Erdogan: La Turchia mobilita 3.000 avvocati per punire Israele per il genocidio a Gaza

Avantgardia

 Il presidente turco ha evidenziato che circa 3.000 avvocati, inclusi quelli turchi, hanno presentato richieste alla CPI in relazione alle azioni di Israele a Gaza.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato un’azione senza precedenti, dichiarando che la Turchia utilizzerà tutte le risorse disponibili per garantire che la Corte Penale Internazionale (CPI) punisca Israele per il presunto genocidio a Gaza. Questa mossa segue le petizioni presentate da circa 3.000 avvocati, compresi quelli turchi, alla CPI in risposta alle azioni di Israele nella Striscia di Gaza.

Durante una conferenza stampa al ritorno da Dubai, dove ha partecipato alla COP28 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Erdogan ha dichiarato:

“Faremo del nostro meglio affinché la Corte Penale Internazionale punisca [Israele] per questo genocidio”.

Ha sottolineato che questa azione non solo condanna il governo di Netanyahu, ma anche coloro che lo sostengono incondizionatamente, avvertendo che pagheranno le conseguenze del loro silenzio negli anni a venire.

Il presidente turco ha evidenziato che circa 3.000 avvocati, inclusi quelli turchi, hanno presentato richieste alla CPI in relazione alle azioni di Israele a Gaza, dichiarando:

“Circa tremila avvocati hanno presentato le richieste necessarie alla Corte Penale Internazionale dell’Aia. Queste persone seguiranno il processo all’Aia.”

Ha espresso la speranza che coloro che sono stati accusati di genocidio, in particolare il primo ministro Netanyahu, ricevano la punizione necessaria.

Erdogan ha promesso un impegno continuo a livello internazionale per fermare gli attacchi israeliani a Gaza e garantire un cessate il fuoco permanente.

“Non dimenticheremo questo genocidio e non permetteremo che altri lo dimentichino. Prima o poi Israele ne pagherà sicuramente le conseguenze.”

Questa mossa della Turchia segna una nuova fase di tensioni internazionali, con implicazioni significative per il Medio Oriente e i rapporti diplomatici globali.

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