Affitti universitari 2026: i prezzi città per città in Italia
Per migliaia di studenti italiani settembre significa una cosa molto concreta: trovare una stanza senza mettere in crisi il bilancio familiare. Gli affitti universitari restano infatti una delle principali spese legate alla vita fuori sede, ma nel 2026 il quadro appare meno uniforme rispetto agli anni passati. Ci sono città dove i prezzi stanno rallentando, altre dove continuano a salire e altre ancora nelle quali la distanza tra una soluzione economica e una premium è diventata enorme.

Affitti universitari, la forbice tra le città italiane
La differenza territoriale è uno degli aspetti più evidenti del mercato. A Potenza una stanza singola si colloca generalmente tra 150 e 350 euro al mese. A Teramo e Reggio Calabria si resta tra 180 e 300 euro, mentre a Catanzaro la fascia è compresa tra 200 e 350 euro.
Salendo verso il Centro-Nord, a Pescara si parte da circa 250 euro e si arriva a 300-350, mentre Siena si muove generalmente tra 250 e 400 euro, con punte di 450. Forlì e Lecce sono comprese indicativamente tra 250 e 350 euro, anche se nella città pugliese le soluzioni più costose possono raggiungere 400-420 euro. A Genova si parte da 250 euro e si arriva normalmente a 350, con punte di 400.
Il divario tra le città può quindi superare i 500 euro al mese, una differenza che su base annuale diventa decisiva per una famiglia che deve sostenere anche tasse universitarie, trasporti, libri e spese quotidiane.
Affitti universitari a Milano: il mercato rallenta
Milano continua a essere uno dei mercati più costosi d’Italia. Secondo SoloAffitti, una stanza singola viene proposta generalmente tra 500 e 650 euro, con valori che possono arrivare a 700 euro. Ma la situazione sta cambiando: la crescita degli studentati sta assorbendo una parte della domanda che in precedenza si concentrava sugli appartamenti condivisi.
Uno degli esempi più significativi è la trasformazione dell’ex Villaggio Olimpico di Porta Romana in una residenza universitaria da 1.700 posti letto. Il progetto prevedeva inizialmente singole da 1.065 euro e doppie da 739 euro, ma sono stati introdotti 450 posti a tariffa calmierata, con una quota in doppia da 592 euro mensili.
Affitti universitari a Roma: la fascia premium arriva a 1.000 euro
A Roma il mercato è ancora più frammentato. La cifra più frequente per una singola è intorno ai 550 euro, ma il quartiere e soprattutto l’ateneo frequentato possono modificare radicalmente il costo. Alla Sapienza si va indicativamente da 500 a 700 euro, mentre nelle zone di Roma Tre si parte da circa 500 e si arriva a 650 euro.
Attorno alla Luiss, invece, i prezzi possono arrivare a 800 euro ai Parioli. Più accessibili le zone legate a Tor Vergata, con una fascia compresa tra 350 e 600 euro. Negli immobili nuovi o ristrutturati si è però creato un vero mercato premium: alla Sapienza si può arrivare a 900 euro, alla Luiss fino a 1.000.
È qui che entra in gioco anche la riconversione degli appartamenti precedentemente destinati agli affitti brevi. Alcune soluzioni di fascia alta propongono oggi stanze doppie tra 1.200 e 1.500 euro al mese, avvicinando il costo dell’alloggio universitario a quello di una struttura ricettiva. Il fenomeno è stato evidenziato anche dal Corriere della Sera.
Affitti universitari, cosa sta succedendo nel resto d’Italia
Il dato nazionale racconta comunque una situazione meno drammatica di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Secondo Immobiliare.it, nell’agosto 2026 il costo medio delle stanze singole è diminuito del 6,2% su base annua. Milano resta al primo posto con 704 euro, seguita da Firenze con 627 e Roma con 615 euro.
Eppure il confronto città per città mostra quanto il dato medio possa essere ingannevole. Firenze, secondo SoloAffitti, mantiene una fascia di 450-550 euro, ma nelle zone centrali e vicino al polo delle Scienze sociali si può arrivare a 750 euro. Pisa oscilla tra 350 e 500 euro, mentre città come Potenza e Teramo conservano offerte inferiori ai 300 euro.
A cambiare non sono soltanto i prezzi. Gli studenti cercano soprattutto la stanza singola, il wi-fi e la vicinanza all’università. Nel Mezzogiorno cresce anche l’importanza dell’aria condizionata, mentre guadagnano interesse gli affitti con spese comprese, che permettono di conoscere immediatamente il costo complessivo. Anche i tempi della ricerca stanno cambiando, con la domanda che tende a concentrarsi tra settembre-ottobre e, per effetto del nuovo semestre filtro di Medicina, anche tra febbraio e marzo.
Il risultato è un mercato sempre più selettivo. Gli affitti universitari non sono più semplicemente una questione di città costosa o economica: contano l’ateneo, la posizione, la qualità dell’immobile e i servizi. E per molti studenti fuori sede il costo della stanza può diventare una vera discriminante nella scelta dell’università.












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