updated 6:28 PM UTC, Oct 30, 2020

Il grido di dolore degli operatori turistici: "Il nostro settore nel dramma, servono aiuti subito"

Una folta rappresentanza di agenzie di viaggio, commerciali, consulenti turistici, tour operator, autisti di bus e pullman ha manifestato davanti a Palazzo Lombardia perché le istituzioni non si dimentichino di un settore che in questa fase di emergenza sta soffrendo come e più di altri - (VIDEO)


Le agenzie di viaggi fanno sentire la propria voce e tornano in piazza. Si sono date appuntamento a Milano, davanti a Palazzo Lombardia. Ad organizzare la manifestazione il Maavi, il movimento autonomo delle adv guidato da Enrica Montanucci e nato proprio durante la pandemia globale. L’obiettivo della protesta? Dare un ulteriore allarme alle istituzioni, in un momento di crisi senza precedenti che rischia seriamente di compromettere il futuro di numerosissime realtà del turismo.

“Per il 90% siamo piccole micro-imprese di imprenditoria femminile, ad alta specializzazione e professionalità, un settore che era sanissimo nonostante i grossi portali delle multinazionali del web, spinto dalla passione e dalla voglia di fare sempre meglio. Con un’agenzia viaggi non si diventa ricchi materialmente ma di esperienze, conoscenze ed empatia – si legge nella nota divulgata dalla delegazione lombarda di Maavi – Ogni anno muoviamo milioni di passeggeri per lavoro e per turismo, riempiamo i centri storici delle città con i suoi ristornati, bar, negozi, musei, siti archeologici, spiagge e montagne.  Siamo assicurate, abbiamo fondo di garanzia, contribuiamo a una fetta importante del Pil regionale e nazionale. Le agenzie viaggi lombarde sono quelle che movimentano più passeggeri in Italia”.

Come ricordano gli agenti, ci si è fermati prima del lockdown conclamato e “non sappiamo quando potremo ripartire con il nostro lavoro, abbiamo dato assistenza continua e gratuita ai nostri connazionali bloccati all’estero durante la primavera ancora prima che si muovesse la Farnesina. Rispettosissime dei protocolli sanitari e limitazioni ai viaggi. Il Bonus Vacanze ci ha ulteriormente penalizzate, grazie a una comunicazione istituzionale non idonea, in ogni caso non è stato un successo come lo dimostrano i dati: sugli oltre 2 miliardi stanziati ne sono stati usati 400/500 milioni. In questi mesi abbiamo riempito i tavoli governativi e regionali di proposte, per ora solo ascoltate. Per noi non ci sono orari di lavoro, noi non lavoriamo da febbraio e non sappiamo quando potremo riprendere”.

Maavi non intende minimizzare il dramma sanitario, “ma non possiamo permettere che diventi anche un dramma sociale settoriale – conclude – Alcune regioni hanno aiutato nei mesi scorsi i nostri colleghi con piccoli e significativi aiuti. Chiediamo anche alla nostra Regione Lombardia, che è la più ricca e operosa, di sostenerci velocemente”.

Elon Musk mette la "guida autonoma" nelle mani di alcuni automobilisti comuni (I VIDEO DEGLI UTENTI)

Tesla sta andando avanti con una visione futuristica per ciò che chiama "Full Self-Driving" ma non con poche polemiche, perché le sue auto sono sprovviste del sistema Lidar (I VIDEO DEI FORTUNATI CONDUCENTI)


Questa settimana, un gruppo di proprietari di Tesla è stato selezionato per ricevere un aggiornamento software che viene scaricato automaticamente nelle loro auto, consentendo ai veicoli di sterzare meglio e accelerare senza mani e senza alcun intervento umano. Secondo Tesla, centinaia di migliaia delle sue auto saranno in grado di guidare da sole già quest'anno, probabilmente rendendole la prima grande flotta di veicoli fatturati come autonomi di proprietà dei normali consumatori.

Tesla sta andando avanti nonostante lo scetticismo di alcuni sostenitori della sicurezza, perché ritengono che la tecnologia di Tesla non sia pronta e neanche il resto del mondo sia pronto per le auto che si guidano da sole. Una coalizione industriale composta da Cruise, Ford, Uber e Waymo di General Motors, questa settimana ha criticato la mossa di Tesla, dicendo che i suoi veicoli non sono veramente autonomi perché richiedono ancora un guidatore attivo. La guida autonoma è più regolamentata negli Stati Uniti e Tesla non ha bisogno di una autorizzazione ministeriale per lanciare la nuova funzionalità. Ciò che più preoccupa è che le auto a guida autonoma non sono in grado di riconoscere e differenziare una questione di vita o di morte.

Un punto su cui concordano tutti i critici di Tesla è che la società sta andando avanti senza un componente hardware chiave. Quasi tutte le case automobilistiche a guida autonoma hanno adottato i sensori Lidar, che sono posizionati all'esterno dei veicoli e possono rilevare le dimensioni, la forma e la profondità precise degli oggetti in tempo reale, anche in caso di maltempo.

