updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

WhatsApp, che stangata dall'Irlanda: 225 milioni di multa per violazione delle leggi Ue sulla privacy

Il Paese è sede europea di Facebook, la sanzione è il risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati


Bisogna preoccuparsi per le nuove regole sulla privacy di WhatsApp? - Il  Post

L'Irlanda, sede europea di Facebook, ha imposto una multa di 225 milioni di euro a WhatsApp per aver violato le leggi sulla privacy dei dati dell'UE. Risultato di una indagine avviata nel dicembre 2018, la sanzione inizialmente decisa dall'Irlanda è stata rivista al rialzo su richiesta degli enti regolatori europei.

La Commissione per la protezione dei dati (DPC) irlandese è in gran parte responsabile del controllo dell'adesione alla carta dei diritti dei dati GDPR dell'UE. L'app di messaggistica non avrebbe "assolto ai suoi obblighi di trasparenza" per quanto riguarda la comunicazione agli utenti sull'utilizzo dei dati.

"Non siamo d'accordo con la decisione odierna sulla trasparenza che abbiamo fornito alle persone nel 2018 e le sanzioni sono del tutto sproporzionate. Faremo appello contro questa decisione": è il commento alla multa comminata dall'Irlanda di un portavoce di WhatsApp, che sottolinea come la piattaforma "si impegna a fornire un servizio sicuro e privato. Abbiamo lavorato per garantire che le informazioni fornite siano trasparenti e complete e continueremo a farlo".

 

(Fonte: Ansa)

Netflix, arrivano i primi videogiochi per Android. Il primo test in Polonia: ecco di cosa si tratta

Senza costi aggiuntivi, il servizio di streaming più famoso al mondo sta portando due giochi di Stranger Things sulla sua app Android, ma – al momento – non in Italia


Netflix sta testando il suo primo gioco mobile all'interno della propria app Android: ecco di che si tratta.

Stranger Things su Android

Senza costi aggiuntivi, il servizio di streaming più famoso al mondo sta portando due giochi di Stranger Things sulla sua app Android, ma – al momento – non in Italia.

L'unico paese dove i due giochi sono disponibili è la Polonia: si tratta di Stranger Things: 1984 e Stranger Things 3. Va ricordato che i due game sono disponibili da anni sull'app di Netflix, essendo stati rilasciati attraverso una partnership di licenza nel 2017 e nel 2019, in concomitanza con il lancio della seconda e terza stagione della serie.

Il mese scorso, Netflix ha confermato l'intenzione di espandersi nel campo dei videogiochi, introducendo nel servizio (e senza costi aggiuntivi) giochi per telefoni e tablet.
 
Con la grande ambizione di estendersi anche ai giochi per console Xbox e PlayStation, l'entrata nell'universo dei videogame rappresenterà la più grande espansione in un nuovo tipo di intrattenimento, da quando la società ha esordito nel 2007 e ha pubblicato il suo primo show originale nel 2012.

I giochi su Netflix non avranno pubblicità, nè includeranno acquisti in-game e la possibilità di acquistare singoli titoli, dato che faranno parte dell'abbonamento complessivo.

Netflix va a caccia di nuovi iscritti con i videogiochi - Wired

Con la grande ambizione di estendersi anche ai giochi per console Xbox e PlayStation, l'entrata nell'universo dei videogame rappresenterà la più grande espansione in un nuovo tipo di intrattenimento, da quando la società ha esordito nel 2007 e ha pubblicato il suo primo show originale nel 2012.

I giochi su Netflix non avranno pubblicità, nè includeranno acquisti in-game e la possibilità di acquistare singoli titoli, dato che faranno parte dell'abbonamento complessivo.

 

(Fonte: telefonino.net)

 

WhatsApp, occhio ai link dannosi! Nove su dieci arrivano via messaggio. Le truffe del phishing

Un report di Kaspersky rivela che i truffatori si rivolgono soprattutto alle app di messaggistica, diventate nel 2020 lo strumento di comunicazione più utilizzato superando i social


Le truffe viaggiano su WhatsApp, ecco quali sono e come difendersi -  Tiscali Notizie

link dannosi viaggiano soprattutto sulle app di messaggistica, in particolare WhatsApp. Sono questi i canali più utilizzati dai truffatori che sfruttano tecniche di phishing: tra dicembre e maggio i loro malware hanno sfruttato nell'86,9% dei casi a WhatsApp, nel 5,6% a Telegram e nel 4,7% a Viber. A livello globale, sono stati registrati 480 casi di phishing al giorno, secondo una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica Kaspersky.

