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Siria, la Russia difende Assad: "Attacco chimico? Fake news. Colpito un deposito terroristico di sostanze tossiche". Ma l'Onu attacca Damasco insieme a Usa, Ue, Turchia e Arabia Saudita

Il raid nella provincia di Idib, vicino ad Aleppo, roccaforte dell'opposizione legata ai qaedisti di Al-Nusra, è l'ultimo capitolo di un conflitto geopolitico che si svolge su scala mondiale. Il Cremlino sostiene con forza il governo di Damasco, Londra e Parigi vanno all'attacco insieme agli sceicchi ed Erdogan con la spinta delle Nazioni Unite. L'imbarazzo dell'amministrazione Trump, alle prese da un lato con le vecchie compromissioni coi ribelli risalenti all'epoca Obama-Clinton, dall'altro con i nuovi e controversi rapporti con Mosca


All'origine dell'attacco chimico che ha provocato decine di morti a Idlib in Siria, fra cui alcuni bambini, vi sarebbe stato il bombardamento da parte dell'aviazione siriana di un «deposito terroristico» in cui erano contenute «sostanze tossiche» usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici.

È questa la ricostruzione dei fatti fornita dal ministero della Difesa russo all'indomani dalla strage di Khan Sheikhun, cittadina a sud di Aleppo controllata dai ribelli, in cui sono morte almeno 58 persone e 170 persone sono state ferite. E nel giorno in cui si riunirà d'urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Secondo i sistemi di controllo dello spazio aereo russi, ieri tra le 11.30 e le 12.30 ore locali l'aviazione siriana ha condotto un raid aereo alla periferia orientale di Khan Sheikhun, colpendo un deposito di munizioni dei terroristi», ha dichiarato il generale Igor Konashenko, secondo quanto riporta il sito dell'agenzia Tass, precisando che questo deposito «ospitava un laboratorio per la produzione di proiettili contenenti agenti tossici».

«Da questo arsenale, armi caricate con agenti chimici venivano poi consegnate dai militanti all'Iraq - ha aggiunto il portavoce militare russo - il loro uso da parte dei terroristi è stato confermato in molte occasioni da parte di organizzazioni internazionali ed autorità del Paese».

«La Russia e le sue forze armate continuano l'operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica araba siriana», ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se Mosca continuerà a sostenere il regime di Damasco dopo il presunto attacco chimico in Siria centrale di cui viene accusata l'aviazione siriana.

La Turchia parla invece di un vero e proprio attacco chimico. Le prime analisi indicano che quello di ieri nella provincia di Idlib, in Siria, «è stato un attacco chimico. Le invieremo all'Organizzazione mondiale della sanità», ha fatto sapere il ministro della Salute turco, Recep Akdag, spiegando che 30 feriti sono ora ricoverati negli ospedali di Gaziantep, nel sud-est della Turchia. Almeno altri 2 feriti che erano stati trasportati ieri in Turchia sono invece morti. Subito dopo l'attacco, Ankara aveva inviato in Siria 30 ambulanze, fornendo alle squadre di medici in servizio al valico di frontiera di Cilvegozu un equipaggiamento straordinario per il trattamento di feriti da agenti chimici. 

Tesi confermata da Medici Senza Frontiere secondo cui le vittime dell'attacco su Khan Sheikhun «sono state esposte ad almeno due agenti chimici» e i loro sintomi «erano compatibili con sostanze neurotossiche come il Sarin». I medici di Msf si sono recati nell'ospedale di Idlib dove erano ricoverate le vittime, quello di Bab Al Hawa, circa 100 km a nord dal luogo della strage. Msf precisa di aver fornito ai medici della struttura «antidoti e abiti di protezione» per soccorrere i pazienti in questo tipo di attacchi.

«Dopo l'attacco chimico compiuto ieri dall'aviazione del regime siriano nella città di Khan Sheykhun a Idlib», la Turchia ha inoltre «portato all'attenzione» delle ambasciate di Russia e Iran ad Ankara che si tratta di «una violazione molto grave degli accordi per il cessate il fuoco», ricordando «le responsabilità degli altri due Paesi garanti» della tregua di Astana e spiegando che «violazioni del genere mettono estremamente a rischio la prosecuzione del cessate il fuoco». Lo fa sapere il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Huseyin Muftuoglu.

L'Onu. Il segretario generale Antonio Guterres si è riferito alla tragedia come «crimine di guerra». «Gli orribili eventi di ieri dimostrano che purtroppo in Siria continuano a verificarsi crimini di guerra. Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza», ha spiegato a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria. Intanto Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno elaborato una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che condanna l'attacco chimico nella provincia siriana di Idlib e l'hanno diffusa ai 15 membri. Lo confermano all'ANSA fonti diplomatiche Onu. La bozza è soggetta alla procedura del 'silenzio assensò sino a stamattina alle 9 ora locale, le 15 in Italia: se nessuno si oppone entro quel termine viene adottata. Il Consiglio di sicurezza Onu si riunirà d'urgenza domattina alle 10 locali (le 16 in Italia).

