloni, burqa e niqab: cosa prevede l’annuncio
Meloniha annunciato il divieto di burqa e niqab a scuola. Nelle dichiarazioni riportate da ANSA e RaiNews, la premier ha parlato della necessità di frequentare gli istituti a viso scoperto e ha collegato la misura alla parità tra uomo e donna.
Anche su questo punto il passaggio dall’annuncio alla norma sarà determinante. Il governo dovrà stabilire ambito del divieto, eventuali eccezioni, modalità di controllo e conseguenze in caso di violazione. Il testo definitivo dirà quindi quanto sarà ampia la misura.
Anche prima dell’annuncio della premier, Valditara aveva sostenuto l’ipotesi di un divieto del burqa a scuola, collegandola alla tutela della dignità delle donne e all’uguaglianza tra uomini e donne. Ora la proposta entra nel più ampio pacchetto annunciato da Meloni.
Meloni e il tema dell’integrazione: il nodo degli studenti stranieri
Il secondo asse riguarda il numero massimo di studenti stranieri per classe e l’eventuale obbligo per i genitori degli alunni con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare l’italiano. Sono dunque tre i temi annunciati: tetto numerico, formazione linguistica dei genitori e divieto di burqa e niqab.
La questione del tetto richiede però una precisazione. Le norme sull’inserimento scolastico già prevedono un criterio del 30%, ma il sistema ammette deroghe, anche quando gli studenti conoscono bene l’italiano o non esistono alternative organizzative. La nuova iniziativa, secondo quanto dichiarato da Valditara, punta a rendere più chiaro e operativo il principio attraverso una disposizione di legge.
Il governo dovrà anche definire con precisione; Meloni dovrà quindi chiarire chi rientrerà nel conteggio. La popolazione scolastica con background migratorio non coincide automaticamente con il numero degli studenti privi di cittadinanza italiana: il Corriereha evidenziato, tra gli altri aspetti, il peso degli studenti europei e quello delle seconde generazioni nate in Italia.
Sul piano politico, il tema si incrocia con il confronto interno al centrodestra. Il Corriere ha letto l’accelerazione di Meloni anche alla luce della crescita del tema identitario nella destra e della presenza di Roberto Vannacci, mentre Palazzo Chigi, secondo la stessa ricostruzione, nega un collegamento diretto. Meloni, dal canto suo, ha presentato il provvedimento come una misura legata alla scuola. Sono interpretazioni da tenere distinte dai contenuti concreti del provvedimento.
Per Meloni, dunque, il passaggio successivo sarà quello legislativo: dopo l’annuncio, il governo di Meloni dovrà mettere nero su bianco le regole sulla scuola. Solo il testo del provvedimento permetterà di capire quale sarà il limite effettivo, chi sarà conteggiato, come verrà applicato il divieto e quali obblighi ricadranno sui genitori. È su questi elementi, più che sulle dichiarazioni politiche, che si misurerà la portata concreta della misura.













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