Il taglio accise benzina e gasolio è una di quelle mosse che arrivano quando il serbatoio comincia a pesare davvero sulle tasche di tutti, e stavolta il governo non ha girato intorno al problema.
Da oggi entra in vigore il decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, un taglio netto di 25 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Non quei quattro spiccioli che avevamo sentito circolare nei giorni scorsi, ma finalmente un intervento serio, per ora venti giorni esatti, proprio per dare un respiro, mentre si capisce come evolverà la crisi in Medio Oriente.
Il taglio accise benzina e gasolio arriva dopo settimane di tensione pura. Da quando sono iniziati gli attacchi e il blocco parziale dello Stretto di Hormuz, i prezzi alla pompa hanno preso il volo, la benzina self service ha toccato i 1,867 euro al litro, il gasolio è schizzato oltre i 2,10 euro in molti tratti autostradali. Chi fa il pieno da 50 litri si è ritrovato a spendere 12-13 euro in più rispetto a fine febbraio. E non è solo una questione di numeri, per le famiglie che per lavoro macinano chilometri o per portare i figli a scuola, per gli autotrasportatori che rischiano di trasferire tutto sui prezzi dei beni, per i pescatori che vedono lievitare i costi del mare, questo rincaro rischiava di diventare un macigno.
Matteo Salvini, uscendo dal Cdm, non ha usato mezzi termini, “Non stiamo parlando di 3 o 4 centesimi, ma di 20-25 al litro. Domani il diesel deve scendere sotto i due euro e la benzina verso l’1,90”. Giorgia Meloni, nel suo punto al Tg1, ha sottolineato l’obiettivo chiaro, combattere la speculazione e restituire ai cittadini un po’ di potere d’acquisto. Il decreto non si ferma al taglio delle accise. Arriva anche un credito d’imposta del 26% per gli autotrasportatori (solo veicoli Euro 5 o superiori) e del 20% per i pescatori, più un meccanismo anti-speculazione blindato per due mesi. Il Garante dei prezzi segnalerà anomalie e la Guardia di Finanza controllerà tutta la filiera, dal greggio alla pompa. In più, la Social Card 2026 viene potenziata con altri 130 milioni, per aiutare chi è più esposto all’inflazione energetica.
Certo, qualcuno ricorderà il taglio del governo Draghi nel 2022, quello da un miliardo al mese che alla fine aveva aiutato più i redditi alti. Stavolta l’esecutivo ha scelto una strada mirata ma universale, lo sconto vale per tutti, senza distinguere Isee, proprio per evitare polemiche e per far sentire l’effetto subito, già dalle prossime ore. I distributori dovranno adeguarsi in fretta. E chi guida, come me che ogni mattina porto i figli prima scuola, poi via al lavoro e a fine giornata altri Km per gli sport, tira un sospiro di sollievo. Magari non risolve tutto, ma almeno per tre settimane il pieno pesa un po’ meno.
Il petrolio intanto balla intorno ai 95 dollari al barile dopo l’attacco all’impianto di Asaluyeh in Iran. L’Europa guarda, e domani c’è il Consiglio Europeo, Meloni ha già scritto insieme ad altri dieci leader per chiedere una revisione dell’ETS sulle quote di emissione. Ma per ora, qui in Italia, la risposta è questa, un taglio accise benzina e gasolio concreto, da applicare da mezzanotte, per dire che di fronte alla guerra e ai rincari non si sta a guardare. Vedremo se basterà o se servirà prorogare. Per il momento, però, è già qualcosa di tangibile. E in un paese dove il pieno è diventato un bollettino di guerra, ogni centesimo in meno fa la differenza.

Altre notizie
Posto fisso, a Milano non basta: stipendi e affitti degli insegnanti
Affitti universitari 2026: i prezzi città per città in Italia
Motociclismo. Il Mondiale Superbike Cremona Circuit