updated 1:20 PM UTC, Oct 26, 2021

WhatsApp, che stangata dall'Irlanda: 225 milioni di multa per violazione delle leggi Ue sulla privacy

Il Paese è sede europea di Facebook, la sanzione è il risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati


Bisogna preoccuparsi per le nuove regole sulla privacy di WhatsApp? - Il  Post

L'Irlanda, sede europea di Facebook, ha imposto una multa di 225 milioni di euro a WhatsApp per aver violato le leggi sulla privacy dei dati dell'UE. Risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018, la sanzione inizialmente decisa dall'Irlanda è stata rivista al rialzo su richiesta degli enti regolatori europei.

La Commissione per la protezione dei dati (DPC) irlandese è in gran parte responsabile del controllo dell'adesione alla carta dei diritti dei dati GDPR dell'UE. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati.

"Non siamo d'accordo con la decisione odierna sulla trasparenza che abbiamo fornito alle persone nel 2018 e le sanzioni sono del tutto sproporzionate. Faremo appello contro questa decisione": è il commento alla multa comminata dall'Irlanda di un portavoce di WhatsApp, che sottolinea come la piattaforma "si impegna a fornire un servizio sicuro e privato. Abbiamo lavorato per garantire che le informazioni fornite siano trasparenti e complete e continueremo a farlo".

 

(Fonte: Ansa)

L'app dei criminali "influencer" era controllata dall'Fbi: centinaia di arresti in tutto il mondo

Una massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un'applicazione chiamata "ANoM". L'operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di comunicazioni crittografate all'interno di reti criminali di ogni tipo


Cybercrime, l'evoluzione della specie | Università Cattolica del Sacro Cuore

Centinaia di persone sono state arrestate in diverse parti del mondo in una massiccia operazione contro la criminalità organizzata, grazie all'infiltrazione della polizia in un'app utilizzata per scambiare messaggi in codice tra criminali. Lo ha reso noto oggi la polizia federale australiana.

L'operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di comunicazioni crittografate all'interno di reti criminali di ogni tipo. La polizia neozelandese dal canto suo ha descritto l'operazione come "la più sofisticata al mondo contro la criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla polizia".

Questa massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un'applicazione chiamata 'ANoM', che i criminali di tutto il mondo usavano per comunicare in modo criptato ma che in realtà era controllata dall'Fbi. Questi messaggi riguardavano in particolare progetti di assassinio e traffico di droga e armi, ha affermato la polizia australiana che ha arrestato 224 persone. E altre "centinaia di persone sono state arrestate" fuori dall'Australia, ha aggiunto.

L'applicazione ANoM era stata installata sui telefoni cellulari che, privi di ogni altra funzionalità, venivano scambiati al mercato nero. Un telefono di questo tipo può comunicare solo con un altro telefono contenente l'applicazione.

"I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità dell'applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l'integrità", ha aggiunto. "Questi influencer criminali hanno messo la polizia federale australiana nelle tasche di centinaia di sospetti trasgressori", ha dichiarato il capo della polizia australiana Reece Kershaw nella dichiarazione. "Fondamentalmente, si sono ammanettati l'un l'altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo", ha aggiunto. L'operazione è stata denominata in codice 'Ironside' in Australia e 'Trojan Shield' in tutto il mondo.  

 

(Fonte: Ansa)

Facebook e Intagram a pagamento? Ecco come stanno le cose e cosa significa quel messaggio "minaccioso" di Zuckerberg

"Facebook e Instagram sembrano minacciare gli utenti iOS di addebitare costi aggiuntivi a meno che questi non scelgano di condividere i propri dati con la piattaforma. Una non troppo velata 'minaccia' che cerca di opporsi al sistema anti tracciamento introdotto in iOS 14.5", scrive telefonino.net


La nuova versione 14.5 del sistema operativo iOS di Apple per gli smartphone iPhone (e la corrispondente versione 14.5 di iPadOS per i tablet) ha aperto il vaso di Pandora, mostrando al mondo che quella che una volta si chiamava “app economy" nel tempo si è trasformata in “data economy“: i soldi gli sviluppatori delle app li fanno quasi tutti vendendo i dati degli utenti.

Il caso eclatante è di queste ore e sta suscitando parecchie preoccupazioni in milioni di utenti, non del tutto giustificate a dire il vero. Si tratta del nuovo messaggio che compare agli utenti di Facebook e Instagram per iOS (che hanno aggiornato il sistema operativo). Un messaggio imposto dal sistema operativo stesso, in forza della nuova politica di Apple in fatto di privacy, ma che gli sviluppatori delle app hanno il diritto di personalizzare per comunicare agli utenti per quale motivo chiedono l’accesso all’ormai famoso “IDFA“. Dal messaggio personalizzato scelto da Facebook, quindi, è nato il timore: le app di Facebook e di Instagram potrebbero diventare a pagamento. Ma è davvero così?

Apple IDFA, di cosa stiamo parlando

Con iOs 14.5 e iPadOS 14.5 gli sviluppatori delle app devono chiedere esplicitamente il consenso agli utenti prima di accedere al loro IDFA, cioè l’Identifier for Advertisers. Si tratta di un numero unico che identifica l’utente in modo anonimo tramite il device che usa e che gli sviluppatori usano per seguire il comportamento dell’utente nel passaggio da una app all’altra.

Un modo per tracciarli e raccogliere più dati, in poche parole. Il tracciamento dell’IDFA non è affatto una novità, la cosa nuova è che ora gli sviluppatori devono chiedere il permesso tramite un messaggio la prima volta che viene aperta l’app dopo l’aggiornamento a iOS 14.5.

Apple permette agli sviluppatori, come accennato, di personalizzare parte di questo messaggio. E’ proprio quello che ha fatto Facebook.

Il messaggio di Facebook e Instagram

Il messaggio che compare all’apertura di Facebook e Instagram contiene le motivazioni per le quali il gruppo Facebook chiede agli utenti di permettere alle due app di tracciare l’IDFA. Motivazioni che sono tre:

  • Mostrare pubblicità più personalizzate
  • Aiutarci a mantenere Intagram/Facebook gratuito
  • Aiutare le aziende che usano la pubblicità per raggiungere gli utenti

E’ chiaro che la motivazione che ha spaventato di più gli utenti è la seconda: Facebook dice che le sue app sono gratis anche grazie al fatto che raccolgono i dati degli utenti (e li rivendono). Da qui il timore: se la gran parte degli utenti smette di concedere il permesso al tracciamento dell’IDFA il rischio è che Facebook e Instagram, prima o poi, si dovranno pagare.

Facebook e Instagram saranno a pagamento?

Che il mancato tracciamento di alcuni dati degli utenti possa avere un impatto economico sul gruppo Facebook (e su qualunque altro sviluppatore di app) è indubbio, ma che si possa arrivare a far pagare le app è tutt’altra cosa. Le app raccolgono comunque dati sul comportamento degli utenti, anche senza tracciare l’IDFA.

Senza questo dato aggiuntivo, però, identificare l’utente è un po’ più difficile (ma non impossibile) e quindi i dati raccolti valgono di meno. Ma comunque valgono.

Tanto è vero che Facebook è già stata condannata dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato (l’Antitrust italiano) a pagare una multa da 10 milioni di euro nel 2018 per aver scritto, nella pagina tramite la quale gli utenti si iscrivono al social, “È gratis e lo sarà sempre“.

 

(Fonte: tecnologia.libero.it)

Cammini guardando lo smartphone? Google ti "sgrida": ecco come funziona la nuova app per il benessere digitale

Applicazione sui modelli Pixel a marchio Google, invierà una una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo


New York, sanzione per chi cammina guardando lo smartphone - IlGiornale.it

Google ha aggiornato la versione beta della sua app 'Benessere Digitale', che introduce una funzione chiamata 'Heads Up'. Questa è pensata per salvaguardare le persone che rischiano di distrarsi guardando lo smartphone mentre camminano per strada.

Nello specifico, l'app finora individuata solo sui modelli di smartphone Pixel a marchio Google, invia una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi.

Per farlo, 'Heads Up' utilizzerà le stesse autorizzazioni richieste da altre piattaforme del gruppo, come Google Fit, tra cui il GPS e lo spostamento del segnale tra le celle telefoniche, così da registrare automaticamente l'attività fisica e capire il movimento di un soggetto all'esterno. Se lo smartphone rileva che è in corso sul display l'utilizzo di qualche app o lo scrolling delle pagine, manda un avviso. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo.

Attualmente in fase di rollout, l'aggiornamento si presenta con questo testo: "Se cammini mentre usi il telefono, ricevi un promemoria per concentrarti su ciò che ti circonda. Da utilizzare con cautela: Head Up non rimpiazza il prestare attenzione all'ambiente circostante". La funzione 'Heads Up' può essere attivata dal menu di Benessere Digitale, da cui è anche possibile disabilitarla, qualora non la si voglia più utilizzare. L'app è disponibile sul Play Store di Android e da qui verrà aggiornata nelle prossime settimane, con tempistiche e Paesi ancora non comunicati da Google.

