Log in
updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

WhatsApp, sticker animati, QR code, videochiamate di gruppo super: tutte le novità in arrivo per l'app di messaggistica più amata al mondo (VIDEO)

Sticker animati, codici Qr, modalità dark per le versioni Web e Desktop, videochiamate fino a otto partecipanti e stato anche per gli utenti KaiOS: sono queste le novità, alcune molto attese dagli utenti, annunciate da Whatsapp, il servizio di messaggistica istantanea associata a un'utenza telefonica e usufruibile anche su pc e tablet - (VIDEO)


Nelle prossime settimane

WhatsApp, novità in arrivo. L'app di messaggistica si appresta ad introdurre una serie di nuove funzioni a disposizione degli utenti. Si parte dagli sticker animati, sempre più utilizzati. WhatsApp sta implemendando nuovi pacchetti di sticker animati sempre più divertenti ed espressivi.

Capitolo codici QR: con le nuove funzioni, aggiungere un nuovo contatto sarà ancora più semplice. Per inserirlo, sarà sufficiente inquadrare il suo codice QR e non bisognerà più digitare il numero. La 'dark mode' sbarca anche sul computer e sarà disponibile anche nella versione Web e Desktop.

Cambiano le videochiamate di gruppo: ora che è possibile avviare una videochiamata con 8 partecipanti, sarà più facile concentrarsi su un partecipante alla volta. Basterà tenere premuto il suo video per visualizzarlo a schermo intero. E' stata aggiunta anche un'icona del video nelle chat con un massimo di 8 partecipanti, così si potrà avviare una videochiamata di gruppo con un solo tocco.

Lo stato, poi, arriva anche su KaiOS: gli utenti KaiOS ora hanno a disposizione la funzione che permette di condividere gli aggiornamenti allo stato per 24 ore.

Queste funzioni, fa sapere WhatsApp, saranno rese disponibili nel corso delle prossime settimane agli utenti che dispongono delle versioni più recenti dell'applicazione.


L'azienda ha ufficializzato nelle scorse ore diverse novità, fra cui l'arrivo dei codici QR (anch'essi apparsi sulle versioni beta da parecchio tempo) per condividere il proprio account, la modalità scura anche su WhatsApp Web e WhatsApp Desktop, e anche altre novità minori. Le elenchiamo tutte così come riportate sul blog ufficiale di WhatsApp:

  • sticker animati: gli sticker sono sempre più usati per comunicare su WhatsApp, e i nostri utenti ne inviano miliardi ogni giorno. Stiamo implementando nuovi pacchetti di sticker animati sempre più divertenti ed espressivi
  • codici QR: con le nuove funzioni, aggiungere un nuovo contatto sarà ancora più semplice. Per aggiungere un nuovo contatto, ti basterà inquadrare il suo codice QR. Non dovrai più inserire il numero manualmente
  • modalità scura per WhatsApp Web e Desktop: l'amatissima modalità scura ora arriva anche sul computer
  • miglioramenti alle videochiamate di gruppo: ora che è possibile avviare una videochiamata con 8 partecipanti, abbiamo reso più facile concentrarsi su un partecipante alla volta. Ti basterà tenere premuto il suo video per visualizzarlo a schermo intero. Abbiamo aggiunto anche un'icona del video nelle chat con un massimo di 8 partecipanti, così potrai avviare una videochiamata di gruppo con un solo tocco
  • lo stato arriva anche su KaiOS: gli utenti KaiOS ora hanno a disposizione la funzione che permette di condividere gli aggiornamenti allo stato per 24 ore

Coronavirus, in Lombardia si stanno finalmente alleggerendo gli ospedali. Ma Milano purtroppo "non si ferma": contagi raddoppiati in città e provincia

Il quadro, provincia per provincia, nella regione più colpita dall'epidemia. Intanto tiene banco la discussione su un'ipotesi avanzata in questi giorni per la fine del lockdown. "Arrivare a limitare la vita dell'ultrasessantenne mi sembra inaccettabile". Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana,  commentando alcune misure allo studio per la fase 2. "Percorsi differenziati sì, ma limitare la vita e la libertà in base alle fasce d'età la vedo molto più discutibile - ha aggiunto il governatore - anche dal punto di vista costituzionale e delle libertà che la Costituzione sancisce. Bisognerà prevedere maggiori attenzioni e fare in modo che le attività che comportano un rischio maggiore non vengano compiute da chi ha più possibilità di essere colpito dal virus, prevedere controlli maggiori anche dal punto di vista sanitario delle possibilità di essere sottoposti più spesso a valutazioni" - (LEGGI TUTTO)


