updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Il calcio sì e i concerti no? Mondo dello spettacolo in rivolta. Franceschini: "Autorizzare anche gli eventi artistici"

Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana: "Siamo alla farsa. Artisti e addetti ai lavori non devono accettare una discriminazione di tale portata". Il ministro della Cultura interviene chiedendo parità di trattamento


Se gli stadi riaprono parzialmente per le partite di calcio, le stesse regole devono valere per i concerti. Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riapre l'Olimpico di Roma per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza).

In una nota del ministero della Cultura, si sottolinea che "in relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il Ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi".

Polverone sul Ristori Bis, ma il Mibact difende il ben fatto |  www.lagenziadiviaggi.it

INDUSTRIA MUSICALE

"È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?" Così il Ceo della Fimi (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) commenta con l'Adnkronos il via libera del governo al pubblico per le partite degli Europei di Calcio per almeno il 25% della capienza dello stadio come richiesto dal'Uefa.

TEATRI

A Roma un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre per protesta. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo, i lavoratori chiedono una riforma strutturale del settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. La Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Un grosso striscione alle loro spalle recita: "A noi gli occhi, please" richiamando lo spettacolo di successo di Gigi Proietti, che fu direttore del teatro.

Europei 2020 col pubblico, via libera del governo. Quanti spettatori e chi potrà entrare allo stadio: il calcio si organizza

L'Olimpico di Roma pronto ad aprire i cancelli. Ok a una quota di tifosi presenti ad almeno il 25% della capienza. Il presidente federale Gravina: "Entreranno i vaccinati, chi ha già avuto il Covid e chi è negativo al test antigenico effettuato a ridosso dell’incontro". Malagò: "Una gran bella notizia"


17 maggio 1953 - viene inaugurato lo stadio Olimpico di Roma -

Arriva l'ok del governo alla Figc per la disputa delle gare a Roma degli Europei di calcio in programma a giugno. La sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, ha infatti inviato una lettera al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina con l'impegno del Governo di assicurare la partecipazione "di una quota di spettatori pari ad almeno il 25% della capienza" dello Stadio Olimpico in occasione della partita inaugurale e delle altre gare in programma a Roma. L'Uefa attendeva una risposta entro fine settimana.      

“L’Italia e Roma ci sono! L’ok da parte del Governo alla presenza di pubblico nelle gare di Roma per Euro 2020 rappresenta una splendida notizia che trasmetteremo subito alla Uefa”, commenta così il presidente della Figc Gabriele Gravina la comunicazione ufficiale inviata nel pomeriggio dalla sottosegretaria Vezzali.     

“Il messaggio che l’Esecutivo manda al Paese - continua Gravina - è di grande fiducia e di straordinaria visione. L’Italia dimostra di avere coraggio, quell’Italia che lotta contro la pandemia e allo stesso tempo lavora per ripartire in sicurezza secondo un programma e un calendario chiari e definiti”.     

“Desidero ringraziare il presidente Draghi e il suo Governo, il ministro della Salute Speranza - conclude il presidente della Figc - ma soprattutto la sottosegretaria Vezzali che subito ha manifestato il suo pieno sostegno alla realizzazione di questo grande evento e che in pochi giorni ha dimostrato qualità e determinazione nello sbloccare un dossier tanto importante”. 

Anche per il presidente del Coni Giovanni Malagò si tratta di "una gran bella notizia. Complimenti alla Federcalcio e al presidente Gravina
Bravi il Governo e il sottosegretario Vezzali che con questa decisione danno speranza a tutto lo sport italiano. L’Uefa - ha aggiunto - può stare tranquilla: gli Europei a Roma saranno sicuramente un grande successo".

Su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commenta la notizia: "Gli Europei di calcio si giocheranno allo stadio Olimpico con il pubblico in presenza. Ringrazio il Governo. È arrivato l’ok anche dopo la nostra richiesta. È una bella notizia, un grande risultato per Roma e l’Italia".

