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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Contrazione del reddito, l'allarme di Bankitalia: "Un terzo delle famiglie ha riserve economiche solo per tre mesi e il 30% degli italiani non andrà in vacanza"

Oltre metà della popolazione lamenta danni al reddito familiare dall'emergenza Covid. Impatto del lockdown più severo per i lavoratori autonomi. Un terzo delle famiglie ha riserve per soli 3 mesi, il 40% in difficoltà con il mutuo


"Oltre la metà della popolazione dichiara di aver subito una contrazione nel reddito familiare dopo le misure adottate per il contenimento" del coronavirus. E' quanto emerge dall'indagine straordinaria sulle famiglie condotta dalla Banca d'Italia. "Più di un terzo delle famiglie - si legge - dichiara di disporre di risorse finanziarie sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese essenziali della famiglia in assenza di altre entrate".

"L'impatto è stato particolarmente severo per i lavoratori indipendenti", spiega Bankitalia, sottolineando che "quasi l'80% ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare".

Quasi il 40% delle famiglie ha difficoltà a sostenere le rate del mutuo Quasi il 40% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi. "La quota - si legge nell'indagine - è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno". 

Inoltre, secondo il report, "solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34%".

Niente vacanze per il 30% degli italiani L'emergenza sanitaria incide negativamente sulle aspettative di spesa degli italiani: circa il 30% della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60% ritiene che anche quando l'epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi.

Meteo, giugno inizia all'insegna dell'instabilità. Tempo in peggioramento soprattutto al Nord

Secondo iLMeteo.it "dopo una temporanea fase meteo relativamente tranquilla sull'Italia, nel corso della settimana il quadro meteorologico sarà destinato a subire un nuovo severo peggioramento a causa di un insidioso vortice temporalesco carico di forti rovesci e grandine che colpirà il nostro Paese tra mercoledì 3 e venerdì 5 giugno"


Con oggi inizia ufficialmente l’estate meteorologica (quella astronomica partirà il 20). Fino a martedì 2 l’aumento della pressione garantirà un tempo in prevalenza soleggiato e decisamente più caldo, successivamente dal Nord Europa scenderanno una serie di fronti perturbati che causeranno un’importante peggioramento del tempo.

Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che a parte qualche temporale in Calabria e sui confini alpini, lunedì sarà una giornata soleggiata e con clima gradevole. Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, partirà con tanto sole su tutte le regioni, nel pomeriggio però si potranno sviluppare dei temporali lungo l’arco alpino e localmente anche tra il cremonese e il mantovano. Qualche pioggia inoltre potrebbe bagnare anche la Sardegna orientale.

Clima caldo estivo con valori massimi fino a 30°C al Nord, 22-28°C al Centro-Sud. Da mercoledì le cose cominceranno a cambiare, l’atmosfera diventerà via via più instabile e un primo fronte perturbato raggiungerà il Nord con temporali sulle Alpi e sul Triveneto. Giovedì dal Nord Europa un vortice ciclonico piomberà sull’Italia generando una seconda perturbazione, più intensa e che farà peggiorare il tempo su tutto il Nord e nel corso di venerdì anche su tutte le regioni tirreniche e poi al Sud. Tra giovedì e venerdì i temporali potranno risultare anche molto forti, con grandinate, locali nubifragi e possibili trombe d’aria. Le temperature caleranno bruscamente di 7-8°C.

Il team del sito www.iLMeteo.it avvisa che nemmeno nel successivo weekend il tempo sarà stabile, infatti un altro fronte perturbato è previsto impattare sulle regioni settentrionali con un’altra sfuriata temporalesca.

Coronavirus, nella Fase 2 al lavoro più anziani che giovani, più dipendenti che autonomi, più al Nord che al Sud. La fotografia dell'Itala operativa dal 4 maggio

Over 50, uomini, lavoratori dipendenti nel Nord Italia. E' l'identikit di una grossa fetta dei 4,4 milioni di italiani che dal 4 maggio, secondo quanto stabilito dal Dpcm del 26 aprile, riprenderanno la propria attività lavorativa mentre 2,7 milioni continueranno a restare a casa in attesa di successive misure governative. A tracciarlo la nuova indagine della Fondazione studi consulenti del lavoro "Ritorno al lavoro per 4,4 milioni di italiani. Al Nord prima che al Sud, anziani più dei giovani", che approfondisce appunto le caratteristiche di chi da lunedì riprenderà a lavorare - (LEGGI TUTTO)


