È lo stesso dal 1921. Lo stesso colore, la stessa aquila ad ali spiegate. Ma oggi, 2 settembre 2026, quando lo varcano Attilio Fontana, Mauro Piazza, Matteo e Michele Colaninno, dietro si apre un’altra storia.
Quasi cinque anni di lavori. Oltre 50 milioni di euro. E la Moto Guzzi di Mandello del Lario ha smesso di essere solo una fabbrica per diventare qualcosa di più grande: un nido moderno per l’Aquila, un pezzo di Lombardia che guarda al futuro senza staccarsi dal lago.
Moto Guzzi è un marchio che da oltre un secolo porta nel mondo il nome di Mandello del Lario, del territorio lecchese e dell’intera Lombardia. Questo nuovo polo è un investimento sul futuro, capace di custodire il nucleo storico dello stabilimento e nello stesso tempo di aprire una nuova stagione produttiva.
Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, con il tono di chi conosce bene queste rive. Accanto a lui il sottosegretario Mauro Piazza. Entrambi sanno che qui non si parla solo di motori. Si parla di identità.
Fontana ha continuato, e le parole pesavano: “Qui la tradizione non è nostalgia ma una radice solida dalla quale continuare a innovare. Nuove tecnologie, linee produttive avanzate e spazi aperti al pubblico dialogano con la memoria industriale e con i simboli che hanno reso celebre l’azienda. È questa la forza autentica della manifattura lombarda. Saper evolvere senza smarrire la propria identità”.
Piazza ha messo i piedi per terra, da uomo di queste parti: “Un investimento significativo che testimonia la capacità attrattiva del nostro territorio, anche per quanto riguarda l’industria manifatturiera. Un investimento che guarda anche al turismo, grazie alla presenza dello straordinario Museo della Moto Guzzi”.
E il museo c’è, eccome. Tremila metri quadrati nuovi, più di 160 moto restaurate. C’è la G.P., il prototipo da cui tutto partì. Ci sono le da corsa che hanno portato a casa 14 titoli mondiali. C’è la storia scritta in metallo e olio motore.
Il progetto porta la firma di Greg Lynn, l’archistar americano che è anche ad di Piaggio Fast Forward. Lui ha disegnato un dialogo tra le montagne che si affacciano sul lago e il linguaggio metallico delle Guzzi. Cupole, lucernari, forme che sembrano quasi una stazione spaziale posata sulle rive del Lario. Ma il cancello rosso è rimasto. E questo, a Mandello, conta.
Dietro quel cancello oggi ci sono 38 mila metri quadrati (erano 30 mila). Oltre 5.500 metri quadri di nuovi edifici produttivi. Linee di assemblaggio automatizzate di ultima generazione. Droni terrestri del gruppo Piaggio che prendono le moto a fine linea e le portano al collaudo. 1.300 metri quadri di pannelli fotovoltaici. Classe energetica A. Capacità produttiva portata a oltre 30 mila veicoli l’anno. Quasi il doppio di prima.
Michele Colaninno, amministratore delegato del gruppo Piaggio, non ha girato intorno alle parole: “È con grande orgoglio e un poco di follia che inauguriamo, dopo quasi cinque anni di duro lavoro e un investimento di oltre 50 milioni di euro, la nuova vita di Moto Guzzi. Il progetto ha comportato una totale trasformazione dello stabilimento e dell’area dedicata all’esposizione museale ed è il frutto dell’ingegno di Greg Lynn… Uno degli stabilimenti motociclistici più all’avanguardia, un punto di riferimento tecnologico nell’industria motociclistica mondiale”.
Non è solo fabbrica. C’è il Motoplex Store, la caffetteria, l’auditorium, gli spazi per workshop e eventi, la galleria del vento restaurata, due nuove piazze (una davanti al museo, una davanti alla storica galleria), una terrazza che guarda la piazza centrale con il mosaico monumentale dell’aquila. E una passerella da cui i visitatori potranno guardare dall’alto gli operai e le linee mentre lavorano. Una fabbrica vivente, come l’ha definita lo stesso Lynn.
Da domani, 3 settembre, fino a domenica 6, tutto questo diventa il cuore delle Giornate Mondiali Moto Guzzi 2026. La più grande di sempre. Decine di migliaia di “guzzisti” da tutto il mondo. Musica, test ride, incontri. E sabato la grande parata da Lecco a Mandello, scortata dai Corazzieri del Presidente della Repubblica in sella alle California da parata.
105 anni. E il legame resta quello di sempre. Inscindibile.
Qui non si producono solo moto. Si continua a produrre un pezzo d’Italia che sa ancora far battere il cuore.












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