 

(Fonte: Ansa)

Telegram e la sfida definitiva a WhatsApp: si potranno importare chat, foto e video. Ecco come funziona il "trasloco" diretto per gli utenti Android e Apple

Dopo il recente polverone sulla privacy, nuova offensiva del principale rivale dell'applicazione di messaggistica di proprietà di Facebook, che intanto nel Regno Unito scivola dall'ottavo al 23esimo posto nei download


Pavel Durov di Telegram: WhatsApp è pericoloso | Webnews

L'app Telegram approfitta della recente polemica su WhatsApp che vuole aggiornare i propri termini d'uso e la propria informativa per la privacy, per introdurre una novità per strappare utenti alla concorrenza. Ha lanciato un aggiornamento che consente di passare all'app senza perdere lo storico di tutte le conversazioni su WhatsApp.

L'aggiornamento dell'app - spiega Telegram sul suo blog - è disponibile sia per iPhone sia per Android.

Inoltre, i messaggi e i contenuti spostati non occupano spazio extra.

La discussione globale delle ultime settimane sulla privacy di WhatsApp ha fatto sì che più di 100 milioni di persone scaricassero Telegram a gennaio. A spese di WhatsApp. I dati della società di analisi App Annie, come scrive The Guardian, mostrano ad esempio solo nel Regno Unito che la chat di proprietà di Facebook è passata dall'ottava app più scaricata nel paese al 23esimo posto.

Dopo il polverone sulla privacy, WhatsApp ha spostato al 15 maggio l'entrata in vigore delle nuove policy, che non toccano però l'Europa protetta dallo scudo del Gdpr, la legge europea sulla privacy in vigore dal 2018.

Come si esportano le chat da Whatsapp a Telegram

Agli utenti Android per esportare una chat basta aprire WhatsApp, cliccare su uno dei contatti, premere sui tre puntini in verticale che si trovano vicino all'icona del telefono, selezionare prima  "Altro" e poi "Esporta Chat", quindi cliccare su Telegram.

Per gli utenti Apple la procedura è invece leggermente diversa: dopo aver aperto una chat, si deve cliccare in alto dove si trova l'icona del contatto, selezionare "Esporta Chat" e indicare Telegram come destinazione delle conversazioni e dei file scambiati. 

Per trasferire la cronologia delle chat di WhatsApp a Telegram, è necessario avere installato le ultime versioni di entrambe le app. Non esiste ancora un modo per importare più conversazioni contemporaneamente, quindi bisognerà pazientemente far migrare una chat alla volta.

TikTok, denunciata un'altra magagna nella privacy. Nuova falla nella funzione "Trova amici": rischio furto di identità e dati sensibili di milioni di utenti

Check Point Research, player di soluzioni di cybersecurity a livello globale, segnala l'esistenza di una vulnerabilità nell'applicazione che renderebbe accessibili ad hacker dati sensibili di un profilo. I responsabili della app cinese affermano: "Sicurezza e privacy hanno la nostra priorità, rafforzeremo le nostre difese"


Anonymous e l'appello: Cancellate subito Tik Tok

Scoperta una nuova vulnerabilità di TikTok che permetterebbe di accedere ai dati sensibili degli utenti, compreso il furto di identità e del numero di telefono. Check Point Research, la divisione Threat Intelligence di Check Point® Software Technologies ha annunciato di avere identificato una nuova vulnerabilità nell’app cinese ideata da Zhang Yming, dopo che ne aveva già scoperta un’altra a cavallo tra 2019 e 2020.

Da quanto riferito dal player di soluzioni di cybersecurity a livello globale, la nuova falla, "trovata nella funzione 'Trova Amici' di TikTok, consentirebbe di bypassare le protezioni sulla privacy create per difendere gli utenti dell’app". "Se lasciata senza patch, -spiegano i ricercatori di Check Point- la vulnerabilità permetterebbe a un hacker di accedere ai dettagli del profilo di un utente e anche al numero di telefono associato al suo account, dando la possibilità di costruire un database da utilizzare per attività illecite".

Gli esperti avvertono che i dettagli del profilo accessibili attraverso questa falla includono il numero di telefono, il nickname, le immagini del profilo e dell'avatar, gli Id utente unici e alcune impostazioni del profilo, come ad esempio quella che consente ad un utente di essere un follower pubblico o anonimo.