In Lombardia oggi sono stati registrati 1.091 nuovi positivi al coronavirus, portando il totale a 71.256, a fronte di 11.583 tamponi eseguiti ieri e 314.298 tamponi analizzati da inizio epidemia. I decessi sono 12.940, 166 in più rispetto a ieri e in calo rispetto al dato comunicato il giorno precedente che era più 200. I pazienti nelle terapie intensive sono 756, 34 in meno rispetto a ieri. I ricoverati non in terapia intensiva sono 8.791, con 413 dimessi in più a fronte dei 500 comunicati ieri. 

"Sicuramente sono dati che ci fanno pensare che c'è un forte alleggerimento per gli ospedali" ha commentato l'assessore agli Enti locali della Regione Massimo Sertori, durante il punto quotidiano sull'emergenza sanitaria. "Ci sono delle zone che sono state colpite in modo molto più duro ma altre - ha spiegato Sertori - come Varese, Lecco, Sondrio che sono state meno colpite". "Abbiamo forti preoccupazioni per l'economia, bisognerà aiutare le partite Iva che in questi 2 mesi hanno fatturato zero". Come Regione "abbiamo una capacità di indebitamento di 3 miliardi, abbiamo deciso che è il momento storico di fare questi investimenti partendo da 400milioni per comuni e province con progetti subito cantierabili".

I dati delle province​​

Aumentano, rispetto a ieri, i casi di coronavirus registrati nella provincia e nella citta' di Milano. Nel Milanese oggi sono stati registrati 412 casi, portando il totale a 17.689; mentre nel capoluogo 246 positivi (7.467). Ieri i positivi registrati erano rispettivamente +277 e +105. Leggermente in salita anche i dati a Brescia (12.475, +167) e a Pavia (3991, +117). Sono solo 3 i nuovi casi positivi nella provincia di Lodi, dove si è sviluppato a fine febbraio il primo focolaio di coronavirus in Italia. Nelle altre province lombarde, migliora la situazione a Bergamo (11.002 casi, +56) e Cremona (5867, +60).

Fontana: anticostituzionale limitare la vita degli over 60

"Arrivare a limitare la vita dell'ultrasessantenne mi sembra inaccettabile". Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana,  commentando alcune misure allo studio per la fase 2. "Percorsi differenziati sì, ma limitare la vita e la libertà in base alle fasce d'età la vedo molto più discutibile - ha aggiunto il governatore - anche dal punto di vista costituzionale e delle libertà che la Costituzione sancisce. Bisognerà prevedere maggiori attenzioni e fare in modo che le attività che comportano un rischio maggiore non vengano compiute da chi ha più possibilità di essere colpito dal virus, prevedere controlli maggiori anche dal punto di vista sanitario delle possibilità di essere sottoposti più spesso a valutazioni"

Potenzialità di 10.000 test sierologici al giorno

"Oggi abbiamo una potenzialità di 10.000 test sierologici al giorno ed è il numero di quelli che si stanno facendo, in parte ai cittadini e in parte, in via subordinata, al personale sanitario", ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera in commissione consiliare Sanità, a proposito dei test per la determinazione degli anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus, sviluppati dal Policlinico San Matteo di Pavia con la multinazionale Diasorin e partiti ieri nelle province lombarde più colpite dal Covid. 

Gallera: attività ospedali riprenderà al 60-70%

In commissione Sanità, l'assessore Gallera ha fatto sapere che "si sta concordando con le Ats un piano per una graduale riapertura delle attività sospese" dagli ospedali "durante il picco epidemico" del covid. E ha spiegato che "fino a diversa indicazione l'incremento delle attività potrà essere programmato fino a un massimo del 60-70% delle attività ordinaria pre-Covid" e ciò "al fine di mantenere una riserva di risorse immediatamente disponibile nel caso di improvvisa recrudescenza dell'epidemia". L'assessore ha sottolineato che "resta confermato il ruolo degli hub a supporto delle attività per le strutture maggiormente coinvolte nella gestione dei pazienti Covid" ma "progressivamente si riattivano le attività soprattutto per le patologie tempodipendenti nei vari presidi, in funzione della disponibilità degli spazi e della loro sanificazione".

Boom di utenti per l'app CercaCovid

A tre settimane dal lancio del progetto CercaCovid, la nuova funzione sulla app gratuita della Regione è stata utilizzata da un milione 91.397 utenti unici che hanno compilato 2 milioni 185.797 questionari. I più attivi sono gli abitanti di Milano e hinterland, i brianzoli e i lecchesi: più di uno su dieci usa la app. Del milione di lombardi (uno su dieci) che hanno compilato almeno un questionario CercaCovid, quasi uno su quattro (il 23,7%) ha segnalato di avere o aver avuto almeno un sintomo non lieve riconducibile al coronavirus, e quasi sei su dieci ne hanno avuti due. 

Fase 2: la Lombardia punta sui drive-in

La Lombardia prepara una ripartenza in sicurezza per la cultura, con il progetto pilota sul drive-in. La 'prima' si terrà al Vittoriale degli Italiani. "Nella nostra programmazione annuale avevamo già previsto la creazione di drive-in - spiega l'assessore lombardo all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli". Il parcheggio del Vittoriale è capace di ospitare un drive-in da 50-60 posti auto per oltre un centinaio di spettatori.

 

Coronavirus, il vicepresidente lombardo Fabrizio Sala fornisce i dati: "Il trend è buono, ma non va abbassata la guardia" (VIDEO)

Migliora la situazione legata al coronavirus in Lombardia. Sono 11.762 i ricoverati nella Regione non in terapia intensiva per coronavirus, 165 in meno di ieri: lo ha detto il vicepresidente Fabrizio Sala nella consueta diretta social di Lombardia Notizie, spiegando che i morti sono stati 367 (in tutto 7.960). Il totale dei positivi è 46.065, ovvero 1.292 in più di ieri, i ricoverati in terapia intensiva sono 1351, nove più di ieri. "Stiamo cominciando a uscire dalla più grave emergenza" ha sottolineato Sala anche se "con l'epidemia dovremo vivere per parecchio tempo" - (VIDEO)


I casi di coronavirus in Lombardia sono aumentati di 1.292 persone nelle ultime 24 ore, facendo aumentare a 46.065 i casi registrati nella regione dall’inizio dell’emergenza. Lo ha reso noto il vicepresidente della Lombardia, Fabrizio Sala, nell’aggiornamento quotidiano sull’emergenza coronavirus. Ieri l’incremento di positivi era stato di 1.565.

Sono 357 i morti risultati positivi al coronavirus registrati in Lombardia rispetto a ieri. Dall’inizio dell’emergenza il totale sale a 7.960. Ieri i decessi registrati erano stati 394.

Calano anche i ricoverati per coronavirus in Lombardia. Rispetto a ieri sono “165 in meno” per un totale di 11.762; in terapia intensiva ci sono 1.351 persone (+9). Infine i dimessi (sia quelli ricoverati che quelli non passati dagli ospedali) sono arrivati a quota 24.992. 

E’ in calo la crescita dei casi positivi nelle province lombarde maggiormente colpite dal coronavirus: in quella di Milano i positivi sono 10.004, con un aumento di 482, mentre ieri erano stati 611 in più, anche se a Milano città la crescita di 203 casi è maggiore di quella di ieri (+159).

Arriva a 9.171 il dato dei contagiati per coronavirus a Bergamo, la provincia più colpita dall’emergenza, con un incremento di 132 rispetto a ieri (quasi la metà, però, del dato incrementale rilevato ieri, quando si era registrato un + 236 rispetto al giorno prima).

Brescia, la seconda provincia lombarda più colpita, segna oggi quota 8.757 (+159; ieri 231). Restano alti i dati di Cremona (3.974; +33), Lodi (2.189; +32) e Pavia (2.285; +105); segue la provincia di Monza e Brianza (2.663; +90) e poi quella di Mantova (1.782; +46).

Meno colpite le province del nord lombardo con Lecco a quota 1.552 (+36), Como con 1.205 (+48), Varese, che segna 1.002 (+65) e Sondrio (517; +33). Il trend è “positivamente stabile” ha commentato il vicepresidente della Regione Sala.

