Covid, Omicron all’81%: dati sull’incidenza. Lombardia e Veneto restano in zona gialla

Avantgardia

In leggero calo solo l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero. Sale ancora l’Rt medio nazionale sui sintomatici: nel periodo 22 dicembre – 4 gennaio l’indice è stato pari a 1,56 rispetto a 1,43 della settimana precedente. Aumenta anche l’incidenza settimanale: 1.988 casi ogni 100mila (nel periodo 7 – 13 gennaio) contro i 1.669 della settimana precedente

In Italia il 3 gennaio scorso la variante Omicron era predominante, con una prevalenza stimata all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% e il 100%, mentre la Delta era al 19% del campione esaminato.

Sono questi i risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Nell’indagine precedente, e relativa ai casi del 20 di dicembre 2021, la prevalenza di Omicron era stata stimata pari al 21%.

Inoltre, “non bisogna trascurare il fatto che la variante Delta co-circola nel Paese, sia pure con una prevalenza che sta diminuendo progressivamente nel tempo, che suggerisce uno svantaggio competitivo nei confronti di Omicron”.

LOMBARDIA E VENETO IN GIALLO – “Sulla base dei numeri che stanno esaminando al Cts la Lombardia rimarrà gialla anche la prossima settimana“: così ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana. E questo “anche perché – ha aggiunto – uno dei parametri è ancora al di sotto del limite”, ovvero quello dei posti occupati in terapia intensiva. Resta in fascia gialla anche il Veneto, dove il governatore Luca Zaia, in attesa del responso del Cts annuncia: “Aspettiamo l’ufficializzazione, ma i nostri numeri solo da area gialla, in virtù soprattutto della soglia dei ricoveri in area medica”

IL MONITORAGGIO ISS-MINISTERO SALUTE – Peggiorano gli indicatori relativi all’occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica, all’incidenza e ai casi derivanti da catene di tracciamento. 

Incidenza in aumento, 1988 casi ogni 10.000 abitanti – L’incidenza settimanale dei casi di Covid a livello nazionale continua ad aumentare: 1988 ogni 100.000 abitanti (07/01/2022 -13/01/2021) contro 1669 ogni 100.000 abitanti (31/12/2021 -06/01/2021, dati flusso ministero Salute). Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,56 (range 1,24 – 1,8), in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente – quando è risultato pari a 1,43 – e ben al di sopra della soglia epidemica. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Raddoppiano i contagi non associati a catene di trasmissione – Raddoppia il numero di nuovi casi Covid non associati a catene di trasmissione (649.489 contro 309.903 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in forte diminuzione (13% contro il 16% della scorsa settimana). È in diminuzione anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% contro il 50%) ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (39% contro il 34%).

Cresce l’occupazione delle terapie intensive, è al 17,5% – Continua a crescere il tasso di occupazione in terapia intensiva secondo quanto emerge nel monitoraggio Iss-Ministero della Salute di questa settimana sull’andamento di casi di Covid in Italia: sale al 17,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 13 gennaio) rispetto al dato del 15,4% riferito al 6 gennaio. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 27,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 13 gennaio contro il 21,6% del 6 gennaio).

IL CASO VAL D’AOSTA – La Valle d’Aosta registra questa settimana l’incidenza più alta di casi Covid-19, toccando il valore di 3087,3 casi per 100mila abitanti. Seguono la Liguria con un valore di 2845,7 casi per 100mila, e l’Emilia Romagna che registra 2783,7 casi per 100mila. I valori più alti di occupazione per pazienti Covid nei reparti di area non critica si registrano questa settimana in Valle d’Aosta (al 53,5% rispetto alla soglia di allerta fissata al 10%), Calabria (al 38,7%) e Liguria (al 37,3%). Per le terapie intensive i valori più alti di occupazione per pazienti Covid si registrano invece nelle Marche (al 28,2% rispetto alla soglia di allerta del 15%), Provincia autonoma di Trento (al 27,8%) e Friuli Venezia Giulia (al 23,4%). E’ quanto emerge secondo quanto si apprende dalla scheda sugli indicatori decisionali (incidenza e occupazione ospedali) che accompagna il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

Sul tema del conteggio dei ricoveri interviene il presidente della Lombardia Fontana: E’ “assolutamente fondamentale” distinguere fra i ricoverati in ospedale per il Covid e i ricoverati in ospedale per altre ragioni che si scopre sono anche positivi al virus. “E’ stata avanzata per una questione di trasparenza e correttezza, per una questione di informazione che deve giungere ai nostri cittadini nel modo più corretto possibile. Mi pare evidente che esiste una differenza tra chi entra in ospedale per una patologia che dipende dal Covid, e quindi deve essere considerato malato di Covid. e chi entra in ospedale per un’altra patologia, perché ha avuto un incidente stradale, perché deve essere operato di ernia, di appendicite e in quell’occasione si riscontra anche la presenza del Covid. Sono due fattispecie che io ritengo per una questione di correttezza vadano distinte. E’ un discorso che stiamo facendo dai tempi della prima ondata che consideriamo assolutamente fondamentale”.

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