Chi torna al lavoro il 4 maggio (e come)

Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro, realizzata a partire dai microdati delle Forze Lavoro Istat, su 100 rimasti a casa per effetto dei provvedimenti di sospensione delle attività, ben il 62,2% potrà tornare al lavoro. La ripresa però avrà effetti inattesi. Coinvolgerà soprattutto lavoratori over 50, rispetto ai giovani, interesserà maggiormente il Nord Italia, più esposto al contagio in questi due mesi di emergenza da Covid-19, e favorirà i lavoratori dipendenti a discapito degli autonomi. La ripresa, sottolineano i consulenti del lavoro, interesserà principalmente i lavoratori dell’industria, dove l’attività potrà ritornare a pieno regime (100% dei settori riaperti): su 100 lavoratori che rientreranno al lavoro il 60,7% lavora nel settore manifatturiero; il 15,1% nelle costruzioni; il 12,7% nel commercio e l’11,4% in altre attività di servizio.

a tornare al lavoro sarà principalmente la componente maschile, più presente in questo comparto. Saranno, infatti, 3,3 milioni gli uomini che torneranno al lavoro (il 74,8% del totale), mentre “solo” 1,1 milioni le donne (25,2%). In generale, saranno soprattutto lavoratori dipendenti (3,5 mln, pari al 79,4% di chi riprenderà a lavorare) mentre gli autonomi (il restante 20,6%) dovranno ancora aspettare: solo il 49% di quanti sono stati interessati dai provvedimenti di sospensione potrà riaprire già dal 4 maggio.

E tra i paradossi legati alla riapertura delle attività produttive prevista dalla Fase 2, nonostante il dibattito nazionale sull’opportunità di prevedere rientri differenziati per tutelare maggiormente la popolazione più adulta, c’è l’aspetto legato all’età dei lavoratori coinvolti. Gli over 50 riprenderanno a lavorare prima dei giovani. Su 100 occupati in settori 'sospesi', a rientrare saranno il 68,7% dei 50-59enni; il 67,1% dei 40-49enni; il 59% dei 30-39enni e il 48,8% degli under 30. Alta anche la percentuale degli over 60 (pari al 60,1% di quanti sono rimasti a casa per effetto del blocco delle attività).

Secondo la ricerca dei consulenti del lavoro, anche la 'settorialità' delle aperture delinea un quadro non coerente rispetto alla diffusione della pandemiaLa ripresa, infatti, si concentrerà proprio nelle aree più interessate dal virus: a fronte di 2,8 milioni di lavoratori al Nord Italia, saranno 812 mila al Centro e 822 mila al Sud gli occupati che rientreranno al lavoro.

Tra le regioni interessate: Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Marche e Lombardia, dove il tasso di rientro oscilla intorno al 69%; di contro in Val d’Aosta (49,3%), Lazio (46,7%), Sicilia (43,4%), Calabria (42,5%) e Sardegna (39,2%), la ripresa interesserà meno di un lavoratore su due tra quelli "sospesi".

Ovviamente la riapertura dei settori non comporterà necessariamente la presenza in sede dei lavoratori, ma seguendo le indicazioni ribadite negli stessi ultimi provvedimenti governativi, dovrà essere promosso il più possibile il lavoro agile.

Da questo punto di vista, tuttavia, l’indagine evidenzia come solo nel 36,6% dei casi i lavoratori chiamati a riprendere le proprie attività potranno farlo in smart working; mentre la maggior parte (63,4%), per le caratteristiche del proprio lavoro, non potrà che farlo in sede.

 

(Fonte: Adnkronos)

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Coronavirus, scatta il divieto totale di spostamento dal Comune da cui ci si trova. Stop all'esodo verso le Regioni del Sud Italia

Da oggi è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in Comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Lo stabilisce l'ordinanza, adottata congiuntamente dal ministro della Salute e dal ministro dell'Interno per l'emergenza coronavirus, che rimarrà efficace fino all'entrata in vigore di un nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di cui all'articolo 3 del decreto legge numero 6/2020


"In merito al divieto di spostamenti sul territorio nazionale, è opportuno che i cittadini sappiano che già da oggi il Ministero dell'Interno e quello della Salute hanno sancito, con l'art. 1 e l'art 2 di una apposita ordinanza appena emessa, il divieto di 'esodo' verso le regioni del Sud Italia e, in generale, inibito gli spostamenti al di fuori della propria residenza". E' quanto sottolinea il sottosegretario all'Interno, Carlo Sibilia. "Una misura che intende scongiurare – spiega Sibilia - un nuovo esodo che potrebbe compromettere gli effetti delle misure restrittive, messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del Covid-19. Ancora una volta, invitiamo i cittadini ad attenersi a queste disposizioni in primis per la propria salute e poi per quella di tutti i loro cari e tutti i cittadini italiani: per il momento la priorità è la salvaguardia della nostra salute, più rispettiamo le regole e prima usciremo da questa situazione". Teniamo duro" conclude il sottosegretario. 

Al momento, come spiega il Corriere, chi contravviene al divieto rischia la denuncia per l'articolo 650 del codice penale che prevede l'arresto fino a tre mesi e l'ammenda. Il governo sta però valutando anche la possibilità di emanare un nuovo provvedimento con sanzioni più severe.

Coronavirus, la Protezione civile: "Non assaltate i supermercati". Da Nord a Sud scene da tempo di guerra: accaparramenti e lunghe code fuori dai punti vendita

Appello della Protezione civile affinché non vengano assaltati i supermercati come la scorsa notte, nel timore di non poter fare approvvigionamenti. "Non bisogna assaltare i supermercati, la catena alimentare e di distribuzione non sarà mai interrotta e i supermercati saranno sempre riforniti", assicura il vice capo della Protezione Civile Agostino Miozzo. "I negozi di generi alimentari avranno tutto il necessario per la quotidianità - ribadisce - ci sarà tutto quello che serve e saranno sempre a disposizione"


Risultato immagini per supermercati coronavirus

Il nuovo decreto prevede la possibilità di uscire di casa per recarsi a fare la spesa. Non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari. E' contrario alle motivazioni del decreto affollarsi e sarà garantito l'approvvigionamento alimentare.

Nonostante questo da nord a sud molti supermercati aperti h24 la notte scorsa sono stati presi d'assalto.  A Roma e Napoli lunghe file: la gente è in cosa fuori con i carrelli attendendo il turno per entrare. Al Todis di via Tuscolana a Roma si entra scaglionati: commessi controllano il flusso, concedono ingressi poco per volta, impongono la distanza di sicurezza alle casse e i guanti al reparto ortofrutta. Stessa cosa al Carrefour h24 a Garbatella.

"Le persone fanno incetta anche di saponi e disinfettanti, l'alcol va a ruba ed è praticamente esaurito", dice un commesso. Nei carrelli provviste da guerra: patate, biscotti, latte, zucchero e chili di farina. Stesse scene a Napoli sempre nei market aperti tutti la notte. Anche qui scorte da calamità naturale, carrelli pieni e code. Sui social si rincorrono le immagini di un moderno assalto ai forni.

E la condanna è unanime. "C'è il virus non la carestia", dice più d'uno. E l'invito corale "a restare a casa".

La notizia della zona rossa in tutta Italia ha scatenato la corsa all'acquisto a Palermo, dove è stato preso d'assalto da tanti palermitani il supermercato di una nota catena aperto anche nelle ore notturne nella centralissima via Libertà. Sono intervenuti gli agenti di polizia per evitare tafferugli. 

Lunghe code ai supermercati notturni anche a Torino. "Sarebbe stato intelligente predisporre dei piccoli presidi delle Forze dell'ordine o quantomeno della Protezione civile a controllare gli ipermercati aperti di notte, per informare sui dettagli del decreto ed evitare panico e assembramenti - commentano Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, parlamentare e capogruppo in Regione Piemonte di Fratelli d'Italia -. Sarà comunque necessario predisporli anche oggi per impedire code che diventano veicoli perfetti di contagio con l'effetto opposto di quello voluto". 

Anche in Abruzzo è scattato l'approvvigionamento selvaggio ai supermercati ancora aperti e a quelli h24 per accaparrarsi generi alimentari a seguito dell'istituzione nel Paese della zona protetta. In mattinata diverse persone si sono recate nei supermarket dove però, in base alle nuove norme, sono vietati assembramenti, con ingresso scaglionato.

(Fonte: Ansa)

De Magistris e il sogno del Grande Sud: "Entro l'anno referendum per l'autonomia totale di Napoli. Finita la pacchia per i politici antimeridionali"

Il sindaco lancia una sfida senza precedenti per la sua città annunciando una consultazione che mira a dare più risorse economiche e meno vincoli al capoluogo campano. Poi si lancia in un durissimo attacco al governo ("Il più nero della Repubblica, altro che giallo verde") e a Matteo Salvini: "Sconfiggeremo chi ha fondato la sua fortuna sull'odio e sul razzismo" - (LEGGI TUTTO)


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"Faremo, entro quest’anno, un referendum per la totale autonomia della Città di Napoli". Ad annunciarlo è il sindaco Luigi De Magistris sul suo profilo Facebook. "Avremo così più risorse economiche, meno vincoli finanziari, più ricchezza, più sviluppo, meno disuguaglianze - sottolinea - Successivamente proveremo a realizzare, se lo vorranno anche le altre popolazioni del Sud, un referendum per l’autonomia differenziata dell’intero mezzogiorno d’Italia".

"Altro che zavorra del Paese - sottolinea il primo cittadino partenopeo - dimostreremo con orgoglio e passione, che siamo e saremo, con le nostre risorse umane e territoriali, il motore per un’Italia più coesa, più giusta e con minori disuguaglianze. Noi non siamo contro i popoli della Lombardia e del Veneto che hanno votato per l’autonomia. Siamo anche noi per l’autonomia. Noi siamo per sconfiggere quei politici che hanno fondato la loro fortuna personale sull’odio e sul razzismo: quelli che hanno disprezzo per i meridionali (come Salvini ed il Ministro dell’ignoranza), quelli che hanno oltraggiato ed ostacolato i lavoratori meridionali al Nord, quelli che dicevano di non affittare ai terroni, quelli che offendendo si arricchiscono grazie a noi meridionali. Quelli che oggi se la pigliano non più solo con i meridionali ma con gli stranieri dalla pelle nera".

E continua: "È finita la pacchia per voi politici antimeridionali. Sentirete sul collo il fiato della riscossa dei Sud. Noi al Sud dopo anni di ingiustizie, discriminazioni, depredazioni e saccheggi delle nostre risorse - umane, naturali e materiali - ci stiamo riscattando raggiungendo risultati incredibili ed abbiamo tutto da guadagnare con l’autonomia totale. Autonomia per un’Italia unita, non contro come fate voi. Del resto Napoli è stata nella Storia Capitale e Repubblica. Siamo pronti per l’attacco! Da noi, vinta la sfida, regnerà l’umanità, la giustizia sociale, la felicità. Voi governate con il rancore, noi governeremo con la fratellanza". Secondo De Magistris "il Governo più nero - altro che giallo-verde - della Repubblica sarà travolto dalla ribellione pacifica per le autonomie del sole che i popoli del mezzogiorno guideranno, in prima linea, per un’Italia unita e coesa che valorizza tutte le autonomie e le differenze. Costruiremo con i popoli e con il diritto l’Italia dei popoli e delle città, dei territori e dei beni comuni, contro l’Italia dei politicanti, degli affaristi, dei corrotti e dei mafiosi".

 

(Fonte: Adnkronos)

METEO / Pazzesco: arriva il gelo improvviso. Attila flagellerà l'Italia: crollo di 12°C e neve anche in pianura

Da venerdì l'anticiclone migrerà verso la Scandinavia favorendo l'arrivo di aria fredda direttamente dalla Russia con Attila che farà piombare l'Italia in pieno inverno. Il team de iLMeteo.it comunica che il clima sarà ancora piuttosto mite fino a giovedì con bel tempo prevalente e ultime nebbie sulla Pianura padana. Da venerdì, l'irruzione di aria fredda portata da Attila, sensibile diminuzione delle temperature e tempo che peggiorerà sulle regioni adriatiche con qualche pioggia o nevicata a 1200 metri, nubi e precipitazioni anche sulle Alpi piemontesi, mentre in Sicilia un ciclone nordafricano in avvicinamento all'isola provocherà nubifragi sul catanese - (LEGGI COSA DICONO GLI ESPERTI)


Meteo: WEEKEND dal sapore quasi invernale. Sabato e Domenica con FREDDO e qualche pioggia. I dettagl

Non solo l'aria fredda dalla Russia, ma anche la neve in pianura (anche se su questo punto al momento resta un buon margine di incertezza). Sulle previsioni meteo, sul quadro generale, non ci sono comunque più dubbi: il 'flusso gelido' comincerà a dirigersi verso l'Italia dando il via all'inverno. Fra l'altro oggi scatta l'obbligo dei pnemuatici invernali. Ilmeteo.it dice che da domani l'aria fredda investirà tutte le regioni provocando un calo termico di 10 gradi. Il freddo si accentuerà nel corso del weekend con valori termici sotto la media del periodo di 5-6 gradi.

Per quanto riguarda le precipitazioni l'aria fredda le favorirà sulle regioni adriatiche dove nevicherà sopra i 1.000 metri, sulla Sardegna orientale con neve a 1.500 metri, sui rilievi del Piemonte con neve a 8-900 metri. Altre piogge sono attese su Sicilia e Calabria ioniche, anche forti. Farà via via sempre più freddo. Antonio Sanò, direttore di ilmeteo.it avverte che nella mattinata di lunedì molte città si troveranno con gelate, come ad esempio Roma, Torino, Bergamo, e pochi gradi sopra lo zero sul resto d'Italia, mentre di giorno non si salirà oltre i 6-7 gradi a Nord, i 10-13 gradi al Centro Sud.

La prossima settimana sarà 'inverno che fa sul serio': tra lunedì e martedì - dicono gli esperti - un ciclone mediterraneo si abbatterà su tutte le regioni e a causa delle basse temperature porterà la neve fino in pianura al Nord Ovest.

3bmeteo.com in un articolo sul sito parla invece di "prognosi ancora incerta per il Nord", che potrebbe vedere comunque "precipitazioni sparse" che visto l'arrivo dell'aria fredda "potrebbero assumere carattere nevoso a quote basse". Su questo capitolo se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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IL WEEKEND - Intanto un passo indietro, per concentrarci sul tempo del fine settimana. Sabato - secondo i dettagli di Meteo.it - tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, sulle riviere liguri e lungo il versante tirrenico della penisola. Nelle altre zone nuvolosità più o meno compatta accompagnata da alcune precipitazioni: si tratterà di piogge su Piemonte, settore del medio Adriatico e rovesci o temporali su Calabria ionica, Sardegna orientale e Sicilia. La quota neve si aggirerà intorno a 800-1000 metri sulle Alpi centro-occidentali al mattino, intorno ai 1000-1300 metri lungo l'Appennino centro-settentrionale. I venti orientali tenderanno a intensificarsi e le temperature subiranno un'ulteriore diminuzione quasi ovunque. Domenica il sole prevarrà su gran parte del Nord, a eccezione dell'Emilia Romagna, dove insisteranno le nubi, specialmente sulla Romagna, con qualche precipitazione sporadica. Abbastanza soleggiato anche sulle regioni tirreniche; nuvoloso sul resto del Paese, con qualche isolata pioggia o rovescio sul medio Adriatico, settore dell'alto Ionio e sulla Sardegna orientale. Venti sostenuti nord-orientali in gran parte dei mari e clima piuttosto freddo.

LA SITUAZIONE ATTUALE - Intanto permangono condizioni di tempo stabile e cielo grigio. Oggi, giovedì - dice ancora Meteo.it -, insistono condizioni di tempo in prevalenza stabile. Al mattino nubi basse e nebbie sulla Val Padana, in Emilia Romagna e sul versante adriatico del Centro. Qualche banco di nebbia anche sulle valli del Centro. In giornata prevarrà il sole su quasi tutto il Paese, ma con qualche annuvolamento sulla Pianura Padana centro-occidentale con nubi a tratti compatte. Nuvole anche su regioni del medio Adriatico e Isole maggiori. Dalla sera torna a intensificarsi la nuvolosità al Nord Ovest, in Emilia, lungo l'Adriatico e sui settori ionici. I venti orientali in rinforzo impediranno la formazione di nebbie. Temperature stazionarie o in lieve calo, di nuovo oltre la media, specie le massime al Nord. Domani, venerdì, tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, in Liguria e sui settori tirrenici della penisola. Nubi sparse più o meno compatte nelle altre regioni con piogge o rovesci sul settore ionico. Sporadiche precipitazioni possibili anche su Sardegna orientale, regioni del medio Adriatico e Alpi occidentali, ma in intensificazione nella notte quando la quota neve tenderà ad abbassarsi fin verso i 1000-1200 metri sulle Alpi centro-occidentali. Temperature in calo a causa di freddi venti orientali. Mari in generale mossi. 

 

(Fonte quotidiano.net)

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