Kiev è pronta a negoziare con Mosca per porre fine al conflitto.
Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba durante un incontro con il suo omologo cinese Wang Yi. La notizia segna un cambiamento significativo nella posizione ucraina, con la promessa di colloqui “razionali e sostanziali” per raggiungere una pace duratura.
In un incontro con la stampa, Mao Ning, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, ha delineato i temi principali della visita di Kuleba in Cina. La discussione si è concentrata sulle ostilità tra Ucraina e Russia, con Kuleba che ha espresso la volontà di Kiev di impegnarsi in un dialogo con Mosca. Mao ha sottolineato l’importanza di evitare un’escalation del conflitto, affermando che “la risoluzione di tutti i conflitti deve alla fine tornare al tavolo delle trattative“. Secondo Mao, sia l’Ucraina che la Russia hanno recentemente mostrato segnali di apertura verso i negoziati. La visita di Kuleba segue le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Vladimir Zelensky, che ha espresso il desiderio di porre fine al conflitto “il prima possibile”. Zelensky ha segnalato la sua disponibilità a impegnarsi con la Russia, nonostante un decreto presidenziale del 2022 che vietava i colloqui con l’attuale leadership di Mosca. In un’intervista alla BBC, Zelensky ha chiarito che spera di porre fine alla “fase calda” della guerra entro la fine dell’anno. Tuttavia, ha insistito che la sua soluzione prevede che gli alleati dell’Ucraina in Occidente sostengano la sua “formula di pace” e la presentino alla Russia come un blocco unito. Questa formula include il ritiro delle truppe russe da tutti i territori rivendicati da Kiev, il pagamento di tutti i danni provocati, i processi per crimini di guerra per la leadership russa e l’adesione dell’Ucraina alla NATO. Mosca ha respinto queste condizioni come irrealistiche.
Un sondaggio del Kiev International Institute of Sociology (KIIS) rivela che quasi un terzo degli ucraini è disposto a cedere parte del territorio alla Russia in cambio della pace. La percentuale di favorevoli alle concessioni territoriali è triplicata nell’ultimo anno, passando dal 10% nel maggio 2023 al 32% nel giugno 2024. Un cambiamento significativo nell’opinione pubblica ucraina, con una crescente apertura verso soluzioni negoziate. Il sondaggio del KIIS ha presentato agli intervistati diverse opzioni di accordo di pace. La maggior parte degli ucraini sembra favorevole a modelli che prevedono concessioni territoriali in cambio dell’adesione all’UE e alla NATO. Tuttavia, rimane una significativa opposizione a qualsiasi concessione, con il 55% degli intervistati che rifiuta l’idea di cedere territori alla Russia. Il cambiamento di tono di Kiev e la disponibilità a negoziare con Mosca e Pechino potrebbero aprire la strada a una risoluzione del conflitto. Con il sostegno di potenze internazionali come la Cina, un dialogo costruttivo potrebbe finalmente portare a una pace duratura nella regione. Tuttavia, resta da vedere se le condizioni poste dalle parti coinvolte saranno sufficienti per avviare negoziati efficaci e concludenti.
L’improvviso interesse di Zelensky a porre rapidamente fine al conflitto rappresenta un netto cambiamento rispetto a marzo, quando Papa Francesco aveva esortato Kiev a mostrare “il coraggio della bandiera bianca” e a negoziare con Mosca. “La nostra bandiera è gialla e blu”, aveva risposto allora il ministro degli Esteri ucraino Dmitry Kuleba. “Non innalzeremo mai altre bandiere”.
Papa Francesco aveva offerto due volte di mediare nel conflitto con la Russia l’anno scorso, ma entrambe le proposte erano state respinte da Kiev. L’ultimo rifiuto è arrivato a giugno, poco prima di una grande offensiva ucraina che si è rivelata un fallimento, causando ingenti vittime. Secondo alcuni esperti di relazioni internazionali, Zelensky potrebbe aver cambiato la sua retorica per paura che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, possa tornare alla Casa Bianca e modificare la politica di sostegno incondizionato di Washington a Kiev.
Anche la Russia ha ripetutamente affermato di essere disposta a negoziare per porre fine alle ostilità con l’Ucraina. Putin ha delineato una serie di termini per un cessate il fuoco, inclusa la rinuncia ufficiale di Kiev alle aspirazioni di adesione alla NATO, il ritiro dalle regioni russe e la revoca di tutte le sanzioni occidentali contro la Russia.












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