Macron e Johnson segnano l’inizio della destabilizzazione europea

Avantgardia

L’Europa viene trascinata nel vortice della destabilizzazione con i governi che crollano uno dopo l’altro, mentre i paesi sono colpiti dagli effetti della guerra, che ne evidenzia le criticità e la poca stabilità.

Dopo la Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ha perso la maggioranza nell’Assemblea nazionale, è stata la volta del primo ministro britannico Boris Johnson di vedere il suo governo tremare e crollare nella fiducia. Rapidi sviluppi politici sono previsti nella capitale britannica, dopo le dimissioni di Johnson.

Dimissioni preventivate già Lunedì, quando uno dei più stretti alleati di Boris Johnson ha osservato parlando alla BBC: “Tutto sarà finito entro quest’ora domani (mercoledì). Nessun primo ministro può sopravvivere alle dimissioni di due alti ministri”.

Dure le dichiarazioni dei Ministri dimissionari che hanno dato il via al crollo di Johnson, Sajid Javid ha affermato di aver perso la fiducia nella capacità di governo di Boris Johnson dopo una serie di scandali. Un’opinione che, ha aggiunto, è condivisa da molti parlamentari e anche dall’opinione pubblica del Paese.

“È stato un privilegio essere chiamato al governo per ricoprire il ruolo di ministro della salute e dell’assistenza sociale in un momento così critico per il nostro Paese. Sono un giocatore di squadra per natura, ma il popolo britannico si aspetta giustamente integrità dal proprio governo. Il tono che Johnson ha dato come leader e i valori che rappresenta si riflettono di conseguenza sui suoi Ministri, sul suo partito e, in definitiva, sul Paese. Noi (compreso il Partito conservatore) potremmo non essere sempre stati popolari, ma siamo sempre stati in grado di agire nell’interesse nazionale. Purtroppo, nelle condizioni attuali, i cittadini si vergognano perchè ora non ne siamo più capaci. Mi dispiace dirlo, ma mi è chiaro che questa situazione non cambierà se non cambiamo l’attore principale (Boris Johnson) e quindi ha perso anche la fiducia” scrive l’ex ministro della Salute.

“Non potevamo continuare così”, osserva l’altro ministro, Rishi Sunak. “Mi è diventato chiaro che i nostri approcci erano fondamentalmente molto diversi”,

sottolinea Rishi Sunak in una lettera, che ha reso pubblica tramite il suo account Twitter.

“Credo che valga la pena lottare per questi standard, ed è per questo che mi sono dimesso”, dice e continua: “Il nostro Paese sta affrontando sfide enormi. Credo che il popolo sia pronto ad ascoltare questa verità. La nostra gente deve sapere che oggi c’è un percorso verso un futuro migliore, ma è un percorso non facile”. “In preparazione per il nostro discorso congiunto sull’economia, mi è apparso chiaro che i nostri approcci erano fondamentalmente molto diversi. Mi dispiace aver lasciato il governo, ma sono giunto alla conclusione che non potevamo continuare così”. conclude.

Le dimissioni dei due ministri sono arrivate poco dopo che Downing Street ha ammesso che il premier aveva “dimenticato” di essere stato informato nel 2019 di un’indagine per molestie sessuali sull’allora sottosegretario per l’Europa Chris Pincher. Pincher ha recentemente rassegnato le dimissioni dal suo ultimo incarico, quello di vice capo della disciplina del partito, dopo aver ammesso di aver picchiato in ubriachezza due uomini in un club del partito conservatore la scorsa settimana.

Come previsto, i partiti di opposizione si sono affrettati ad approfittare della situazione. “Questo governo è crollato a causa dei troppi scheletri nell’armadio”, ha detto in particolare il leader laburista, Sir Keir Starmer.

Cambiano i governi, cambiano le linee politiche degli stati, ora bisognerà solo vedere quanto questi avvicendamenti modificheranno anche i rapporti con la politica europea in particolare sulla questione Russia-Ucraina.

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