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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

La cefalea cronica riconosciuta malattia sociale. Via libera definitivo a disegno di legge bipartisan: "Patologia invisibile, ora speranza a chi ne soffre"

L'Italia è il primo Paese in Ue ad adottare il provvedimento che permetterà di "individuare metodi innovativi da sperimentare per contrastare" la malattia. Il disegno di legge approvato in via definitiva dal Senato con 235 voti a favore, 2 contrari e nessuna astensione. Palazzo Madama ha dato il via libera al testo unificato di due proposte, una della Lega e una del Pd, provenienti dalla Camera


Cefalea cronica, ok del Senato: da oggi è riconosciuta come ...

La cefalea cronica è una malattia sociale. A riconoscerla così è stata l'aula del Senato che ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla malattia.

Il provvedimento è diventato legge con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione. "Grande soddisfazione e un pizzico d'orgoglio per questa battaglia intrapresa nel 2011 da consigliere della Regione Veneto e ora vinta in Parlamento", ha commentato la deputata della Lega Arianna Lazzarini, prima firmataria della proposta di legge approvata. "L'Italia diventa così il primo Paese in Europa ad adottare un provvedimento come questo - continua nella nota - Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni. Un segnale concreto che accende i riflettori su questa malattia, affinché i soggetti che ne soffrono non siano più abbandonati a loro stessi e possano finalmente avere una speranza e una nuova dignità di vita. Questa è una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d'ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice 'mal di testa' passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi". 

Pini, ora più strumenti contro cefalea cronica

"Appena arrivata in Parlamento, nel 2013, depositai una legge per il riconoscimento della cefalea primaria cronica e per l'emicrania come malattia sociale. Una malattia molto diffusa, spesso mal diagnostica; una malattia invalidante, spesso curata in modo inappropriato, che colpisce soprattutto le donne che lavorano, spesso declassata ad un "banale mal di testa". Non riuscii a farla approvare. Riprovai nel 2018, questa volta all'opposizione, e mi trovai insieme alla collega della Lega Lazzarini, all'epoca in maggioranza, a portare avanti questa battaglia. Ieri, finalmente, la legge è stata approvata in via definitiva". Lo dichiara Giuditta Pini, Deputata del Partito Democratico, commentando il via libera definitivo del Senato al testo. "La cefalea primaria cronica e l'emicrania sono riconosciute, i centri cefalee sono riconosciuti, i pazienti e i medici avranno più strumenti per combattere questa malattia silenziosa", conclude.

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, superati i 12 milioni di casi nel mondo. Il dramma degli Usa: 55mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Preoccupa Israele, fiammata ad Hong Kong

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Poco dopo l'ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale


STATI UNITI - I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.
Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell'Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa", afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di "fare due più due" fra l'aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato. E' quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn.

ISRAELE - Resta sempre alto il numero delle nuove infezioni in Israele: secondo il ministero della sanità ci sono stati 1.231 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore per un totale, da inizio pandemia, di 33.947. Crescono anche le vittime con 2 nuovi morti che portano la somma complessiva a 346. I casi attivi della malattia sono 15.209 con 118 persone in gravi condizioni: due settimane fa erano 45. Un altro ministro Rafi Peretz - dopo il suo collega alla difesa Benny Gantz - si è messo in auto quarantena a seguito della scoperta di un suo consigliere risultato positivo al Covid 19. Non è migliore la situazione nei Territori Palestinesi dove un uomo è morto di complicazioni da coronavirus a Hebron in Cisgiordania portando il totale a 24: i casi accertati sono 5.567, con 23 pazienti in condizioni critiche. In tutti i Territori è in vigore il secondo lockdown.

IRAN - Nuovo record di vittime di Covid-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

HONG KONG - Le autorità di Hong Kong hanno messo in guardia la popolazione contro una potenziale "crescita esponenziale" di nuovi casi di coronavirus dopo una fiammata di contagi locali. Da domenica scorsa a oggi nella metropoli sono stati registrati 65 nuovi casi, inclusi 31 in cui l'infezione è stata trasmessa a livello locale. Si tratta per alcuni della "terza ondata" del virus nel centro finanziario asiatico, riporta la Cnn, che ha colpito tassisti, camerieri, infermieri e anziani ospiti di case di riposo. "E' possibile che ci sarà un grande focolaio", ha detto Chuang Shuk-kwan, il direttore del Centro per la protezione della salute: "Potrebbe esserci un'improvvisa crescita esponenziale dei casi". Dall'inizio della pandemia Hong Kong ha registrato 1.324 casi di coronavirus e solo sette decessi legati alla malattia. "Il virus troverà qualsiasi spiraglio nella vostra armatura", ha commentato da parte l'esperta di malattie infettive Sarah Borwein volendo sottolineare la facilità con cui il virus riesce a penetrare nell'organismo: "Lo abbiamo visto a Pechino, a Singapore, in Corea del Sud e adesso in Israele, in Australia e altrove".

GIAPPONE - Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l'area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l'assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

LIBIA - La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 86 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.268 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti salgono a 36, i guariti a 306, e le persone attualmente positive da 852 a 906. La maggior parte dei casi si registra al Sud, con molti contagi anche tra il personale sanitario. L'ospedale di Ubari, nella Libia meridionale, ha sospeso le sue attività per 48 ore dopo che un membro dello staff è risultato positivo al coronavirus, come annunciato dal suo direttore, Suleiman Alwa. I dati sugli infettati da coronavirus, secondo alcune agenzie Onu, potrebbero tuttavia essere più alti, considerata la scarsa capacità del Paese di condurre test su larga scala per via della difficile situazione politica e del conflitto in corso.

PAKISTAN - Il Pakistan ha registrato 3.359 casi di coronavirus e 61 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 240.848 e quello dei morti a quota 4.983. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 4.346 persone, per un totale di 145.311 dall'inizio della pandemia. Attualmente 2.193 pazienti sono in condizioni critiche, 43 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

RUSSIA - In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

 

(Fonte: Ansa)

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Aids, notizia clamorosa dal Brasile: uomo guarito con un mix di farmaci. E' il primo senza trapianto di midollo

L'uomo, spiegano gli esperti dell'università federale di San Paolo, ha smesso i trattamenti a marzo 2019 e il virus finora non è tornato. Il paziente, 36 anni, sieropositivo dal 2012, partecipava alla sperimentazione di una terapia mirata a 'stanare' il virus dai 'reservoir' che ha nelle cellule e che lo fanno tornare se si sospendono i trattamenti usuali


Guarisce dall'Hiv grazie alle cellule staminali, era sieropositivo ...

Un uomo trattato con un nuovo mix di farmaci potrebbe essere il primo guarito dall'infezione da Hiv senza bisogno di trapianto di midollo. Il caso è stato descritto alla conferenza Aids 2020. L'uomo, in cura a San Paolo, in Brasile, ha smesso i trattamenti a marzo 2019 e il virus finora non è tornato. Sieropositivo dal 2012, il paziente 36enne partecipava alla sperimentazione mirata a "stanare" il virus dalle cosiddette cellule "reservoir".

L'uomo, hanno spiegato gli esperti dell'Università federale di San Paolo nel corso della conferenza che si è tenuta in forma virtuale, è stato curato con un mix "aggressivo" di antiretrovirali e nicotinamide (vitamina B3). Una volta interrotta la terapia, il suo sangue è stato testato ogni tre settimane, senza nessun segno di infezione. "Anche se è un caso isolato - afferma al New York Times Ricardo Diaz, uno dei ricercatori coinvolti - potrebbe essere la prima remissione di lungo termine dell'Hiv senza un trapianto". Il 'paziente di san Paolo' potrebbe quindi aggiungersi a quelli di 'Londra' e 'Berlino', guariti però con un trapianto di midollo ricevuto per un tumore. Un bambino curato con un mix di farmaci e che è stato in remissione per due anni, invece, ha visto poi il ritorno del virus.

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Coronavirus, l'Italia fa un bel respiro: cala la curva epidemica e terapie intensive vuote in 14 regioni. Incide il miglioramento della Lombardia: zero casi in quattro province

Mentre a livello globale l'Oms fa sapere che "la pandemia di coronavirus sta accelerando e chiaramente non abbiamo ancora raggiunto il picco", il nostro Paese fa registrare progressi significativi. Nessun caso nelle ultime 24 ore in sette regioni italiane. Sale il numero dei guariti: +574. Effettuati 43.219 tamponi, più del doppio di lunedì - (LEGGI TUTTO)


Bollettino Coronavirus, oggi un solo caso in provincia di Bari ...

Cala la curva epidemica in Italia: 138 i nuovi casi registrati oggi, contro i 208 di ieri. Complice il forte calo della Lombardia, 53 positivi contro i 111 di 24 ore fa, a fronte però di meno tamponi. Il totale degli italiani colpiti dal Covid sale così a 241.956. Forte rialzo invece del numero dei decessi, 30 oggi contro gli 8 di ieri (e i 7 di domenica). Si sono registrate vittime in Lombardia (13), Veneto (10), Piemonte (3), Toscana (2), Emilia Romagna e Puglia (1 ciascuna). Il totale sale a 34.899.

Aumentano i guariti, 574 in un giorno (ieri erano appena 133), che salgono a 192.815. Per effetto di questi dati, tornano a scendere dopo due giorni di aumento i malati attivi: 467 in meno rispetto a ieri, per un totale di 14.242. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Riparte anche il calo dei ricoveri, dopo i piccoli aumenti delle ultime 24 ore: 6 posti occupati in meno in regime ordinario (940 in tutto), e 2 in terapia intensiva (70). Mentre 13.232 sono i pazienti in isolamento domiciliare. Infine, salgono i tamponi a livello nazionale (con l'eccezione, come detto, della Lombardia): sono 43.219 contro i 22.166 di ieri.

In gran parte della Penisola non ci sono più malati di Covid in terapia intensiva. Stando all'ultimo bollettino del ministero della Salute, sono ben 14 le regioni che segnano quota zero nella casella dei casi piu' gravi. L'ultima in ordine di tempo è la Sicilia, passata dai 2 ricoverati di ieri al nessuno di oggi. Solo tre regioni hanno piu' di dieci ricoverati: la Lombardia (36 terapie intensive, invariate), il Lazio (13, +1) e l'Emilia Romagna (10,+1). Seguono il Piemonte con 8 terapie intensive (-1), il Veneto con 2 (invariate) e la Toscana con 1 (-1). 

Focus Lombardia e Milano Cala il numero di positivi al Coronavirus nel Milanese: in 24 ore se ne sono registrati 5, di cui 4 nella città capoluogo. Lunedì erano rispettivamente 12 e 9. 

Nel confronto con gli altri territori lombardi, la provincia di Milano è la terza in regione per numero di nuovi casi, insieme a Monza (ieri +2). Segue Lodi con 3 contagi (ieri 0). Uno solo per Cremona (ieri +23); Sondrio (ieri 0) e Varese (ieri +2). Nessun caso a Como, Lecco, Mantova e Pavia. I numeri più alti, invece, sono a Bergamo con +29 (ieri +17) e Brescia con +17 (ieri +10).

Coronavirus, i dati lombardi del 7 luglio

Coronavirus, cinque domande ancora senza risposta. I misteri del SarsCov2 tormentano la scienza

Dopo circa sei mesi in cui il Covid-19 ha contagiato nel mondo oltre 11,6 milioni di persone uccidendone poco meno di 540mila (in Italia infettati e vittime sono rispettivamente 241.819 e 34.869) gli interrogativi sul virus pandemico sono ancora diversi. La prestigiosa rivista scientifica Nature ha pubblicato un elenco di cinque quesiti ancora irrisolti 


Nature Research (Publishing) | LinkedIn

Da quando a fine dicembre è emersa quella che era una misteriosa polmonite a Wuhan, che poi si è scoperto essere causata dal coronavirus SarsCov2, 10 milioni di persone si sono ammalate in sei mesi. La pandemia da Covid-19 si è trasformata nella peggiore crisi di salute pubblica degli ultimi 100 anni, con oltre 500.000 persone morte finora. Ma nonostante ciò che si è scoperto, rimangono ancora 5 questioni aperte, quali l'immunità, i requisiti per il vaccino, le origini del virus e le sue mutazioni. A fare il bilancio è la rivista Nature sul suo sito (leggi l'articolo. Lingua: inglese).

La prima domanda è perché le persone rispondono in modo così diverso al virus. Alcuni rimangono asintomatici mentre altri sviluppano una polmonite grave, a volte letale. Il consorzio internazionale della COVID-19 Host Genetics Initiative, che ha studiato il genoma di circa 4000 malati di Italia e Spagna, è riuscito a far emergere alcune mutazioni collegate alle forme gravi di Covid-19, tra cui una nella regione del genoma che determina il gruppo sanguigno. Tuttavia si tratta di mutazioni che hanno un ruolo modesto nell'evoluzione della malattia. Alcuni ricercatori della Rockefeller University di New York stanno cercando mutazioni con un impatto maggiore, studiando il genoma di persone sane sotto i 50 anni che hanno avuto forme gravi di Covid-19.

Secondo interrogativo da risolvere è quanto dura l'immunità da Covid. Il livello di anticorpi neutralizzanti il virus rimane alto per due settimane dopo l'infezione, per poi calare. In chi ha avuto forme più gravi, il livello degli anticorpi a livelli più alti dura più a lungo. Ma non si sa qual è livello di anticorpi neutralizzanti necessario a evitare una nuova infezione da SarsCov2 o a ridurre i sintomi con un nuovo contagio.

Terza questione sono le mutazioni sviluppate dal virus. Tutti i virus mutano e il SarsCov2 non fa eccezione. I ricercatori stanno dibattendo se una mutazione nella proteina S del virus, emersa a febbraio in Europa e ora dominante nel mondo, oltre a rendere il virus più infettivo in laboratorio, abbia effetto sull'essere umano.

Quarta domanda riguarda il vaccino. Ora sono in sviluppo circa 200 vaccini nel mondo e 20 sperimentazioni cliniche. I primi test su larga scala dovrebbero iniziare nei prossimi mesi. Gli studi sui macachi dell'università di Oxford hanno mostrato che il vaccino previene l'infezione ai polmoni e la polmonite, ma non la blocca nel resto del corpo, come nel naso. I pochi dati sull'uomo suggeriscono che i vaccini contro il Covid-19 possano indurre il corpo a creare anticorpi neutralizzanti, capaci di impedire al virus di infettare le cellule. Ma non è chiaro se questo livello sia sufficiente a fermare nuove infezioni e quanto durino gli anticorpi.

Quinto e ultimo interrogativo riguarda l'origine del virus, un vero rompicapo. Si concorda sul pipistrello ferro di cavallo come punto di partenza, dato che ospita due coronavirus molto simili (per il 96%) al SARSCoV2. Ma un 4% di differenza tra i due genomi sono decadi di evoluzione. Si è pensato ad un ospite intermedio, come il pangolino, che però condivide fino al 92% del genoma con il nuovo coronavirus. Gli sforzi fatti finora in Cina e nel Sud-est asiatico per isolare il virus negli animali selvatici o d'allevamento sono stati finora infruttuosi.

 

(Fonte: Ansa)

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Coronavirus, stop ai voli dal Bangladesh per fermare la "bomba virale". Speranza: "Già prevista e confermata la quarantena per chi chi viene da Paesi extra Ue ed extra Schengen"

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso "la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull'ultimo volo arrivato ieri a Roma". Lo evidenzia una nota del ministero della Salute


Roma, volo dal Bangladesh: 225 persone in isolamento, 12 positivi ...

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ordinato la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull'ultimo volo arrivato ieri a Roma. In accordo con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rende noto il Ministero della Salute, è stata disposta una sospensione valida per una settimana durante la quale si lavorerà a nuove misure cautelative per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue.   "La quarantena per chi viene da Paesi extra UE ed extra Schengen è già prevista ed è confermata. Ma dopo tutti i sacrifici fatti non possiamo permetterci di importare contagi dall'estero. Meglio continuare a seguire la linea della massima prudenza". Lo ha scritto il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Fb annunciando di avere disposto la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito "del numero significativo di casi positivi al covid 19 riscontrati sull'ultimo aereo arrivato ieri a Roma".

"Non sono ancora terminate le operazioni di laboratorio dei test, ma sono già saliti a 21 i passeggeri del volo speciale autorizzato dall'Enac diretto da Dacca (Bangladesh) atterrato ieri nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino risultati positivi al tampone. Una vera e propria 'bomba' virale che abbiamo disinnescato con tempestività attraverso l’ordinanza del presidente Zingaretti". Lo afferma in una nota il responsabile dell'Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio, l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato.

"A seguito dell'ordinanza regionale tutti i passeggeri del volo infatti sono stati sottoposti al test sierologico, al test molecolare e all’isolamento. E' la conferma che non ci sono le condizioni di sicurezza da quella provenienza e bene la sospensione dei voli, ma bisogna valutare attentamente le misure da adottare - aggiunge D'Amato - Se non avessimo messo in piedi una imponente macchina dei controlli questi passeggeri molto probabilmente sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus presso le loro comunità a cui abbiamo chiesto la massima collaborazione, innanzitutto nel loro interesse, per mettersi a disposizione delle autorità sanitarie al fine di eseguire i test per coloro che nell’ultimo mese sono rientrati dal loro Paese di origine o hanno avuto contatti diretti con persone rientrate".

"Si è tenuto proprio stamani un incontro della Asl Roma 2 con alcuni rappresentanti delle comunità del Bangladesh a Roma che hanno dato la massima disponibilità. Ho avvisato il Prefetto di Roma per chiedere una collaborazione affinché vi siano il rispetto delle prescrizioni di isolamento", conclude l'assessore alla Sanità.

Tutti coloro che dal 1° giugno sono rientrati dal Bangladesh o sono entrati in contatto stretto con persone di rientro dal Paese asiatico sono invitati "a recarsi presso il drive-in di Santa Caterina delle Rose operativo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 in Largo Preneste (Asl Roma 2) per effettuare i test. Inoltre in via del tutto straordinaria sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunità, ulteriori due punti disponibili per questo sabato e questa domenica in piazza della Marranella 1 e via degli Eucalipti 20 (Asl Roma 2)". L'invito arriva appunto dopo l'incontro di questa mattina, riferisce l'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. "Si invitano inoltre anche coloro che non abbiano sintomi a rispettare l'isolamento per 14 giorni dopo l'arrivo ricordano le regole fondamentali di distanziamento. E per coloro che non hanno una possibilità logistica vengono messi a disposizione degli appositi alberghi''.

Zanardi, le ultime notizie: i medici valutano il lento risveglio nel fine settimana

L'ex pilota, rimasto gravemente ferito nell'incidente in handbike del 19 giugno, è stato sottoposto alla terza operazione chirurgica, questa volta per una ricostruzione delle ossia di volto e cranio, quindi nuovamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva del policlinico universitario di Siena. Le sue condizioni sono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, ma gravi da quello neurologico. La prognosi resta riservata


 

Chi è Alex Zanardi: dalla Formula Uno agli ori olimpici nell ...

Nel fine settimana potrebbe iniziare il lento risveglio di Alex Zanardi dal coma farmacologico, dopo la terza operazione a cui è stato sottoposto per la ricostruzione del volto devastato dalle ferite e dalle fratture riportate in seguito all'incidente del 19 giugno scorso sulla strada provinciale 146, nel comune di Pienza (Si), quando è andato a sbattere con la sua handbike contro un tir che procedeva in direzione opposta, nel corso della staffetta benefica 'Obiettivo Tricolore'. L'operazione maxillo-facciale effettuata, ha precisato ieri con un bollettino medico la direzione del policlinico universitario di Santa Maria alle Scotte di Siena, fa parte degli interventi programmati dall'équipe multidisciplinare che ha in cura l'ex pilota di Formula 1 "per permettere ogni prosecuzione del percorso terapeutico".

"Le fratture erano complesse - ha spiegato Paolo Gennaro, direttore della divisione di chirurgia maxillo-facciale - ed hanno richiesto un'accurata programmazione che si è avvalsa di tecnologie computerizzate, digitali e tridimensionali, fatte a misura del paziente. La complessità del caso era piuttosto singolare, anche se si tratta di una tipologia di frattura che nel nostro centro affrontiamo in maniera routinaria". 

Dopo l’intervento, durato circa 5 ore, Alex Zanardi è stato nuovamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva dove "resta sedato e ventilato meccanicamente: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata". Il paziente viene valutato quotidianamente dai professionisti che lo hanno in cura. 

Non appena le condizioni lo permetteranno verrà ridotta la quantità di sedazione per verificare se e come Zanardi reagirà dal punto di vista neurologico al risveglio dal coma indotto.

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Coronavirus, l'emergenza fa strage di imprese. L'Istat: "Più di una su tre rischia di chiudere per la crisi". I "piccoli" e il turismo pagano il prezzo più alto

In pericolo il 40,6% delle micro imprese e il 18,8% delle grandi. Oltre 6 alberghi e ristoranti su 10 potrebbero chiudere. Confesercenti chiede misure straordinarie per il commercio, un piano per modernizzare la rete di negozi e favorire l'adozione di una piattaforma digitale pubblico-privata


L'impatto sulle imprese della crisi provocata dall'emergenza coronavirus "è stato di intensità e rapidità straordinarie", tanto da determinare, secondo l'Istat, "seri rischi per la sopravvivenza" nel corso dell'anno "del 38,8% delle imprese italiane". Il pericolo di chiudere è più alto tra le microimprese (40,6%) e le piccole (33,5%) ma è "significativo" anche tra le medie (22,4%) e le grandi (18,8%).

Ristorazione e turismo le aree più a rischio - Tra le attività più colpite dall'emergenza ci sono gli alberghi e i ristoranti. Sei strutture su dieci rischiano la chiusura entro la fine dell'anno. Uno scenario che mette a repentaglio oltre 800 mila posti di lavoro. In pericolo anche lo sport e la cultura: secondo l'Istat potrebbero non sopravvivere il 61,5% delle aziende del settore. 

Le manifatture provano a resistere - Più di un'azienda su tre sta riorganizzando la produzione e il 30% ha strategie di espansione. Il settore manifatturiero "mostra una decisa resilienza nei confronti del virus", osserva l'Istat. Anche i comparti alimentare e farmaceutico reagiscono bene, con percentuali di imprese a rischio rispettivamente del 28% e del 20%. 

"Ripartenza più difficile del previsto" - "L' e-commerce sta avendo una crescita mai vista finora, mentre le piccole imprese non riescono a invertire la tendenza". Così Confesercenti ha commentato i dati sulle vendite al dettaglio resi noti dall'Istat. "Il mese di maggio ha registrato un miglioramento rispetto ad aprile, ma la situazione resta grave se rapportata allo stesso periodo del 2019".

L'associazione di categoria chiede misure straordinarie per il commercio, un piano per modernizzare la rete di negozi e favorire l'adozione di una piattaforma digitale pubblico-privata

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