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Calcetto vs curriculum, Sallusti "assolve" Poletti e bacchetta la Lega indignata: "Meglio un burlone di un onesto cretino"

Il direttore del Giornale commenta nel suo editoriale le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro del Lavoro sul metodo migliore per trovare un'occupazione e boccia la protesta dei parlamentari leghisti: "Non diventino un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno per scimmiottare i Cinque Stelle. Restino politicamente scorretti senza snaturarsi". E sul membro del governo non va comunque leggero: "Piuttosto avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale"


"Quando ieri ho visto gli amici parlamentari della Lega inscenare una vigorosa protesta contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per la frase da lui pronunciata sui giovani disoccupati: Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum, mi sono cadute le braccia. Sia chiaro: Poletti è stato un pessimo ministro (più delle Coop rosse che del Lavoro) e casomai avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale". 

Alessandro Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale, attacca il Carroccio e accusa i lumbard di scimmiottare i Cinque Stelle: "Che a indignarsi per quella frase politicamente scorretta sia il partito, la Lega, che ha fatto e fa del politicamente scorretto la sua ragione sociale è una forzatura incomprensibile". "Se anche la Lega diventa un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno - continua Sallusti - si snatura e perde quell'alone di simpatia che da sempre l'accompagna, almeno in un certa parte dell' opinione pubblica". Un'ultima nota: "Inseguire i grillini sulla strada dell'integralismo moralista non potrà mai essere vincente. Perché è una corsa infinita verso la stupidità", "ecco, meglio un burlone di un onesto cretino". 

Arrivato il giorno della Brexit: tutte le tappe del divorzio tra Regno Unito e Unione Europea. Che cosa cambia per gli italiani in Gran Bretagna

L'ambasciatore britannico all'Ue, Tim Barrow, ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, la lettera di notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona firmata dalla premier Theresa May che ha detto: "E' un'opportunità storica. I giorni migliori sono davanti a noi, saremo un Paese più forte ed equo" 


Il giorno della Brexit è arrivato. Decisa dal referendum del 23 giugno dell'anno scorso, l'uscita dall'Europa partirà formalmente oggi con l'attivazione dell'articolo 50 del trattato di Lisbona. Sarà infatti l'ambasciata britannica presso l'Ue a consegnare al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk la lettera di diverse pagine con la quale viene richiesta l'attivazione dell'articolo. Appena avvenuta la consegna, la premier britannica Theresa May annuncerà l'avvio formale della Brexit in Parlamento. Comincerà così un negoziato che dovrà durare due anni. Eccone le principali tappe:

29 APRILE: summit a Bruxelles fra i 27 leader dei paesi che rimangono nella Ue. L'obiettivo è di concordare le linee guida e il mandato di Michel Barnier, capo negoziatore dell'Ue per la Brexit. Il vertice arriverà dopo un intenso lavoro preparatorio. Tusk dovrà mandare ai 27 una bozza di linee guida entro 48 ore dalla notifica dell'articolo 50, sulla quale lavoreranno i rappresentanti dei vari stati con due riunioni in aprile a Bruxelles. Prima del summit ci sarà il 27 aprile il consiglio dei ministri degli Esteri a Lussemburgo.

MAGGIO: Barnier presenterà al più presto, forse già il 2 maggio, le sue proposte su come strutturare il negoziato. E' anche previsto un consiglio dei ministri degli Esteri per definire le direttive per Barnier, che dovranno essere firmate da tutti i 27 paesi. Solo dopo le firme potranno iniziare i negoziati veri e propri.

OTTOBRE 2018: Barnier vorrebbe finalizzare il trattato del ritiro entro questo mese, perchè ci sia il tempo necessario per la ratifica del Parlamento Europeo e la ratifica del Consiglio Europeo. E' possibile che ci sia anche un voto del parlamento britannico. E la Scozia vorrebbe poter decidere in un referendum se restare nel Regno Unito.

29 MARZO 2019: scaduti i due anni dall'attivazione dell'articolo 50, la Gran Bretagna lascerà l'Unione Europea. L'eventuale estensione dei tempi del negoziato sarà possibile solo con l'accordo di tutti i 28 paesi coinvolti. L'accordo finale potrebbe prevedere un periodo di transizione, che potrebbe oscillare fra due e cinque anni, durante il quale potrebbe essere definito un accordo commerciale fra le parti.

Che cosa cambia per gli italiani

In Gran Bretagna risiedono oltre mezzo milione di italiani. E' una delle più grandi comunità dei nostri connazionali all'estero. Di questi, meno della metà, sono registrati all'anagrafe britannica. Agli altri con la Brexit sarà chiesto di certificare e dimostrare la propria residenza per poi ottenere il permesso di residenza.

Chi lavora già lì. Chi paga le tasse già da 5 anni nel Paese britannico può richiedere un permesso di residenza o di cittadinanza, magari doppia italiana-inglese. Se invece non si sa se restare o meno si può richiedere un visto di lavoro da rinnovare ogni 2-3 o 5 anni.

Chi vuole emigrare. Chi pensa di trasferirsi nel Regno Unito in futuro, dovrà aspettare il risultato dei negoziati tra Londra e Bruxelles. In bilico ci sono, infatti, i vantaggi oggi garantiti dalla comune appartenenza alla Unione Europea. In particolare potrebbe essere più difficile per un nostro connazionale andare a Londra per cercare un lavoro. L'occupazione andrà trovata prima, dall'Italia prima della partenza.

Studio. Lo studente britannico e quello italiano prima della Brexit avevano uguali diritti. Dalla possibile esenzione dalle tasse universitarie all'accesso ai finanziamenti bancari per pagarle. Adesso, se non ci saranno accordi specifici, le tasse universitarie saranno più alte così come succede al momento per chi va a studiare negli atenei inglesi da fuori Europa.

Turismo. Grossi cambiamenti in arrivo anche per chi vuole andare a Londra per una vacanza. Per fare il classico weekend nella capitale inglese ci vorrà il passaporto e non più soltanto la carta d'identità. Non sarà più garantita la copertura sanitaria della tessera europea, ma bisognerà stipulare un'assicurazione come succede per i viaggi negli Stati Uniti.

Biglietti aerei. Si prevedono pesanti rincari delle tariffe - da e per la Gran Bretagna - quando il Paese uscirà formalmente dall'Unione Europea.

Telefonia. Dopo l'uscita formale del Paese dall'Europa potranno esserci pesanti aggravi tariffari per i viaggiatori che utilizzeranno il telefonino in Gran Bretagna.

Cambio. Al momento la Brexit rappresenta un vantaggio per i turisti che utilizzano l'euro. La svalutazione della sterlina, infatti, rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d'acquisto dei viaggiatori europei.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Lombardia, on line la mappa dei beni confiscati alle mafie. Da Regione e Comune di Milano solidarietà a don Ciotti

L'assessore regionale al Territorio, Urbanistica, difesa del suolo e Città metropolitana Viviana Beccalossi e il collega alle Politiche Sociali della Giunta Sala, Pierfrancesco Majorino, hanno espresso la loro vicinanza al prete che si batte contro la criminalità organizzata, all'associazione Libera e alle forze dell'ordine, oggetto in questi giorni di attacchi e hanno ribadito "quanto sia forte e compatto il fronte antimafia tra tutte le istituzioni del territorio lombardo". Le interviste de ilComizio.it - (VIDEO)


FIRMATO PATTO AGENZIA NAZIONALE:2.321 IMMOBILI,872 GIA' ASSEGNATI

"#iostocondonciotti", firmato: Regione Lombardia e Comune di Milano". L'assessore regionale al Territorio, Urbanistica, difesa del suolo e Citta' metropolitana Viviana Beccalossi, e il suo collega di Palazzo Marino, con deleghe alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, hanno espresso oggi solidarieta' a don Ciotti, all'associazione 'Libera' e alle Forze dell'ordine, oggetto in questi giorni di attacchi minacciosi e vili, ribadendo quanto sia forte e compatto il fronte antimafia tra tutte le istituzioni del territorio lombardo.

CATASTO GEOREFERENZIATO - L'occasione e' stata il convegno, che si e' svolto oggi a Palazzo Lombardia, 'I beni confiscati alle mafie in Lombardia - condividere le informazioni per valorizzare' durante il quale l'assessore Beccalossi ha sottoscritto un accordo con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalita' organizzata (Anbsc). Regione Lombardia si fara' carico di realizzare di un catasto georeferenziato di tutti i beni, che verranno mappati e saranno messi a disposizione, anche attraverso bandi e manifestazioni di interesse, del mondo delle associazioni e del volontariato.

IDENTIKIT DI OGNI STRUTTURA - "In pratica - ha spiegato Viviana Beccalossi - effettueremo una vera e propria mappatura di carattere ufficiale consultabile su internet nella quale potremo reperire indicazioni tecniche e strutturali, una sorta di 'identikit' di ogni singola struttura. Questa attivita', inoltre, ci permettera' di aggiornale la situazione ogni volta che un nuovo bene viene strappato alla criminalita'".

