Log in
updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Attacchi hacker cresciuti col Covid: +250% nel secondo trimestre 2020. Le attività preferite dai criminali informatici

Il report dell'Osservatorio Cybersecurity di Exprivia: nel 60% dei casi si è trattato di furto di dati (+ 361% rispetto al primo trimestre). Il 17% degli attacchi è avvenuto tramite malware, software o programmi informatici malevoli, che hanno sfruttato il Coronavirus per attirare l'attenzione degli utenti. Tra questi, il programma "Corona Antivirus" o "Covid 9 Antivirus", un malware che permette ai criminali informatici di connettersi al computer delle vittime e spiarne il contenuto, rubare informazioni o utilizzarlo come vettore per ulteriori attacchi - (LEGGI TUTTO)


Nel secondo trimestre del 2020 i crimini informatici in Italia sono aumentati di oltre il 250% rispetto ai primi tre mesi dell'anno (171 rispetto a 47), con picchi di attacchi, incidenti e violazioni della privacy a danno di aziende, privati e pubblica amministrazione nel mese di giugno (86). E' quanto emerge dal report dell'Osservatorio Cybersecurity di Exprivia, che ha collegato al Coronavirus la maggior parte dei fenomeni segnalati, analizzando 40 fonti di informazione pubbliche.

"Complici - secondo il report - l'incremento dello smart working, una maggiore connessione ai social network durante l'emergenza e la riapertura delle industrie subito dopo il lockdown" con un "rischio elevato per i sistemi di videosorveglianza presi di mira dagli hacker".
   

Nel 60% dei casi si è trattato di furto di dati (+ 361% rispetto al primo trimestre). Il 17% degli attacchi è avvenuto tramite malware, software o programmi informatici malevoli, che hanno sfruttato il Coronavirus per attirare l'attenzione degli utenti. Tra questi, il programma "Corona Antivirus" o "Covid 9 Antivirus", un malware che permette ai criminali informatici di connettersi al computer delle vittime e spiarne il contenuto, rubare informazioni o utilizzarlo come vettore per ulteriori attacchi.

E ancora "CovidLock", un ransomware, tipologia di malware che rende un sistema inutilizzabile esigendo il pagamento di un riscatto per ripristinarlo, che prende di mira gli smartphone Android quando si cerca di scaricare un'app di aggiornamenti sulla diffusione del Coronavirus. Dal report si evince, inoltre, che nel secondo trimestre in Italia sono cresciuti del 700% gli attacchi di matrice 'hacktivistica', un fenomeno emergente spesso collegato a campagne internazionali su temi di grande attualità come "black-lives-matter" e "revenge-porn". Quadruplicate infine le truffe tramite tecniche di phishing e social engineering. 

 

(Fonte: Ansa)

Cybercrime, raddoppiate le violazioni su cloud. Il rapporto annuale di Verizon analizza l'evoluzione del crimine informatico (che ovviamente mira ai soldi)

Ecco il "Data Breach Investigations Report 2020" che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo. Nove violazioni su dieci motivate da finalità finanziarie, mail aziendali particolarmente nel mirino. Caratteristiche, modalità e obiettivi dei malfattori informatici che approfittano anche degli effetti della pandemia sulle abitudini tecnologiche


Il guadagno resta lo scopo principale del crimine informatico che colpisce sempre di più il 'cloud' delle aziende e le dotazioni personali, in un momento in cui molti sono a casa per la pandemia, con meno protezioni sul fronte sicurezza. Sono alcune delle riflessioni contenute nell'annuale rapporto di Verizon sulle violazioni (Data Breach Investigations Report 2020) che esamina gli attacchi avvenuti in 81 paesi del mondo.

Secondo la ricerca, quasi 9 violazioni su 10 (86%) sono motivate da finalità finanziarie. La maggioranza di queste continua a essere causata da attori esterni - il 70% - con il crimine organizzato che ne rappresenta il 55%. Il furto di credenziali e gli attacchi come il phishing e le compromissioni delle e-mail aziendali causano la maggior parte delle violazioni (oltre il 67%). Rispetto al rapporto 2019, questo mette in evidenza il raddoppio delle violazioni su cloud, ma anche il ransomware ha visto un leggero aumento, rilevato nel 27% degli attacchi malware (rispetto al 24% del 2019).

Inoltre, secondo il rapporto, il phishing è la principale minaccia per le piccole organizzazioni e rappresenta oltre il 30% delle violazioni, seguita dall'uso di credenziali rubate (27%). infine, riguardo i diversi settori, in quello manifatturiero il 23% degli attacchi è stato causato da ransomware, rispetto al 61% nel settore pubblico e all'80% nell'istruzione. Gli errori hanno rappresentato il 33% delle violazioni nel settore pubblico, ma solo il 12% di quelle nel settore produttivo. 

 

(Fonte: Ansa)

Finte mail dell'Agenzia dell'Entrate: se aprite questa siete fregati. Il virus sotto forma di notifica. Ecco il testo che ti inganna

Attenzione alle email truffa, ai danni dei contribuenti, che stanno circolando in questi giorni. A suonare il campanello d'allarme è l'Agenzia delle Entrate.

In questi giorni, infatti, rileva l'Agenzia, stanno circolando delle email con oggetto del tipo 'Notifica in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx' provenienti da un mittente denominato 'Servizi finanziari'. I messaggi avvertono gli utenti di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata, recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in realtà un virus informatico che può infettare i computer degli utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su eventuali collegamenti web sospetti.

"Avviso in merito a indebitamento”. Se vi arriva questa mail cancellatela immediatamente senza aprirla. Preoccupati per la comunicazione ricevuta e per chiedere chiarimenti, moltissime persone hanno contattato gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Nella mail false sono riportati alcuni numeri telefonici veri degli uffici toscani. Una truffa simile era stata tentata lo scorso anno, nel medesimo periodo.


"Indebitamenti"

Spiegando di essere totalmente estranea, l’Agenzia delle entrate raccomanda la massima attenzione. Il testo della mail: “Egregio сontribuente, ci аffrettiаmo a informare che per il 3o trimestrе 2016 Lei ha debito сon dipаrtimеnto finanziario. In сaso di mancаtа estinzione di indebitamento еntro un trimestre dopo il ricеvimento di avviso sarеmo costretti а deferire le cаusа al precettare е compilare la cаusа di prelievo dеi fondi dаl personale conto bancario. Il numero del Suo atto № IT69119495 inserito nella comunicazione.”


 

WhatsApp, non vuoi che leggano le tue chat? Ecco come si potrà nasconderle da occhi indiscreti (o gelosi....)

Colpevole o innocente che tu sia, che abbia qualche "scheletro nel telefono" o sia soltanto un tipo che tiene alla privacy e alla sicurezza, l'applicazione di messaggistica più famosa al mondo sta per venirti in aiuto. A breve infatti ci sarà un aggiornamento che integrerà la nuova funzione con la quale l'accesso all'app  sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o riconoscimento facciale. Scopri tutto


WhatsApp sta per introdurre una nuova funzione per mettere le vostre chat a riparo dagli occhi indiscreti: non stiamo parlando della possibilità di proteggere le conversazioni private con una semplice password, cosa possibile scaricando applicazioni come Norton App Lock (Android) o iAppLock (iOS), bensì di una vera e propria impronta digitale per nascondere chat e limitare l’accesso all'applicazione. In questo modo sarà più facile difendersi da chi tenta di spiare le conversazioni WhatsApp.

Secondo delle affidabili indiscrezioni riportate da WABetaInfo, infatti, a breve ci sarà un aggiornamento di WhatsApp che integrerà la nuova funzione con la quale l’accesso all'applicazione sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o tramite riconoscimento facciale.

Come spesso accade, però, i primi a poter beneficiare di questa novità saranno gli utenti iOS visto che l’aggiornamento inizialmente riguarderà i soli iPhone, con i sensori Touch ID e Face ID a proteggere le vostre chat da visite inappropriate. Per evitare malfunzionamenti, WhatsApp ha anche pensato a cosa fare qualora l’iPhone non riconosca viso e impronta: il alternativa, infatti, l’utente potrà utilizzare il codice del telefono così da sbloccare l’applicazione.

Non è chiaro se la limitazione all'accesso sarà estesa in automatico a tutta l’applicazione o anche alle singole conversazioni, offrendo molteplici opzioni di personalizzazione per nascondere o bloccare a utenti esterni le nostre conversazioni.

Tuttavia, non è chiaro se il blocco sarà per l’intera applicazione oppure se per le singole conversazioni: in quest’ultimo caso, infatti, sarebbe l’utente a decidere se e quali chat proteggere con il controllo facciale o dell’impronta digitale. Lo scopriremo tra qualche settimana quando - una volta conclusa la fase di test - la nuova funzione di WhatsApp arriverà su tutti i melafonini.

 

(Fonte: Adnkronos)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS