Quirinale, prima votazione il 24 gennaio. Le Camere riunite in seduta comune aprono la partita per il nuovo capo dello Stato

Avantgardia

Fico: “Al lavoro per garantire la sicurezza”. Letta spinge per Draghi al Colle con una ‘nomination’ anche per Palazzo Chigi, il ‘no’ del Pd a Berlusconi incarta il centrodestra. Salvini ripropone l’incontro tra i leader di tutti i partiti. I senatori M5s premono per un bis di Mattarella.

Il presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, sentito il presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha convocato il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, lunedì 24 gennaio, alle 15, per l’elezione del presidente della Repubblica. L’avviso di convocazione verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di oggi.

Fico ha inviato la lettera alle Regioni affinché scelgano i delegati che andranno a completare i 1.008 grandi elettori (attualmente 1.007, ma il 16 gennaio si svolgeranno le elezioni suppletive per il seggio della Camera lasciato vacante dal neo sindaco di Roma Gualtieri). Nella lettera è indicata  indicata la fatidica data ‘X’.

Intanto, la Camera dei deputati scalda i motori e si prepara ad ospitare parlamentari, leader, giornalisti italiani e testate straniere. Sin da questa mattina nel palazzo operai e tecnici al lavoro per i primi rilievi: ci sono innanzitutto da allestire le postazioni nel cortile interno tradizionalmente riservate alle televisioni.

Poi bisognerà anche stabilire le modalità di utilizzo del Transatlantico, per evitare assembramenti. Il rischio dei contagi tra i grandi elettori, infatti, è alto e si devono valutare tutte le contromisure per garantire la presenza e, soprattuto, che le operazioni di voto si svolgano nel pieno rispetto delle norme anti Covid.

Già tra Natale e Capodanno si è svolta una prima riunione organizzativa alla Camera e domani i vertici di Montecitorio incontreranno i consultenti tecnici e sanitari. Si va, viene spiegato, verso una unica prima votazione, mentre poi tochherà allo stesso presidente Fico, assieme ai capigruppo di Camera e Senato, nella conferenza congiunta che tradizionalmente si riunisce alla vigilia del primo voto, decidere come procedere con le successive votazioni, se mantenere lo schema di un unico scrutinio al giorno o invece passare a due votazioni.

Il punto è che i tempi sono inevitabilmente lunghi: si stima, infatti, che ocorreranno almeno minimo 5-6 ore, tenuto conto che si procederà con appello nominale suddiviso per scaglioni, molto probabilmente suddivisi per orario. Poi serve il tempo tecnico per scrivere il nome sulla scheda e, a questo, va aggiunto il tempo necessario per lo spoglio. La proprità è mantenere le distanze di sicurezza, evitare il più possibile assembramenti e garantire al contempo la normale procedura di voto. Il tutto con l’incognita del Covid: si teme, infatti, soprattutto fra i parlamentari, un aumento dei contagi che potrebbero ‘impattare’ sul quorum.

Source:Agi
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