La minaccia alla libertà dei lavoratori dei media “cresce di giorno in giorno”

Avantgardia

Giornalisti e operatori dei media stanno affrontando una “crescente politicizzazione” del loro lavoro che minaccia la libertà di svolgere semplicemente il proprio lavoro, ha affermato il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa.

La giornata punta i riflettori sul lavoro essenziale che svolgono gli addetti all’informazione, portando chi detiene il potere a rendere conto delle sue azioni con trasparenza, “spesso questo li sottopone a grande rischio”, ha affermato in un videomessaggio il Segretario generale António Guterres.

In prima linea nelle crisi “Durante la pandemia di COVID-19, molti operatori dei media sono stati in prima linea, fornendo report accurati e basati sulla scienza per informare i responsabili delle decisioni e salvare vite umane”, ha affermato. “Allo stesso tempo, i giornalisti che si occupano di clima, biodiversità e inquinamento sono riusciti a portare l’attenzione globale su questa tripla crisi planetaria”.

Ma le minacce alla loro libertà di fare reportage e raccontare storie in modo equo e accurato, si moltiplicano ogni giorno. “Dalla salute globale alla crisi climatica, alla corruzione e alle violazioni dei diritti umani, devono affrontare da più parti, una maggiore politicizzazione del loro lavoro e tentativi di metterli a tacere. La tecnologia digitale ha democratizzato l’accesso alle informazioni. Ma ha anche creato sfide serie”.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha osservato che molte piattaforme di social media guadagnano non aumentando l’accesso a notizie basate sui fatti, ma aumentando il coinvolgimento, “che spesso significa provocare indignazione e diffondere bugie”.

“Gli operatori dei media nelle zone di guerra sono minacciati non solo da bombe e proiettili, ma dalle armi di falsificazione e disinformazione che accompagnano la guerra moderna. Possono essere attaccati come nemici, accusati di spionaggio, detenuti o uccisi semplicemente per aver svolto il loro lavoro”.

Guterres ha inoltre affermato che la tecnologia digitale sta anche rendendo la censura più facile non solo per i governi autoritari, cercando di sopprimere la verità, con molti giornalisti ed editori che affrontano la prospettiva che il loro lavoro venga messo offline quotidianamente.

La tecnologia digitale sta inoltre creando nuovi “canali per l’oppressione e l’abuso”, con le giornaliste “a rischio particolare” di molestie e violenze online.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) ha condotto una ricerca demografica, scoprendo che quasi tre quarti delle donne intervistate ha subito violenze online. L’hacking e la sorveglianza illegale sono ulteriori forzature che impediscono ai giornalisti di svolgere il proprio lavoro.

“I metodi e gli strumenti cambiano, ma l’obiettivo di screditare i media e nascondere la verità rimane lo stesso di sempre”, ha affermato Guterres, portando i cittadini che vivono in società senza media liberi, a essere “manipolati in modi orribili”.

“Senza libertà di stampa non esistono vere società democratiche. Senza libertà di stampa, non c’è libertà”, ha affermato.

Dieci anni fa, l’ONU ha stabilito un Piano d’azione sulla sicurezza dei giornalisti, per proteggere gli operatori dei media e porre fine all’impunità per i crimini commessi contro di loro, e l’ONU continua a lottare per proteggere i loro diritti. La conferenza per la Giornata mondiale della libertà di stampa di quest’anno, costruita attorno al tema “Il giornalismo sotto l’assedio digitale”, è iniziata lunedì e si svolgerà fino al 5 maggio a Punta Del Este, in Uruguay

I partecipanti stanno discutendo dell’impatto dell’era digitale sulla libertà di espressione, la sicurezza dei giornalisti, l’accesso alle informazioni e la privacy. Gli eventi della Giornata mondiale della libertà di stampa, riuniranno i principali responsabili governativi dei media, giornalisti, attivisti, responsabili della sicurezza informatica ed esperti legali, per esplorare questi problemi e sviluppare soluzioni concrete atte ad affrontare le minacce poste alla libertà di stampa e alla privacy nell’era digitale.

Fonte: Nazioni Unite

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