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Sicurezza sul lavoro, al via la Settimana europea 2026

La sicurezza sul lavoro torna al centro dell’agenda europea e lombarda. Da Palazzo Lombardia, con l’evento «Insieme per un lavoro sano e sicuro», è partita la Settimana europea promossa dall’EU-OSHA, in calendario dal 19 al 24 ottobre 2026.

Parlare di sicurezza sul lavoro, oggi, significa guardare agli infortuni ma anche a ciò che non si vede, lo stress, i carichi eccessivi, la fatica mentale. E la sicurezza sul lavoro, ripetono le istituzioni, comincia sempre dalla prevenzione.

 

Sicurezza sul lavoro, cosa è successo a Palazzo Lombardia

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L’incontro è stato moderato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso. Sono intervenuti il ministro della Salute Orazio Schillaci e l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi, mentre il presidente Attilio Fontana ha inviato un videomessaggio. Tra i presenti anche Giulio Gallera, alla guida della Commissione speciale del Consiglio regionale dedicata alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, insieme a rappresentanti di Inail, Inps, imprese e sindacati.

Bertolaso ha messo in fila le priorità senza giri di parole. Per lui la prevenzione viene prima di tutto, perché conoscere i rischi e riconoscere le situazioni pericolose evita gli incidenti. Da qui l’accento sulla formazione dei giovani che entrano nel mercato del lavoro. La sicurezza sul lavoro, ha spiegato, si costruisce prima che accada un infortunio, non dopo.

Sulla stessa linea Tironi, che parla di una responsabilità condivisa e di una pratica quotidiana da portare nelle scuole, nei percorsi formativi e poi nelle imprese. Preparare al lavoro, ha aggiunto, vuol dire anche saper riconoscere i rischi quando cambiano tecnologie, mansioni e organizzazione.

Il lavoro sul territorio spetta alle Ats, le Agenzie di tutela della salute, attraverso i servizi Psal di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. I loro operatori fanno controlli e ispezioni, ma non solo. Offrono informazione e supporto a imprese e lavoratori, perché la sicurezza non resti un adempimento formale. Nel corso della settimana le Ats organizzeranno iniziative in tutta la regione.

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Pesa poi la legge regionale n. 4/2026, che secondo Tironi rende la Lombardia la prima regione italiana a legiferare sul tema. Il provvedimento rende verificabili obblighi già previsti dalla normativa nazionale, anche alla luce dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Il cuore è la tracciabilità dei percorsi formativi con un elenco regionale dei soggetti formatori, un repository dedicato e una piattaforma informatica dove registrare corsi e attestati. Più trasparenza per chi studia, più correttezza tra gli operatori, più strumenti di controllo e sanzioni proporzionate in caso di inadempienza. Un passaggio che interessa da vicino chiunque lavori sulla sicurezza sul lavoro, dai formatori ai consulenti.

Perché la sicurezza sul lavoro riguarda anche la salute mentale

C’è un elemento che rende questa edizione diversa dalle precedenti. La Settimana europea segna infatti l’avvio della nuova campagna europea 2026-2028 intitolata «Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro». Per tre anni l’EU-OSHA inviterà aziende, dirigenti e lavoratori a prevenire i rischi psicosociali, cioè quei fattori dell’organizzazione che nel tempo logorano il benessere di chi lavora.

Tra le cause più citate ci sono carichi di lavoro eccessivi e una comunicazione carente tra colleghi e responsabili. La campagna lavora su più fronti, dalla valutazione e gestione dei rischi psicosociali al legame tra rischi fisici e salute mentale, fino al sostegno concreto a chi sta male. Il messaggio è che un ambiente sano e ben organizzato fa bene alle persone e, di riflesso, anche ai conti dell’azienda.

Il tema non è isolato. Anche l’Organizzazione internazionale del lavoro ha dedicato alla salute mentale sul lavoro la Giornata mondiale del 28 aprile 2026, e l’indagine europea ESENER 2024 aveva già messo a fuoco i rischi psicosociali più frequenti nelle imprese. Insomma, la sicurezza sul lavoro non si misura più soltanto con caschi, ponteggi e dispositivi di protezione. Si misura anche con il clima organizzativo, con i turni, con la possibilità di chiedere aiuto senza temere conseguenze.

Per le imprese lombarde questo si traduce in un compito preciso. Occorre valutare anche lo stress lavoro-correlato, formare i responsabili a riconoscerne i segnali e coinvolgere i lavoratori nelle scelte organizzative. Chi lo fa riduce assenze e incidenti, perché la stanchezza mentale aumenta la probabilità di errore.

I numeri Inail e il quadro in Lombardia

I dati spiegano perché il tema sia tutt’altro che teorico. Secondo gli ultimi dati Inail dei primi otto mesi del 2026, in Italia sono state presentate circa 404.809 denunce di infortunio, il 5,4% in più rispetto all’anno scorso. I decessi sono arrivati a 701, mentre le denunce di malattia professionale sono salite del 16,3%, fino a quota 74.542.

In Lombardia quando parliamo di sicurezza sul lavoro – ha sottolineato l’assessore Bertolaso – la prima parola deve essere prevenzione.

Fonte: Lombardia Notizie Online