updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Calcio e videogames, dopo Pes addio anche a Fifa? EA registra un nuovo nome e il 22 potrebbe essere l'ultimo capitolo della saga a chiamarsi così

Dopo la decisione di Konami di ribattezzare "eFootball" la sua iconica creatura, ecco quella che è più di una indiscrezione da parte della concorrenza. La denominazione del futuro dovrebbe essere "EA Sports FC" qualora dovesse interrompersi la decennale partnership con la federazione internazionali. Questione di costi ma anche di strategie innovative


Recensione Fifa 22, il futuro dei giochi di calcio è ancora lontano - Wired

Il mondo dei videogiochi calcistici ha già perso PES, da questa edizione Konami ha ribattezzato il proprio gioco eFootball, e ora rischia di perdere un altro marchio storico: quello di FIFA. Anche Electronic Arts infatti è pronta a un rebranding per la propria saga calcistica, con FIFA 22 che potrebbe diventarne l'ultimo capitolo.

Settimana scorsa infatti, EA ha annunciato i propri piani per un cambio di nomi, già avviate le discussioni con la Federazione internazionale in via formale per interrompere la collaborazione, e ha depositato nel Regno Unito molteplici registrazioni per un nuovo marchio che, come rivela VGC, dovrebbe diventare il nome del prossimo videogioco qualora le trattative con la FIFA si chiudessero con la conclusione effettiva della collaborazione: "EA SPORTS FC", rispetto all'attuale denominazione del franchise "EA SPORTS FIFA". In questo senso, pochi giorni fa il general manager di EA Sports Group, Cam Weber, aveva spiegato: "Guardando avanti, stiamo anche esplorando l'idea di rinominare i nostri giochi di calcio EA Sports globali. Questo significa che stiamo rivedendo il nostro accordo relativo ai diritti di denominazione con FIFA, che è separato da tutte le altre nostre partnership ufficiali e licenze nel mondo del calcio".

Non sarebbe infatti a rischio, spiega Weber, la presenza in game di nomi ufficiali: "Dopo anni di costruzione del nostro franchising globale, sappiamo anche che l'autenticità è essenziale per l'esperienza. Ecco perché concentriamo così tanta energia sulla forza collettiva di oltre 300 partner con licenza individuale che ci danno accesso a oltre 17.000 atleti in oltre 700 squadre, in 100 stadi e oltre 30 campionati in tutto il mondo. Investiamo continuamente nelle partnership e nelle licenze più significative per i giocatori e, per questo motivo, il nostro gioco è l'unico posto in cui si può giocare in modo autentico nell'iconica UEFA Champions League, UEFA Europa League, CONMEBOL Libertadores, Premier League, Bundesliga e LaLiga Santander, tra molti altri. L'ampiezza delle nostre partnership e il nostro ecosistema di contenuti concessi in licenza ci consentirà di continuare a portare un'autenticità senza rivali nei nostri giochi di calcio EA Sports, ora e per molti anni a venire".

 

(Fonte: calciomercato.com)

Netflix, arrivano i primi videogiochi per Android. Il primo test in Polonia: ecco di cosa si tratta

Senza costi aggiuntivi, il servizio di streaming più famoso al mondo sta portando due giochi di Stranger Things sulla sua app Android, ma – al momento – non in Italia


Netflix sta testando il suo primo gioco mobile all'interno della propria app Android: ecco di che si tratta.

Stranger Things su Android

Senza costi aggiuntivi, il servizio di streaming più famoso al mondo sta portando due giochi di Stranger Things sulla sua app Android, ma – al momento – non in Italia.

L'unico paese dove i due giochi sono disponibili è la Polonia: si tratta di Stranger Things: 1984 e Stranger Things 3. Va ricordato che i due game sono disponibili da anni sull'app di Netflix, essendo stati rilasciati attraverso una partnership di licenza nel 2017 e nel 2019, in concomitanza con il lancio della seconda e terza stagione della serie.

Il mese scorso, Netflix ha confermato l'intenzione di espandersi nel campo dei videogiochi, introducendo nel servizio (e senza costi aggiuntivi) giochi per telefoni e tablet.
 
Con la grande ambizione di estendersi anche ai giochi per console Xbox e PlayStation, l'entrata nell'universo dei videogame rappresenterà la più grande espansione in un nuovo tipo di intrattenimento, da quando la società ha esordito nel 2007 e ha pubblicato il suo primo show originale nel 2012.

I giochi su Netflix non avranno pubblicità, nè includeranno acquisti in-game e la possibilità di acquistare singoli titoli, dato che faranno parte dell'abbonamento complessivo.

Netflix va a caccia di nuovi iscritti con i videogiochi - Wired

Con la grande ambizione di estendersi anche ai giochi per console Xbox e PlayStation, l'entrata nell'universo dei videogame rappresenterà la più grande espansione in un nuovo tipo di intrattenimento, da quando la società ha esordito nel 2007 e ha pubblicato il suo primo show originale nel 2012.

I giochi su Netflix non avranno pubblicità, nè includeranno acquisti in-game e la possibilità di acquistare singoli titoli, dato che faranno parte dell'abbonamento complessivo.

 

(Fonte: telefonino.net)

 

eSports, a Tokyo apre la prima palestra per videogiochi "agonistici"

Nella capitale del Giappone arriva un inedito centro che offre corsi e sessioni di allenamento a pagamento tenute da giocatori professionisti. I clienti avranno la possibilità di sottoscrivere un abbonamento alla palestra per 5.500 yen al mese (circa 50 dollari), che permetterà loro l'accesso quotidiano ai computer in fasce orarie di tre ore. A tale costo potrà essere aggiunto quello di un personal trainer professionista per altri 2.750 yen all'ora (circa 25 dollari)


È da diversi anni ormai che i videogiochi non costituiscono più un semplice passatempo per migliaia di giocatori. Con l’avvento degli eSports, si è andato sempre più allargando il bacino di coloro che scelgono di farne una vera e propria carriera, adesso promossa anche da diverse accademie e università come vero e proprio percorso di studi. Per incentivare la cultura dei giochi e delle competizioni videoludiche, in Giappone verrà a breve inaugurata una vera e propria palestra per gli eSports.

La palestra, che sarà semplicemente conosciuta con il nome di Esports Gym, aprirà i battenti il prossimo 19 maggio nella parte settentrionale di Tokyo, grazie alla collaborazione della società nipponica Tokyo Metro Inc. e il servizio telematico eSports Gecipe. Le due aziende sperano di creare un giorno un mondo in cui "chiunque possa godere di una seria pratica di allenamento professionale ai videogiochi quando lo desidera".

La palestra sarà situata appena fuori l'ultima fermata della metro cittadina che attraversa la maggior parte della capitale nipponica fino a Meguro nella parte meridionale della città. Sarà caratterizzata da un’area lounge e da uno spazio composto da dodici postazioni da gaming, complete di sedie e cuffie.

La Esports Gym non sarà rivolta solo ai giocatori di eSports occasionali, ma anche a coloro che avranno bisogno di sottoporsi a un serio allenamento in vista delle competizioni. Dovrebbe essere, infatti, la prima nel paese a offrire sessioni di allenamento a pagamento tenute da giocatori professionisti.

Esports Gym - Tokyo - Giappone - Esport

I giocatori di tutti i livelli potranno iscriversi ai diversi corsi di formazione (dal quello principianti al più avanzato) sia di persona che online. Sarà aperto inoltre uno speciale corso per studenti che, se superato, potrebbe garantire loro l’accesso ai provini per il team di eSports giapponese Crest Gaming.

Le lezioni si terranno in orario pomeridiano durante tutta la settimana e con orario continuato nei weekend. Le postazioni saranno equipaggiate con cinque dei giochi più popolari in Giappone: ValorantLeague of LegendsIdentity VRainbow Six Siege e Puyo Puyo Champions.

I clienti avranno la possibilità di sottoscrivere un abbonamento alla palestra per 5.500 yen al mese (circa 50 dollari), che permetterà loro l'accesso quotidiano ai computer in fasce orarie di tre ore. A tale costo potrà essere aggiunto quello di un personal trainer professionista per altri 2.750 yen all'ora (circa 25 dollari).

Dopo l’inaugurazione, la palestra ha in programma di organizzare eventi di gioco gratuiti e lezioni di eSports durante i fine settimana e le vacanze. Tokyo Metro e Gecipe hanno anche intenzione di aggiungere altri servizi, nonché aprire altre filiali a livello internazionale in futuro, sperando di coinvolgere sempre più utenti nel mondo delle competizioni videoludiche.

 

(Fonte: Tgcom24)

 

Arriva "I Am Jesus Christ", il videogame su Gesù che promette miracoli. L'uscita? A Natale, dicono... (VIDEO)

A Milano quando qualcosa lascia perplessi, interdetti o anche solo distaccatamente divertiti, si dice: “O Signur…”. In questo caso l’invocazione celeste calza a pennello. Nel mondo (terreno) dei videogame è arrivato "I Am Jesus Christ", un gioco che sarà disponibile per pc sulla piattaforma Steam e che consentirà di diventare virtualmente Gesù.

L'idea è nata dalla collaborazione tra il publisher di realtà virtuale PlayWay e lo studio SimulaM. Nei trailer diffusi online si anticipa che il giocatore potrà ripercorrere le orme bibliche del Nazareno del Nuovo Testamento, ridando la vista a un cieco e producendosi in altri miracoli come la moltiplicazione dei pani e dei pesci o la camminata sulle acque. Anche la sorte fatale e salvifica sarà la stessa di Cristo crocifisso e risorto.  Non mancheranno le tentazioni e le trappole del diavolo, mentre secondo alcune anticipazioni, il protagonista potrà recuperare energie attraverso il battesimo dei personaggi incontrati lungo il cammino. I tempi di uscita? Pare a breve, forse, non casualmente, per Natale.