Viene ribadita la necessità di non uscire, di mantenere fede alle misure di contenimento del contagio. Importantissimo rimanere a casa. Ieri purtroppo dall'analisi della mobilità delle persone in Lombardia abbiamo avuto un 37%, arrotondato per difetto. Sala, sui dati degli spostamenti delle persone in Lombardia, ottenuti analizzando le celle dei telefoni cellulari, considerando come riferimento (100%) il 20 febbraio, prima dello scoppio dell'epidemia. Lunedì e martedì la percentuale era stata del 36%. Oltre l'1% in più rispetto al giorno prima significa diverse migliaia di persone in giro. Dobbiamo assolutamente stare in casa e uscire solo per estrema necessità. L'unica arma che abbiamo è l'isolamento sociale

Superati i 475mila questionari con la app della regione Lombardia Allerta LOM con cui è possibile mappare il contagio. Fondametale farlo per fini statistici. Non sostituisce la diagnosi del medico. 

Coronavirus, ecco l'app di Regione Lombardia per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19. Ecco come funziona (VIDEO)

L'app AllertaLOM, già utilizzata per le allerte di Protezione Civile, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus permette agli oltre 50 mila utenti di ricevere notifiche e informazioni. E' disponibile su Apple Store e Google Play Store e diventa un importante strumento per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19.Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno compilare un questionario integrato all'interno dell’app che renderà possibile raccogliere dati, in forma anonimizzata, e mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo - (VIDEO)


Un’app e un questionario, per monitorare e quantificare con precisione lo sviluppo del Covid-19 sul territorio e creare una mappa del rischio di contagio. Li offre ai cittadini Regione Lombardia, come primo tassello del progetto CERCACOVID sviluppato - attraverso la digital company ARIA S.p.A - in collaborazione con medici e ricercatori dell’Ospedale San Matteo e dell’Università degli Studi di Pavia. L’obiettivo è quello di raccogliere una grande quantità di dati, in forma anonimizzata, per mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo. Sarà così possibile fare scelte sempre più mirate nella gestione dell’emergenza sanitaria (es. individuare prima l’emergere di eventuali nuovi focolai) e sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro.

Come funziona

Il punto di partenza della prima fase del progetto è nell’app già esistente della Protezione Civile lombarda “allertaLOM”, progettata per inviare notifiche agli utenti sulle allerte emesse dalla Protezione Civile in Regione Lombardia e da marzo legata da Regione anche all’emergenza Covid-19.

Già utilizzata da 50 mila utenti, l’app è stata ora implementata con una sezione Coronavirus e un questionario, predisposto come una sorta di ‘triage’ a distanza.

Le informazioni raccolte contribuiranno ad alimentare una “mappa del rischio contagio” continuamente aggiornata, che – anche grazie all’incrocio con altre banche dati – permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali sul contagio.

Scarica qui l’app “allertaLOM”per Android per iOS, e compila il questionario.

Chi già ha installato l’app AllertaLOM è invitato a scaricare l’aggiornamento, per poter usufruire delle nuove funzionalità.

Il questionario - anonimo - può essere aggiornato ogni giorno (non più di una volta al giorno). 

A chi si rivolge

Per raggiungere lo scopo, è importante che l’app venga scaricata e il questionario compilato dal più ampio numero possibile di cittadini.  Il questionario infatti non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabile al Covid-19, ma a tutti i cittadini.  

L’obiettivo ultimo è incrociare l’analisi dei dati raccolti con altri dati a disposizione di Regione Lombardia, e partendo delle evidenze cliniche fornite dalle strutture sanitarie e dai presidi sul territorio Regionale calcolare il grado di rischio di contagio, rafforzando così le tutele per tutti i cittadini, sintomatici e asintomatici.

Si punta infatti a fornire all’Unità Regionale di gestione della crisi elementi utili a localizzare le zone con maggior probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio in zone considerate meno a rischio.

Tra le domande, ci sono quelle di contesto generale - domicilio attuale, necessità di spostamenti per lavoro, contatti recenti con persone poi risultate positive al contagio o frequentazione di luoghi poi chiusi per Covid-19 - e altre legate alla segnalazione di possibili sintomi legati al Coronavirus.

In questa prima fase, le domande sullo stato di salute sono solo a fini statistici: “CERCACOVID” non è un’app di Telemedicina – non fornisce indicazioni di cura o intervento -, non sostituisce il medico di base a cui vanno riferiti tutti i sintomi al loro apparire e non fa monitoraggio dei pazienti.

Si tratta insomma di uno strumento tecnologico in più, per conoscere le dinamiche di diffusione capillare del virus, che si integra e non si sostituisce al sistema sanitario.

