Scuola, nessun rinvio, tutti in classe il 10 gennaio. Ma le Regioni non ci stanno: De Luca e Zaia per lo slittamento

Avantgardia

Il governo non ha dubbi: gli studenti torneranno sui banchi tra il 7 e il 10 gennaio, come previsto. La quarta ondata della pandemia non accenna a indebolirsi, ma l’esecutivo non cambia la linea prevista e conferma il calendario scolastico. Ci saranno però presumibilmente alcune modifiche per quarantene e distinzioni tra vaccinati e non nelle classi. 

Dopo il no del governo sullo slittamento delle riaperture delle scuole, Vincenzo De Luca tira dritto. “Il governo perde tempo. Ritengo utile ritardare di due-tre settimane il rientro in classe, per sviluppare una campagna di vaccinazione vasta per la popolazione studentesca”, ha detto infatti il presidente della Regione Campania, sottolineando che “se la situazione diventerà drammatica, farò da solo“.

Per De Luca, “si è perso del tempo prezioso senza prendere decisioni nette, seguendo la linea delle mezze misure – ha spiegato in un’intervista a La Stampa -. Componenti interne al governo impediscono scelte nette, efficaci e in tempo utile”.

Veneto, Zaia: “Rinviare non è una tragedia” – Sulla stessa linea di De Luca, il presidente del Veneto, Luca Zaia, che sulla riapertura delle scuole ha detto: “Tifiamo tutti per la ripartenza il 10 gennaio, ma se ce lo consigliassero gli scienziati, non sarebbe una tragedia rinviare all’inizio di febbraio. Ci vuole l’onestà intellettuale di avvisare i cittadini se i dati epidemiologici dovessero peggiorare, l’ipotesi dello slittamento della data del ritorno in classe è sul tavolo”. Il governatore, parlando al Corriere della Sera, ha inoltre lanciato al governo la proposta “di valutare l’introduzione dellauto-monitoraggio a scuola”, che consiste nel consegnare “a tutti gli studenti, una o due volte alla settimana, un kit per il test fai da te. In questo modo riusciremmo a intercettare i positivi prima che il contagio dilaghi”.

In Calabria si torna a scuola il 10 gennaio – Le scuole calabresi riapriranno il 10 gennaio e non più il 7. Lo ha deciso il presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto autorizzando un’ordinanza che recepisce l’orientamento nazionale e che prende atto della recrudescenza dell’epidemia.

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