 

(Fonte: Agi)

Covid, 7 proposte dal mondo dello spettacolo per ricominciare in sicurezza

Nessuna sperimentazione, ripensare e allargare le capienze delle location, superare il sistema delle zone a colori per il contenimento del contagio Covid, sistema pronto a cambiare ogni 7 o 15 giorni. Claudio Trotta, portavoce di #ricominciamo, il dettagliato protocollo operativo per la riapertura di tutti gli spazi dello spettacolo dal vivo e degli eventi presentato il 22 febbraio scorso, risponde in 7 punti alle dichiarazioni di ieri del ministro della Cultura, Dario Franceschini


Sette punti che ribadiscono alcuni punti fondamentali del protocollo e la sua importanza:

1) "Non vi è alcuna necessità di sperimentazioni relativamente alla organizzazione di eventi pubblici che rispettino protocolli di sicurezza".

2) "Le capienze degli spazi dove si svolgono spettacoli ed eventi pubblici dovranno essere determinate localmente sulla base di dimensioni e caratteristiche degli stessi e conseguentemente alle diverse applicazioni delle modalità organizzative possibili indicate nel protocollo #ricominciamo".

3) "Il nostro protocollo sottoscritto da più di 80 diverse sigle del mondo dello spettacolo è il frutto di 6 mesi di lavoro collettivo e condiviso di professionisti e medici del settore".

4) "Oltre ai complimenti e a un parziale riconoscimento chiediamo al Ministro Franceschini di provare concretamente, finalmente, il riconoscimento del settore, ottenuto con tanta fatica attraverso proposte operative e perseveranza dialettica".

5) "Vanno concepiti e applicati ristori 'ad hoc' per chi riaprirà applicando il protocollo e, soprattutto, farà lavorare. Il ristoro dovrebbe essere parametrato all'effettivo lavoro creato nello spettacolo, non solo alla mera riapertura".

6) "Andranno sostenuti alcuni comparti che non potranno ripartire neanche con parametri allargati (piccoli live club, dancing, piccoli teatri), che pur hanno dato lavoro da sempre a migliaia di lavoratori dello spettacolo e nutrito le anime di milioni di persone".

7) "Sarà determinante il superamento del sistema dei colori che non può essere sostenuto da nessun tipo di spettacolo che necessita programmazione, produzione e promozione, attività incompatibili con una modalità di cambiamento settimanale o quindicinale della possibilità di lavorare. Questo sistema, inoltre, con la sua congenita precarietà, inibisce la potenzialità imprenditoriale e la necessità di poter vendere biglietti fuori dal proprio territorio regionale", scrive Trotta, che conclude con l'auspicio più concreto: "Crediamo che il lavoro, il fare, sia l’unica azione possibile".

 

(Fonte: Adnkronos)

La crisi silenziosa del pesce italiano: i nostri pescherecci ridotti a sole 12mila unità

L'analisi analisi della Coldiretti Impresapesca diffusa in occasione della Giornata del Mare che si è celebrata l'11 aprile. Tra invenduto, crollo prezzi e chiusura dei ristoranti le perdite ammontano a 500 milioni di euro. Gli effetti delle importazioni selvagge di prodotto straniero. Pesa anche l'impatto dei cambiamenti climatici


Sequestrati pescherecci italiani. Spari dalle motovedette libiche -  IlGiornale.it

È s.o.s. per il pesce italiano con la flotta tricolore che negli ultimi 35 anni ha perso quasi il 40% delle imbarcazioni e un impatto devastante su economia e occupazione di un settore cardine del Made in Italy, ora ulteriormente aggravato dall’emergenza Covid. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti Impresapesca diffusa in occasione della Giornata del Mare che si celebra l’11 aprile per valorizzare l'oro blu come risorsa culturale, scientifica, ricreativa ed economica. 

Gli effetti combinati dei cambiamenti climatici, delle importazioni selvagge di prodotto straniero e di una burocrazia sempre più asfissiante hanno ridotto il numero dei pescherecci italiani ad appena 12 mila unità – denuncia Coldiretti – mettendo a rischio il futuro del comparto ma anche la salute dei cittadini poiché con la riduzione delle attività di pesca viene meno anche la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo gli arrivi dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelle tricolori.

Il calo dei consumi

A peggiorare ulteriormente la situazione ha contribuito – spiega Coldiretti - la pandemia con il crollo di oltre il 30% degli acquisti di pesce da parte della ristorazione dall’inizio dell’emergenza sanitaria, peraltro reso più pesante dalle chiusure di aprile. 

Il risultato è un crac da 500 milioni di euro tra produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti. Senza dimenticare l’aggravio di costi per garantire il rispetto delle misure di distanziamento e sicurezza a bordo delle imbarcazioni, con i pescatori che hanno continuato a uscire in mare per assicurare le forniture di pesce fresco ai consumatori.

