La Cina resiste alle pressioni dell’Unione Europea e bacchetta Ursula von der Leyen

Avantgardia

L’UE chiede a Pechino di non consentire a Mosca di aggirare le sanzioni occidentali imposte sull’invasione russa dell’Ucraina, il governo cinese risponde di non consentire agli Stati Uniti di decidere per l’Europa.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che i leader di entrambe le parti, su molti argomenti, “si sono scambiati opinioni chiaramente opposte”, ma ha anche espresso la speranza che la Cina usi la sua influenza, come grande potenza e membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per convincere la Russia a fermare Il conflitto.

“Abbiamo chiesto alla Cina di aiutare a porre fine alla guerra in Ucraina. La Cina non può chiudere un occhio sulla violazione del diritto internazionale da parte della Russia. Qualsiasi tentativo di aggirare le sanzioni o fornire aiuti alla Russia prolungherebbe la guerra”, ha affermato.

Diverse settimane prima dell’invasione del 24 febbraio, Cina e Russia hanno dichiarato una  partnership strategica definita “senza limiti”.Per questo motivo si è sempre rifiutata di condannare, quella che la Russia ha definito una “operazione militare speciale” in Ucraina o di chiamarla “invasione milatare”. Pechino ha ripetutamente criticato quelle che definisce “sanzioni occidentali illegali e unilaterali”.

Xi Jinping ha precisato ai leader dell’UE che la causa principale della crisi ucraina “sono state le tensioni sulla sicurezza dei singoli stati in Europa” e che la “soluzione fondamentale era quella di accogliere le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti in gioco”. Inoltre, come riporta il quotidiano di stato Global Time, ha affermato che la Cina ha sempre cercato la pace e promosso i negoziati, disposta a continuare a svolgere un ruolo costruttivo con la comunità internazionale.

Prima dell’incontro, il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian ha avvertito che la Cina “disapprova la risoluzione dei problemi legati alla guerra in Ucraina, attraverso le sanzioni irragionevoli.
“siamo ancora più contrari alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione detenuta da un braccio lungo oltre oceano che non hanno basi nel diritto internazionale”.

Zhao ha detto che quando si parla della situazione in Ucraina, Pechino non è costretta a “scegliere da che parte stare o adottare un approccio semplicistico, amico o nemico. Invece cerca di resistere per scongiurare l’escation di una Guerra Fredda che di fatto alimenta e non blocca il conflitto”.

Questo mette in luce la visione cinese che vede gli Stati Uniti come un aggressore politico/economico all’interno della comunità europea.

“In qualità di colpevoli e principali istigatori della crisi ucraina, gli Stati Uniti hanno portato la NATO a impegnarsi in cinque cicli di espansione verso est negli ultimi due decenni dopo il 1999”, ha affermato. Aggiungendo che l’adesione alla NATO è quasi raddoppiata, passando da 16 a 30 paesi e ha spinto “la Russia al muro passo dopo passo”.

Dal suo punto di vista invece la Von der Leyen ha descritto il tono del vertice come “aperto e franco”…

La Cina teme che l’UE prenda spunto dagli Stati Uniti e adotti una linea più dura in materia di politica estera. Nel 2019, l’UE è improvvisamente passata dal suo solito linguaggio diplomatico morbido ad uno più duro etichettando la Cina come un “rivale sistemico”.

L’UE si è anche unita agli Stati Uniti e al Regno Unito nel sanzionare funzionari cinesi per presunte violazioni dei diritti umani nello Xinjiang e per la repressione a Hong Kong, questo ovviamente non viene visto di buon occhio dal governo cinese, che negli ultimi anni si è lanciato un una politica espansionistica più aggressiva. Il primo passo è stato congelare l’attuazione di un “accordo di investimento UE-Cina”, già negoziato e in fase di partenza. Ha inoltre sospeso le importazioni dalla Lituania, dopo che “Taiwan ha aperto un’ambasciata de facto” a Vilnius, facendo molto  arrabbiare Pechino che rivendica come propria l’isola di Taiwan, che definisce “governata democraticamente”.

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