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Malattie respiratorie, Lombardia sopra il 10%: cosa dicono i dati

Malattie respiratorie, in Lombardia ne soffre uno su dieci

In Lombardia la salute dei polmoni riguarda una fetta della popolazione: secondo il Rapporto OsMed 2024 di AIFA, il 10,7% dei residenti ha utilizzato farmaci destinati al trattamento di asma e BPCO. Il dato fotografa l’uso di terapie per due patologie diffuse, ma non coincide con la prevalenza clinica di tutte le malattie respiratorie croniche. È un dato utile per orientarsi. La cifra permette così di distinguere consumo terapeutico, diagnosi e reale carico assistenziale. AIFA usa questa voce per descrivere la popolazione trattata nell’anno, mentre la diagnosi clinica segue criteri specifici e non può essere ricavata dal consumo di medicinali.

Malattie respiratorie: cosa dice il dato AIFA

Il rapporto AIFA indica per la Lombardia 10,7% di prevalenza d’uso dei medicinali per asma e BPCO nel 2024. La voce considera gli assistiti trattati per queste malattie respiratorie. Non è una diagnosi automatica e non misura bronchiectasie, fibrosi, patologie professionali o altre condizioni comprese nel capitolo delle malattie respiratorie. Per questo il dato sulle malattie respiratorie è un indicatore di consumo terapeutico, non un censimento sanitario.

Le due patologie differiscono. L’asma è caratterizzata da episodi variabili di difficoltà respiratoria, tosse, respiro sibilante e costrizione toracica. La BPCO tende invece a provocare sintomi persistenti e progressivi, affanno, tosse cronica e catarro. La diagnosi richiede valutazione clinica e test di funzionalità respiratoria. La spirometria è uno degli esami centrali per valutare il flusso d’aria e documentare un’ostruzione. Nelle malattie respiratorie la distinzione diagnostica orienta terapia e monitoraggio.

Malattie respiratorie: dove emergono i numeri locali

Non emerge una classifica provinciale omogenea dai dati AIFA: il 10,7% è regionale. Per la provincia di Monza e Brianza, però, il rapporto 2024 sulla cronicità di ATS Brianza registra, nel livello 2, 14.524 pazienti con BPCO come patologia principale e 4.300 con asma come patologia principale. Nella provincia di Lecco, nello stesso livello, risultano 4.930 persone con BPCO e 1.266 con asma. Sono dati amministrativi di cronicità, quindi non sono direttamente sovrapponibili alla prevalenza d’uso AIFA. Il confronto richiede cautela. I numeri sulle malattie respiratorie locali vanno interpretati alla luce della metodologia.

Il quadro delle malattie respiratorie va letto anche alla luce dei fattori di rischio. Il fumo di tabacco resta un determinante importante, mentre inquinamento atmosferico, esposizione professionale a polveri, fumi e sostanze chimiche possono contribuire allo sviluppo o al peggioramento delle patologie respiratorie. Contano anche infezioni respiratorie e fattori ambientali. Sabato 3 ottobre, all’Autodromo di Monza, PerCORSA di Salute propone screening gratuiti e attività informative dedicate alle malattie respiratorie, con il San Gerardo.

Asma e BPCO, i sintomi da non ignorare

Tosse che si ripete, fiato corto durante gli sforzi, sibilo respiratorio, senso di oppressione al torace o catarro persistente meritano un confronto con il medico, se durano o limitano le attività quotidiane. Non significa automaticamente una patologia cronica, ma sono segnali che possono giustificare un approfondimento, in particolare nelle persone esposte a fattori di rischio.

In Lombardia esiste una Rete Pneumologica regionale per uniformare diagnosi, trattamento e presa in carico. La prevenzione passa dalla riduzione dell’esposizione al fumo e agli inquinanti, dall’attività fisica compatibile con le proprie condizioni e dal controllo della terapia. Per le malattie respiratorie, la diagnosi precoce resta un passaggio decisivo: riconoscere i segnali e chiedere una valutazione può evitare che un problema respiratorio venga sottovalutato. Anche per le malattie respiratorie la gestione continuativa e personalizzata è parte del percorso di cura.

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