Il phishing - Attraverso il phishing, il truffatore cerca di ingannare la vittima convincendola a procurargli informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso su un sito inviato insieme al messaggio. Spesso questi portali fasulli riproducono fedelmente quelli di soggetti reali, che possono essere istituti postali, bancari oppure enti o organizzazioni di vario genere. 

Nel 2020 le app messaggistica superano i social - Il report dello studio è frutto dei dati resi anonimi, forniti volontariamente dagli utenti di Kaspersky Internet Security for Android. Come spiega Kaspersky, nel 2020 le app di messaggistica hanno superato i social network del 20% in termini di popolarità tra gli utenti, diventando lo strumento di comunicazione più utilizzato.               

"Servono tecnologie avanzate" - "Nella lotta al phishing nelle app di messaggistica bisogna fare molto attenzione, affidandosi alle tecnologie anti-phishing più recenti", commenta Tatyana Shcherbakova, senior web content analyst di Kaspersky. 

Entro il 2023 oltre 3 miliardi di utenti - I risultati del sondaggio mostrano anche che nel 2020 il numero totale di utenti di queste app, a livello globale,  ammontava a 2,7 miliardi, un dato che entro il 2023 dovrebbe crescere fino ai 3,1 miliardi. Un numero che rappresenta quasi il 40% della popolazione mondiale. In termini di numero di attacchi di phishing registrati per singolo utente su WhatsApp, il primato va al Brasile  con 177 attacchi, seguito dall'India con 158. 

 

(Fonte: tgcom24)

WhatsApp, occhio al messaggio truffa sul Green Pass. La Polizia Postale: "Cliccando sul link si viene indirizzati su una finta pagina istituzionale"

La polizia postale ha lanciato un allarme per la diffusione di un messaggio WhatsApp che invita a scaricare il "Green Pass" chiedendo però, per poterlo fare, di inserire i propri dati bancari. "Cliccando sul link - mette in guardia la polizia - l'ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale" e quindi viene "richiesto di inserire i propri dati personali e/o bancari con l'obiettivo di utilizzarli fraudolentemente". "La Polizia Postale raccomanda di fare molta attenzione ai link indicati nei messaggi e di aprirli solo dopo avere accertato la veridicità della fonte di provenienza - si legge ancora nella nota -. Non inserire mai i propri dati personali, soprattutto quelli bancari. Eventuali messaggi sospetti potranno essere segnalati sul portale della Polizia Postale".

blue whale polizia postale

L'app dei criminali "influencer" era controllata dall'Fbi: centinaia di arresti in tutto il mondo

Una massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un'applicazione chiamata "ANoM". L'operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di comunicazioni crittografate all'interno di reti criminali di ogni tipo


Cybercrime, l'evoluzione della specie | Università Cattolica del Sacro Cuore

Centinaia di persone sono state arrestate in diverse parti del mondo in una massiccia operazione contro la criminalità organizzata, grazie all'infiltrazione della polizia in un'app utilizzata per scambiare messaggi in codice tra criminali. Lo ha reso noto oggi la polizia federale australiana.

L'operazione è stata eseguita in diversi paesi di Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda ed è riuscita a decodificare in tempo reale e per tre anni migliaia di comunicazioni crittografate all'interno di reti criminali di ogni tipo. La polizia neozelandese dal canto suo ha descritto l'operazione come "la più sofisticata al mondo contro la criminalità organizzata che sia stata condotta fino a oggi dalla polizia".

Questa massiccia intercettazione di messaggi è stata resa possibile da un'applicazione chiamata 'ANoM', che i criminali di tutto il mondo usavano per comunicare in modo criptato ma che in realtà era controllata dall'Fbi. Questi messaggi riguardavano in particolare progetti di assassinio e traffico di droga e armi, ha affermato la polizia australiana che ha arrestato 224 persone. E altre "centinaia di persone sono state arrestate" fuori dall'Australia, ha aggiunto.

L'applicazione ANoM era stata installata sui telefoni cellulari che, privi di ogni altra funzionalità, venivano scambiati al mercato nero. Un telefono di questo tipo può comunicare solo con un altro telefono contenente l'applicazione.

"I dispositivi sono circolati e la loro popolarità è cresciuta tra i criminali, che avevano fiducia nella legittimità dell'applicazione perché le principali figure della criminalità organizzata ne garantivano l'integrità", ha aggiunto. "Questi influencer criminali hanno messo la polizia federale australiana nelle tasche di centinaia di sospetti trasgressori", ha dichiarato il capo della polizia australiana Reece Kershaw nella dichiarazione. "Fondamentalmente, si sono ammanettati l'un l'altro abbracciando e fidandosi di ANoM e comunicando apertamente con esso, non sapendo che li stavamo ascoltando tutto il tempo", ha aggiunto. L'operazione è stata denominata in codice 'Ironside' in Australia e 'Trojan Shield' in tutto il mondo.  