GIOVANI, MIGLIOR ANTIDOTO ALLA CRIMINALITA' - "Fa piacere - ha concluso l'assessore Beccalossi - constatare che in platea ci siano molti studenti perche' e' proprio con loro che dobbiamo lavorare. I nostri ragazzi sono il miglior antidoto per fronteggiare la criminalita' organizzata e affermare in ogni luogo e in tutti i settori i principi della legalita'".

DATI - In Lombardia il fenomeno dei beni confiscati alle mafie ha grande rilevanza "poiche' - ha sottolineato Viviana Beccalossi - la nostra Regione si posiziona al quinto posto per numero di immobili sequestrati dopo Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al febbraio 2017 sono stati ufficialmente censiti 2.321 immobili, soprattutto appartamenti, autorimesse e box, ma anche terreni ed edifici a uso commerciale e industriale.


SCHEDA

Ecco nel dettaglio gli 872 beni confiscati e gia' destinati ai Comuni: 

PROVINCIA DI MILANO - Milano (221), San Donato Milanese (33), Buccinasco (24), Cesano Boscone (20) Sesto San Giovanni (18) Trezzano Sul Naviglio (15) Segrate (15), Cinisello Balsamo (14), Corsico (14), , Pioltello (12), Zelo Surrigone (12), , Peschiera Borromeo (9), Senago (9), San Giuliano Milanese (9), Rescaldina (8), Cologno Monzese (7), Mediglia (7), Gaggiano (7), Paderno Dugnano (6), Rodano (6), Assago (5), Legnano (4), Albairate (4), Rozzano (5), Novate Milanese (4), Dairago (4), Bollate (4), Cambiago (3), Gessate (3), Sedriano (3), San Vittore Olona (2), Melzo (2), Casarile (2), Pozzo D'Adda (2), Cormano (2), Garbagnate (2), Carugate (2), Pregnana Milanese (2), Inveruno (2), Nerviano (2), Liscate (2), Cornaredo (2), Settala (2), Bellinzago Lombardo (1), Lainate (1), Vignate (1), Pieve Emanuele (1), Motta Visconti (1), Melegnano (1) , Rho (1), Parabiago (1), Cusago (1). 

Totale: 540

PROVINCIA DI BERGAMO - Gorlago (5), Seriate (4), Cornalba (3), Terno d' Isola (2), Berbenno (2), Dalmine (2), Alzano Lombardo (2), Foppolo (2), Suisio (2), Brembate (1), Lovere (1). 

Totale: 26

PROVINCIA DI BRESCIA - Brescia (21), Chiari (10), Pezzaze (6), Desenzano del Garda (6), Lonato (4), Lumezzane (4), Villa Carcina (3), Castenedolo (3), Soiano del Lago (3), Corte Franca (2), Capriano del Colle (2), Puegnago sul Garda (2), Roncadelle (2), Concesio (2), Castel Mella (2), Padenghe sul Garda (2), Poncarale (2), Breno (2), Bovegno (1), Cellatica (1), Rezzato (1), Flero (1), Passirano (1), Caino (1), Ospitaletto (1), Nuvolera (1), Manerba del Garda (1), Iseo (1), Prestine (1). 

Totale: 89

PROVINCIA DI COMO - Erba (6), Cantu' (6), Campione d'Italia (5), Fino Mornasco (3), Carugo (2), Lurago d'Erba (2), Caslino D'Erba (2), Cabiate (2), Cermenate (2), Canzo (1), Lipomo (1), Tavernerio (1), Mariano Comense (1). 

Totale: 34

PROVINCIA DI CREMONA - Trescore Cremasco (4), Dovera (3). 

Totale: 7

PROVINCIA DI LECCO - Costa Masnaga (7), Colico (6), Lecco (5), Olginate (5), Airuno (4), Galbiate (2), Ballabio (1), Torre de' Busi (1), Cesana Brianza (1), Valmadrera (1).

Totale: 33

PROVINCIA DI LODI - Casalmaiocco (1), Sant'Angelo Lodigiano (1). 

Totale: 2

PROVINCIA DI MANTOVA - Serravalle a Po (3), Suzzara (2), Bozzolo (2), Borgoforte (1).

Totale: 8

PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA - Desio (19), Giussano (6), Brugherio (3), Bernareggio (3), Vedano al Lambro (3), Monza (2), Misinto(2), Seveso (2), Cesano Maderno (2), Carate Brianza (2), Nova Milanese (1), Verano Brianza (1), Ceriano Laghetto (1), Veduggio con Colzano (1). 

Totale: 48

PROVINCIA DI PAVIA - Vigevano (14), Siziano (2), Cilavegna (2), Zerbolo' (2), Broni (2), Garlasco (2), Alagna (1). 

Totale: 25

PROVINCIA DI SONDRIO - Madesimo (3), Delebio (1). 

Totale: 4

PROVINCIA DI VARESE - Varese (22), Castiglione Olona (6), Uboldo (5), Busto Arsizio (3), Castellanza (2), Luino (2), Cittiglio (2), Cassano Magnago (2), Marchirolo (2), Caronno Pertusella (2), Somma Lombardo (2), Venegono Superiore (1), Induno Olona (1), Leggiuno (1), Lonate Ceppino (1), Arcisate (1), Saronno (1). 

Totale: 56

Protocollo Antismog, l'accordo delle Regioni del Bacino Padano. Parla il ministro Galletti: "La posizione comune ci rafforza in Europa. La qualità dell'aria è già migliorata"

La nostra intervista al titolare dell'Ambiente del governo Gentiloni al termine del tavolo tecnico a Palazzo Lombardia con il presidente Roberto Maroni e gli assessori competenti di Lombardia (Claudia Terzi), Emilia-Romagna (Paola Gazzolo), Piemonte (Alberto Valmaggia) e Veneto (Gianpaolo Bottacin) - (VIDEO)


Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, a breve approveranno i piani per combattere l'inquinamento e saranno sempre piu' integrati. "Oggi sono emerse novita' - dice il ministro - la prima e' che entro breve tutte e quattro le regioni avranno approvato il piano aria, perche' i quattro piani, non dico che sono integrati ma parlano tra di loro e sono organizzati". Il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, lo spiega al termine del tavolo tecnico che si e' riunito questa mattina in Regione Lombardia con il presidente Roberto Maroni, l'assessore all'Ambiente, Claudia Terzi e gli assessori all'Ambiente delle Regioni Emilia-Romagna (Paola Gazzolo), Piemonte, (Alberto Valmaggia) e Veneto (Gianpaolo Bottacin). Tema dei lavori l'attuazione dell'accordo del Bacino Padano e del Protocollo Antismog affrontando le misure di mitigazione proposte dalle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. "Oggi sono emerse alcune novita' - dice il ministro - la prima e' che entro breve tutte e quattro le regioni avranno approvato il piano aria, ancora piu' importante, perche' i quattro piani, non dico che sono integrati ma parlano tra di loro e sono organizzati". "L'accordo per il bacino padano - aggiunge - ha dato frutti e vogliamo ampliare ancora di piu' questa esperienza per inserire alcune modifiche che abbiamo condiviso a partire dal tema delle caldaiette e dell'efficienza energetica. L'intenzione e' di arrivare alla firma di questa integrazione entro giugno. Lo vorremmo fare al g7 ambiente di Bologna". "Il percorso e' ancora lungo - sottolinea - perche' nessuno ha la bacchetta magica ma in questi anni la qualita' dell'aria e' migliorata anche nel bacino padano, anche se non dico che tutto va bene. Ma qualche passo si e' fatto e questo ci consente anche di avere una posizione comune, rafforzata a Bruxelles". Quanto alla possibilita' di ulteriori blocchi alla circolazione per ridurre lo smog, Galletti spiega che "la strada e' di continuare gli interventi che abbiamo messo in campo finora. Come il decreto 'caldaiette'. Dobbiamo continuare sulla strada dell'efficienza energetica spingendo ancora sull'ecobonus anche con una campagna informativa. Si stanno facendo sentire anche gli effetti del cambiamento climatico. Gli ultimi due anni sono stati piu' caldi e questo influisce anche sulla concentrazione di polveri sottili". Blocchi al traffico non sono esclusi "ma ogni cosa va condivisa con le Regioni - conclude Galletti - . Ma non servono misure che fanno vedere solo che si fa qualcosa, servono misure serie".

Vinitaly 2017, l'assessore Fava lancia tre parole d'ordine per il vino lombardo: "Qualità, promozione, e internazionalizzazione"

Il responsabile dell'Agricoltura della Giunta Maroni alla presentazione del padiglione della Regione alla 51esima edizione dell'appuntamento fieristico veronese: "La grande sfida sarà quella di lavorare perché aumenti il valore del venduto e non solo la quantità, credo ci siano le carte in regola per poterlo fare". La nostra intervista e la conferenza stampa integrale al Belvedere di Palazzo Pirelli anche con gli interventi Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere, e Maurizio Danese, presidente di Verona Fiere - (VIDEO)


"Duecento produttori, mille etichette in degustazione: i numeri sono quelli di un comparto in costante crescita, in termini produttivi e di valore. Quest'anno abbiamo cercato di porre l'attenzione su un dato fondamentale, la crescita delle esportazioni. La Lombardia, prima in assoluto per produzione di qualita', si avvicina al 90% di denominazioni protette. In un contesto del genere i mercati che si aprono sono quelli internazionali, tanto che la crescita e' esponenziale per export, per quantita' ma non ancora valore come ci piacerebbe. La grande sfida sara' quella di lavorare perche' aumenti valore del venduto e non solo la quantita', credo ci siano le carte in regola per poterlo fare". Lo ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava presentando oggi in Regione il padiglione lombardo a Vinitaly 2017, con Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere, e Maurizio Danese, presidente di Verona Fiere

INSISTERE CON LA PROMOZIONE - "Non c'e' alternativa - ha proseguito Fava - il vino, la cui componente principale e' la suggestione, ha bisogno di una sana promozione. Fin qui e' andata abbastanza bene, dobbiamo insistere: abbiamo messo quasi 13 milioni di euro sulle ultime quattro programmazioni. Un percorso accompagnato da politiche pubbliche, che ha generato incremento positivo dei volumi venduti e anche dei valori, aspetto su cui dobbiamo lavorare".

IL TEMA DELLA QUALITA' - "Regione Lombardia si e' data alcuni obiettivi e crede di averli in parte raggiunti - ha aggiunto Fava -. Per questa edizione le tre parole d'ordine sono qualita', promozione e internazionalizzazione". "Abbiamo chiesto di convocare una conferenza delle regioni agricole italiane per lunedi' 10 aprile, ma gia' oggi faro' una richiesta specifica - ha annunciato l'assessore lombardo - . Il tema dell'arricchimento, considerato deroga straordinaria dalla normativa, e' divenuto fatto ordinario. Noi abbiamo scelto in controtendenza, fatto che ci e' costato critiche: abbiamo concesso arricchimenti solo in casi straordinari, perche' puntiamo realmente alla qualita'. Chiedero' formalmente che il 10 aprile si discuta su quale sia l'atteggiamento delle altre regioni: se vogliamo applicare interamente la norma e' intollerabile che altri 20 soggetti in Italia facciano diversamente. Diversamente non lo facciamo neppure noi, e la qualita' passa in subordine. E' un punto fermo, non possiamo pensare che il tema non esista".

PROMOZIONE - "Una sfida su cui non ci si puo' fermare, occorre insistere - ha aggiunto Fava - noi abbiamo messo a disposizione 13 milioni di euro per la promozione a livello internazionale, chi e' incappato nel livello nazionale si e' reso conto che ha trovato una strada sbagliata. Ci sono regioni che funzionano e sono piu' vicine ai produttori, altre meno, ma non per questo il sistema regionale non funziona. Cosi' come, d'altro canto, non si deve centralizzare un meccanismo che qui ha funzionato, anche se fino a un certo punto".

RECUPERARE IL VALORE - "Ci siamo collocati su segmenti di mercato piu' basso, questa e' la sfida: dobbiamo recuperare il valore. Esportiamo 5,6 miliardi, la Francia arriva quasi a 10 piu' o meno con gli stessi quantitativi. Sono piu' bravi? Io penso abbiamo venduto peggio, o abbiamo faticato a raggiungere certi mercati. Molti operatori, come quelli che abbiamo premiato, hanno migliorato la loro penetrazione nell'export. Nuovi mercati vanno cercati perche' la qualita' sia riconosciuta e sia remunerata in modo adeguato. Non abbiamo bisogno di nuovi marchi, ma di spingere perche' quelli esistenti si affermino".

MADE IN ITALY? PIUTTOSTO I TERRITORI - "Indubbio che il valore aggiunto sia il made in Italy, - ha osservato Fava - ma sono i singoli territori che possono e debbono affermarsi. Internazionalizziamo nel momento in cui riusciamo a farci conoscere, ma su una base precisa, la reputazione: devi dare garanzia al mercato estero di essere affidabile. Quando trovi la qualita' la gente e' disposta a pagarla, ma deve conoscere". "Il 90% delle produzioni 'protette' e' il dato che piu' mi piace - ha concluso Fava -, un circolo di qualita' certificata, uno sforzo enorme non puo' restare fine a se stesso: sono convinto che serva riportare anche il sistema dei consorzi a valorizzare seriamente il tema della qualita', che non va relegato in una gabbia con regole eccessive. Vogliamo dare reddito alle imprese, remunerare in maniera adeguata le uve e consentire ai nostri contadini di continuare a operare".

AURICCHIO: QUALITA' DIVERSIFICATA - "Piu' di 200 produttori presenti nello spazio lombardo valgono l'85% del totale degli operatori - ha sottolineato Gian Domenico Auricchio, presidente Unioncamere Lombardia -. Il vino lombardo, pur pesando il 3% del totale nazionale, e' molto diversificato. L'export ce lo riconosce: 258 milioni di euro di export, cresciuti di circa 100 milioni in 15 anni. Il 24,5% del vino lombardo va in Francia. Come sistema camerale abbiamo dovere di supportare imprese a internazionalizzarsi, lo spazio c'e' e non dobbiamo sederci, perche' il 90% del vino lombardo e' di qualita', la media nazionale e' del 70%. Alta qualita' e forte diversificazione ci aiuteranno a far diventare il vino lombardo sempre piu' ambasciatore nel mondo della nostra qualita'".

AMBASCIATORI DEL VINO NEL MONDO - In occasione della presentazione sono state premiate come 'ambasciatori del vino nel mondo' l'azienda Conte Vistarino (Oltrepo Pavese), l'azienda La Valle (Franciacorta), la Casa vinicola Nino Negri (Valtellina), l'azienda agricola Biava (Moscato di Scanzo), l'azienda Pasini San Giovanni (Valtenesi), l'azienda agricola Ricchi (Mantova), l'azienda Poderi di San Pietro (San Colombano) e l'azienda agricola Lazzari di Capriano del Colle (Montenetto).


 

PIU' 66,8% IN 15 ANNI, E' CRESCITA RECORD VERSO CINA E HONG KONG VENDEMMIA 2016 CHIUDE CON +6,7% DI PRODUZIONE, + 9 PER VINI DOCG

Un incremento del 66,8% negli ultimi 15 anni, periodo nel quale il valore dell'export dei vini lombardi ha guadagnato oltre 100 milioni di euro passando da quota 153 milioni di euro a quota 258 milioni di euro. E una crescita proseguita anche nel 2016, con un +1,4% in termini di valore e un +2,6% in termini di quantita' rispetto al 2015.

VOCAZIONE INTERNAZIONALE - Vocazione sempre piu' internazionale per le aziende vitivinicole lombarde, che tra il 2000 e il 2015 hanno fatto registrare una crescita dirompente sui mercati esteri. L'incremento piu' forte in Asia Centrale (+304%) e in Unione Europea (+210,9%), ma anche in Asia Orientale (+132,6%) e America Latina (+85,1%) l'espansione e' stata ben al di sopra della media. A livello Paese le performance di crescita piu' rilevanti in orizzonte 15 anni si sono registrate verso Cina (+8.686,5%), Hong Kong (+1.508,8%), Spagna (+722,6%) e Belgio (+709,4%). Rilevante anche la conquista di spazio nei mercati di Regno Unito (+437,3%), Francia (+455,8%), Polonia e Russia (+507,9%).

I PRODUTTORI IN SCENA A VINITALY - Un mercato, quello russo, che peraltro ha regalato grandi soddisfazioni ai produttori lombardi anche lo scorso anno. Nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni di vini dalla Lombardia verso Mosca sono infatti cresciute del 13,8% in termini di valore e del 21,9% in termini di quantita'. Una performance battuta solamente dall'export verso la Francia, il cui valore e' lievitato del 24,5%, ma superiore a quelle comunque molto positive segnate verso il Canada (+11,8%), il Giappone (+11,6%) e la Danimarca (+9,6%).

E' con questi numeri in crescita che la Collettiva lombarda si accinge a partecipare alla 51a edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terra' a Verona dal 9 al 12 aprile. Nutrita la presenza di espositori all'interno del Padiglione Lombardia, ospitato come di consueto nel "salotto buono" al primo piano del PalaExpo: circa 200 aziende con oltre mille etichette in degustazione.

IL PREMIO PER GLI AMBASCIATORI DEI VINI LOMBARDI ALL'ESTERO - Alla luce di queste performance Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, che realizzano e finanziano in accordo di programma il Padiglione lombardo, hanno voluto istituire per l'edizione 2017 di Vinitaly un premio per le aziende piu' rappresentative in termini di export operanti all'interno dei singoli consorzi. Un riconoscimento che premia gli "ambasciatori dei vini lombardi all'estero".

PRODUZIONE E QUALITA' IN ULTERIORE CRESCITA - Qualita' che, insieme alla varieta', e' ormai una caratteristica distintiva riconosciuta dei prodotti enologici lombardi non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Basti pensare che con la vendemmia 2016 (dati Dichiarazione vitivinicola 2016), che si e' chiusa con un incremento del 6,7% della produzione rispetto al 2015 e un +9% delle produzioni DOCG, la quota di vini a Denominazione di Qualita' (DOCG, DOC e IGT) e' cresciuta ulteriormente, arrivando all'89,2%. In sostanza, nove bottiglie su dieci tra gli oltre 182 milioni di bottiglie potenziali dell'annata 2016 saranno a marchio DOCG, DOC o IGT.

Un sostegno, quello alle imprese, i cui effetti sono rilevanti anche in ambito occupazionale. Negli ultimi cinque anni gli addetti nel settore coltivazione e produzione di vino in Lombardia sono infatti aumentati del 16%, passando dai 5.285 del 2011 ai 6.110 nel 2016 (fonte Infocamere). Le imprese vitivinicole operative sul territorio lombardo sono invece 3.134.

CONSORZI CUSTODI DI UN PATRIMONIO INEGUAGLIABILE - Il Padiglione Lombardia nel corso di Vinitaly 2017 proporra' un fitto calendario di incontri e degustazioni per buyer, operatori e giornalisti che vorranno conoscere la variegata offerta dei vini lombardi. Una serie di iniziative frutto della collaborazione tra la Regione Lombardia, il Sistema camerale lombardo e i Consorzi di tutela dei vini lombardi.

Questi ultimi sono garanti di un patrimonio che comprende ben l'8% delle Denominazioni di qualita' a livello nazionale, a fronte di un contributo in termine di volumi che si ferma al 3%: 5 DOCG, 22 DOC, 15 IGT tutte frutto della varieta' di ambienti, di clima e terrori che caratterizzano la Lombardia.

I Consorzi presenti a Vinitaly 2017 sono: Consorzio Franciacorta, Consorzio Lugana, Consorzio Moscato di Scanzo, Consorzio Oltrepo' Pavese, Consorzio Provinciale Vini Mantovani, Consorzio San Colombano, Consorzio Terre Lariane, Consorzio Valcalepio, Consorzio Valtellina, Consorzio Valte'nesi, ed Ente Vini Bresciani (in rappresentanza dei territori di Botticino, Cellatica, San Martino della Battaglia e Valcamonica).

"Salvini premier" sui nuovi manifesti della Lega: "Non vogliamo imporci, ma siamo pronti". E parte il suo tour nazionale da Nord a Sud

Il leader del Carroccio in conferenza stampa nella sede di via Bellerio: "Stiamo costruendo un piano di governo per l'Italia partendo dal territorio". Poi annuncia le prossime mobilitazioni e difende Putin: "Ormai siamo alla 'russofobia', ma ha un consenso dell'85%" - (GUARDA IL VIDEO)


La scritta "Salvini premier" compare per la prima volta sui manifesti stampati dalla Lega Nord in vista della manifestazione del 25 aprile a Verona."Stiamo costruendo un programma di governo, per l'Italia, dal basso, e non abbiamo dubbi e paure di scrivere chi il Movimento vuole come candidato premier, senza primarie e gazebo", ha spiegato lo stesso Salvini in conferenza stampa nella sede di via Bellerio a Milano.

"Non vogliamo imporci - ha detto - ma siamo pronti a confrontarci con chiunque e qualunque sede, abbiamo una forza che nessun altro ha. Iniziamo a costruire il programma dal basso. Noi abbiamo un nome e cognome una storia e un orgoglio. Quindi - ha dichiarato il segretario - siamo pronti".

Il leader del Carroccio lancia dunque un tour nazionale che attraverserà l'Italia da Nord a Sud, segnando così, forse definitivamente, una netta discontinuità rispetto al passato "padano". La tappa del fine settimana a Lampedusa ne è stato un aperitivo, anche se non si tratta certo di un inedito. "Non ho fatto una cosa particolarmente nuova, già Bossi portò in parlamento il vicesindaco di Lampedusa - ha spiegato - sto cercando di fare meglio quello che in passato facevamo come toccata e fuga".

Salvini è sicuro che anche lontano dai feudi nordisti "ci sia tanta voglia di cambiamento che non c'era dieci anni fa". "La crisi economica sta svegliando la gente al Sud", ha detto, senza che si voglia rinunciare a fare il pieno nelle roccaforti storiche del Settentrione dove, ha dichiarato, "contiamo non di vincere, ma di stravincere. "Ma il mio dovere - ha precisato - è rispondere anche gli interessi del sindaco di Basciano, in provincia di Teramo, che è stato escluso dal cratere del terremoto e la cui battaglia noi abbiamo fatto nostra". "Porterò da Genova a Catania lo stesso messaggio", ha annunciato il Matteo di Milano assicurando che le sue visite sono sostenute da motivazioni forti: "Non vado a farmi uno spritz".

Milano capitale europea della Finanza: ecco come sarà possibile

Come da più parti si sostiene da mesi, con la Brexit la metropoli lombarda si è candidata a sostituire Londra come piazza il nuovo centro finanziario di riferimento per tutti i principali attori del continente. Se ne è parlato in un convegno a Palazzo Lombardia. Ai microfoni de ilComizio.it, Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze della Camera - (VIDEO)


"Se il mondo sapesse di Milano, Milano sarebbe in cima al mondo". E' questo il messaggio lanciato nel corso di un'iniziativa di finanza internazionale, per la prima volta a Milano, che si è tenuto questa mattina, al palazzo della Regione Lombardia, dal titolo "Milano Capitale Europea della Finanza presenta il Global Financial Centres Index" in cui sono stati presentati uno studio EY sui fattori strumentali per "Milano the new financial centre" e il GFCI 21, Global Financial Centres Index, indice sulla competitività delle piazze finanziarie internazionali, pubblicato, sin dal 2007, dal think tank della City Z/Yen, direttamente dalla City di Londra.

All'evento, il primo dopo la Brexit e l'elezione di Trump, hanno partecipato Luigi Casero, viceministro Economia e Finanze; Maurizio Bernardo, presidente Commissione Finanze della Camera; Massimo Garavaglia, assessore regionale all'Economia; Alessandro Pagano e Gregorio Gitti, deputati della Commissione Finanze firmatari della risoluzione sul distretto finanziario a Milano insieme a Maurizio Bernardo; Pietro Modiano, presidente Sea, Bepi Pezzulli, presidente Comitato Select Milano; Michael Mainelli, Alderman City di Londra.

"Milano già eccelle nei fattori strumentali. Dopo le riforme di Governo e Parlamento, è diventata una delle piazze finanziarie europee più competitive grazie al provvedimento sull'attrazione dei cervelli (relatore Pagano), la cooperative compliance, il tutor amministrativo, il patent box, l'arbitro per la conciliazione finanziaria istituito presso la Consob e il protocollo arbitrale Select Milano-Corte Arbitrale Europea", afferma Bernardo.

"La proposta di legge di Bernardo intende attribuire all'area metropolitana di Milano un'ampia autonomia amministrativa, facendone una città a statuto speciale", aggiunge l'assessore Garavaglia. "Milano deve ancora migliorare sul fattore reputazione. La mancanza di una struttura dedicata al marketing metropolitano non consente ai mercati di scontare appieno l'eccellenza della citta' - sottolinea Pezzulli -. Per questo, è necessario attivare Finlombarda. La finanziaria regionale possiede competenze e strumenti per aggregare i processi relativi alla Brexit sul territorio e comunicare con i mercati in una serie di roadshows a Londra e New York".

Crozza-Cannavacciuolo e questa "Europa da incubo": che sberle a Gentiloni, cameriere della Merkel

Ha un sapore vagamente autopromozionale visto il palinsesto del canale "Nove", targato Discovery. Ma è decisamente riuscita l'imitazione che il comico genovese fa del famoso chef, noto al pubblico televisivo per raddrizzare i ristoranti che non funzionano con i suoi modi rudi quanto benevoli. Dopo "Giunte da incubo" in cui ha tentato di risollevare le sorti di Virginia Raggi e della sua tormentata amministrazione, in "Europa da incubo", il Maurizio da Genova, nelle abbondanti vesti del manesco cuoco napoletano, si pone un nuovo obiettivo: riportare l'equilibrio nell'Ue a suon di sganassoni, rifilati tanto al nostro premier, costretto a portare tramezzini e drink alla cancelliera tedesca, quanto alla stessa austera leader di Berlino. Cosa quest'ultima che, in tempi di esasperata attenzione ai dogmi del politicamente corretto anche nella satira, avrà fatto storcere la bocca a qualche femminista e a più di un aderente alle compagne contro la "violenza di genere". Ma tant'è. L'ambientazione è quella delle cerimonie che hanno visto riuniti nella capitale i leader europei in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma, con tanto di "Inno alla Gioia" di Beethoven, rivisitato a tutto vantaggio di una Germania egemone nel Vecchio Continente oggi "come 60 anni fa" - (GUARDA IL VIDEO)

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