Invece, Tesla sta cercando di ottenere la guida completamente autonoma con una suite di telecamere e un tipo di radar costantemente collegati a una rete neurale avanzata. La tecnologia di Tesla è in grado di rilevare veicoli, i pedoni sulla strada e alcuni oggetti come gli alberi, ma non sempre può vedere la vera forma o la profondità degli ostacoli che incontra. Ciò potrebbe non consentire all'auto, ad esempio di distinguere tra un furgone e un semirimorchio quando si avvicina al veicolo da dietro.

Il CEO di Tesla Elon Musk ha denunciato il sistema lidar come "costoso", ridondante e "con una commissione da pazzi anche dopo l'installazione", definendo "condannato" chiunque vi facesse affidamento. In risposta a una domanda di un analista, Musk ha detto che non avrebbe equipaggiato i veicoli della società con lidar anche se fosse "totalmente gratuito".
 

Inoltre, a differenza delle società di veicoli a guida autonoma come Waymo e Cruise, che hanno testato le loro auto a guida autonoma in programmi pilota controllati, Tesla ha deciso di mettere la sua tecnologia di guida autonoma nelle mani dei consumatori. Ciò significa che i rischi di un malfunzionamento potranno essere compensati dai conducenti ordinari.

 La società ha dichiarato che non attiverà la guida completamente autonoma fino a quando non riceverà l'approvazione normativa, sebbene non si sappia esattamente quale certificazione sarebbe necessaria. Musk ha detto su Twitter che il lancio della versione beta a guida autonoma sarà "estremamente lento e cauto, come deve essere per una innovazione tecnologica, che ha un forte impatto sulla vita di tutti i giorni".

Diversi proprietari di Tesla hanno riferito di aver ricevuto l'aggiornamento alla fine di mercoledì. I video hanno mostrato le auto che percorrevano strade cittadine approntando in modo normale anche le svolte, dettate dal percorso impostato. La National Highway Traffic Safety Administration, l'autorità federale di regolamentazione della sicurezza, ha risposto al rilascio delle nuove funzionalità, dicendo che "non esiterà ad agire per proteggere il pubblico da rischi irragionevoli per la sicurezza" Le funzionalità sono semplicemente un'espansione della suite di assistenza alla guida esistente di Tesla, ha affermato l'agenzia, richiedendo ai conducenti di mantenere la massima attenzione in ogni momento. "L'abuso di queste tecnologie è, come minimo, una guida distratta".
 
 
Musk ha dichiarato durante la chiamata con gli analisti che Tesla mira a rendere la funzionalità ampiamente disponibile ai proprietari entro la fine dell'anno. "Stiamo iniziando molto lentamente e con molta cautela, perché il mondo è un posto complesso e disordinato", ha detto. "Vedremo come andrà e probabilmente aumenteremo gradualmente la distribuzione fino a quando, si spera, avremo un ampio rilascio entro la fine di quest'anno." Dimostrando le difficoltà di mettere le funzionalità nelle mani degli utenti, infatti in uno di questi recenti aggiornamenti, alcune auto Tesla potrebbero rilevare i segnali semaforici e i segnali di stop ma non procederebbero attraverso l'incrocio fino a quando il guidatore non confermasse tramite l'acceleratore o la leva del volante che il semaforo era verde o l'incrocio sgombro da pericoli.
 
Diverse aziende stanno facendo progressi lenti ma costanti anche su questo obiettivo. Waymo ha annunciato questo mese che lancerà veicoli senza conducente nell'area metropolitana di Phoenix, diventando la prima entità a portare la visione di auto completamente autonome ai consumatori, come parte di un servizio di ride-hailing dedicato. La scorsa settimana, Cruise ha dichiarato che avrebbe lanciato auto senza conducente a San Francisco, diventando la prima azienda a debuttare con veicoli senza pilota in un ambiente urbano così complesso e seconda metropoli più densa del paese. E mercoledì, la Cruise ha annunciato che stava cercando il permesso del governo federale, per mettere sulle strade cittadine, il suo veicolo senza conducente chiamato Origin, inaugurando l'era dei veicoli a guida autonoma senza volante o pedali. 
La cronologia pubblica di Tesla è stata rapida. Musk ha promesso che Tesla avrebbe messo sulla strada entro il 2020, 1 milione di robotaxi, un riferimento alle ambizioni di guida autonoma dell'azienda
La tecnologia di guida autonoma dell'azienda utilizza otto telecamere per la visione di tutto ciò che accade intorno all'auto, queste telecamere raccolgono dati critici utili per circolare su autostrade caotiche e strade labirintiche delle città con traffico intenso. In sostanza, Tesla mira a compensare i suoi limiti hardware sovraccaricando il suo software, quasi per creare un lidar virtuale utilizzando la suite esistente di telecamere di Tesla, ha detto Eshak Mir, un ex ingegnere di Tesla Autopilot, che ha esaminato e lavorato con i dati volti all'addestramento del sistema neurale di Tesla. "Stanno cercando di combinare tutti i feed dalle telecamere in un video completo e di etichettarlo in tempo reale", ha detto Mir. "Con questo, sarai in grado di cogliere un pieno senso di profondità."

