Il Bosco della Musica non è più un rendering. Con la posa della prima pietra a Rogoredo, il Bosco della Musica diventa un cantiere vero, di quelli con la terra smossa e i caschi gialli, e promette di cambiare il volto di un angolo di Milano che per anni ha fatto notizia soprattutto per le ragioni sbagliate.
Bosco della Musica e l’impegno di Regione Lombardia
Alla cerimonia c’erano tutti, come accade quando un’opera smette di essere una promessa. Il presidente Attilio Fontana ha rivendicato la capacità lombarda di costruire alleanze istituzionali e di trasformare una visione in opere concrete. Parole da palco, certo, ma sostenute da cifre che si possono controllare. La Regione si era impegnata con 27 milioni di euro fin dal primo accordo, e la dotazione complessiva, partita da 47 milioni, supera oggi i 61 milioni. Le cronache tecniche parlano di 61,6 milioni per l’intero intervento, ed è la cifra più precisa che circola.
Il vicepresidente Marco Alparone, che in giunta tiene i cordoni del bilancio, ha insistito su un punto semplice. Si parte dai fondi, e il Bosco della Musica è uno dei progetti in cui la Regione ha scelto di metterli subito. L’assessore alla Cultura Francesca Carusoha aggiunto un tassello che spesso resta in ombra, cioè 1,3 milioni di euro assegnati al Conservatorio con il bando regionale per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. Serviranno a dotare il campus di laboratori e strumenti per le nuove tecnologie del suono, dalla registrazione fino all’intelligenza artificiale applicata alla produzione musicale. Un’ironia gentile, se ci pensi, per un progetto che si chiama “bosco”.

Com’è fatto il Bosco della Musica, tra foglie e padiglioni
Il progetto è dello studio torinese Settanta7, vincitore del concorso internazionale del 2022, con Stain Engineering, GPA e Vibes. L’immagine guida è quella di foglie cadute e rimescolate dal vento, e si traduce in volumi curvi disposti su terrazze, immersi nel verde e ispirati ai principi dell’architettura bioclimatica. Il cuore storico resta la palazzina Ex Chimici, ultima memoria industriale delle acciaierie Redaelli, che sarà recuperata nei suoi mattoni e nelle sue volumetrie e diventerà la casa della scuola rock, pop e jazz.

Accanto al Bosco della musica arriveranno quattro nuovi edifici, per circa 17.400 metri quadrati complessivi secondo la scheda di Domus. Ci sono un auditorium da 400 posti, avvolto da scaglie di ceramica colorata, uno spazio per la musica elettronica e sperimentale, una residenza da 200 posti letto e un’arena estiva per i concerti. Le lezioni di musica classica













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