Il presidente francese Hollande ha rinnovato l'invito a «una reazione della comunità internazionale all'altezza
di questo crimine di guerra». 

Mosca ha però definito «provocatorie» le accuse di alcune nazioni occidentali secondo cui il governo siriano ha usato armi chimiche nella provincia di Idlib e ha rigettato «in modo categorico» la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu proposta da Francia, Stati Uniti e Regno Unito. Così una fonte del ministero degli Esteri russo a Interfax. «Tutta questa situazione non è altro che una provocazione», ha detto la fonte aggiungendo che «la bozza di risoluzione suggerita dai tre paesi non è accettabile così com'è». «Durante i lavori al Consiglio di sicurezza dell'Onu, la Russia come minimo presenterà in maniera ben argomentata i dati menzionati dal nostro ministero della Difesa», ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Non solo, perché il ministero degli Esteri russo ha bollato i resoconti sull'attacco chimico come «fake»: «Gli Usa hanno presentato una risoluzione al consiglio di sicurezza dell'Onu basandosi su dei rapporti falsi», ha detto la portavoce del ministero citata dalle agenzie, «La bozza di risoluzione complica i tentativi di una soluzione politica alla crisi, è anti-siriana e può portare a una escalation in Siria e nell'intera regione».
Le accuse. Il vice ministro degli esteri siriano Faysal Miqdad ha accusato oggi la Gran Bretagna, la Francia, la Turchia e l'Arabia Saudita di essere responsabili, assieme ai qaedisti siriani, del presunto attacco chimico avvenuto ieri nella Siria centrale e nel quale sono morte oltre 70 persone tra cui venti minori.

Letture interessanti

Siria, "il gas tossico non lo ha solo Assad": gli altri possibili responsabili della strage di Gianandrea Gaiani (Libero)

Tutto quello che non quadra nel fantomatico bombardamento chimico di Assad di Mattia Pase (Il Primato Nazionale)

Analisi della crisi siriana di Steven Chovanec (in inglese)

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Calcio violento in Portogallo, pugno all'avversario e ginocchiata in faccia all'arbitro: giocatore espulso e arrestato

Ha perso completamente la testa Marco Goncalves, attaccante della squadra Canelas 2010 durante la partita con il Rio Tinto, quarta serie del campionato lusitano. Il calciatore, come si vede dalle immagini di Minuto90tv, era comunque in "buona compagnia". Per sedare gli animi è dovuta entrare in campo la polizia, mentre il direttore di gara è finito all'ospedale - (VIDEO)


Clamoroso episodio in campo durante un match tra due squadre portoghesi di quarta serie. Marco Goncalves, attaccante della squadra Canelas 2010 perde la testa. Prima il cartellino rosso per un duro fallo nei confronti dell'avversario difensore del Rio Tinto, poi il calcio diretto sul volto dell'arbitro, che crolla a terra. Dopo l'imminente sospensione della partita, è scesa in campo la polizia, per sedare la rissa. Il giudice di gara, José Rodrigues, è stato ricoverato in ospedale e poi dimesso, mentre per il calciatore sono scattate le manette dopo un interrogatorio a porte chiuse, oltre alla squalifica a vita dal club. (Fonte: liberoquotidiano.it)

Attentato a San Pietroburgo, le immagini dell'esplosione in metropolitana (VIDEO)

Le telecamere di videosorveglianza dislocate nella stazione di Sennaya mostrano, da diversi punti, l'esatto momento della deflagrazione. Intanto sei persone sospettate di "appoggiare l'attività terroristica” sono state fermate a San Pietroburgo. Secondo gli investigatori russi, avrebbero cercato di reclutare adepti per lo Stato Islamico e Al Nusra, che in Siria sono combattuti da Assad, accusato di crimini in queste ore proprio sulla base di informazioni fornite da tali soggetti - (VIDEO)


Sei persone sospettate di "appoggiare l'attività terroristica” sono state fermate a San Pietroburgo. Secondo gli investigatori russi, avrebbero cercato di reclutare adepti per lo Stato Islamico e Al Nusra.

Sono tutti cittadini di Stati dell’Asia centrale, secondo una dichiarazione della commissione investigativa statale russa, che ha precisato come non ci siano prove che i 6 siano in alcun modo collegati all'esplosione di lunedì nella metropolitana di San Pietroburgo. 

In Russia dal 2015 per lavoro - I fermati sono sospettati di essere attivi da novembre 2015 nell’arruolamento, soprattutto di loro connazionali delle repubbliche centro asiatiche per "attività terroristica” legata all'Isis e al movimento islamista al-Nusra. Durante una perquisizione nelle abitazioni dei sospetti è stato rinvenuto materiale riconducibile all'estremismo islamico.

Nessun legame con Jalilov - Le autorità, dunque, per il momento sembrano escludere legami con Akbarzhon Jalilov, il 22enne kirghiso ritenuto l'attentatore della metropolitana. L’attacco kamikaze ha causato 14 morti e 49 feriti, molti dei quali in gravi condizioni.

Le telecamere di videosorveglianza dislocate nella stazione di Sennaya mostrano, da diversi punti, l'esatto momento della deflagrazione.

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Luca e Paolo al posto di Crozza a diMartedì: ecco il loro esordio con Di Battista

I due comici Bizzarri e Kessisoglu hanno aperto la puntata del talk show condotto da Giovanni Floris su La7 con una copertina satirica in cui hanno citato modi di dire tipici di Maurizio ora grande protagonista sul canale Nove, targato Discovery. In studio c'era il deputato del Movimento 5 Stelle. Genovesi come il loro predecessori, gli ex mattatori delle Iene hanno fatto riferimento alla riduzione dei compensi Rai: "Siamo lieti di salutarvi da qui..." - (VIDEO)


"In questa settimana in cui tanto si è parlato dei tagli dei compensi degli artisti Rai, cioè di pagare meno quelli che vanno in video e tagliare gli stipendi dei comici Rai, è con immenso piacere che vi salutiamo da La7. Una rete moderna che non ha bisogno di polemiche per essere notata e non ha bisogno di politici per essere ascoltata. Semmai ha bisogno di un antennista per essere vista. Comunque dottor Floris, dica al dottor Cairo che noi siamo due artisti liberi: noi per soldi andiamo addosso a chi vuole lei" hanno scherzato Luca e Paolo al loro debutto su La7.

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Tasse, quanto devo pagare? Ecco il contatore online

Novità da Equitalia: proroga fino al 21 aprile per la "rottamazione" delle cartelle, uffici aperti più a lungo e nuovo servizio per agevolare il pagamento delle pendenze con il Fisco. Qualche settimana fa è stato invece attivata "EquiPro", una nuova area riservata a disposizione di commercialisti, consulenti del lavoro, tributaristi, centri di assistenza fiscale (Caf) e associazioni di categoria per gestire al meglio cartelle, avvisi, rate e scadenze dei loro clienti. Leggi tutto


Dopo aver prorogato al 21 aprile la rottamazione della cartelle e aver prolungato l'apertura fino alle 15.15 nelle 15 sedi con più alta affluenza di contribuenti, Equitalia ha lanciato un nuovo servizio online per agevolare il pagamento delle pendenze con il Fisco. Il portale dell'ente di riscossione, che dall'inizio dell'anno ha superato la soglia dei 4 milioni di accessi, ospita un calcolatore digitale con cui poter conoscere la propria posizione debitoria.

Entrando nell'area riservata infatti si potrà avere un quadro chiaro dei propri debiti con Agenzia delle entrate, Inps, Regioni, tributi comunali o multe stradali, si potranno scegliere le cartelle che si desidera rottamare e indicare il numero di rate. A questo punto il calcolatore digitale fornirà il totale da pagare con la definizione agevolata.

Qualche settimana fa è stato invece attivato il servizio 'EquiPro', una nuova area riservata a disposizione di commercialisti, consulenti del lavoro, tributaristi, centri di assistenza fiscale (Caf) e associazioni di categoria per gestire al meglio cartelle, avvisi, rate e scadenze dei loro clienti. Con EquiPro gli intermediari abilitati e i loro incaricati potranno non solo visualizzare on line la situazione debitoria (cartelle e avvisi di pagamento emessi dal 2000) e i piani di rateizzazione dei loro clienti, ma anche utilizzare una serie di servizi dispositivi, come pagare cartelle e avvisi di pagamento o ottenere la rateizzazione per importi fino a 60mila euro.

Per poter accedere al servizio è necessario essere già abilitati al servizio Entratel dell'Agenzia delle Entrate e alla funzione denominata 'servizi on-line Equitalia'. Inoltre, gli intermediari dovranno necessariamente ricevere la delega dai loro assistiti ai nuovi servizi. (Fonte: Adnkronos)

L'attentato di San Pietroburgo e quel titolo del Fatto. Se i morti sono russi non si prega ma si pensa a chi gioveranno

"A chi giova?" è una domanda legittima che spesso accompagna avvenimenti anche drammatici nella storia dell'umanità. Un interrogativo che però è consentito in alcuni casi e in altri no. Quando prevalgono pietà e commozione insieme alla condanna del terrorismo e quando si pensa al vantaggio che ricaverà dalla tragedia chi non gode dei favori democratici globali. Una differenza su cui vale la pena riflettere - (VIDEO)


"Bomba nella metro. Il terrore islamico dà una mano a Putin". Così "apriva" il Fatto Quotidiano di martedì 4 aprile. L'attentato di San Pietroburgo, ad opera di un islamista kirghiso, ha provocato almeno 49 morti e una cinquantina di feriti. In questo caso però sulla stampa che conta non ci sono "Je suis...", fiorellini, gessetti e chitarre. Troviamo invece, in forma palese o meno, ciò che in altri contesti sarebbe stato inaccettabile: la dietrologia, il complottismo e, in ogni caso, il "cui prodest?". Si tratta di una domanda che inevitabilmente, a cadaveri ancora insepolti, porta a ritenere che il presidente russo, alle prese con le opposizioni interne e internazionali, possa trarne un vantaggio politico. Tutto può essere, per carità. Ma perché quanto vale per il capo del Cremlino non vale per gli Hollande, le Merkel e le May? E come mai ci riempiamo di commozione e vicinanza se un massacro avviene a Parigi, mentre rimaniamo sostanzialmente indifferenti di fronte a quanti saltano in aria nella terra dell'odiato zar Vladimir? Lasciamo la risposta ai nostri lettori e, se dovessimo incontrarne, anche a quelli del Fatto Quotidiano.

Legittima difesa, il dibattito entra allo stadio. Il caso degli Old Fans dell'Inter

A San Siro esposto uno striscione di solidarietà a Mario Cattaneo, il ristoratore di Lodi che ha sparato a un ladro romeno uccidendolo. La firma è quella del gruppo che anima il tifo nerazzurro al "primo anello verde": idee molto chiare nel calcio, ma non nascondono nemmeno le loro posizioni politiche. Conosciamoli meglio, senza i soliti pregiudizi


"La difesa è sempre legittima: vicini a Mario Cattaneo". Lo striscione, lungo una quindicina di metri, è comparso sulla transenna del primo anello verde dello stadio Meazza poco prima del fischio d'inizio di Inter-Sampdoria. La firma quella degli Old Fans, vivace gruppo di supporters che ha scelto di collocarsi sotto la Curva Nord, cuore storico del tifo nerazzurro. Il messaggio era rivolto al ristoratore di Casaletto Lodigiano che poche settimane fa ha sparato a un ladro romeno che si era introdotto di notte nella sua trattoria-tabaccheria per rubare un'ingente quantità di sigarette. Il malvivente è morto durante la fuga per le ferite riportate. Un fatto che ha alimentato il dibattito sociale e politico sulla legittima difesa di chi si trova a dover fronteggiare malintenzionati in casa propria.

Colpisce che il tema che sta dividendo opinione pubblica e politici, sia arrivato dentro lo stadio. La cosa non deve però sorprendere più di tanto perché gli Old Fans interisti non nascondono le proprie posizioni che si possono genericamente definire "di destra". Amore per l'Inter dunque, ma non solo. I messaggi lanciati dal primo verde evidenziano anche una passione nazionalista, vedi le bandiere delle terre italiane perdute di Istria, Fiume e Dalmazia. Non manca nemmeno la volontà di schierarsi in campo geopolitico; ecco quindi i vessilli della Russia di Putin e l'appoggio alla rivendicazione serba del Kosovo.

Un impegno extracalcistico che ha portato il gruppo, capeggiato da Renato Bosetti, già leader degli Ultras della Nord, burbero quanto leale omaccione molto amato dai suoi, a contribuire con generosa concretezza alle raccolte alimentari di CasaPound Milano a favore dei cittadini italiani in difficoltà.

Calcio e politica, tifo e impegno sociale. Spesso questi binomi sono stati oggetto di pesanti condanne, soprattutto da parte della stampa. In realtà bisogna saper distinguere, al di là che le posizioni in questione siano condivisibili o meno, tra ciò che è sano e ciò che non lo è.

Chi come noi ha provato a documentarsi sul campo non se la sente di criticare a priori questi Old Fans che, a parte far indispettire con la loro rumorosa partecipazione qualche tranquillo avventore del primo anello, non creano problemi a nessuno che non se li voglia cercare.

Che si sia d'accordo o meno, ben venga la solidarietà a Mario Cattaneo anche da chi ama i colori dell'Inter, così come il divertente bandierone "Emargina l'astemio" non può essere considerato un inno all'alcolismo. Sono fatti così gli Old Fans Gate 3.

 

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