Il progetto potrà essere sviluppato ulteriormente - per accompagnare anche la fase post-emergenza in cui la tecnologia svolgerà un ruolo indispensabile nel tracciare e contenere eventuali nuovi focolai -  grazie al contributo dei soggetti dell’ecosistema della ricerca che parteciperanno al nuovo Bando di Regione Lombardia per progetti di contrasto al Covid19.

La privacy

L’app è conforme al GDPR ed è rilasciata da Regione, titolare della gestione della crisi a livello sanitario in Lombardia. Non prevede alcun meccanismo di localizzazione continua dei partecipanti.

CERCACOVID permette a ogni utente di aderire in modo volontario (dopo aver letto il regolamento e accettato la relativa informativa privacy) a un percorso di monitoraggio attivo, dal quale può recedere in ogni momento.

 

Coronavirus, ecco TraceTogether, l'app "anticontagio" di Singapore: come funziona (VIDEO)

Si chiama TraceTogether ed è l'app che Singapore schiera per contenere la diffusione del coronavirus. "Se siete stati in contatto con un caso di Covid-19, a prescindere se conosciate la persona, TraceTogher permette di chiamarvi rapidamente. Essere contattati in tempi brevi permette di proteggere le persone che vi circondano, riducendo la diffusione del Covid-19", si legge sul sito allestito dal governo per favorire l'utilizzo dell'app. Il video esplicativo indica i passi da compiere: scaricare l'app e attivare il Bluetooth sul proprio smartphone. "Tutto qui", secondo le istruzioni. Come funziona l'app? "TraceTogether usa il Bluetooth per determinare quando uno smartphone è vicino ad un altro apparecchio sul quale sia stata installata l'applicazione. I due telefoni si scambiano ID anonimi, i dati vengono criptati e conservati esclusivamente sul vostro smartphone". Se un utente risulta positivo al Covid-19, a lui o a lei verrà chiesto di fornire i dati" registrati dall'app. Si tratta di "una lista di ID anonimi a cui il telefono" del soggetto contagiato "si è avvicinato. Tutto qui: nessuna geolocalizzazione, né vengono raccolti dati personali". "Gli ID anonimi aiuteranno i 'tracers' a rintracciare velocemente le persone ad alto rischio contagio, a fornire cure e a prevenire il rischio di diffusione del virus". Il tutto è scaricabile sia per sistemi Android (Google Play Store) che per iOS (Apple)

 

WhatsApp, non vuoi che leggano le tue chat? Ecco come si potrà nasconderle da occhi indiscreti (o gelosi....)

Colpevole o innocente che tu sia, che abbia qualche "scheletro nel telefono" o sia soltanto un tipo che tiene alla privacy e alla sicurezza, l'applicazione di messaggistica più famosa al mondo sta per venirti in aiuto. A breve infatti ci sarà un aggiornamento che integrerà la nuova funzione con la quale l'accesso all'app  sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o riconoscimento facciale. Scopri tutto


WhatsApp sta per introdurre una nuova funzione per mettere le vostre chat a riparo dagli occhi indiscreti: non stiamo parlando della possibilità di proteggere le conversazioni private con una semplice password, cosa possibile scaricando applicazioni come Norton App Lock (Android) o iAppLock (iOS), bensì di una vera e propria impronta digitale per nascondere chat e limitare l’accesso all'applicazione. In questo modo sarà più facile difendersi da chi tenta di spiare le conversazioni WhatsApp.

Secondo delle affidabili indiscrezioni riportate da WABetaInfo, infatti, a breve ci sarà un aggiornamento di WhatsApp che integrerà la nuova funzione con la quale l’accesso all'applicazione sarà (se impostato dall'utente) tramite impronta digitale o tramite riconoscimento facciale.

Come spesso accade, però, i primi a poter beneficiare di questa novità saranno gli utenti iOS visto che l’aggiornamento inizialmente riguarderà i soli iPhone, con i sensori Touch ID e Face ID a proteggere le vostre chat da visite inappropriate. Per evitare malfunzionamenti, WhatsApp ha anche pensato a cosa fare qualora l’iPhone non riconosca viso e impronta: il alternativa, infatti, l’utente potrà utilizzare il codice del telefono così da sbloccare l’applicazione.

Non è chiaro se la limitazione all'accesso sarà estesa in automatico a tutta l’applicazione o anche alle singole conversazioni, offrendo molteplici opzioni di personalizzazione per nascondere o bloccare a utenti esterni le nostre conversazioni.

Tuttavia, non è chiaro se il blocco sarà per l’intera applicazione oppure se per le singole conversazioni: in quest’ultimo caso, infatti, sarebbe l’utente a decidere se e quali chat proteggere con il controllo facciale o dell’impronta digitale. Lo scopriremo tra qualche settimana quando - una volta conclusa la fase di test - la nuova funzione di WhatsApp arriverà su tutti i melafonini.

 

(Fonte: Adnkronos)

Android, occhio a queste 3 app: ti rovinano il telefono, cancellale! Parola di esperto

L'articolo di un sito specializzato mette in guardia sugli effetti negativi su performance e batteria di notissime applicazioni del sistema più completo per smartphone e tablet. Scopriamo quali


Risultati immagini per android

Esistono app Android straordinariamente utili tra gli strumenti e le opzioni per personalizzare l’esperienza utente. Le prime 5 del 2019 sono inedite, utili ed interessanti ma ce ne sono alcune già famose che rischiano di fare parecchi danni. In particolare sono 3, tutte precedute dalla loro avidità in termini di consumo per risorse e batteria. Tutto rallenta a vista d’occhio se sono installate. Esaminiamole e vediamo le alternative migliori.

L’ecosistema Android è il più completo in assoluto. Consente di gestire smartphone, tablet, domotica e perfino automobili al semplice click di un dito sul display. Lo facciamo con le applicazioni. Tra le migliaia di proposte presenti sullo store ce ne sono alcune per cui si dovrebbero valutare gli effetti negativi su performance e batteria.

La prima di cui vi vogliamo parlare è Facebook. Esatto, lo storico social network che tutti noi usiamo per curiosare nei profili altrui (non negatelo). La sete di sapere costa caro. Banda dati, batteria e CPU/GPU vengono torchiati da un sistema sempre in linea. Anche quando non la usiamo l’app resta in ascolto in sottofondo. Proprio per questo siamo in grado di ottenere le notifiche in tempo reale. La RAM viene saturata dal processo. Per evitare che consumi tutte le risorse è meglio optare per la meno esigente versione Lite (appena 2MB) o meglio ancora per una shortcut rapida in Homepage. Lo possiamo fare con qualsiasi smartphone collegandoci alla pagina del nostro profilo e scegliendo “Crea collegamento in Home” dal menu Impostazioni di un qualsiasi web browser.

Snapchat funziona allo stesso modo e per questo è famosa per richiedere ingenti quantità di risorse dal nostro telefono. Se la disinstalliamo ci accorgiamo subito di un netto miglioramento di velocità e durata della batteria. Funziona in background ed è tra le app più avide in assoluto.

E veniamo alle dolenti note. Clean Master, eletta da molti come l’app spazzino Android per antonomasia. Promette di liberare RAM e memoria interna da file e processi inutili. Nonostante le promesse si scopre che è essa stessa a generare conflitti tra le app mandando in confusione il telefono. Problematica e inutile. Usiamo invece le suite già predisposte dal costruttore. Samsung, ad esempio, offre l’utility di pulizia 360 Security.Usate quella predisposta per il vostro smartphone.

 

(Fonte: tecnoandroid.it. Articolo di Domenico Pitasi)

Whatsapp col nuovo anno non girerà più su alcuni smartphone. Scopri se nel 2019 il tuo telefono sarà ancora compatibile con l'app messaggistica acquisita da Facebook

Come già accaduto un anno fa, con l'arrivo del nuovo anno alcuni telefoni cellulari non saranno più compatibili con Whatsapp. Da quando Facebook ha acquisito l'app di messaggistica gli aggiornamenti sono praticamente settimanali e in alcuni casi - si legge su 20minutos - possono riguardare la compatibilità con i sistemi operativi meno recenti. Niente più WhatsApp quindi per i dispositivi Android con versione 2.3.7 o precedente e per gli iPhone con sistema operativo iOS7 o precedenti. L'applicazione di messaggistica non funzionerà più neanche sul Nokia S40, su Windows Phone 8.0 e dispositivi che utilizzano il sistema operativo BlackBerry OS e BlackBerry 10. Se non si è al corrente della versione di sistema operativo presente sul proprio telefono, basta controllare per quanto riguarda Android su Impostazioni, Sistema, Informazioni su. Per quanto riguarda iOS invece occorre selezionare Impostazioni, Generali , Aggiornamento Software. Se la versione presente sul vostro cellulare è tra quelle elencate prima, potete provare ad aggiornarla, anche se è molto probabile che non sia possibile farlo.

(Fonte: Adnkronos)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS