Il nuovo anno scolastico pesa sui bilanci delle famiglie. Per chi entra alle superiori la spesa complessiva stimata può avvicinarsi ai 1.500 euro.
In Lombardia il bando Dote Scuola per il materiale didattico è già chiuso, mentre resta aperta fino al 21 settembre una misura nazionale per alcune famiglie con figli nelle scuole paritarie.
Settembre è arrivato e per migliaia di famiglie è iniziato il conto alla rovescia verso il ritorno sui banchi. In Lombardia le lezioni ripartiranno il 14 settembre 2026, ma prima della campanella bisogna fare i conti con libri, quaderni, zaini, cancelleria e tutto il materiale necessario per affrontare il nuovo anno scolastico.
Una spesa che può diventare particolarmente pesante quando uno studente cambia ciclo. Secondo le ultime rilevazioni di Federconsumatori, tra libri e corredo il costo complessivo può arrivare a sfiorare 1.500 euro per chi entra in prima superiore. Attenzione, però: la cifra relativa al corredo comprende anche i ricambi acquistati nel corso dell’intero anno e non rappresenta necessariamente una spesa sostenuta tutta a settembre.
Accanto ai rincari ci sono bonus e agevolazioni. Alcuni bandi sono già scaduti, altri sono ancora aperti e altre misure previste dalla legge devono passare attraverso le procedure stabilite per l’erogazione. Ecco quindi cosa devono sapere anche le famiglie di Monza e della Brianza.
Quanto costano libri e corredo scolastico nel 2026
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima per il 2026 una spesa media di 673,60 euro per studente per il corredo scolastico, considerando materiale nuovo e ricambi necessari durante l’intero anno.
Rispetto al 2025 l’aumento è del 2,3%.
Dentro questa voce finiscono zaino, astuccio, quaderni, diario, cancelleria e gli altri prodotti utilizzati dagli studenti. Ma una delle spese più importanti resta quella dei libri di testo.
Secondo Federconsumatori, per i testi obbligatori e due dizionari la spesa media raggiunge 545,66 euro, in aumento dell’1,6% rispetto al 2025.
Una possibilità per ridurre il conto è rappresentata dai libri usati: secondo l’associazione, acquistandoli di seconda mano il risparmio può superare il 29%.
Prima media e prima superiore, quanto può spendere una famiglia
Il peso economico aumenta soprattutto quando si comincia un nuovo ciclo scolastico.
Per uno studente che entra in prima media, Federconsumatori calcola una spesa media di 561,61 euro per libri di testo e due dizionari. Aggiungendo i 673,60 euro stimati per corredo e ricambi durante l’anno, si arriva complessivamente a 1.235,21 euro.
Il conto cresce ancora per chi comincia la prima superiore.
In questo caso libri di testo e quattro dizionari costano mediamente 805,15 euro. Con il corredo scolastico e i ricambi previsti durante l’anno la cifra complessiva raggiunge 1.478,75 euro.
Non significa che ogni famiglia spenderà esattamente questa somma e soprattutto non significa che l’intera cifra debba essere pagata nel mese di settembre. Si tratta di una stima media che comprende anche materiale destinato a essere sostituito durante l’anno scolastico.
Molto dipende inoltre da ciò che può essere riutilizzato, dall’acquisto di testi usati e dal canale scelto per fare gli acquisti.
Federconsumatori rileva infatti che nel 2026 la grande distribuzione risulta mediamente più conveniente dell’online per il corredo scolastico, mentre l’acquisto sul web rimane più economico rispetto alle cartolibrerie.
Bonus libri 2026, il nuovo fondo per le famiglie con ISEE fino a 30mila euro
Tra le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 c’è un nuovo fondo nazionale destinato all’acquisto dei libri scolastici.
La norma ha stanziato 20 milioni di euro l’anno a partire dal 2026, da ripartire tra i Comuni, per sostenere i nuclei familiari con ISEE non superiore a 30mila euro.
Il contributo riguarda l’acquisto dei libri scolastici indicati nelle liste delle adozioni, compresi quelli digitali, destinati agli studenti della scuola secondaria di secondo grado. Non può essere riconosciuto a chi abbia già beneficiato di un altro sostegno per la stessa finalità.
Attenzione però: non si tratta di un bonus automaticamente accreditato alle famiglie che rispettano la soglia ISEE.
La legge prevede infatti un decreto per stabilire modalità e criteri di ripartizione delle risorse tra i Comuni, oltre alle procedure di rendicontazione e monitoraggio. Le famiglie interessate dovranno quindi verificare le modalità operative e gli eventuali avvisi del proprio Comune.
Dote Scuola Lombardia 2026, il bando per il materiale è già chiuso
Per chi vive in Lombardia esiste anche la Dote Scuola – Materiale Didattico, destinata agli studenti residenti nella regione che frequentano scuole secondarie di primo e secondo grado, statali o paritarie, oppure percorsi di Istruzione e Formazione Professionale.
Il contributo permette di sostenere l’acquisto di libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica.
Per l’anno scolastico 2026/2027 era richiesto un ISEE non superiore a 15.748,78 euro.
Per questa misura, però, è troppo tardi per presentare una nuova domanda: il bando è stato aperto il 24 marzo ed è terminato il 7 maggio 2026 alle ore 12. Regione Lombardia indica attualmente l’avviso come chiuso.
La Dote Scuola comprende comunque diverse componenti: Regione Lombardia ha già indicato, per esempio, l’apertura nel corso dei prossimi mesi di ulteriori misure con finalità differenti, come il Buono Scuola.
Bonus scuole paritarie fino a 1.500 euro: domanda entro il 21 settembre
C’è invece una scadenza che molte famiglie non devono perdere.
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto un contributo fino a 1.500 euro per studente per le famiglie con ISEE non superiore a 30mila euro i cui figli abbiano frequentato, nell’anno scolastico 2025/2026, una scuola paritaria.
La misura riguarda nello specifico gli studenti che hanno frequentato una scuola secondaria di primo grado oppure il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado.
La misura è ora operativa.
Le domande possono essere presentate attraverso il servizio dedicato nell’area Agevolazioni della piattaforma Unica e la scadenza è fissata al 21 settembre 2026.
L’importo effettivamente riconosciuto dipenderà dall’ISEE e dalle condizioni previste per l’erogazione del contributo.
Per le famiglie interessate, quindi, settembre non è soltanto il mese della riapertura delle scuole: è anche quello in cui bisogna verificare rapidamente se si possiedono i requisiti per presentare la domanda.
Spese scolastiche e 730: libri e zaini non si possono scaricare
C’è poi il capitolo delle detrazioni fiscali, sul quale è facile fare confusione.
Le spese sostenute per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo e delle scuole secondarie di secondo grado del sistema nazionale di istruzione possono beneficiare di una detrazione Irpef del 19%, calcolata su una spesa massima di 1.000 euro all’anno per ciascun alunno o studente.
Tra le spese che possono rientrare nell’agevolazione figurano, ad esempio, mensa scolastica, servizi di pre e post scuola, gite, assicurazione scolastica, trasporto e alcuni contributi legati all’ampliamento dell’offerta formativa.
Non bisogna però confondere questa agevolazione con una detrazione generalizzata di tutto ciò che viene acquistato per andare a scuola.
Libri di testo, zaini, quaderni e normale cancelleria non diventano automaticamente spese detraibili soltanto perché sono necessari allo studente.
E anche il tetto di 1.000 euro non rappresenta un rimborso di 1.000 euro: è l’importo massimo della spesa sul quale viene calcolata la detrazione del 19%.
Quando comincia la scuola in Lombardia nel 2026
Per gli studenti lombardi la data da segnare sul calendario è lunedì 14 settembre 2026.
È questo il giorno indicato da Regione Lombardia per l’inizio delle lezioni negli istituti di tutti gli ordini e gradi, fatta eccezione per le scuole dell’infanzia, per le quali l’avvio è previsto il 7 settembre. Le singole istituzioni scolastiche hanno comunque la possibilità di anticipare l’inizio delle attività.
L’ultimo giorno di scuola sarà invece martedì 8 giugno 2027, mentre per le scuole dell’infanzia le attività termineranno il 30 giugno.
Calendari, sospensioni e organizzazione concreta possono quindi essere verificati anche direttamente attraverso il proprio istituto.
Scuola 2026, perché conviene controllare subito ISEE, bonus e scadenze
Il dato che emerge è chiaro: affrontare un nuovo anno scolastico continua a rappresentare una voce importante nel bilancio familiare.
Chi entra alle superiori può arrivare, secondo le stime Federconsumatori, a una spesa complessiva vicina ai 1.500 euro tra libri, dizionari, corredo e ricambi durante l’anno.
Ma non tutte le famiglie spendono la stessa cifra e non tutti gli aiuti funzionano allo stesso modo.
Alcune misure dipendono dall’ISEE, altre dalla Regione o dal Comune, alcune hanno già chiuso le domande e altre hanno scadenze ancora aperte. È il caso del contributo per alcune famiglie con figli nelle scuole paritarie, per il quale il termine del 21 settembre 2026 è ormai vicino.
Per chi vive a Monza e in Brianza, quindi, prima ancora dell’ultima corsa in cartoleria può essere utile fare tre controlli: verificare il proprio ISEE, consultare gli eventuali avvisi del Comune di residenza e controllare le misure disponibili attraverso Regione Lombardia e la piattaforma Unica.












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