Ecco perché in Irlanda una bottiglia di vino costerà minimo 7,40 euro. La qualità non c’entra: una scelta che lascia l’amaro in bocca

Avantgardia

Le bevande con un contenuto alcolico del 40%, come il gin o la vodka, non possono essere vendute a meno di 20,70 euro, mentre una bottiglia di whisky da 700 ml a meno di 22 euro. La decisione del governo di Dublino per contrastare l’alcolismo, problema nazionale

Una bottiglia standard di vino non può essere venduta a meno di 7,40 euro. Succede in Irlanda, dove oggi è entrata in vigore una legge che fissa prezzi minimi sugli alcolici. Per una lattina di birra, il prezzo minimo sarà di 1,70 euro. Le bottiglie con un contenuto alcolico del 40%, come il gin o la vodka, non possono essere venduti a meno di 20,70 euro, mentre una bottiglia di whisky da 700 ml a meno di 22 euro. La norma cerca di colpire soprattutto questi superalcolici, venduti sottocosto nei negozi e nei supermercati.

La misura

L’obiettivo del prezzo minimo unitario è quello di colpire prodotti che risultano troppo economici rispetto alla loro forza alcolica, dato che la soglia di costo è direttamente proporzionale alla quantità di alcol puro presente nella bevanda. “Questa misura è progettata per ridurre le malattie gravi e la morte dovute al consumo di alcol e per ridurre la pressione sui nostri servizi sanitari”, ha dichiarato il ministro della salute Stephen Donnelly. Si è vantato inoltre di questo primato dell’Irlanda, uno dei pochi paesi al mondo a introdurre un prezzo minimo.

In verità, non distante, avevano provveduto a introdurre la stessa misura la Scozia, la prima in Europa ad inserirla nella sua legislazione nel 2018, seguita dal Galles nel 2020. A proposito di rapporti di buon vicinato, si prevede che la normativa determinerà un’impennata delle vendite transfrontaliere nei negozi e nei supermercati dell’Irlanda del Nord. Anche lì, il governo è stato sollecitato a introdurre una legislazione simile, ma una consultazione pubblica sulla questione non è stata completata. Altri territori che hanno stabilito un prezzo minimo legale si trovano nella Federazione Russa, nonché in alcune regioni in Australia e Canada.

L’alcolismo un problema nazionale

In Irlanda l’alcolismo è un problema molto diffuso e, secondo un un rapporto pubblicato nel 2016 dallo Health Research Board, nel Paese dei trifogli l’abuso di alcol uccide tre persone al giorno. Il consumo medio è stato calcolato in 11 litri all’anno. Pur essendo un dato stabile dal 2015, l’Agenzia irlandese delle dogane ha rilevato nel 2020 un calo pari al 6,6%, legato molto probabilmente alle chiusure di pub e ristoranti per la pandemia. Le donne irlandesi, inoltre, sono state classificate tra le più forti bevitrici del mondo.

Un rapporto tra alcol e salute evidenziava inoltre che il consumo eccessivo di queste bevande ha incrementato la mortalità, soprattutto tra le fasce di giovani dai 15 ai 39 anni, che tendono ad acquistarlo a basso costo nei negozietti e nei supermercati. Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’Irlanda figura al secondo posto al mondo per il fenomeno del binge drinking (l’abbuffata alcolica), diffusa soprattutto tra gli adolescenti. A tal proposito, il ministro Frank Feighan, con responsabilità per la salute pubblica, il benessere e la strategia nazionale sulle droghe, ha affermato: “Stiamo prendendo questa azione per assicurare che l’alcol forte a buon mercato non sia disponibile per i bambini e i giovani a prezzi da ‘paghetta’ e per aiutare coloro che bevono a livelli dannosi a ridurre la loro assunzione”.

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