I cieli nuvolosi, la pioggia, le tempeste di neve e la luce solare particolarmente intensa, possono sfidare la semplice percezione delle telecamere. "In normali condizioni di luce diurna, le telecamere funzionano perfettamente", ha detto Mir. "In base alla mia esperienza, le fotocamere sono molto affidabili, ma allo stesso tempo possono esserci dei problemi da superare, in condizioni difficili", ha aggiunto Mir, che supporta l'attuale approccio di Tesla.

 ECCO TUTTI I VIDEO FATTI DAI FORTUNATI CONDUCENTI:

La NASA afferma di aver raccolto un grande campione dall'asteroide Bennu. Forse troppo grande (VIDEO)

Le immagini mostrano del materiale che fuoriesce da un dispositivo di raccolta (VIDEO), destinato a custodirlo fino al rientro della navicella Oiris- Rex sulla terra nel 2023.


Il braccio della navicella spaziale che si è allungata e afferra un campione di un asteroide è un'immagine destinata a rimanere nella storia ma potrebbe aver raccolto così tanto materiale da impedire la corretta chiusura del coperchio del porta campioni, consentendo la fuoriuscita di parte della preziosa polvere e rocce, hanno ammesso i funzionari della NASA in un comunicato diramato alla stampa.

Ora l'agenzia spaziale deve affrontare l'arduo compito di riporre i materiali di cui dispone senza versarne una quantità significativa, una procedura delicata resa ancora più difficile dall'ambiente senza peso dello spazio e dal fatto che la navicella si trova a circa 200 milioni di miglia di distanza. Martedì, un braccio della sonda OSIRIS-REx, progettata da Lockheed Martin, ha toccato la superficie dell'asteroide Bennu e ha sparato azoto gassoso che ha sollevato ghiaia e polvere, così da poter essere catturati da un dispositivo di raccolta.

Ma l'esplosione sembra aver sollevato così tanta ghiaia e polvere che parte di essa si è bloccata nel dispositivo, bloccando il coperchio in posizione aperta. Tuttavia, i funzionari della NASA hanno affermato di essere fiduciosi di avere comunque un campione di grandi dimensioni - molto più dei 60 grammi richiesti - e che saranno in grado di riporre il dispositivo di raccolta senza troppe perdite. "Sono molto fiducioso che l'operazione abbia avuto successo, che abbia raccolto una massa abbondante", ha detto Dante Lauretta, scienziato planetario presso l'Università dell'Arizona e principale attore della missione. C'erano “sicuramente prove di centinaia di grammi di materiale, e forse anche di più. La mia grande preoccupazione ora è che le particelle stiano fuggendo. Perché siamo stati quasi vittime del nostro stesso successo e alcune delle particelle più grandi hanno impedito al coperchio di chiudersi"

Invece di provare a misurare la quantità di materiale raccolto, come inizialmente previsto, la NASA ora si concentra su come conservare il dispositivo di raccolta nella capsula, la cui partenza per il rientro è prevista Martedì. Nel frattempo, tiene il veicolo spaziale e il dispositivo di raccolta il più fermi possibile, temendo che qualsiasi movimento aggiuntivo provochi la fuoriuscita di altro materiale.

"Ero piuttosto preoccupato quando ho visto queste immagini arrivare, e penso che la linea di condotta più prudente sia quella di riporre in modo molto sicuro ciò che abbiamo e ridurre al minimo qualsiasi futura perdita di massa", ha detto Lauretta.

Questa immagine frame-grab della NASA da una serie GIF mostra la testa del campionatore sulla sonda OSIRIS-REx piena di rocce e polvere raccolta dalla superficie Bennu.  (NASA / AFP / Getty Images)
Questa immagine (frame-grab) della NASA mostra la testa del campionatore sulla sonda OSIRIS-REx piena di rocce e polvere raccolta dalla superficie Bennu. 
 
"Dovremo aspettare di arrivare a casa per sapere esattamente quanto abbiamo e come si può immaginare è difficile", ha detto. "Ma la buona notizia è che vediamo molto materiale, quindi siamo nella situazione positiva di avere molto di più dei 60 grammi richiesti a questa missione". E' stata la prima volta che la NASA ha prelevato un campione da uno dei milioni di asteroidi stimati nel sistema solare. Gli scienziati ritengono che il materiale potrebbe far luce su come si è formato l'universo e su come l'acqua sia finita sulla Terra.
 

Con più di 4,5 miliardi di anni, Bennu è grande quanto l'Empire State Building e sembra una noce gigante che gli scienziati ritengono piena di ricchezze scientifiche, come il carbonio e l'acqua, rinchiuse in materiali argillosi. VIDEO

Risparmiare nel modo giusto per guardare al futuro, oltre il Covid e l'emergenza economica (VIDEO)

Al via il ciclo di conferenze online di Assogestioni-FocusRisparmio per raccontare una rivoluzione che investe il nostro modo di vivere, di risparmiare, di stare in società come cittadini che investono nel futuro personale e del Paese. Il primo appuntamento moderato da Nicola Porro - (VIDEO)


Risparmio cosa fare: notizie, consigli ed approfondimenti - Il Sole 24 ORE

di Eugenio Montesano, focusrisparmio.com

L’industria del risparmio gestito “ha il compito del «Good citizen», il cittadino responsabile che si adopera per garantire sviluppi positivi. Dobbiamo porci come un’importante interfaccia a livello istituzionale”.

È l’obiettivo che il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, pone all’intero settore del risparmio e della consulenza finanziaria in occasione dell’apertura di «R-Evolution, Il futuro ha un grande futuro», il ciclo di cinque conferenze online targato Assogestioni-FocusRisparmio.

Moderato da Nicola Porro, il primo appuntamento si dipana a partire dai dati di raccolta del risparmio gestito, che in uno degli anni più difficili della storia recente lancia segnali incoraggianti sulla forza del Paese con afflussi per 10 miliardi da inizio anno, di cui sette nel solo mese di agosto.

Corcos analizza il dato con sobrietà. “Il primo fenomeno che si rileva è che questi risparmi sono figli dell’incertezza economica. Gli italiani, preoccupati di quanto sta succedendo ai bilanci familiari, risparmiano di più. È un fenomeno europeo”, precisa. “In Europa il tasso di risparmio è passato da 11% a 16% nel secondo trimestre, e viaggiamo sopra il 20% nel terzo. È normale in questo contesto.

Covid ha dunque ribadito la propensione al risparmio degli italiani. Rilevazioni della Banca d’Italia indicano che tra fine 2019 e il luglio scorso, i depositi delle famiglie sui conti correnti delle banche italiane sono aumentati di oltre 36 miliardi di euro, raggiungendo quota 1.136 miliardi. Una massa enorme di liquidità che rimane ‘bloccata’ a discapito di crescita industriale, ripresa economica e del proprio portafoglio.

Spiega Corcos: “Per il risparmiatore che ha tenuto un margine di liquidità superiore  per mettersi al sicuro dalle correzioni, e che ora vuole ottenere un rendimento più alto, sarà naturale riallocare – magari sull’azionario. Esistono modalità che aiutano a smussare l’emotività: pensiamo ai piani di accumulo, con cui mensilmente si programmano gli ingressi sul mercato con una quota di investimento a discrezione del cliente. È forse la modalità migliore per allocare i propri risparmi spostandoli dalla liquidità e per iniziare a investire sui mercati azionari senza assumere scommesse eccessive in termini di rischio”.

La chiave? Possono essere i consulenti finanziari e i private banker, che “hanno svolto un grande lavoro di accompagnamento dei clienti in un momento molto difficile”. I professionisti della consulenza hanno visto mutare la loro operatività e, più in generale, le dinamiche alla base delle relazioni tra persone legate da un rapporto fiduciario, prima ancora che professionale. “Si è creato un divario forte tra chi ha investito nella tecnologia e ha avuto modalità e possibilità di interloquire con i clienti anche nelle fasi in cui il lockdown agiva sull’impossibilità di avere dei contatti fisici, e chi è rimasto indietro”, afferma Corcos. “Abbiamo comunque trovato una clientela molto pronta a rispondere e lavorare con modalità tendenzialmente anche molto diverse”.

Molto passa anche da un aumento delle capacità finanziarie dei singoli cittadini. E secondo Corcos, in ambito di educazione finanziaria “si è fatto un po’ di progresso, si è intrapreso un cammino di miglioramento grazie alle società, alle istituzioni e alle autorità pubbliche, che si sono date da fare negli ultimi anni. Siamo ancora lontani dall’ottimo, non c’è dubbio che dobbiamo fare ancora di più. Ma iniziative come il mese dell’educazione finanziaria attualmente in corso, fanno in modo che i risparmiatori italiani siano sempre più a conoscenza di quanto accade alle loro finanze”.

L’educazione finanziaria serve anche a spiegare come il risparmio possa aiutare la ripresa legandosi all’economia reale e agli investimenti in un Paese industriale come l’Italia, che da oltre 20 anni sconta un deficit di crescita peggiorato dal Covid. “Come industria del risparmio gestito abbiamo proposto, lavorando a quattro mani anche con il governo e in particolare con il Mef, tutta una serie di soluzioni per fare da ponte tra risparmio degli italiani ed economia reale”, dice Corcos.

“Pensiamo ai Pir tradizionali, che ora chiamiamo così perché è nata una nuova famiglia, quella dei Pir alternativi”. Entrambi danno la possibilità di beneficiare di un’agevolazione fiscale – nello specifico, l’esenzione dall’imposta sui guadagni in conto capitale, o capital gain – e prevedono vincoli di investimento a vantaggio delle piccole e medie imprese. “Accanto ai Pir tradizionali è stato costruito il mondo dei Pir alternativi, uno strumento di sviluppo di sistema estremamente rilevante perché punta a finanziare ancora di più il mercato delle Pmi”, insiste Corcos. “Assogestioni ha sostenuto fin dall’inizio il percorso di nascita dei Pir alternativi, valorizzando attori importanti in singoli segmenti e in aree di nicchia e dando risorse a una filiera in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano, che a sua volta sostiene il sistema delle Pmi, spina dorsale dell’economia produttiva del Paese”.

In chiusura di intervento, Corcos tocca uno dei temi principali che informano da tempo l’evoluzione del settore, e che si sta scoprendo essere ancora più cruciale in chiave di sviluppo post-Covid: la sostenibilità e i criteri Esg, declinati secondo le specificità del tessuto produttivo del Paese. “Le imprese inserite nel territorio che abbiano un’ottima corporate governance, che investono sul capitale umano e sono rispettose dell’ambiente sono la fotografia dell’eccellenza italiana, e rappresentano il coronamento del nostro lavoro di conduzione del risparmio verso impieghi virtuosi”.

La forza dell’Europa


Proprio le tematiche Esg rappresentano “un aspetto ineludibile delle politiche economiche europee”, come evidenzia Irene Tinagli, presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo (Econ) e keynote speaker dell’evento. “La Commissione stima che la riduzione delle emissioni richieda investimenti per 350 miliardi all’anno. C’è bisogno di enormi quantità di risorse private: dobbiamo creare un mercato, stimolarlo e supportarlo”, insiste Tinagli. “Abbiamo intenzione di far sì che una quota significativa del Recovery fund sia dedicata agli investimenti sostenibili. Dobbiamo creare tutte le condizioni affinché si si sviluppi un mercato finanziario a sostegno di questa transizione, anche grazie al coinvolgimento del settore privato”.

Tutto passa dal risparmio, dunque. “Il risparmio ha e avrà nei prossimi mesi e anni un ruolo sempre più importante per riattivare la crescita dell’Italia e dell’Europa”, spiega Tinagli. “La ricostruzione del post-Covid non può accadere da un giorno all’altro. Abbiamo davanti a noi una transizione lunga e un percorso complesso, come testimoniano gli accordi di definizione del Recovery plan”.

L’Europa c’è, conferma la presidente dell’Econ, ed è al lavoro su una serie di progetti che hanno l’obiettivo di un’ulteriore integrazione e di un rafforzamento delle fondamenta economico-finanziarie del continente. “Un aspetto fondamentale del nostro lavoro è dedicato all’unione dei mercati dei capitali (Capital markets union, o Cmu). Dobbiamo assolutamente creare un mercato dei capitali europeo più integrato, più efficiente e più fluido, un traguardo fondamentale nel post-Covid”.

Liquidità fa rima con opportunità


L’evento entra nel vivo dando spazio alle voci dei protagonisti del risparmio gestito. Apre il dibattito Cinzia Tagliabue, amministratore delegato per l’Italia e deputy head della retail client division di Amundi Sgr, che riparte dalla liquidità.

“Come industria abbiamo l’opportunità di far investire la grande massa di liquidità presente nel sistema. Dobbiamo però fare i conti con i timori del risparmiatore italiano, che ha sempre guardato alla volatilità di mercato con preoccupazione. Ma il rischio maggiore – a lasciare tutta questa liquidità in conto corrente – è quello di perdere delle opportunità, per cui il nostro ruolo, assieme ai consulenti finanziari, è quello di individuare i bisogni dei clienti e, con la giusta consulenza, traghettarli verso l’investimento consapevole, nel giusto orizzonte temporale”. Un lavoro ambizioso, reso più complicato dal virus, una “variabile incontrollabile, almeno finché mancherà il vaccino”, afferma Tagliabue. “La crisi sanitaria si ripercuote inevitabilmente sull’economia. E qui arriviamo noi, chiamati a gestire questo nuovo paradigma”.

Il lavoro da fare? “Risiede nel valore della consulenza e, per i gestori, nella creazione di prodotti che diano soluzioni in chiave di pianificazione per il futuro. Dobbiamo garantire ai cittadini la possibilità, domani, di avere lo stesso tenore di vita di oggi”. La chiave rimane la diversificazione, ma secondo Tagliabue “manca ancora un anello di congiunzione tra la diversificazione degli investimenti nell’economia reale, il controllo del rischio e la percezione dei risparmiatori”.

Formichine sì, ma poco lungimiranti?

Questo perché, storicamente, gli italiani “sono sempre stati fantastici risparmiatori, ma non necessariamente ottimi allocatori” afferma Saverio Perissinotto, amministratore delegato di Eurizon. “Abituati a vivere di cedole del debito governativo piuttosto generose, non siamo stati abituati ad andare alla ricerca di asset allocation particolarmente diversificate e con componenti diverse dalla curva dei titoli di Stato”.

Oggi però il mondo finanziario è caratterizzato da tassi a zero se non addirittura negativi, per cui “l’unica scelta ragionevole”, spiega Perissinotto, “è avere asset allocation più diversificate, con una componente di rischio e di volatilità implicita più elevata”. Operazione non facile, che presuppone un «salto culturale» del risparmiatore italiano. “Ci sono due merci che non si possono comprare in bottega, e sono il tempo e la fiducia. Nella vita dell’investitore finanziario queste sono due caratteristiche fondamentali”, riassume Perissinotto.

Ciò detto, le risorse messe in campo dall’Europa possono fornire uno stimolo importante, a patto che siano opportunamente canalizzate. Spiega l’ad di Eurizon: “Se indirizzata correttamente, verso iniziative a favore dell’economia reale, questa massa di denaro può fare la differenza. Le Borse salgono se c’è crescita economica, e se le iniziative che partiranno saranno in grado di creare sviluppo, una certa dose di cauto ottimismo appare giustificata. È chiaro che bisogna approntare progetti che facciano partire un volano dell’economia reale che sia assolutamente rilevante”.

Il ruolo dei passivi

Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia di J.P. Morgan AM, riflette sulla risposta dei passivi alla crisi di marzo-aprile. “Etf e prodotti passivi vengono scelti per la loro semplicità e la pronta liquidabilità. È evidente che in un momento di forte tensione come all’inizio della pandemia era molto importante testarli”. Secondo Alfieri il risultato “è stato più che soddisfacente”, soprattutto in Europa dove si guarda con grande interesse ai fondi tematici e Esg, esigenze verso le quali “gli Etf stanno rispondendo in modo diversificato”.

Di conseguenza, riflette Alfieri, il dibattito degli ultimi anni che ha inquadrato fondi attivi e passivi in termini quantitativi piuttosto che qualitativi “è ormai un po sterile”. “Quello che ci insegna la maturazione di questa area di prodotti è che bisogna rimettere al centro il cliente con le sue necessità. Oggi come oggi, sia gli attivi che i passivi devono trovare un giusto collocamento all’interno del portafoglio”.

L’importante è che il cliente abbia una soluzione efficace ai propri investimenti. “Se guardiamo al mondo Esg e della sostenibilità, vediamo chiaramente come si possa assolvere alla necessità di rispettare un indice sostenibile utilizzando un Etf. Al contempo, se l’investitore ha bisogno di trovare il cosiddetto «Best in class» all’interno del mondo sostenibile, può utilizzare un fondo attivo. Bisogna integrare entrambi”.

Il valore dei megatrend

Proprio intorno al valore della sostenibilità nel post-Covid e all’incrocio con l’altro grande tema messo al centro dalla pandemia, quello dell’affermazione del digitale, ha incardinato il suo intervento Santo Borsellino, presidente di Generali Insurance Asset Management e di Generali Investments Partners, parlando di “creazione di opportunità: il nostro mondo è più ricco ma non più equo, e nemmeno più sicuro”, spiega Borsellino. “La responsabilità sociale di tutti noi – asset owner, distributori, clienti retail e istituzionali – è sempre più centrale”.

La buona notizia, prosegue, è che nel vecchio continente “siamo posizionati bene su questi temi, e per una questione culturale abbiamo risposto prima di altri. Lo dimostra il fatto che gli asset in gestione legati ai temi sostenibili sono in gran parte domiciliati in Europa”.

Di converso, un’analisi del tema ‘digitalizzazione’ mostra che, come europei, “partiamo in una posizione di svantaggio”, dice Borsellino. “Per far nascere e crescere i colossi che oggi celebriamo nel Nasdaq con valutazioni stellari, c’è bisogno di creare un microclima in cui far fiorire questo tipo di aziende. Questo vuol dire decenni di investimento in infrastrutture, ricerca e sviluppo, in una cornice legale che si trasforma e asseconda le trasformazioni digitali – temi coltivati negli Stati Uniti e ultimamente anche in Cina, Paesi che noi europei ci troviamo a rincorrere”.

Una linea di azione con ampi spazi di crescita, anche in chiave di utilizzo delle risorse europee e nazionali. “Dobbiamo trovare forme di investimento verso cui convogliare il risparmio per avvicinarlo all’economia reale”, afferma Borsellino. Obiettivo cruciale “in un mondo di tassi bassi come quello attuale, in cui vi è molta repressione finanziaria che – di fatto – porta con sé una domanda crescente per rendimenti più interessanti nel medio-lungo termine”. E qui entrano in gioco i megatrend, che “tendono a dare risposte a questo tipo di domanda”. Tenendo comunque presente che “associare un megatrend a un’attitudine di investimento mordi e fuggi potrebbe non portare risultati di successo”.

Al via il Salone Auto e Moto d'Epoca di Padova. Bellezza e stile, i miti eterni dei motori sono arte: "Con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili" (VIDEO)

L'attesa è terminata. È il giorno di Auto e Moto d'Epoca a Padova. Uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati ai veicoli storici apre i battenti. Da oggi a domenica 25 ottobre appassionati e curiosi potranno girare tra i padiglioni alla scoperta del mondo delle auto classiche, tra storia, cultura, passione, tecnologia e design. A partire dal genio italiano della mostra dedicata ai bolidi artigianali del dopoguerra, passando per le Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua, arrivando ai prototipi da leggenda Porsche


"Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili"

Apre oggi, giovedì 22, il salone internazionale dedicato a tutti gli amanti delle quattro ruote classiche e non solo. L'inaugurazione ufficiale si terrà il 23 ottobre alle 11.00, ma già durante questa prima giornata cultori e collezionisti incontreranno i dealer, e il mercato delle auto da sogno, cuore dell'evento, inizierà, aprendo le danze della 37esima edizione di Auto e Moto d'Epoca. Sempre all'insegna dell'emozione e della passione. Tre le grandi mostre che faranno battere il cuore degli appassionati: una dedicata al genio italiano che ha prodotto i bolidi del dopoguerra, un'altra sulle moto che hanno fatto la storia dello sport e l'ultima sulle Porsche che trionfarono a Daytona e Le Mans.

Nonostante le incertezze del periodo, gli organizzatori di Intermeeting sono riusciti a raccogliere capolavori del passato e anteprime del futuro che non hanno nulla da invidiare alle edizioni d'antan. Nella retrospettiva L'ordinario diventa straordinario, organizzata insieme ad Aci Storico nel padiglione 3, dieci i modelli unici, modellati dal genio e dalla passione italiana per i motori e provenienti dalle collezioni dei principali musei dell'auto italiani, dal MAUTO di Torino al Museo Nicolis di Verona. Sono presenti il Bisiluro Tarf di Piero Taruffi, il Nibbio di Lurani, la Cisitalia D46 che Nuvolari guidò in corsa senza volante e altre auto comuni che l'estro degli artigiani italiani del dopoguerra ha trasformato in fuoriserie senza paragoni nella storia.

All'epopea delle moto sportive è dedicata, invece, la mostra L'uomo che ha sconfitto i giganti: 20 modelli che hanno cambiato la storia dello sport a due ruote provenienti dalla collezione delle Moto dei Miti di Genesio Bevilacqua. Si celebra la storia dell'Althea Racing, scuderia indipendente che ha saputo tenere testa alle più grandi case motociclistiche laureandosi per cinque volte Campione del Mondo nella categoria Superbike e Superstock.

Terza mostra in programma, quella dedicata ai prototipi da leggenda Porsche che copriranno 30 anni di Porsche a Le Mans a 50 anni dalla vittoria del 1970 che vide le auto di Stoccarda conquistare primo, secondo e terzo posto contemporaneamente.

Gli altri highlights del salone: l'anteprima europea dell'ammiraglia per definizione, la nuova Mercedes classe S. La nuova Bentayga, l'innovativo SUV Bentley dal design mozzafiato. E due veri bolidi McLaren, la 720 Coupé e la 600LT Spyder.

Per il settore moto, da segnalare la crescita anno su anno, coronata dal lancio italiano della possente R 18, la top cruiser per eccellenza e campione della tradizione BMW. E ancora moto sia per la prima partecipazione a Padova dell'Esercito Italiano che per la collezione Morbidelli, di cui ASI ha acquisito oltre 70 esemplari anteguerra.

Tante le curiosità. La vettura più antica? La Bugatti T13 che compie 100 anni. Una delle più rare? La sportiva ASA 1000 GT del 1965, la famosa "ferrarina" nata da un'idea di Enzo Ferrari, telaio di Giotto Bizzarrini, meccanica di Carlo Chiti e carrozzeria Bertone, design di un giovanissimo Giorgetto Giugiaro. Un vero e proprio dream team. E nello stand di Aci Storico una chicca direttamente dalla Presidenza della Repubblica: la Maserati quattroporte blindata del 1983 che accompagnava il Presidente Sandro Pertini durante i suoi impegni istituzionali.

Non manca ovviamente il fulcro di Auto e Moto d'Epoca, che ogni anno attira collezionisti ed appassionati da tutto il globo: il mercato delle auto, che tra dealer specializzati e privati riesce a coprire tutto il mondo della storia e della cultura dei motori. Dalle auto classiche alle instant- classic, passando per le auto che hanno rivoluzionato il settore e quelle che ci hanno fatto sognare. Una carrellata di modelli in esposizione dove storia, cultura, innovazione ed ingegno si fondono e caratterizzano ogni momento della visita. E ancora ricambi ed automobilia. Vecchie targhe, libretti del secolo scorso, cruscotti, volanti, contachilometri, spinterogeni, bulloni, cerchi e insegne: un padiglione intero dedicato ai ricambisti con un'infinità di oggetti da scoprire, acquistare o anche solo ammirare.

E la passione continua e si respira tra i tanti club storici presenti, da sempre uno dei motori del Salone. Padova, quest'anno più che mai, è uno spazio privilegiato dove incontrarsi, presentarsi ai nuovi soci, annunciare raduni e programmi. Dopo l'isolamento e la sospensione di tante attività, il ritrovarsi a Padova acquista un significato in più: vivere assieme la passione comune. Si celebreranno, inoltre, molti anniversari: i 110 anni di Alfa Romeo e gli 85 del marchio Jaguar; i 60 di Lancia Flavia e i 50 di Range Rover, solo per citarne alcuni.

Non mancheranno, infine, le altre anime del Salone: gli stand dedicati al modellismo, gli insostituibili artigiani del restauro e il percorso arts&crafts, tra capi vintage, eleganti bauli storici, abbigliamento sportivo, editoria, oggettistica da collezione.

Si parte dunque giovedì. All'insegna della passione, del coraggio e dei sogni. Un segnale di ripresa per tutto il settore. "Un'edizione così non era scontata quest'anno", ha detto l'organizzatore Mario Carlo Baccaglini. "Ma è proprio questa la magia di Auto e Moto d'Epoca: con la passione alla guida non ci sono risultati impossibili". 

Ciclismo, Giro delle Fiandre: Mathieu van der Poel conquista la classica dei muri sul rivale Van Aert. Caduta spaventosa per Alaphilippe che urta una moto e si rompe una mano (VIDEO)

Incredibile incidente per Julian Alaphilippe durante l'edizione 2020 del Giro delle Fiandre. Il campione del mondo era all'attacco con Van der Poel e Van Aert quando ha urtato la moto della giuria ed è caduto a terra, riportando una doppia frattura alla mano destra - (VIDEO)


 

È Mathieu van der Poel a succedere ad Alberto Bettiol nell’albo d’oro del Giro delle Fiandre. Il campione olandese della Alpecin-Fenix si impone nel testa a testa contro il grande rivale della Jumbo-Visma, suo antagonista in tante gare di ciclocross, e ottiene la prima vittoria in una classica monumento. Decisiva l’azione dei due a 39 chilometri dall’arrivo assieme a Julian Alaphilippe poi caduto a causa di una moto. 

Dopo due anni (Terpstra nel 2018), torna a parlare olandese il Giro delle Fiandre grazie a Mathieu van der Poel. Il campione olandese della Alpecin-Fenix, nono domenica scorsa alla Gand-Wevelgem, brucia al colpo di reni Wout Van Aert, l’unico in grado di contendergli il successo finale. I due, grandi favoriti della vigilia, arrivano a giocarsi la vittoria in volata dopo aver percorso da soli gli ultimi 35 chilometri e aver fatto la selezione decisiva sullo Steenbeekdries assieme a Julian Alaphilippe. Il campione del mondo di Imola però non riesce a giocarsi le proprie carte per una brutta caduta causata da una moto della giuria che lo costringe al ritiro. Dietro, tutti i tentativi di ricucire sui due di testa risultano vani e così la corsa si decide allo sprint dove van der Poel ha la meglio e può lasciarsi andare ad un pianto liberatorio. In terza posizione taglia il traguardo Kristoff mentre Bettiol (campione uscente) chiude nel primo gruppo inseguitore.

L'informazione nei social: tra fake news e mezze verità

Come sempre dopo un importante dichiarazione politica o dopo una conferenza stampa, sui social iniziano a circolare foto, dichiarazioni, immagini che mettono in dubbio la veridicità di quello che abbiamo appena visto. Ecco un esempio...


Ieri sera verso le 21.30 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato in diretta Live streaming e DTT, il nuovo DCPM per contrastare il continuo progredire della diffusione del Coronavirus. Nuove misure per evitare un nuovo lockdown generalizzato, il Paese non se lo può permettere, queste le prime parole di Conte: "Ho appena informato anche i presidenti dei due rami del Parlamento e i leader dell'opposizione delle nuove misure, concordate con gli enti locali e il Cts, per affrontare la nuova ondata di contagi. La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente"...

Al termine della conferenza che potete trovare qui, sui social sono comparse delle foto che mettevano in dubbio il LIVE, adducendo ad un fantomatico accordo del governo con i media per simulare una diretta. Le foto mostravano l'orologio del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, con un cerchio sul quadrante ad evidenziare un presunto orario 17.50... 

Abbiamo allora preso un frame dello stesso video, alzando il contrasto e la definizione è possibile notare che l'orario è 21.30. 

 

Voi che ne pensate?

Il Salone Auto e moto d'epoca di Padova si terrà regolarmente: dal 22 al 25 ottobre appuntamento con la bellezza e la storia dei motori (VIDEO)

"Auto e Moto d'Epoca Padova è il più grande mercato di auto e ricambi d’epoca d’Europa, e rappresenta da anni l’appuntamento internazionale più importante per gli appassionati di motori e della più vasta cultura legata all'automotive", si legge sul sito della manifestazione, che, come annunciano gli organizzatori, è confermato, in linea con le ultime disposizioni e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari


A seguito del nuovo DCPM del 13 ottobre 2020 con le ultime disposizioni anti coronavirus, Intermeeting Spa, organizzatore del Salone Auto e Moto d’Epoca all’interno del quartiere fieristico Fiera di Padova, sottolinea nuovamente la conferma della manifestazione nelle date 22/25 ottobre 2020.

Evento che si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti in tema di sicurezza e nell’adozione dei protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020 n. 630.

Per tutte le informazioni vi invitiamo a visitare il sito: www.autoemotodepoca.com

Per la sicurezza e sulle norme anti coronavirus della Fiera di Padova: www.fieradipadova.it/fiera-sicura/

L’organizzazione invita il pubblico di visitatori ad acquistare i biglietti online.

Acquistando il proprio ticket on line – sul sito della fiera – non solo si evitano le file ai desk della biglietteria, ma si ha la possibilità di accedere in fiera attraverso ingressi dedicati, evitando assembramenti e lunghe attese.

Non resta che aspettare il weekend del 22 25 ottobre per andare a visitare Auto e moto d’epoca nella Fiera di Padova.

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