Oded Vanunu, Head of Products Vulnerabilities Research di Check Point, ha spiegato che "la nostra logica, questa volta, è stata quella di mettere a prova la privacy di TikTok. Eravamo curiosi di sapere se la piattaforma potesse essere usata dagli hacker per ottenere dati privati degli utenti e la risposta è sì, in quanto siamo stati in grado di bypassare più meccanismi di difesa di TikTok". Vanunu ha commentato che "questa vulnerabilità avrebbe potuto permettere ad un aggressore di costruire un database dettagliato degli utenti che, con quel grado di informazioni sensibili, avrebbe permesso all’aggressore di eseguire una serie di attività criminali come lo spear phishing". "Il nostro consiglio agli utenti di TikTok, e non solo, è quello di condividere i propri dati personali solo quando strettamente necessario e soprattutto di aggiornare sempre il sistema operativo e le applicazioni alle ultime versioni" ha suggerito il manager di Check Point

TikTok ha affermato: "La sicurezza e la privacy della comunità di TikTok hanno la nostra massima priorità , e apprezziamo il lavoro di partner fidati come Check Point nell'identificare potenziali problemi in modo da poterli risolvere prima che colpiscano gli utenti. Continuiamo a rafforzare le nostre difese, sia aggiornando costantemente le nostre capacità interne come l'investimento in difese di automazione, sia lavorando con terze parti".

 

Sicurezza informatica, sito fake dell'app Immuni fa scaricare un virus: a rischio anche i conti correnti

L'allarme lanciato da Cert-Agid a seguito di una segnalazione via Twitter da parte di un gruppo di ricercatori "cacciatori di malware" 


Il tema 'Covid-19' è da tempo un'arma per il cybercrime, questa volta ad essere sfruttata è l'app Immuni. Secondo un allarme lanciato da Cert-Agid, la struttura del Governo che si occupa di cybersicurezza, "i criminali informatici stanno diffondendo una versione fake della stessa app attraverso domini creati ad hoc". Lo scopo è quello di veicolare un virus che si chiama Alien: può prendere il controllo dello smartphone e anche svuotare il conto corrente dell'utente malcapitato.

"A segnalare la presenza della fake app Immuni - spiega Cert-Agid - è stato il gruppo di ricercatori di Malware Hunter Team (MHT) attraverso un tweet", poi grazie anche "al contributo di D3Lab, sono stati individuati i domini che ospitavano la fake app". L'applicazione di contact tracing Immuni approvata dal Governo ha superato di poco i 10 milioni di utenti. Non è la prima volta che Cert-Agid lancia un allarme in questo senso. A giugno ha allertato di una campagna di virus informatici, diffusa via mail, con il pretesto di far scaricare un file denominato Immuni che invitava a cliccare su un sito fasullo che imitava quello della Federazione Ordini dei farmacisti italiani.

 

(Fonte Ansa)

WhatsApp cambia i termini sulla privacy, boom di nuovi utenti per Telegram (+25 milioni in 72 ore)

Impennata di download dell'app di messaggistica fondata da Pavel Durov che spiega come questa sia diventata il "più grande rifugio" per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura. Le modifiche di WhatsApp però non cambieranno nulla in Italia e in Europa


What's the difference between WhatsApp and Telegram?

Impennata dell'app di messaggistica Telegram dopo la notizia della modifica di WhatsApp ai suoi termini sulla privacy a partire dall'8 febbraio, che non interesserà però l'Italia e l'Europa dove vige dal 2018 il Gdpr, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Telegram ha registrato 25 milioni di nuovi utenti nelle ultime 72 ore, come ha dichiarato il suo fondatore, nato in Russia, Pavel Durov.

L'app aveva oltre 500 milioni di utenti attivi mensilmente nelle prime settimane di gennaio - WhatsApp ne ha due miliardi - e "25 milioni di nuovi utenti si sono iscritti a Telegram solo nelle ultime 72 ore.- ha specificato Durov - Le persone non vogliono più scambiare la loro privacy con servizi gratuiti".

Per il fondatore di Telegram, l'app è diventato il "più grande rifugio" per chi cerca una piattaforma di comunicazione privata e sicura e ha assicurato ai nuovi utenti che il suo team "prende molto sul serio questa responsabilità".

Un'altra chat che ha registrato una impennata di download nei negozi digitali dopo le critiche a WhatsApp è Signal, raccomandata anche da Elon Musk, attualmente l'uomo più ricco del mondo e patron di Tesla e Space X.

"Nonostante l'obbligo di accettare i nuovi termini del servizio non ci sarà un aumento della condivisione di dati tra società diverse né alcun genere di cambiamento significativo", spiega all'ANSA Ernesto Belisario, avvocato esperto in diritto delle tecnologie che sottolinea come "alcuni dati già venivano condivisi tra WhatsApp e Facebook, come ad esempio la mail con cui gli utenti si registrano al servizio o le informazioni sul dispositivo da cui viene usata l'app. Whatsapp ha chiesto agli utenti di accettare i nuovi termini di servizio e non di prestare un nuovo consenso privacy, una prassi frequente", sottolinea.

 

(Fonte: Ansa)

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