Guerra in Ucraina, Lavrov: “Pronti a trattare se Kiev depone le armi”

Avantgardia

Il ministro degli Esteri russo parla all’indomani dell’offensiva totale in territorio ucraino:  “Abbiamo tentato la soluzione diplomatica di questa crisi”

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, la Russia è pronta a negoziare se Kiev “depone le armi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di un punto stampa. “Siamo pronti per i negoziati, in qualsiasi momento, non appena le forze armate ucraine ascolteranno la nostra richiesta e deporranno le armi”, ha detto Lavrov all’indomani dell’inizio dell’offensiva russa in Ucraina.

“Non possiamo riconoscere l’attuale governo dell’Ucraina come democratico”, ha detto ancora il ministro. “Abbiamo tentato la soluzione diplomatica di questa crisi”, ha proseguito il capo della diplomazia russa, secondo cui l’operazione militare lanciata da Mosca vuole “ripristinare un ordine democratico” a Kiev. “Noi siamo per la liberazione dell’Ucraina dal militarismo e dal neonazismo”, ha aggiunto.

L’Occidente “ha chiuso gli occhi” davanti ai “crimini di guerra” commessi dalle forze di Kiev e ha negato il genocidio da loro compiuto nelle due autoproclamate Repubbliche di Luhansk e Donetsk, nell’est dell’Ucraina, ha puntato il dito il ministro degli Esteri russo, citato dall’agenzia di stampa Sputnik. I Paesi occidentali “hanno chiuso gli occhi davanti ai crimini di guerra contro la popolazione civile, agli omicidi di donne, bambini, anziani, alla distruzione delle infrastrutture civili e hanno incoraggiato in silenzio il rapido emergere del neonazismo e della russofobia (in Ucraina, ndr), che alla fine ha fatto precipitare il Paese nel suo attuale stato tragico”, ha detto Lavrov.

Il ministro degli Esteri ha poi criticato l’Occidente per aver “negato all’unanimità” che un “genocidio” fosse in corso in Ucraina per mano delle forze di Kiev nelle due regioni separatiste, riconosciute da Mosca lunedì scorso.

Sergei Lavrov ha avuto colloqui con esponenti separatisti a Mosca sull'”operazione militare” lanciata dal Cremlino in Ucraina. A darne notizia è stato il ministero degli Esteri di Mosca, precisando che il capo della diplomazia russo ha ribadito la linea del suo governo secondo cui l’attacco era necessario per liberare le aree separatiste dell’Ucraina orientale dall'”oppressione” di Kiev. Lavrov ha incontrato il viceministro degli Esteri dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk Sergei Peresada, e il ministro degli Esteri dell’autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk, Vladislav Deinego, è stato reso noto.

Secondo quanto riporta l’agenzia Interfax, Lavrov ha affermato che la popolazione nelle aree ribelli è stata oggetto di “bombardamenti da parte del regime di Kiev” e ha sostenuto che c’era un “genocidio” in corso in queste aree e che le prove sarebbero state presentate alle Nazioni Unite. Accuse sempre respinte da Kiev e considerate dall’Ucraina e dai paesi occidentali propaganda intesa a creare un pretesto per giustificare l’invasione.

Source:Adnkronos
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