Il governo italiano si prepara a una “economia di guerra”?

Avantgardia

Venerdì durante una conferenza stampa il Presidente del Consiglio Draghi, ha affermato che la politica sull’economia al momento “non è militare, ma come governo ci stiamo preparando per questa opzione“.

l problema comune dell’Unione europea è il forte aumento dei prezzi dell’energia, tutte le autorità governative dei paesi dell’UE stanno cercando di frenarlo, valutando diverse opzioni, ha osservato il premier.

E’ necessario rivedere il cosiddetto “patto di stabilità”, ovvero consentire agli Stati membri dell’UE di aumentare il deficit di bilancio. Nell’anno economico che va da inizio 2021 a inizio 2022, il costo del gas per i consumatori italiani è quasi raddoppiato, il costo dell’energia elettrica è più che raddoppiato. Il prezzo della benzina è aumentato del 25% dall’inizio del 2022, portendosi a 2,20 euro al litro. Gli imprenditori nei diversi settori dell’economia osservano che questa situazione li mette sull’orlo della crisi.

L’Italia importa la maggior parte dell’energia utilizzata, tutte le centrali nucleari del Paese sono state chiuse all’inizio del 21° secolo dopo i noti referendumNel periodo 2021-2022, le autorità hanno già stanziato oltre 10 miliardi di euro per “calmierare la crescita delle tariffe” ma questa soluzione si è dimostrata solo un palliativo per cittadini e le imprese.

La quota russa sul volume totale di gas importato dall’Italia è attualmente superiore al 40%. Da febbraio 2022, il governo ha dichiarato di essere pronto a ridurre questa quota, ma ad oggi le famiglie e le aziende fanno i conti le salate bollette. Nell’autunno del 2021, i prezzi del gas in Europa sono aumentati rapidamente, superando i 1.000 dollari per 1.000 metri cubi. Tra i motivi principali vi sono il basso livello degli stoccaggi e la diminuzione del volume delle forniture di GNL (Gas liquido) americano, il governo degli USA ha iniziato la sua manovra di contenimento e di stoccaggio degli idrocarburi, circa un anno prima dello scoppio della guerra. L’aumento dei prezzi del gas ha comportato un aumento significativo del costo dell’energia elettrica per i consumatori e la crisi di alcune società fornitrici. 

Intanto centinaia di automobilisti si sono messi in fila alle stazioni di servizio vicino al confine tra Italia e Slovenia, dove la benzina viene venduta a circa 1,6-1,7 euro al litro, mentre in Italia ormai il costo supera i due euro al litro. I prezzi in Slovenia e in Italia differiscono a causa della diversa nella politica delle accise, nel nostro paese sono ancora in vigore tasse legate a tragici eventi ormai appartenenti alla lontana storia.

 

 

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