La Russia pronta all’invasione dell’Ucraina se la NATO e l’Europa continueranno ad espandersi verso Est

Avantgardia

La Russia continua ad ammassare nuove truppe vicino al confine con l’Ucraina, nonostante le rassicurazioni di non belligeranza emerse durante il vertice virtuale, tra Putin e Biden dello scorso mese.

Altre unità militari russe sono state inviate nella zona di confine negli ultimi giorni, riferiscono fonti vicine all’intelligence americana. Funzionari statunitensi e ucraini hanno anche le prove che la Russia abbia iniziato a deviare i sistemi aerei e ferroviari commerciali, per sostenere lo sforzo militare e per evitare la presenza di mezzi civili russi in uno scenario di guerra
Le ultime valutazioni dell’intelligence statunitense collocano più di 50 “gruppi tattici” dispiegati intorno al confine con l’Ucraina più altri sei in transito lungo la tratta principale che collega le due nazioni. Questi gruppi, che in genere possono includere fino a 900 persone ciascuno, sono unità di combattimento altamente diversificate e abbastanza autosufficienti con una combinazione di truppe, artiglieria, armi anticarro, unità di ricognizione e ingegneria. I BTG, come sono noti, hanno svolto un ruolo di primo piano nell’attività militare russa in Ucraina nel 2014.
L’amministrazione Biden vede ancora una finestra per scoraggiare una guerra, Putin non ha ancora deciso se e quando lanciare un attacco. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato “crediamo che i colloqui sarebbero più produttivi se avvenissero in un ambiente di de-escalation, invece che di escalation”.
Secondo una bozza di accordo, pubblicata online venerdì dal ministero degli Esteri russo, la Russia chiede garanzie di sicurezza agli Stati Uniti e alla NATO, incluso un impegno vincolante che la NATO non si espanderà più a est e non consentirà all’Ucraina di unirsi all’alleanza militare. Questa richiesta è stata presentata da alcuni funzionari russi all’Assistente del Segretario di Stato Karen Donfried in visita a mosca per continuare gli accordi di non belligeranza.
Nonostante l’offerta di facilitare un incontro tra  Russia e NATO per discutere le preoccupazioni di Mosca, Biden ha segnalato che gli Stati Uniti non faranno alcuna concessione né sulla NATO né sul futuro dell’Ucraina e questa non è certo un’apertura alla pace.
Il gioco dell’America in questa disputa rimane sicuramente ambiguo, da una parte vuole nuovi accordi, dall’altra attraverso la NATO, cerca di espandere il controllo dei confini sempre più a Est. Sembra di rivedere la crisi di Cuba ma questa volta a parti invertite.
La crisi dei missili di Cuba, nota anche come crisi di ottobre, fu un confronto tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica in merito al dispiegamento di missili balistici sovietici a Cuba in risposta a quelli statunitensi schierati in Turchia, Italia e Gran Bretagna, in vicinanza della frontiera con l’URSS. L’episodio, avvenuto durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy è stato considerato uno dei momenti più critici della Guerra fredda in cui si è arrivati più vicino a una guerra nucleare. Dopo un lungo periodo di stretti negoziati venne raggiunto un accordo tra il presidente americano John F. Kennedy e il presidente russo Nikita Chruščёv. Pubblicamente, i sovietici avrebbero smantellato le loro armi offensive a Cuba e le avrebbero riportate in patria, sotto verifica da parte delle Nazioni Unite e in cambio di una dichiarazione pubblica da parte statunitense di non tentare di invadere nuovamente Cuba. In segreto, gli Stati Uniti avrebbero anche acconsentito a smantellare tutti i PGM-19 Jupiter, di loro fabbricazione, schierati in Turchia, Italia e Gran Bretagna. Una serie di ulteriori accordi ridusse le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica per diversi anni.
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, ha riferito durante una conferenza stampa, “Crediamo che il dialogo sia importante soprattutto quando i tempi sono difficili come in questo momento. Il nostro invito a Mosca per incontrarsi nel Consiglio NATO-Russia è valido, e siamo pronti a sederci. Ma non scenderemo mai a compromessi sul diritto di ogni nazione sovrana, come l’Ucraina, di scegliere la propria strada e del principio che spetta alla NATO e ai 30 alleati decidere quando l’Ucraina è pronta ad aderire all’Alleanza”.
Le recenti immagini satellitari scattate da Maxar Technologies mostrano che la Russia ha ammassato truppe ed equipaggiamenti a meno di 30 miglia dal confine con l’Ucraina. Le immagini mostrano un aumento tra il 7 settembre e il 5 dicembre del numero di veicoli militari russi nella città sudoccidentale russa di Soloti. Secondo Michael Kofman, direttore del programma di ricerca del Russia Studies Program presso la CNA, la Russia sembrava aver costituito un nuovo reggimento all’interno della sua 3rd Motor Rifle Division, una divisione di fanteria delle forze di terra russe.
“La 3a divisione è ancora in fase di costituzione, così come la 144a”, ha detto Kofman. Ma ha sottolineato che la principale fonte di dispiegamento verso l’Ucraina dell’esercito russo, può essere vista maggiormente nei movimenti del 6° BTG del 1° a Voronezh, del 41° a Yelnya, del 58° e del 49°, che dalla Crimea si stanno muovendo verso il territorio ucraino.
Putin ha affermato che la Russia ha il diritto di “difendere la propria sicurezza” di fronte a una potenziale spinta verso est della NATO.
L’amministrazione Biden sta ancora valutando se inviare più armi ed equipaggiamento pesanti agli ucraini, dopo le spedizioni negli ultimi due mesi di missili anticarro Javelin e unità di lancio di comando, motovedette di classe isola, kit di pronto soccorso, radio, elettronica, attrezzature mediche , motori, generatori, pezzi di ricambio, nonché armi leggere e munizioni.
Ovviamente queste forniture belliche vengono viste dalla Russia come altamente provocatorie, in un momento in cui gli Stati Uniti, l’Europa e la NATO stanno cercando di far allentare l’escalation di Mosca.
Jacob Jeremiah Sullivan il giovane consigliere per la sicurezza del governo Biden, gioca alla guerra e dichiara, “Mentre perseguiamo con i canali diplomatici, ci stiamo preparando anche per tutte le possibili misure contingenti. Anche attraverso la preparazione di risposte specifiche all’escalation russa, qualora fossero necessarie, risposte specifiche, solide e chiare, da attuare nel momento in cui si ritenessero necessarie”.
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