 

(Fonte: Ansa)

Facebook e Intagram a pagamento? Ecco come stanno le cose e cosa significa quel messaggio "minaccioso" di Zuckerberg

"Facebook e Instagram sembrano minacciare gli utenti iOS di addebitare costi aggiuntivi a meno che questi non scelgano di condividere i propri dati con la piattaforma. Una non troppo velata 'minaccia' che cerca di opporsi al sistema anti tracciamento introdotto in iOS 14.5", scrive telefonino.net


La nuova versione 14.5 del sistema operativo iOS di Apple per gli smartphone iPhone (e la corrispondente versione 14.5 di iPadOS per i tablet) ha aperto il vaso di Pandora, mostrando al mondo che quella che una volta si chiamava “app economy" nel tempo si è trasformata in “data economy“: i soldi gli sviluppatori delle app li fanno quasi tutti vendendo i dati degli utenti.

Il caso eclatante è di queste ore e sta suscitando parecchie preoccupazioni in milioni di utenti, non del tutto giustificate a dire il vero. Si tratta del nuovo messaggio che compare agli utenti di Facebook e Instagram per iOS (che hanno aggiornato il sistema operativo). Un messaggio imposto dal sistema operativo stesso, in forza della nuova politica di Apple in fatto di privacy, ma che gli sviluppatori delle app hanno il diritto di personalizzare per comunicare agli utenti per quale motivo chiedono l’accesso all’ormai famoso “IDFA“. Dal messaggio personalizzato scelto da Facebook, quindi, è nato il timore: le app di Facebook e di Instagram potrebbero diventare a pagamento. Ma è davvero così?

Apple IDFA, di cosa stiamo parlando

Con iOs 14.5 e iPadOS 14.5 gli sviluppatori delle app devono chiedere esplicitamente il consenso agli utenti prima di accedere al loro IDFA, cioè l’Identifier for Advertisers. Si tratta di un numero unico che identifica l’utente in modo anonimo tramite il device che usa e che gli sviluppatori usano per seguire il comportamento dell’utente nel passaggio da una app all’altra.

Un modo per tracciarli e raccogliere più dati, in poche parole. Il tracciamento dell’IDFA non è affatto una novità, la cosa nuova è che ora gli sviluppatori devono chiedere il permesso tramite un messaggio la prima volta che viene aperta l’app dopo l’aggiornamento a iOS 14.5.

Apple permette agli sviluppatori, come accennato, di personalizzare parte di questo messaggio. E’ proprio quello che ha fatto Facebook.

Il messaggio di Facebook e Instagram

Il messaggio che compare all’apertura di Facebook e Instagram contiene le motivazioni per le quali il gruppo Facebook chiede agli utenti di permettere alle due app di tracciare l’IDFA. Motivazioni che sono tre:

  • Mostrare pubblicità più personalizzate
  • Aiutarci a mantenere Intagram/Facebook gratuito
  • Aiutare le aziende che usano la pubblicità per raggiungere gli utenti

E’ chiaro che la motivazione che ha spaventato di più gli utenti è la seconda: Facebook dice che le sue app sono gratis anche grazie al fatto che raccolgono i dati degli utenti (e li rivendono). Da qui il timore: se la gran parte degli utenti smette di concedere il permesso al tracciamento dell’IDFA il rischio è che Facebook e Instagram, prima o poi, si dovranno pagare.

Facebook e Instagram saranno a pagamento?

Che il mancato tracciamento di alcuni dati degli utenti possa avere un impatto economico sul gruppo Facebook (e su qualunque altro sviluppatore di app) è indubbio, ma che si possa arrivare a far pagare le app è tutt’altra cosa. Le app raccolgono comunque dati sul comportamento degli utenti, anche senza tracciare l’IDFA.

Senza questo dato aggiuntivo, però, identificare l’utente è un po’ più difficile (ma non impossibile) e quindi i dati raccolti valgono di meno. Ma comunque valgono.

Tanto è vero che Facebook è già stata condannata dall’Autorità Garante della Concorrenza del Mercato (l’Antitrust italiano) a pagare una multa da 10 milioni di euro nel 2018 per aver scritto, nella pagina tramite la quale gli utenti si iscrivono al social, “È gratis e lo sarà sempre“.

 

(Fonte: tecnologia.libero.it)

WhatsApp, attenzione alla data: quando può smettere di funzionare per alcuni utenti

C'è tempo fino al 15 maggio per accettare i termini del nuovo update di WhatsApp prima di vedere il proprio account “limitato”. Di cosa si tratta


WhatsApp to stop working on these smartphones from January 1

Attenzione: gli sviluppatori del popolare servizio di chat online WhatsApp hanno ricordato che il tempo utile per aderire alle nuove regole del servizio sta per volgere al termine. Si prevedono brutte novità per gli utenti che non sceglieranno di accettare le opzioni imposte dalla compagnia di Facebook.

 

WhatsApp: il vostro account potrà essere “limitato”

In un messaggio che è stato recentemente pubblicato sulla pagina di supporto ufficiale dell’azienda, gli sviluppatori hanno parlato di cosa accadrà agli account degli utenti che non accetteranno le nuove regole dal 15 maggio:

Affinché tu possa avere abbastanza tempo per familiarizzare con i cambiamenti al tuo ritmo, abbiamo prorogato il termine per la loro adozione fino al 15 maggio. Se non li hai accettati entro questo periodo, WhatsApp non cancellerà il tuo account. Tuttavia, la funzionalità del tuo account WhatsApp sarà limitata fino a quando le modifiche non saranno accettate. Per un breve periodo di tempo potrai ricevere chiamate e notifiche; ma non sarai in grado di leggere e inviare messaggi nell’applicazione.

Gli utenti del servizio dovrebbero concordare con le nuove regole per l’utilizzo del messenger per continuare ad usare la piattaforma…  oppure vi consigliamo di esportare la cronologia delle chat entro il 15 maggio e di migrare verso Telegram o Signal. Se si scegliesse la seconda opzione, gli utenti potranno eliminare il proprio account WhatsApp, ma gli sviluppatori avvertono che questo è un processo irreversibile. Dopo l’eliminazione, la copia di backup e tutta la cronologia dei messaggi verranno cancellate definitivamente.

Ricordiamo che le nuove regole per l’utilizzo di WhatsApp suggeriscono la possibilità che il servizio scambi i dati dell’utente con Facebook, che è il proprietario del messenger. Inizialmente, l’introduzione di nuove regole era prevista per l’inizio dell’anno, ma la notizia di questo cambiamento ha causato indignazione tra gli utilizzatori di tutto il mondo e ha anche portato a un deflusso di persone che hanno lasciato la piattaforma per usare altre chat.

 

(Fonte: telefonino.net)

Cammini guardando lo smartphone? Google ti "sgrida": ecco come funziona la nuova app per il benessere digitale

Applicazione sui modelli Pixel a marchio Google, invierà una una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo


New York, sanzione per chi cammina guardando lo smartphone - IlGiornale.it

Google ha aggiornato la versione beta della sua app 'Benessere Digitale', che introduce una funzione chiamata 'Heads Up'. Questa è pensata per salvaguardare le persone che rischiano di distrarsi guardando lo smartphone mentre camminano per strada.

Nello specifico, l'app finora individuata solo sui modelli di smartphone Pixel a marchio Google, invia una notifica se si accorge che l'utente è chino con la testa verso il basso, durante il movimento a piedi.

Per farlo, 'Heads Up' utilizzerà le stesse autorizzazioni richieste da altre piattaforme del gruppo, come Google Fit, tra cui il GPS e lo spostamento del segnale tra le celle telefoniche, così da registrare automaticamente l'attività fisica e capire il movimento di un soggetto all'esterno. Se lo smartphone rileva che è in corso sul display l'utilizzo di qualche app o lo scrolling delle pagine, manda un avviso. L'obiettivo è spingere le persone a prestare maggiore attenzione all'aperto quando, come spesso accade, sono con gli occhi puntati sullo schermo.

Attualmente in fase di rollout, l'aggiornamento si presenta con questo testo: "Se cammini mentre usi il telefono, ricevi un promemoria per concentrarti su ciò che ti circonda. Da utilizzare con cautela: Head Up non rimpiazza il prestare attenzione all'ambiente circostante". La funzione 'Heads Up' può essere attivata dal menu di Benessere Digitale, da cui è anche possibile disabilitarla, qualora non la si voglia più utilizzare. L'app è disponibile sul Play Store di Android e da qui verrà aggiornata nelle prossime settimane, con tempistiche e Paesi ancora non comunicati da Google.

 

(Fonte: Ansa)

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