Un calo che non è stato compensato dall’aumento degli acquisti domestici del 6,7%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea relativi all’anno 2020. 

Ad essere premiati sono stati soprattutto i consumi di prodotto surgelato, cresciuti del 17,6% rispetto al +2,3% del pesce fresco, inferiore anche rispetto alle conserve (tonno ecc.) in salita del 5,8% e a quelli essiccati o affumicati, che guadagnano un +11,1%.

Peraltro proprio il prodotto surgelato è quello che dà minori garanzie rispetto all’origine, considerato che in 9 casi su 10 arriva dall’estero.

Alla difficoltà economiche aggravate dalla pandemia – continua Coldiretti – si aggiungono quelle legate alla drastica riduzione dell’attività di pesca imposte dalla dalle normative europee e nazionali. Le giornate di effettiva operatività a mare sono scese per alcuni segmenti di flotta a poco meno di 140 di media all’anno, rendendo non più sostenibile l’attività di pesca per una buona fetta della flotta nazionale considerata anche l’assenza di ammortizzatori e di valide politiche di mercato capaci di compensare le interruzioni.

L'effetto dei cambiamenti climatici

Ma a pesare è anche l’impatto dei cambiamenti climatici – rileva Coldiretti - che ha profondamente mutato la disponibilità di pescato. Sono apparse nuove specie non comuni nel Mediterraneo e stanno diventando rare specie fino a ieri comuni nei nostri mari.

Pesci, come ad esempio le alacce o la lampuga, sino a qualche anno fa scarsamente presenti a certe latitudini, sono oggi diffusamente presenti nelle acque del centro-nord Adriatico e del Tirreno, mentre sono andate in sofferenza specie tradizionali come le sardine o le alici, messe in crisi dall’innalzamento delle temperature.

Il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno – conclude Coldiretti -, superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio.

 

(Fonte: Ansa)

Vuoi comprare o vendere casa? Ecco tutto quello che devi sapere. La spiegazione dell'avvocato in pochi minuti (VIDEO)

La crisi economico-sociale prodotta dalla pandemia morde e condiziona molte scelte di privati, famiglie e imprese. Il mercato immobiliare sembra però andare in controtendenza: rogiti e passaggi di chiavi procedono a livelli pre-Covid. In ogni caso, comprare o vendere casa è un momento importante nella vita delle persone. Molti sono i fattori da prendere in considerazione e gli aspetti a cui prestare grande attenzione per evitare problemi e brutte sorprese. L'avvocato Carlo Bortolotti spiega tutto per il Comizio.it - (VIDEO)


STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Economia e pandemia, mentre milioni di persone annaspano c'è chi diventa sempre ricco. Comanda Bezos, padrone di Amazon. Ecco la lista

Nel 2021 nel mondo il numero dei mega ricchi è aumentato: ora sono 2.755 e valgono complessivamente 13.100 miliardi, 8mila in più rispetto a 12 mesi fa. Usa e Cina in testa alla classifica dei Paperoni. L'italiano con più soldi? Non vive in Italia...


Per il potere e la ricchezza bisogna combattere ogni giorno - IlGiornale.it

Dopo un anno di pandemia aumentano i super miliardari nel mondo, segnando un nuovo record: nel 2021 il numero dei  "paperoni" è 2.755, ovvero 660 in più rispetto al 2020. Complessivamente valgono 13.100 miliardi, 8.000 in più del 2020. E' quanto emerge dalla 35ma classifica annuale dei mega ricchi di ForbesJeff Bezos, il patron di Amazon, si conferma primo, per il quarto anno consecutivo, con una fortuna di 177 miliardi di dollari. 

Sul podio Elon Musk, balzato al secondo posto, con 151 miliardi di dollari, grazie all'aumento del valore delle azioni di Tesla. Terzo il re del lusso Bernard Arnault (LVMH, Moët Hennessy Louis Vuitton) con 150 miliardi. Seguono Bill Gates (Microsoft) con 124 miliardi e Mark Zuckerberg (Facebook) con 97 miliardi. Trump ha perso quasi 300 posti, passando da 3,5 miliardi di dollari a "solo" 2,4 miliardi. Gli Stati Uniti sono il Paese più presente in lista, con 724 miliardari, seguiti dalla Cina (inclusi Hong Kong e Macao) con 698. 

Tra i primi cento solo un italiano: Leonardo Del Vecchio (Luxottica) che con un patrimonio stimato di 25,8 miliardi si colloca al 62esimo posto. Poi, bisogna scendere al 256esimo posto per trovare Massimiliana Landini Aleotti e famiglia (Menarini), con 9,1 miliardi. Giorgio Armani è 323esimo con 7,7 miliardi, Silvio Berlusconi 327esimo con 7,6 miliardi.

Discorso a parte per Giovanni Ferrero. Il patron della Nutella, con un patrimonio di 35,1 miliardi di dollari, sarebbe  l’italiano più ricco al mondo, ma è classificato come la persona più ricca del Belgio, avendo residenza lì.

 

(Fonte: tgcom24)

Sileri: "Riaperture possibili dopo il 30 aprile. Vaccini? Fattibile mezzo milione al giorno"

Da oggi tutta Italia in zona rossa e arancione per contrastare la diffusione del coronavirus. Ma dopo il 30 aprile saranno "possibili delle riaperture". Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parlando ospite di '24Mattino' su Radio24. "Credo che i dati miglioreranno grazie al sistema rigido di chiusure, la possibilità di riaperture sarà dopo il 30 aprile anche per consolidare i risultati", ha detto. In merito alle vaccinazioni, Sileri ha ricordato che "per fine mese l'obiettivo del mezzo milione di dosi al giorno è fattibile".

Papa Francesco striglia la politica: "Superare i ritardi nella distribuzione dei vaccini" (VIDEO)

Il monito del Pontefice nel messaggio di Pasqua trasmesso in mondovisione dalla Basilica di San Pietro: "La pandemia ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone". Bergoglio si è rivolto ai governanti del mondo affinché mettano in campo gli aiuti per le famiglie sempre più in crisi a causa dell’emergenza pandemica - (VIDEO)


Papa Francesco, messa di Pasqua e benedizione Urbi et Orbi

Papa Francesco è entrato in processione nella Basilica vaticana, dove nella Domenica di Pasqua, ha presieduto all'Altare della Cattedra la solenne celebrazione della messa del giorno. La liturgia, che si svolge nel rispetto delle restrizioni anti-Covid e con una ristretta partecipazione di fedeli, è iniziata con il Rito del "Resurrexit" e l'aspersione. 

A termine della messa il Pontefice, sempre dall'Altare della Cattedra (anziché, come da tradizione, dalla Loggia centrale della Basilica), il Messaggio pasquale e, dopo l'annuncio della concessione dell'indulgenza dato dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano, la benedizione "Urbi et Orbi".

"L'annuncio di Pasqua non mostra un miraggio, non rivela una formula magica, non indica una via di fuga di fronte alla difficile situazione che stiamo attraversando. La pandemia è ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo - ed è scandaloso - non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari", ha detto il Pontefice nel messaggio 'Urbi et Orbi'. "E questo è lo scandalo di oggi", ha ribadito. 

"Cristo risorto è speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri", ha invocato il Papa.

"Tutti, soprattutto le persone più fragili, hanno bisogno di assistenza e hanno diritto di avere accesso alle cure necessarie. Ciò è ancora più evidente in questo tempo in cui tutti siamo chiamati a combattere la pandemia e i vaccini costituiscono uno strumento essenziale per questa lotta", ha detto ancora il Papa. "Nello spirito di un 'internazionalismo dei vaccini', esorto pertanto l'intera Comunità internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi più poveri", ha aggiunto il Pontefice.

"Sono vicino ai giovani di tutto il mondo e, in quest'ora, specialmente a quelli del Myanmar, che si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce, consapevoli che l'odio può essere dissipato solo dall'amore". "Gesù risorto è speranza pure per tanti giovani che sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza frequentare la scuola o l'università e condividere il tempo con gli amici - ha detto Francesco -. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non solamente virtuali, specialmente nell'età in cui si forma il carattere e la personalità".

"Il Crocifisso Risorto è conforto per quanti hanno perso il lavoro o attraversano gravi difficoltà economiche e sono privi di adeguate tutele sociali. Il Signore ispiri l'agire delle autorità pubbliche perché a tutti, specialmente alle famiglie più bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento". "La pandemia ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone", ha affermato Francesco.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS