L’allarme terrorismo è alto anche in Italia, dove si temono possibili ripercussioni da parte di gruppi legati alla situazione in Medio Oriente. 

Guerra in Israele: Hamas provoca allarme terrorismo in Italia – Ultime notizie

Avantgardia
La guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza continua a provocare morti e distruzione.

La situazione è critica e in continua evoluzione, con attacchi aerei e lancio di razzi da entrambe le parti. L’allarme terrorismo è alto anche in Italia, dove si temono possibili ripercussioni da parte di gruppi legati alla situazione in Medio Oriente.

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto oltre 100 attacchi aerei nella zona di Daraj Tuffah, a Gaza. Israele afferma di aver trovato almeno 40 bambini uccisi tra le circa 200 persone trucidate dai terroristi che si nascondono tra le case a Gaza. Hamas continua a lanciare razzi su Israele, ora anche nel nord del paese, molto probabilmente appoggiati da estremisti nel sud del Libano, Una situazione che Israele affronta attaccando anche postazioni di Hezbollah in Libano. Il Ministero della Sanità di Gaza ha annunciato che 1.700 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto con Israele, altre 6.968 sono state ferite.

La guerra tra Israele e Hamas, iniziata il 7 ottobre 2023 con un attacco di un gruppo terroristico palestinese durante un concerto, e il rapimento di circa 200 civili israeliani, è entrata nella sua seconda settimana senza segni di tregua. Le forze israeliane hanno lanciato oltre 3.600 raid aerei e terrestri contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza, uccidendo almeno 500 militanti e distruggendo infrastrutture e tunnel sotterranei. Hamas ha risposto con migliaia di razzi verso le città israeliane, causando 25 morti e oltre 300 feriti tra i civili. Il conflitto ha provocato anche una grave crisi umanitaria a Gaza, dove oltre un milione di persone sono state evacuate dal nord della Striscia per sfuggire ai bombardamenti. Il valico di Rafah al confine con l’Egitto è rimasto chiuso a causa dei raid israeliani, impedendo l’ingresso di aiuti umanitari e medici.

Il conflitto tra Israele e la Palestina ha raggiunto livelli critici con l’escalation della violenza nell’ultimo periodo. Le tensioni sono aumentate a seguito dell’espulsione di famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est e dell’assedio alla moschea di Al-Aqsa. La situazione è ulteriormente peggiorata con gli attacchi missilistici di Hamas contro Israele e la conseguente risposta delle forze israeliane. Un conflitto che ha origini storiche e politiche complesse. La questione centrale riguarda il diritto alla terra e alla sovranità su Gerusalemme, che entrambe le parti rivendicano come propria. Le Nazioni Unite hanno adottato diverse risoluzioni per risolvere il conflitto, ma finora non sono state trovate soluzioni durature.

La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per l’escalation della violenza e ha chiesto una cessazione immediata delle ostilità. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha inviato il suo portavoce Hady Amr nella regione per mediare tra le parti in conflitto e facilitare il rilascio degli ostaggi. L’Unione Europea ha inviato una delegazione di alto livello, guidata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dalla presidente del Parlamento Roberta Metsola, per mostrare la sua solidarietà a Israele e sostenere gli sforzi diplomatici. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto diverse riunioni d’urgenza per discutere la situazione, ma non è riuscito a raggiungere una posizione comune a causa del veto della Russia e della Cina.

L’Onu ha inoltre denunciato la morte di 9 membri del personale umanitario in un attacco israeliano a Gaza. L’agenzia di stampa ufficiale di Hamas ha affermato che i miliziani sono pronti a uccidere gli ostaggi, se Israele darà inizio all’invasione a terra. Gli Stati Uniti intanto non stanno a guardare e annunciano l’invio di altre navi da guerra nel Mediterraneo orientale per proteggere gli interessi americani in Israele.

L’escalation della violenza sta suscitando preoccupazione in tutto il mondo, con numerosi paesi che hanno chiesto una fine immediata delle ostilità. In Italia, c’è allarme per la situazione in Medio Oriente, con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha dichiarato che il nostro paese è “pronto a fornire assistenza umanitaria” in caso di necessità.

“In questo momento, la situazione in Israele e nella Striscia di Gaza rimane estremamente tesa, con la comunità internazionale che cerca di trovare una soluzione pacifica al conflitto. Le ultime notizie riportano che gli attacchi terroristici contro Israele continuano, e che l’esercito israeliano sta intensificando i suoi attacchi aerei contro i terroristi di Hamas nella striscia di Gaza”.

In Italia, l’allarme terrorismo è alto a causa della minaccia di attacchi da parte di gruppi islamici radicali. Le autorità hanno dichiarato di essere in stato di massima allerta e di avere adottato tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini. Il governo ha rafforzato le misure di sicurezza e la vigilanza su tutti i possibili obiettivi sensibili, come le sedi istituzionali, le ambasciate, i luoghi di culto e i centri commerciali. Il ministero dell’Interno ha anche aggiornato i piani di emergenza e monitora costantemente le possibili infiltrazioni di soggetti pericolosi tra i flussi migratori e nelle carceri. L’intelligence si concentra sui foreign fighters, cioè i combattenti stranieri che potrebbero tornare in Italia dopo aver partecipato a conflitti in Medio Oriente o in altre zone di guerra. Secondo il direttore centrale della polizia di prevenzione e presidente del C.A.S.A, Comitato di analisi strategica antiterrorismo, Diego Parente, c’è un “rischio di infiltrazioni di soggetti pericolosi per la sicurezza all’interno dei flussi migratori“. Inoltre, ci sono preoccupazioni per la radicalizzazione di individui già presenti in Italia.

Per quanto riguarda le prospettive future, è difficile fare previsioni precise. La situazione in Medio Oriente è estremamente complessa e dipende da molti fattori, tra cui la politica interna di Israele e dei paesi vicini, le relazioni internazionali, e la situazione economica e sociale dei paesi coinvolti. Tuttavia, è possibile affermare con una certa sicurezza che la guerra in corso avrà conseguenze a lungo termine sulla regione e sul mondo intero. E’ importante che la comunità internazionale lavori insieme per trovare una soluzione pacifica al conflitto e per garantire la sicurezza e la stabilità della regione.

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