Cosa vuole Draghi? Questa è la domanda che ci si pone dopo il giovedì di Roma

Avantgardia

Il premier Mario Draghi si è dimesso giovedì sera dopo aver perso il sostegno del Movimento Cinque Stelle. Il presidente Sergio Mattarella non ha accettato le dimissioni. E il governo italiano?

Cosa vuole Mario Draghi? Questa è la domanda posta dopo il drammatico giovedì di Roma. Non c’è più la maggioranza, ha osservato l’ex presidente della Banca centrale europea, dopo che il Movimento Cinque Stelle si è allontanato dal voto di fiducia.

Le parole con cui Draghi ha spiegato il suo tentativo di dare le dimissioni, hanno lasciato poco spazio alla ripartenza. Eppure la ripartenza è la rotta su cui sta invece andando il presidente Sergio Mattarella, che rifiuta le dimissioni e lo riporta in parlamento, dove Draghi si presenterà mercoledì. Nei giorni successivi, i nostri politici saranno costretti agli straordinari, deliberando febbrilmente per trovare un nuovo equilibrio all’interno delle stanze di governo.

Ma Draghi darà davvero valore a un simile tentativo?

Non ci sarà un secondo governo Draghi“,ha avvertito senza ulteriori indugi, nel frenetico tentativo di riportare in linea il Movimento Cinque Stelle. Prima di presentare le sue dimissioni, ha ringraziato la sua squadra di ministri per il lavoro svolto con una dichiarazione che sembrava salutare la sua premiership.

Anche senza i Cinque Stelle, Draghi ha ancora la maggioranza numerica in parlamento. È sopravvissuto al voto di fiducia, ma questo sostegno politico non è più sufficiente. Pochi giorni di riunione dietro le quinte potrebbero cambiarlo?

Draghi nelle ultime settimane ha mostrato riluttanza a fare grandi concessioni alle parti. Ciò costituirebbe un precedente dannoso. Insomma, oggi non c’è una ricetta che vada verso una stabilità duratura.

Tuttavia, un potenziale accordo è ancora l’esito sperato sia da Bruxelles, sia dai mercati finanziari. Giovedì, lo spread di rendimento dei titoli di Stato italo-tedeschi – si è notevolmente ampliato. Giovedì la Borsa di Milano ha chiuso in rosso (-3,4 per cento), ma venerdì mattina ha ripreso a crescere con cautela.

Anche sugli uffici dell’Ue, le speranze che Draghi sopravviva alla crisi, non sono del tutto scomparse. Sebbene la presidente della Commissione Ursula von der Leyen non commenti le politiche interne degli Stati membri, giovedì sera ha sottolineato la stretta e costruttiva collaborazione con il primo ministro Draghi. Il commissario europeo Paolo Gentiloni ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero : “La stabilità è un valore in sé. Siamo in una tempesta che richiede coesione e leadership forte, qualità in cui eccelle il governo di Mario Draghi”.

Anche il Partito Democratico, spera con fervore in una ripartenza, così come una parte del frammentato Movimento Cinque Stelle, responsabile della crisi, venerdì ha fatto sapere che è aperto alla riconciliazione. Di altra idea invece il Centro destra, che forte dei sondaggi chiede elezioni anticipate.

Questo scenario ha anche degli svantaggi. Le elezioni sono previste per la prossima primavera. Se vengono anticipate all’autunno, si creano problemi con la legge di bilancio, che deve essere completata entro la fine dell’anno. Ora tocca al presidente del Consiglio scegliere. Sta mandando il paese in una campagna elettorale anticipata, o si sta rimangiando le parole pronunciate in precedenza con tanta fermezza, per realizzare il Mattarella Bis?

Guardando alla crisi Ucraina – Russia, attenzione al cambiamento degli scenari politici di guerra, tutti più grossi “amici degli USA”, stanno uscendo di scena…

 

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