La Germania non ha mai avuto così tanti poveri

Avantgardia

Uno studio ufficiale fissa al 16,6% la quota di popolazione costretta a vivere in condizioni di indigenza, all’interno della prima economia della zona euro. Ciò alimenta le maggiori preoccupazioni in un momento di aumento vertiginoso dei prezzi e dei costi dell’energia.

La povertà in Germania ha raggiunto un livello mai visto dalla riunificazione. L’indagine annuale appena resa pubblica dal Paritätischer Gesamtverband, un gruppo di organizzazioni caritative e sociali, rivela che nel 2021, 13,8 milioni di persone sono state costrette a vivere in povertà. Ciò rappresenta, il 16,6% della popolazione, un valore in continuo incremento. E questa situazione diventa tanto più preoccupante in quanto il governo di Olaf Scholz (SPD/Verdi/Liberali) intende programmare un ritorno alla più rigida austerità di bilancio a partire dal 2023, privati ​​di tutto, anche ad andare in vacanza. La pandemia di Covid, che ha colpito coloro che erano già i più precari, ha contribuito a questo nuovo balzo di persone che vivono con meno del 60% dello stipendio, ovvero intorno ai 1.100 euro al mese. Dietro queste figure, ci sono i destini di cittadini che, precisa il Gesamtverband, non possono accedere a una vita sociale “normale” , devono privarsi di tutto ciò che è “superfluo”,  al punto da “rinunciare a comprare un biglietto per il cinema, ad andare in vacanza, oppure a dedicarsi a uno sport o a un hobby”.

In questo bilancio pesa molto il movimento di precarizzazione di parte dei dipendenti pubblici, indotto dalle riforme antisociali varate all’inizio degli anni 2000 dall’ex cancelliere Schröder, proseguite dalla Merkel. Tanto più che recentemente è stato amplificato da una crescente privatizzazione delle attività. Di fronte all’esplosione dell’inflazione, Ulrich Schneider, leader del Gesamtverband, denuncia “la natura ridicola” delle misure – assegni o bonus senza futuro – presentate da Berlino come mezzi per aiutare gli indigenti.

Tra gli sviluppi più preoccupanti, l’aumento vertiginoso delle bollette elettriche è estremamente preoccupante. Già nell’inverno 2020-2021 erano state tagliate circa 600.000 utenze per mora. In un mercato completamente liberalizzato, il prezzo per kilowattora era salito vertiginosamente (per poi superare il doppio della tariffa regolamentata dall’ EDF). Oggi è spinto a livelli ancora più vertiginosi perché è indicizzato al prezzo del gas, che a sua volta  è volato da un record all’altro.

La povertà, in tutte le sue forme è destinata a battere rapidamente nuovi record e a diffondersi nella prima economia dell’eurozona. Tanto più che l’eccezionale dotazione di 100 miliardi di euro adottata a giugno per fare dell’esercito federale il primo in Europa, deve rimanere l’unica violazione del freno all’indebitamento (Schuldenbremse), una regola sancita dalla Costituzione tedesca che vieta qualsiasi superamento di oltre lo 0,35% il disavanzo pubblico.

Tra l’espansione della povertà e l’allineamento con gli ordini militari di Washington, la coalizione di governo ha scelto il rinforzo dell’armamento piuttosto che lotta alla povertà.

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