Pd-sinistra, è rottura definitiva: nessun accordo prima del voto. La delusione di Fassino e Martina. Bersani: "Il nodo è il lavoro, dai dem nessuna risposta"

L'esponente di Mdp: "L'articolo 18 è la pietra tombale del dialogo". Giulio Marcon, capogruppo di Sì-Possibile, al termine dell'incontro: "Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l'alternativa: Grasso, il nostro leader". Amarezza dalla delegazione renziana: "Con un atteggiamento più aperto e disponibile avremmo potuto discutere. Ognuno farà la propria strada e se riusciremo a ottenere la fiducia e il consenso degli elettori dopo le elezioni vedremo di riallacciare, se sarà possibile, i fili di una collaborazione". Le interviste - (VIDEO)


E' rottura definitiva tra Pd e sinistra. L'ultimo tentativo di Piero Fassino di dialogare con gli scissionisti è andato a vuoto. Ora è dunque pressoché ufficiale: Mdp e Sinistra Italiana-Possibile non entreranno nella coalizione che fa perno attorno al Pd, ma faranno una lista unitaria della sinistra alternativa ai democratici. L'incontro di oggi tra le due anime del centrosinistra non ha dato i frutti sperati. Per Si-Possibile-Mdp, le proposte del Pd arrivano "fuori tempo massimo".

Cecilia Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono "rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni" e l'accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, "sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo". Giulio Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che "non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente. Costruiremo insieme ad Articolo 1, a Possibile e a tante esperienze della società civile una lista per dire che la nostra Italia ha bisogno di politiche diverse da quelle che il Pd ha realizzato in questi anni".

GRASSO - "Il 3 dicembre avremo una grande occasione per mettere in evidenza la partecipazione del popolo della sinistra a questa nuova esperienza e naturalmente Grasso sarà il nostro leader" ha aggiunto Marcon, precisando però poco dopo: "Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il Presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo". A intervenire a riguardo è stato il portavoce del presidente del Senato. "Grasso - ha sottolineato - in questo momento non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro". "Notizie o dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspicio dei singoli e non come interpretazioni del suo pensiero o di sue decisioni", ha spiegato, aggiungendo: "Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarle".

LE PROPOSTE DI FASSINO A SI-MDP - A margine dell'incontro avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Piero Fassino ha parlato di "misure integrative sul Jobs Act", in particolare "per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato" e "misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento". Tra le altre proposte dei dem, "il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione", "l'aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l'avvio di un superamento del superticket". Sul tavolo anche "la stabilizzazione e l'allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell'anticipo pensionistico a 63 anni". Nell'ambito della tutela dell'ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, "a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall'approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un'alleanza di centrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico". Infine, ha aggiunto Fassino, "sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura".

RENZI - "Mi rimetto alle dichiarazioni di Fassino". Matteo Renzi a Venafro, tappa del treno Pd, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto della rottura con Mdp e Sinistra Italiana ufficializzata nell'incontro di oggi Piero Fassino.

Videogiochi alle Olimpiadi? Ecco cosa c'è dietro...

Il Comitato Olimpico internazionale apre agli e-sports paragonandoli a vere discipline sportive. Questione di numeri ma anche di soldi...

La rivoluzione digitale sta pian piano coinvolgendo tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana, ma da Losanna arriva una notizia che farà di certo discutere.

Per la prima volta infatti il Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, riunito proprio nella città svizzera ha aperto uno spiraglio ai videogiochi, sostenendo che gli e-sports possono essere considerati una vera e propria attività sportiva e dunque potrebbe addirittura avere un futuro olimpico.

"Gli e-sports competitivi – si legge nel comunicato del Cio - possono essere considerati un'attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un'intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali". riconoscendo che possono offrire una piattaforma per l'impegno con il Movimento Olimpico grazie alla forte crescita che stanno mostrando, in particolare tra i giovani.

Da qui a parlare di Giochi olimpici comunque ce ne passa considerato che mancano ancora tutte quelle caratteristiche necessarie per essere promossi ai 5 cerchi, prima fra tutte l’esistenza di una organizzazione che garantisca il rispetto delle norme e delle regole del movimento Olimpico, il dotarsi di strutture per i controlli antidoping e per la repressione di fenomeni come le scommesse.

Nella nota del Comitato Olimpico Internazionale viene auspicato che il Cio stesso assieme alle associazioni internazionali delle varie federazioni sportive "abbia un dialogo con l'industria dei videogiochi e i cibernauti per esplorare maggiormente questa area e le possibilità che offre".

Pensare a un atleta olimpico seduto dietro lo schermo di un computer farà comunque storcere il naso a molti, ma le ragioni per una rivoluzione del genere potrebbero essere tutt’altro che sportive.

Gli e-sports hanno già ora un significativo numero di giocatori professionisti, con squadre che competono per i vari premi e un pubblico numeroso anche se quasi esclusivamente virtuale. Il settore genera dunque entrate che si prevede arriveranno a sfiorare il miliardo di dollari entro il 2018, almeno secondo il Baird Equity Research Center, che stima anche un pubblico mondiale di quasi 500 milioni di spettatori.

E si sa che pecunia non olet, figuriamoci quella generata dal silicio…

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS