updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

Un piano per vaccinare 28 milioni di bambini americani tra i 5 e gli 11 anni. L'annuncio dell'amministrazione Biden

Pfizer ha testato una dose per i piccoli che è un terzo della quantità utilizzata negli adulti. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki: "Stiamo preparando messaggi e strategie di sensibilizzazione per i genitori e per rispondere a qualsiasi preoccupazione o domanda su come far immunizzare i propri figli"


Covid, al via la sperimentazione del vaccino Moderna sui bambini tra i 6  mesi e i 12 anni - Il Fatto Quotidiano

La task force sul coronavirus della Casa Bianca ha esortato le autorità statali a prepararsi per la campagna di vaccinazione anti-covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni già all'inizio di novembre. Secondo quanto annunciato dai funzionari dell'amministrazione Biden ai governatori, i bambini in età scolare potrebbero essere idonei per le vaccinazioni entro l'inizio di novembre e gli Stati devono mettere a punto i piani per procedere.

ABC News ha riferito che il coordinatore della task Force, Jeff Zients, ha detto ai governatori che la Casa Bianca ha abbastanza scorte per inoculare circa 28 milioni di bambini di età compresa tra 5 e 11 anni.

La scorsa settimana Pfizer ha annunciato di aver presentato domanda alla Food and Drug Administration (FDA) per l'autorizzazione all'uso di emergenza del suo vaccino nei bambini. Un comitato consultivo si riunirà per discuterne il 26 ottobre.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha assicurato che l'amministrazione sta preparando messaggi e strategie di sensibilizzazione per i genitori e per rispondere a qualsiasi preoccupazione o domanda su come far vaccinare i propri figli.

"I genitori vorranno andare a fare domande al loro medico, fare domande ai loro pediatri, capire meglio la sicurezza, l'efficacia del vaccino", ha detto Psaki in una conferenza stampa. "Quello che faremo è ovviamente incoraggiare le persone a parlare con i loro medici".

Pfizer ha testato una dose per i bambini che è un terzo della quantità utilizzata negli adulti. Alla fine del mese scorso, ha annunciato risultati positivi dai suoi studi, indicando un "profilo di sicurezza favorevole e robuste risposte anticorpali neutralizzanti".

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Salute

Il mercato delle criptovalute supera i 2mila miliardi di dollari: come sta influenzando l'economia mondiale

Il calcolo è del Fondo monetario internazionale secondo cui, insieme a "un nuovo mondo di opportunità", crescono anche "sfide e rischi"


Il valore totale del mercato di tutte le criptoattività ha superato i 2.000 miliardi di dollari a settembre, dieci volte di più rispetto all'inizio del 2020. I soli stablecoin hanno toccato quota 120 miliardi. quadruplicando dall'inizio dell'anno.

Il calcolo è del Fondo monetario internazionale secondo cui, insieme a "un nuovo mondo di opportunità", crescono anche "sfide e rischi". Finora, sottolinea il Global financial stability report, gli incidenti registrati "non hanno avuto un impatto significativo", ma "man mano che il settore diventerà sempre più mainstream, la loro importanza in termini di implicazioni potenziali per tutta l'economia è destinata ad aumentare".

 In particolare, l'Fmi mette in guardia sui rischi che corrono i consumatori. Di oltre 16.000 token quotati in vari scambi, soltanto 9.000 esistono ancora oggi, mentre il resto si è volatilizzato in varie forme. Ad esempio perché molti di loro non hanno più volume sufficiente o perché gli sviluppatori si sono ritirati dal progetto. O anche perché erano stati creati per mera speculazione o direttamente con intenzioni fraudolente.

Inoltre, osserva il rapporto, l'anonimato delle criptoattività crea lacune di dati per i regolatori e può aprire le porte al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo. Per quanto le autorità siano in grado di tracciare le transazioni illecite, possono avere difficoltà a risalire alle parti coinvolte. Senza dimenticare che la differenza delle cornici regolatorie tra i vari Paesi complica il coordinamento, con molte transazioni che avvengono tra entità che operano principalmente in centri finanziari offshore. "Ciò", avverte il Fondo, "rende la supervisione e il controllo non solo complicato, ma quasi impossibile senza collaborazione internazionale".

A preoccupare gli economisti di Washington è anche il rapido diffondersi delle criptoattività nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. "Guardando al futuro", avverte il Gfsr, "un'adozione così rapida e diffusa può porre significative sfide rafforzando la dollarizzazione dell'economia - o in questo caso la criptizzazione - con i cittadini che cominciano a usare criptovalute al posto della moneta locale. E ciò può ridurre la capacità delle banche centrali di condurre con efficacia la propria politica monetaria". Le criptoattività potrebbero inoltre favorire l'evasione fiscale e i deflussi di capitale. 

Di qui l'esortazione del Fondo ad agire in modo "deciso, rapido e ben coordinato a livello globale per consentire di mantenere i benefici ma, allo stesso tempo di ridurre le vulnerabilità". Cinque sono i suggerimenti che arrivano da Washington. E il primo è l'invito a regolatori e supervisori a monitorare il rapido sviluppo di questo ecosistema e i rischi che può porre, affrontando il nodo della carenza di dati.

I regolatori nazionali, inoltre, dovrebbero dare la priorità all'applicazione degli standard globali esistenti. E quanto al ruolo degli stablecoin, la regolamentazione "dovrebbe essere proporzionata ai rischi che pongono e alle funzioni che svolgono, allineandola a quella di altre entità che forniscono strumenti simili (depositi bancari o fondi monetari di mercato)".

 Contro la 'criptizzazione' dei Paesi emergenti e in via di sviluppo, l'Fmi sollecita a rafforzare le politiche macroeconomiche e a considerare i benefici che deriverebbero dall'emissione di una moneta digitale garantita dalla banca centrale. Infine, a livello globale, conclude l'Fmi, le autorità dovrebbero "rendere il sistema di pagamenti transfrontaliero, più veloce, meno costoso, più trasparente e più inclusivo". 

 

(Fonte: Agi)

Spreco alimentare, italiani i più virtuosi. Male gli Usa: un chilo e mezzo di cibo buttato a settimana

I risultati contenuti nel Primo rapporto 'G8 dello spreco alimentare' che ha coinvolto 8 Paesi, Stati Uniti, Cina, Canada, UK, Russia, Germania, Spagna e Italia


Sociale, Liguria approva piano Strategico Regionale di prevenzione dello spreco  alimentare e recupero delle eccedenze - Riviera24

Gli italiani guidano la classifica dei cittadini più virtuosi, con solo poco più di mezzo chilo (529 grammi) di cibo sprecato a testa nell'arco di una settimana. Gli statunitensi autodenunciano lo spreco di quasi un chilo e mezzo (1453 grammi) di cibo settimanale, seguiti dai cinesi con 1153 grammi, quindi i canadesi con 1144 grammi, seguono i tedeschi con 1081 grammi, e quindi, sotto il kg, arrivano i cittadini inglesi (949 grammi), spagnoli (836 grammi) e i russi, (672 grammi).

In termini di scelte alimentari, cibo della tradizione in prevalenza per russi e cinesi, italiani al top per la scelta del cibo mediterraneo, russi e tedeschi puntano all'economicità degli acquisti, 4 cittadini cinesi su 10 guardano invece alla qualità.

Questi alcuni dei risultati contenuti nel Primo rapporto 'G8 dello spreco alimentare' che ha coinvolto 8 Paesi, Stati Uniti, Cina, Canada, UK, Russia, Germania, Spagna e Italia. L'indagine è stata rivolta a un migliaio di cittadini per ogni Paese (campione rigorosamente statistico) per sensibilizzare sui temi dello spreco alimentare domestico in vista della 2/a Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, il 29 settembre, e presentata oggi a Roma.

Il rapporto, il primo a livello globale, realizzato dall'Osservatorio Waste Watcher International, e promosso dalla campagna Spreco Zero con Ipsos e l'Università di Bologna, evidenzia in generale la divisione tra Paesi europei e Paesi nordamericani/Cina: in termini di frequenza dello spreco gli intervistati europei segnalano livelli più bassi (una media del 68% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta alla settimana) mentre i nordamericani segnalano livelli più alti di spreco alimentare (una media del 57% degli intervistati dichiara di sprecare meno di una volta a settimana). 

 

(Fonte: Ansa)

WhatsApp, che stangata dall'Irlanda: 225 milioni di multa per violazione delle leggi Ue sulla privacy

Il Paese è sede europea di Facebook, la sanzione è il risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati


Bisogna preoccuparsi per le nuove regole sulla privacy di WhatsApp? - Il  Post

L'Irlanda, sede europea di Facebook, ha imposto una multa di 225 milioni di euro a WhatsApp per aver violato le leggi sulla privacy dei dati dell'UE. Risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018, la sanzione inizialmente decisa dall'Irlanda è stata rivista al rialzo su richiesta degli enti regolatori europei.

La Commissione per la protezione dei dati (DPC) irlandese è in gran parte responsabile del controllo dell'adesione alla carta dei diritti dei dati GDPR dell'UE. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati.

"Non siamo d'accordo con la decisione odierna sulla trasparenza che abbiamo fornito alle persone nel 2018 e le sanzioni sono del tutto sproporzionate. Faremo appello contro questa decisione": è il commento alla multa comminata dall'Irlanda di un portavoce di WhatsApp, che sottolinea come la piattaforma "si impegna a fornire un servizio sicuro e privato. Abbiamo lavorato per garantire che le informazioni fornite siano trasparenti e complete e continueremo a farlo".

 

(Fonte: Ansa)

Afghanistan, ora Biden esulta per il successo dell'evacuazione. Orgoglio americano ai minimi storici (VIDEO)

Il presidente dem, nel mirino della stampa, di avversari e sostenitori, parla alla Nazione e rivendica la sua scelta: "Ho onorato l'impegno di mettere fine alla guerra. Non era più nell'interesse della nostra gente" - (VIDEO)


Afghanistan, i taleban mediano per un governo “inclusivo”. Riprese le  operazioni di evacuazione all'aeroporto di Kabul - Il Secolo XIX

"Gli Stati Uniti hanno posto fine a una guerra di 20 anni in Afghanistan, la guerra più lunga della storia americana. Abbiamo completato una delle più grandi evacuazioni aeree nella storia, con oltre 120mila persone portate al sicuro: un numero più che raddoppiato rispetto a quello che gli esperti ritenevano possibile". Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, si rivolge così nel messaggio alla nazione dopo il ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan.

"Il successo straordinario di questa missione è legato alle qualità incredibili e al coraggio dei nostri soldati, dei diplomatici e degli uomini dell'intelligence". "Non avrei prolungato una guerra senza fine. E non avrei prolungato un'evacuazione eterna", aggiunge. Il governo e l'esercito afghano, addestrato dagli Usa e dalla Nato, "non hanno resistito" quanto ci si aspettava da loro. Lo ha ribadito Biden, parlando della fine della guerra in Afghanistan. La valutazione sulle loro capacità, ha aggiunto, "non è stata accurata".

L'imponente ponte aereo, che ha consentito l'evacuazione di oltre 120mila persone, è stata una "missione di misericordia" e non di guerra. "Nessuna nazione nella Storia ha fatto altrettanto", ha sottolineato Biden.

"Non ci sono" operazioni di evacuazione al termine di una guerra, senza le "difficoltà" che ci sono state in queste ultime settimane, ha detto ancora il presidente, parlando delle scene di caos viste a Kabul e dei rischi per la sicurezza sostenuti dai militari Usa.

Afghanistan: media, iniziata evacuazione ambasciata Usa - Ultima Ora - ANSA

Gli Stati Uniti, promette Biden, "continueranno ad aiutare" i cittadini Usa e afghani che vogliono lasciare l'Afghanistan, sottolineando che i talebani "hanno preso un impegno" per garantire "passaggi sicuri" a quanti vorranno lasciare il Paese. In Afghanistan ha detto ancora Biden parlando alla Casa Bianca, ci sono ancora tra i 100 e i 200 cittadini Usa, alcuni dei quali intendono rimanere nel Paese.

"Il mondo è cambiato", gli Stati Uniti sono impegnati in un "serio confronto" con la Cina per la supremazia nel XXI secolo. La fine della guerra in Afghanistan, che non rispondeva più agli interessi strategici degli Usa, segna "la fine di un'era". Il ritiro Usa, ha detto ancora Biden, mette fine all'era delle "grandi operazioni militari" per "ricostruire altri Paesi". "Ho onorato l'impegno di mettere fine alla guerra". "Mi rifiuto di continuare una guerra che non è più nell'interesse della nostra gente", ha detto ancora il presidente, aggiungendo che gli Usa sono stati in guerra "per troppo tempo".

I diritti umani, ha detto il presidente, sono "al centro" della politica estera americana, ma per realizzare questo obiettivo non si farà più ricorso a interventi militari. "Con voi non abbiamo ancora finito" avverte Biden, rivolgendosi direttamente all'Isis-K, il gruppo terroristico che ha rivendicato l'attentato all'aeroporto di Kabul nel quale sono stati uccisi 13 militari Usa e decine di civili.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Afghanistan, la resa americana in un'immagine: la foto dell'ultimo soldato che se ne va dopo una guerra di 20 anni

La foto diffusa dal Pentagono mostra un militare avviarsi a piedi, con il fucile stretto nella mano destra: è l'ultimo soldato americano a lasciare l'Afghanistan, prima di salire sul C-17 decollato poco prima della mezzanotte del 31 agosto, ora di Kabul. La foto, destinata a diventare l'immagine iconica di una guerra durata vent'anni, è stata diffusa dal dipartimento della Difesa e mostra il generale maggiore Chris Donahue, comandante dell'82^ divisione aviotrasportata. L'alto ufficiale, assieme all'ambasciatore Ross Wilson, ha chiuso simbolicamente la missione.

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Esteri

Afghanistan, i talebani bloccano le persone in fuga: "Non permetteremo ai nostri cittadini di raggiungere l'aeroporto". Poi l'avvertimento agli Usa: "Se ne vadano entro il 31 agosto"

Parla il portavoce Zabihullah Mujahid: "Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese". Intanto il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader Abdul Ghani Baradar


"Non inseguiamo nessuno, non diamo la caccia a nessuno, non ci sono stati incidenti in nessuna parte del Paese non abbiamo nessuna lista. Noi vogliamo portare pace e sicurezza nel nostro Paese": lo ha detto in conferenza stampa il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid.

I talebani non permetteranno più ai cittadini afghani di raggiungere l'aeroporto di Kabul, le persone dovrebbero tornare a casa ha aggiunto Zabihullah Mujahid.

"Abbiamo chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani a andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenze", ha affermato.

"L'Emirato islamico sta cercando di controllare la situazione" all'aeroporto di Kabul. "La strada verso l'aeroporto è stata chiusa, gli afghani non possono più andare lì, possono farlo gli stranieri. Abbiamo impedito ai cittadini afghani di recarsi lì perché c'è pericolo di perdere la vita a causa della calca, e gli americani stanno facendo qualcosa di diverso, quando c'è la calca sparano, e la gente muore. Sparano alla gente. Noi vogliamo che gli afghani siano al sicuro da questo". 

"Io non credo che prolungheremo la scadenza. Il 31 agosto è un piano degli Stati Uniti che hanno previsto loro. Loro hanno avuto tutte le opportunità e tutte le risorse per portare via tutte le persone che appartengono a loro. Noi non prolungheremo la scadenza" per il ritiro completo degli occidentali. 

Il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha precisato che alle donne afghane non verrà impedito di andare al lavoro permanentemente: "In questo momento è per il loro bene, al momento, per impedire maltrattamenti", ha affermato sottolineando che non hanno perso il posto di lavoro e che i loro salari vengono pagati. "Per quanto riguarda il lavoro della donna, la procedura è temporanea", ha detto il portavoce dei Talebani. "Le forze di sicurezza al momento non sono operative e non sono addestrate nell'affrontare la donna, nel parlare con le donne e in questo momento dobbiamo fermare le donne finché non ci sarà una piena sicurezza per loro. Quando ci sarà un sistema appropriato, potranno tornare a lavoro e quindi riprenderanno lo stipendio. Ma al momento devono restare a casa".

"Nella provincia di Panshir c'è stato un piccolo problema e stiamo cercando di risolverlo, ne stiamo parlando. La nostra politica è di finire la guerra in questo Paese. La guerra è conclusa, non vogliamo nessun tipo di guerra o battaglia in Afghanistan, questa è la nostra politica. Noi cerchiamo di parlare alla popolazione del Panshir, cerchiamo di incontrarli e risolvere il problema. Ci stiamo provando in tutti i modi. Per l'80% la situazione è sotto controllo e vi possiamo rassicurare: i fratelli che sono lì li abbracciamo, chiediamo di tornare a Kabul e convivere con noi. Non abbiate paura, abbiamo obiettivi comuni".

I talebani potrebbero chiudere l'aeroporto di Kabul con la forza se gli Usa e i loro alleati proveranno a estendere la scadenza del 31 agosto per completare le evacuazioni: lo ha detto il ministro della Difesa britannico Ben Wallace intervistato dalla Bbc a poche ore dal vertice G7 sull'Afghanistan.
"I talebani - ha osservato - hanno già detto che un'estensione avrebbe 'conseguenze'... queste potrebbero andare dall'impedire alle persone di raggiungere l'aeroporto ad attività militari che potrebbero potenzialmente chiudere l'aeroporto. Ecco perché il nostro obiettivo è portar fuori quante più persone, ogni ora". 

"Non credo che riusciremo a far partire tutti quelli che intendono farlo" entro il 31 agosto: lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas in riferimento ai collaboratori afghani della Germania, in un'intervista a Bild-tv. "Siamo in contatto con 100 cittadini tedeschi e con le loro famiglie e stiamo cercando di portarli in aeroporto in modo ragionevolmente sicuro oggi e poi distribuirli su uno dei nostri aerei" ha proseguito il ministro. Gli aerei militari hanno portato via da Kabul finora 3650 persone e soltanto ieri ne sono state evacuate 944, rende noto il ministero della Difesa tedesca via twitter. "Continuiamo a volare fin quando è possibile" si legge sull'account della Difesa.
 
L'alto commissario dell'Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha ricevuto notizie da "fonti attendibili" che i talebani in Afghanistan stanno commettendo "esecuzioni sommarie di civili e soldati afghani". Lo riporta Skynews. Bachelet non è entrata del dettaglio ma ha chiesto al Consiglio Onu sui Diritti Umani di creare al più presto un meccanismo per monitorare da vicino le azioni dei talebani.

Il Pentagono ha suggerito a Joe Biden di decidere entro oggi se estendere o meno la scadenza del 31 agosto per completare il ritiro dall'Afghanistan. Lo riporta la Cnn citando un ufficiale a conoscenza del dossier. Il sollecito è stato lanciato per consentire di programmare anche il ritiro dei 5.800 soldati americani che presidiano l'aeroporto di Kabul, insieme ai loro armamenti e ai loro equipaggiamenti.

Nelle ultime 24 ore sono state evacuate da Kabul 21.600 persone, di cui 12.700 a bordo di 37 voli militari americani e 8.900 tramite voli della coalizione internazionale. Lo rende noto la Casa Bianca, ricordando che dalla fine di luglio gli Stati Uniti hanno trasferito circa 63.900 mila persone, di cui 58.700 dal 14 agosto, data d'ingresso dei talebani a Kabul.

Ad oggi sono stati evacuati 3.741 afgani di cui 2.659 in Italia attraverso 44 voli. Sono i numeri sulle operazioni di evacuazione dei profughi dall'Afghanistan illustrati dal ministro Lorenzo Guerini davanti alle commissioni Esteri e Difesa.

Il direttore della Cia, William Burns, ha incontrato segretamente a Kabul il leader dei talebani Abdul Ghani Baradar. Lo scrive il Washington Post.

 

(Fonte: Ansa)

 

  • Pubblicato in Esteri

Afghanistan, un Biden glaciale difende la fuga americana: "Giusta la mia scelta. Abbiamo addestrato gente incapace, Kabul non è negli interessi Usa". E Trump chiede le sue dimissioni

Il presidente degli Stati Uniti duro e distaccato di fronte alla tragedia: "L'America non combatte una guerra civile che l'esercito afghano non vuole combattere". Il capo della Casa Bianca ha detto di essere "rattristato" da ciò che ha visto, ha definito gli avvenimenti "strazianti" ma non è pentito. E anche la stampa democratica lo stronca


Afghanistan, la disfatta di Joe Biden: un mese fa escludeva la riconquista  dei Talebani e il paragone col Vietnam - Il Riformista

"E' sbagliato chiedere ai soldati americani di combattere una guerra civile che l'esercito afghano non vuole combattere. Quante altre vite, vite americane, dovremmo sacrificare? Sarò chiaro nella mia risposta, non ripeterò gli errori del passato: restare e combattere indefinitamente non è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti". Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, dalla Casa Bianca prende la parola sull'Afghanistan, controllato ora dai talebani. Biden ritiene corretta la decisione di ritirare le truppe dal paese asiatico. " La nostra missione in Afghanistan non ha mai mirato a costruire una nazione. Non era previsto che creassimo una democrazia centralizzata e unita. Il nostro unico interesse rimane quello che è sempre stato: evitare un attacco terroristico sul suolo americano. Siamo andati in Afghanistan quasi 20 anni fa con obiettivi chiari: colpire chi ci aveva attaccato l'11 settembre 2001 e asssicurarci che al Qaida non usasse l'Afghanistan come base. Lo abbiamo fatto. Non abbiamo mai smesso di dare la caccia a Bin Laden e lo abbiamo ucciso, dieci anni", aggiunge.

"Quando ho assunto l'incarico, ho ereditato l'accordo negoziato dal presidente Trump con i talebani: le forze americane avrebbero dovuto lasciare l'Afghanistan il primo maggio 2021, 3 mesi dopo il mio insediamento. Le forze americane erano state già ridotte durante l'amministrazione Trump. La scelta che ho dovuto fare da presidente era rispettare l'accordo o prepararmi a combattere i talebani: non ci sarebbe stato nessun cessate il fuoco dopo il primo maggio, non ci sarebbe stato nessun accordo per proteggere i nostri militari dopo il primo maggio, nessuna stabilità senza vittime americane dopo il primo maggio. Si trattava di rispettare l'accordo e arrivare ad un'escalation del conflitto, mandando migliaia di americani in Afghanistan per una guerra che sarebbe entrata nel terzo decennio", aggiunge il presidente degli Stati Uniti.

"Non cambio assolutamente idea rispetto alla mia decisione. Dopo 20 anni, ho imparato che non è mai il momento giusto per ritirare i soldati americani", dice prima di puntare il dito contro "i leader politici dell'Afghanistan" che "hanno lasciato il paese. L'esercito afghano è collassato. I soldati americani non possono e non devono combattere e morire per una guerra che le forze afghane non vogliono combattere. Abbiamo speso oltre un trilione di dollari per addestrare e armare le forze afghane, incredibilmente equipaggiate e più numerose degli eserciti di molti nostri alleati Nato: gli abbiamo dato ogni strumento, abbiamo pagato i loro stipendi, abbiamo garantito l'efficacia della loro aviazione, qualcosa che i talebani non hanno. Non abbiamo potuto dar loro la volontà di combattere per il loro futuro", afferma Biden.

"E' sbagliato chiedere ai soldati americani ciò che gli afghani non farebbero. La presenza di soldati americani non farebbe differenza per un anno, 5 anni o 20 anni" se le forze armate afghane non sono disposte a combattere. "Quante altre generazioni di figli e figlie americane avrei dovuto mandare per combattere la guerra civile afghana quando l'esercito afghano non vuole combatterla? Quante vite americane" bisogna sacrificare? "Io non ripeterò errori fatti in passato, con guerre combattute all'infinito" senza che ci fosse "un interesse americano" in gioco.

Quindi, il messaggio ai talebani: "Difenderemo il nostro popolo con forza devastante, se necessario", dice Biden, assicurando che Washington risponderà in modo "veloce e potente" se i talebani attaccheranno cittadini americani o cercheranno di interrompere il ponte aereo dall'aeroporto di Kabul.

TRUMP ALL'ATTACCO: "BIDEN SI DIMETTA"

USA2020: Biden vs Trump, la resa dei conti

 L'ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attacca il suo successore Joe Biden e ne chiede le dimissioni. Trump definisce il ritiro delle truppe dall'Afghanistan "vergognoso" e "incompetente".

"L'Afghanistan è il risultato militare più vergognoso nella storia degli Stati Uniti. Non doveva essere così!", dice Trump in una delle tante concise dichiarazioni inviate ai media dopo la caduta di Kabul ai talebani. Allo stesso modo, Trump critica il fatto che gli Stati Uniti abbiano ritirato le proprie truppe dal Paese prima di evacuare i civili che hanno sostenuto le forze statunitensi negli ultimi due decenni. "Inoltre, queste persone hanno lasciato (in Afghanistan) apparecchiature di prim'ordine e altamente sofisticate. Chi può credere a tanta incompetenza?" L'ex presidente chiede le dimissioni di Biden, che lo ha sconfitto alle ultime elezioni presidenziali, non solo per la "vergogna" per quello che ha "permesso" che accadesse in Afghanistan, ma anche per il "tremendo" aumento dei casi di covid-19 e la "catastrofe al confine" tra Stati Uniti e Messico.

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS