updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Ballottaggi, Salvini a Varese visita le periferie con il candidato sindaco Bianchi: "Alla gente interessano i problemi veri non le polemiche su fascisti e comunisti" (VIDEO)

Visita del segretario della Lega, Matteo Salvini, insieme al candidato sindaco, Matteo Bianchi, al quartiere delle Bustecche di Varese, zona popolare con diversi problemi di degrado, insicurezza e incuria. Secondo il leader leghista la giunta di sinistra ha abbandonato le periferie privilegiando il centro cittadino. Intervista anche sui temi nazionali, dal reddito di cittadinanza al lavoro, dalle tasse alla sicurezza.

Un piano per vaccinare 28 milioni di bambini americani tra i 5 e gli 11 anni. L'annuncio dell'amministrazione Biden

Pfizer ha testato una dose per i piccoli che è un terzo della quantità utilizzata negli adulti. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki: "Stiamo preparando messaggi e strategie di sensibilizzazione per i genitori e per rispondere a qualsiasi preoccupazione o domanda su come far immunizzare i propri figli"


Covid, al via la sperimentazione del vaccino Moderna sui bambini tra i 6  mesi e i 12 anni - Il Fatto Quotidiano

La task force sul coronavirus della Casa Bianca ha esortato le autorità statali a prepararsi per la campagna di vaccinazione anti-covid per i bambini tra i 5 e gli 11 anni già all'inizio di novembre. Secondo quanto annunciato dai funzionari dell'amministrazione Biden ai governatori, i bambini in età scolare potrebbero essere idonei per le vaccinazioni entro l'inizio di novembre e gli Stati devono mettere a punto i piani per procedere.

ABC News ha riferito che il coordinatore della task Force, Jeff Zients, ha detto ai governatori che la Casa Bianca ha abbastanza scorte per inoculare circa 28 milioni di bambini di età compresa tra 5 e 11 anni.

La scorsa settimana Pfizer ha annunciato di aver presentato domanda alla Food and Drug Administration (FDA) per l'autorizzazione all'uso di emergenza del suo vaccino nei bambini. Un comitato consultivo si riunirà per discuterne il 26 ottobre.

La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha assicurato che l'amministrazione sta preparando messaggi e strategie di sensibilizzazione per i genitori e per rispondere a qualsiasi preoccupazione o domanda su come far vaccinare i propri figli.

"I genitori vorranno andare a fare domande al loro medico, fare domande ai loro pediatri, capire meglio la sicurezza, l'efficacia del vaccino", ha detto Psaki in una conferenza stampa. "Quello che faremo è ovviamente incoraggiare le persone a parlare con i loro medici".

Pfizer ha testato una dose per i bambini che è un terzo della quantità utilizzata negli adulti. Alla fine del mese scorso, ha annunciato risultati positivi dai suoi studi, indicando un "profilo di sicurezza favorevole e robuste risposte anticorpali neutralizzanti".

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Salute

Francia, la mozzarella supera il camembert: la clamorosa vittoria in trasferta dell'eccellenza italiana

Per la prima volta il consumo del nostro celebre latticino sorpassa quello del formaggio simbolo d'Oltralpe. Scrive Le Figaro, che sottolinea come certi pregiudizi siano del tutto superati: "Non è un caso che Parigi pulluli di ristoranti italiani - sempre più distinti su base regionale - e che i supermercati della Francia abbondino di ogni tipo di prodotto italiano. I francesi, oltretutto, sono i primi consumatori di pizza al mondo"


In Francia la mozzarella batte il camembert: è sorpasso storico

Francia sempre più pazza per la cucina italiana. A testimonianza di questa dilagante passione, un sorpasso storico: i consumi di mozzarella superano per la prima volta quelli del camembert, il formaggio-simbolo del Paese d'oltralpe. Nella patria dei formaggi "la curva delle vendite di camembert, in calo regolare del 3% all'anno, è passata al di sotto delle vendite di mozzarella che conosce, da parte sua, una crescita annuale del 5%", spiega al quotidiano Le Figaro, Fabrice Collier, presidente di un sindacato che riunisce produttori di camembert della Normandia.

I volumi consumati nel 2020

"Dall'inizio dell'anno, fino all'11 settembre, sono state vendute 29.230 tonnellate di camembert contro le 33.170 tonnellate di mozzarella", aggiunge l'esperto. Contrariamente ad un pregiudizio diffuso in Italia, i francesi non provano alcuna rivalità nei confronti degli italiani ma, al contrario, moltissimi di loro nutrono nei confronti dell'Italia profondo amore ed ammirazione. A cominciare dalle specialità gastronomiche del Belpaese, di cui sono ghiotti: non è un caso che Parigi pulluli di ristoranti italiani - sempre più distinti su base regionale - e che i supermercati della Francia abbondino di ogni tipo di prodotto italiano. I francesi, oltretutto, sono i primi consumatori di pizza al mondo.

Sindacati francesi preoccupati per il futuro della filiera "Mai come oggi le specialità culinarie italiane sono state apprezzate nel mondo, in particolare, in Francia", sottolinea Le Figaro, secondo cui l'uso dei due formaggi - camembert e mozzarella - non è però lo stesso. "Il primo è più un formaggio da vassoio mentre il secondo è un formaggio da cucina", azzarda il presidente della SNFC, in questa sua teoria tutta da dimostrare. Per il giornale, il camembert verrebbe consumato al ristorante o durante pranzi a domicilio più tradizionali mentre la specialità italiana verrebbe usata per "numerosi piatti facili da preparare e più di tendenza". Collier è comunque preoccupato per l'avvenire: "Negli anni '80 producevamo in Francia 180.000 tonnellate di camembert di cui una parte veniva esportata, ovvero il doppio di oggi. Con il divieto di ogni riferimento alla Normandia per i camembert pastorizzati, siamo particolarmente preoccupati per il futuro della filiera".

 

(Fonte: tgcom24)

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Calcio, puntare sui giovani? La lezione della Spagna: il debutto del neo diciassettenne Gavi e Pedri (2002) che corre già per il Pallone d'Oro

L'impressionante favola di Gavi, il più giovane debuttante nella storia della Roja, e quella di Pedri, altro prodotto della Cantera del Barcellona che firmerà un contratto che lo legherà ai blaugrana fino al 2026 con una clausola di... un miliardo di euro! E attenzione ad altri "ragazzi d'oro" come Ansu Fati e Yeremi Pino


? ANSU, PEDRI, GAVI, ARAUJO... DREAM TEEN ✨ (OFFICIAL PICTURE) - YouTube

Per il calcio italiano è pura fantascienza, in Spagna è la normalità. Luis Enrique ha affidato il suo centrocampo a Gavi, 17 anni compiuti da poco (il più giovane debuttante nella storia della 'Roja') nelle partite decisive delle final four della Nations League. Qualche giorno dopo il Barcellona ha deciso di blindare Pedri, classe 2002, che presto firmerà un nuovo contratto che lo legherà ai blaugrana fino al 2026, con una clausola record mai prevista per nessuno in precedenza: 1000 milioni, un miliardo di euro.

Pedri è nella lista dei candidati al prossimo Pallone d'Oro proprio perché l'allenatore del Barça e quello della nazionale spagnola hanno deciso di puntare su di lui nonostante la giovane età. In blaugrana è considerato normale rischiare il salto dalla Cantera alla prima squadra senza troppe remore. Con Pedri, Gavi e Ansu Fati si cerca di ripetere una storia leggendaria del recente passato, quella che ha lanciato nel mito Messi, Xavi e Iniesta. In più, in Spagna ora c'è un selezionatore che non si fa troppi problemi a puntare su giovani o giovanissimi, come dimostra il caso di Gavi o quello di Yeremi Pino, classe 2002, schierato a partita in corso contro Italia e Francia nelle ultime due partite della Spagna in Nations League. 

Se in Serie A c'è una diffidenza maggiore, non funziona così nella nazionale di Mancini. Zaniolo è stato chiamato quando ancora non aveva debuttato nella Roma. Presto arriverà la convocazione di Lorenzo Lucca, classe 2000 del Pisa, che gioca in Serie B e ancora non ha assaggiato il calcio che conta. Avere un ct che va controcorrente rispetto alle abitudini del pallone made in Italy è comunque un passo avanti che, oltretutto, porta anche a risultati concreti. 

 

(Fonte: sportmediaset)

Salvini, incontro con Draghi per la pacificazione del Paese: "Gli abbiamo chiesto di frenare le campagne di delegittimazione contro Lega e Fdi"

Nel colloquio a Palazzo Chigi tra il leader del Carroccio e il presidente del Consiglio si è parlato dei prossimi provvedimenti economici come la Legge di Bilancio e il decreto fiscale oltre che della necessità di ritrovare al più presto un clima di unità e concordia ij Italia, a partire dalle forze politiche


Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato ieri a Palazzo Chigi il segretario della Lega, Matteo Salvini, per discutere dei provvedimenti economici di prossima emanazione, con particolare riferimento alla Legge di Bilancio e al decreto fiscale.  In un'ora di colloquio, i due leader, hanno parlato di attualità e dei prossimi provvedimenti economici. 

Tra le altre cose - si legge in una nota del partito di via Bellerio - Draghi e Salvini hanno confermato l'intenzione di non aumentare le tasse. Il leader della Lega ha sottolineato l'esigenza di ritrovare al più presto un clima di unità e concordia nel Paese, a partire dalle forze politiche".

Oltre a ciò, secondo quanto trapelato da fonti leghiste, Salvini ha anche formulato al presidente una proposta di "pacificazione nazionale" a nome di tutto il centrodestra. 

Il capo della Lega, inoltre, non avrebbe in alcun modo chiesto a Mario Draghi di intervenire per chiedere un rinvio della manifestazione di sabato. Salvini, viene ancora riferito, ha "chiesto a Draghi di intervenire per appellarsi alla responsabilità" delle forze politiche e per "frenare le campagne di delegittimazione che nelle ultime settimane sono state particolarmente feroci contro il centrodestra, soprattutto contro Lega e Fratelli d'Italia". 

 

Green pass obbligatorio, salta il limite delle 48 ore di anticipo per la verifica. I datori di lavoro potranno chiederlo quando vogliono in base alle esigenze

I datori di lavoro, sia pubblici sia privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del green pass in base alle esigenze organizzative - ad esempio per le attività su turni: salta dal testo finale del Dpcm con le linee guida sulle verifiche del green pass sul lavoro, pubblicato sul sito di Palazzo Chigi, la previsione del limite di 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del certificato.

Green pass e lavoro, Bassetti: "Serve un passo indietro, abbiamo fatto il solito papocchio all'italiana"

 L'infettivologo genovese sulla certificazione verde obbligatoria: "E stata una buona idea iniziale che poi si è trasformata in un'idea meno buona, quando è stato pensato sull'idea di imitare quello che aveva fatto la Francia per stimolare le persone vaccinarsi. Non è utile per tutte le categorie"


Sul Green pass obbligatorio anche al lavoro "si stanno contrapponendo due fazioni, c'è tensione e varrebbe la pena di fare un passo indietro. Così come è pensato non lo comprendo più, dovrebbe essere rilasciato solo per i vaccinati e chi ha fatto la malattia. Invece abbiamo fatto il solito papocchio all'italiana aprendo anche ai chi fa test e tamponi". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

"Il Green pass è stata una buona idea iniziale che poi si è trasformata in un'idea meno buona, quando è stato pensato sull'idea di imitare quello che aveva fatto la Francia per stimolare le persone vaccinarsi, eravamo a fine giugno ed effettivamente ha funzionato - ricorda Bassetti - le persone si sono vaccinate anche per tornare nei bar, nei ristoranti, nei cinema. Poi si è deciso di allargare il Green pass, la via italiana, anche nei luoghi di lavoro con il tampone a 72 ore. Questa scelta andrebbe migliorata, ci sono dei luoghi di lavoro dove è imprescindibile la vaccinazione penso ai ristoranti, in polizia, per i medici e il personale sanitario, per chi lavora a scuola, i dipendenti pubblici che lavorano agli sportelli. Per gli altri, penso ad un autotrasportatore, non è così utile e si poteva pensare a congelarlo e farlo partire più avanti".

L'Europa è minacciata da un inverno senza risorse energetiche

I prezzi dell'elettricità e del gas stanno aumentando rapidamente. Spagna e Francia l'intervento dell'UE per scongiurare rivolte di piazza. Tuttavia, un intervento centrale potrebbe avere solo risultati a lungo termine, nel breve termine, gli stati e i loro cittadini sono lasciati a se stessi.


I prezzi in rapido aumento di gas ed elettricità, non sono solo un peso per i consumatori e le industrie; stanno anche diventando un problema politico per molti governi in Europa. Soprattutto nei paesi più poveri dell'Europa meridionale, orientale e centrale, Italia compresa, i governi temono la povertà energetica, le tensioni sociali e le proteste. La Spagna ha già visto la rivolta sociale a causa dei forti aumenti dei prezzi: la gente è scesa in piazza questa estate a causa dei forti aumenti sui prezzi dell'elettricità.

Uno scenario horror che molti politici vedono come una ripetizione delle proteste dei gilet gialli francesi più di due anni fa. Le proteste, alcune delle quali molto violente, erano dirette contro la transizione energetica francese e l'aumento dei prezzi del carburante. Alla fine, il presidente Emmanuel Macron ha dovuto arrendersi e cancellare l'aumento del prezzo della benzina. Proteste che andrebbero ad aggiungersi a quelle dei no-green pass e dei no-vax.

La Francia è uno dei paesi dell'UE che chiedono un forte intervento centrale nell'attuale crisi energetica. Anche Spagna, Repubblica Ceca, Grecia e Romania spingono per un ruolo più forte dell'Unione. I prezzi dell'energia saranno quindi uno dei temi dominanti quando Angela Merkel, Macron e gli altri capi di Stato e di governo si incontreranno a Bruxelles alla fine della prossima settimana.

L'UE non potrà comunque fare nulla a breve termine, ma diversamente con misure a lungo termine potrebbe ristabilire degli equilibri. Dal punto di vista di alcune capitali nazionali, è urgente un ruolo più forte per l'UE a lungo termine, perché gli osservatori prevedono che i prezzi dell'energia rimarranno alti per un lungo periodo.
"Il gas naturale stoccato nelle riserve Europee non è sufficiente ad esaurire tutte le richieste, anche se si prevede un clima più mite, il condotto Nord Stream 2, che parte dalla Russia per raggiungere l'Europa, deve entrare subito in funzione per cambiare la situazione, non possiamo aspettare luglio 2022", afferma Trevor Sikorski, responsabile del gas naturale presso "Bank UniCredit". Altri osservatori di mercato prevedono addirittura che i prezzi dell'energia torneranno ai livelli precedenti alla pandemia solo nel 2024.

 

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha intanto annunciato di aver istituito una commissione per analizzare il progetto di realizzo di una riserva strategica comune di gas, gestita direttamente dall'UE. All'ordine del giorno anche il disaccoppiamento dei prezzi dell'elettricità e del gas. Finora il prezzo dell'energia elettrica sul mercato europeo si è basato sui prezzi delle centrali con i costi di generazione più elevati. Ciò infastidisce particolarmente la Francia, che produce molta energia nucleare a basso costo. 

Nel breve termine, i paesi dell'UE saranno lasciati da soli gestire i loro consumatori e le aziende, tuttavia, la Commissione europea fornirà loro assistenza con un cosiddetto "kit di strumenti", l'autorità vuole elencare i modi con cui i governi nazionali potranno aiutare le famiglie e le aziende senza violare le rigide regole dell'UE in materia di concorrenza e sovvenzioni. 

I governi nazionali potranno realizzare Bonus energetici diretti alle famiglie e a sostengono delle imprese, potranno sospendere per un periodo gli obblighi fiscali e costringere persino le compagnie elettriche a restituire parte dei loro profitti ai clienti. Una bozza del documento "Toolbox" che sta circolando a Bruxelles mostra che la Commissione è pronta a fare molte concessioni al riguardo.

I governi di Spagna, Francia, Italia e Grecia hanno già annunciato che aiuteranno le famiglie a basso reddito nel pagare le bollette dell'elettricità e del gas. Tale sostegno al reddito di emergenza sarebbe accettato dalla Commissione europea, a condizione che sia temporaneo e "mirato" ai poveri.

Un'ipotesi già formulata in modo simile la scorsa settimana il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni. Tuttavia, questo potrebbe escludere una procedura come quella in Grecia, dove tutte le famiglie riceveranno sussidi per l'elettricità.

La Commissione vuole anche consentire agevolazioni fiscali per i clienti di elettricità e gas. Dovrebbe essere possibile sospendere tasse e tributi vari (che normalmente superano il 40% dell'importo totale), ma sempre a condizione che la sospensione sia limitata nel tempo e sia rivolta alle famiglie più povere. 

In tal modo, l'autorità fornisce ai governi nazionali un potente mezzo di contromisure, anche se a spese del bilancio nazionale. Secondo i calcoli della Commissione, tasse e oneri sono responsabili del 41% dei costi delle materie energetiche a carico delle famiglie. Nell'industria invece costituiscono ancora il 34%.

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