updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Ibra da Sanremo le canta ancora a LeBron: "La politica divide il mondo, gli atleti facciano gli atleti" (VIDEO)

"Noi atleti uniamo il mondo, la politica divide il mondo”. Zlatan Ibrahimovic, ospite fisso del Festival di Sanremo al via stasera, in conferenza stampa torna sul botta e risposta polemico che lo ha visto protagonista con LeBron James, campione Nba dei L.A. Lakers al quale aveva chiesto di interrompere il suo attivismo. “Gli atleti devono fare gli atleti, i politici devono fare politici - spiega -. Nel mio sport ci sono atleti da tutto il mondo e tutti sono benvenuti. Non siamo bravi in altre cose: questo voleva essere il mio messaggio. Nessuno puntava a razzismo"


Zlatan Ibrahimovic, intervenuto oggi in conferenza stampa a poche ore dalla prima serata del Festival di Sanremo, ha commentato così la polemica con LeBron James: "Il razzismo e la politica sono due cose diverse. Noi atleti uniamo il mondo, la politica divide il mondo. Tutti sono benvenuti, non c'entra niente da dove arrivi, noi facciamo quello che facciamo per riunire, le altre cose non le facciamo perché non siamo bravi, se no facevo politica. Questo è il mio messaggio. Gli atleti devono fare gli atleti, i politici devono fare i politici. Le polemiche? Non penso tanto, quelli che mi conoscono sanno che sono un professionista e non devo dire che arrivo primo o ultimo. Mi devono vedere come un esempio. Quando faccio il mio calcio sono molto concentrato su questa cosa, il mio obiettivo col Milan è quello di aiutare. Voglio dare tanto all'Italia per quello che mi ha dato, per tanti anni, e non solo nel calcio. Mi è arrivata l'opportunità di fare il Festival di Sanremo e mi hanno detto che è la cosa più grande che c'è in Italia, e allora lo facciamo". 

Casa Zaniolo, il reality show di cui non si sentiva il bisogno. Ora Nicolò lascia i social, Madalina Ghenea nega la relazione. E la mamma è (quasi) sempre la mamma

Fuori da ogni moralismo, le vicende sentimentali e familiari, per nulla private, del giovane talento della Roma, non sono un bello spettacolo. I suoi tifosi e l'Italia del calcio aspettano il suo recupero agonistico e farebbero volentieri a meno di un teatrino dai risvolti tristi che vede come coprotagonista anche la madre del campioncino


Zaniolo, la mamma: "La storia con Madalina Ghenea? Non siamo d'accordo"

La burrascosa fine della relazione tra Nicolò Zaniolo e Sara Scaperrotta si arricchisce di nuovi particolari. Una zia della ragazza ha infatti rivelato che lei era già rimasta incinta circa 7 mesi fa e che d'accordo col calciatore giallorosso aveva deciso di abortire. Dopo la nuova gravidanza, sempre secondo la famiglia di Sara, la giovane sarebbe stata "cacciata di casa nel giro di 24 ore". Una circostanza seccamente smentita da Francesca Costa, madre di Zaniolo: "È lei che se n'è andata, è venuta a prendere le sue cose e ha bloccato Nicolò". Nel frattempo, tramite una nota dello studio legale che la rappresenta, ha parlato anche Madalina Ghenea, presunta nuova fiamma del calciatore, che ha negato di avere con lui una relazione sentimentale: "L'ho incontrato una sola volta". Intanto il giallorosso annuncia: "Lascio i social, minano la mia tranquilltà".

Tutto parte da una confessione fatta da Sonia, zia di Sara, a Giornalettismo: "La prima volta non erano pronti, ma quel gesto li ha uniti ancora di più - ha raccontato - Poi la nuova gravidanza, lui vuole aspettare a dirlo alla famiglia e prende tempo. Appena i genitori lo scoprono corrono a Roma ed è il caos. Lei viene cacciata di casa in 24 ore e loro la abbandonano".

La ricostruzione è stata subito contestata dalla mamma del jolly della Roma ai microfoni di Radio Radio: "Noi volevamo mantenere il silenzio, le dichiarazioni di questa fantomatica zia le avremmo volute trattare per vie legali - ha detto Francesca Costa - Sara è sempre stata trattata da noi come una di famiglia, ma non appena abbiamo saputo che aspettava un figlio lui ci ha chiamato disperato. Non era più innamorato. Quando siamo arrivati da La Spezia mi sono anche offerta di accompagnarla dal ginecologo, ma lei se ne è andata e non ne ho più saputo nulla. Non è stata cacciata di casa, anzi ho saputo che ha bloccato Nicolò. Mio marito parlava con il padre di Sara. È vero che ha già abortito 7 mesi fa, mi aveva detto che non erano ancora maturi per prendere una strada di questo tipo. Anche perché mio figlio ha un caratterino non facile da gestire. Ora si prenderà le sue responsabilità, ma non è vero che noi abbiamo cambiato casa per scappare da Sara, lo abbiamo fatto più che altro per scaramanzia, perché in quella vecchia si è infortunato due volte".

 Zaniolo, la mamma: «Vuole l'Europeo ma sa che la cosa sarà lunga. Ha  sentito il crac mentre correva»

LA VERITÀ DI MADALINA: "NESSUNA RELAZIONE CON ZANIOLO"
Mentre andava in scena il botta e risposta tra le famiglie dei due ex fidanzati, Madalina Ghenea diffondeva un comunicato tramite lo studio legale Bernardini de Pace, smentendo una relazione col calciatore e affermando di averlo incontrato solamente una volta: "Non sono fidanzata da tanti mesi - si legge nel post sui social che accompagna la nota - Sono una donna indipendente e fiera di esserlo. [...] Mi fa sorridere pensare che le donne debbano sempre essere viste come 'in cerca di marito', come se non abbiano valore già da sole... E il mondo sta ad analizzare, in maniera morbosa, ogni loro comportamento sempre in questa direzione. [...] A Natale e Capodanno sono stata con le persone più care che io ho al mondo: mia madre e mia figlia. Un incontro grazie a degli amici in comune, chiacchiere, battute divertenti e risate insieme sui social (in riferimento a uno scambio di battute con Zaniolo su Instagram, ndr) in trasparenza e alla luce del sole, non esprimono un fidanzamento e non nascondono altro. Non trovate?".

ZANIOLO: "LASCIO I SOCIAL NETWORK"
"Visto che la mia vita è sul campo e non sui social o nel gossip, ho deciso di lasciar perdere questo lato superficiale che capisco non mi possa appartenere". Dopo giorni di gossip e polemichem, Nicolò Zaniolo annuncia la sua intenzione di abbandonare i social, e lo fa con un post sul profilo Instagram della madre. "Tutto questo sta minando la mia tranquillità, il mio recupero e la mia passione. Scollego il mio account e vi abbraccio".

 

(Fonte: SportMediaset)

Calcio, il Maradona degli arbitri è Pierluigi Collina. Lo dicono i francesi: "Ha scritto la storia, il migliore di tutti i tempi"

L'arbitro italiano Pierluigi Collina è stato nominato il miglior arbitro della storia del calcio. France Football ha diramato la classifica dei migliori 10 fischietti della storia e al primo posto è stato eletto il nostro Collina. Un riconoscimento davvero importantissimo per il direttore di gara bolognese. Dopo aver diramato il Dream Team nel quale compare un solo italiano, Paolo Maldini, ecco questa particolare classifica riservata ai direttori di gara


Pierluigi Collina: Hào quang bao trùm sân cỏ | ELLE Man Việt Nam

France Football ha eletto Pierluigi Collina miglior arbitro della storia del calcio. Nella classifica stilata dal prestigioso settimanale francese il fischietto bolognese ha preceduto l'inglese Ken Aston e il francese Michel Vautrot. "È un'altra bella notizia per il nostro calcio e per la classe arbitrale italiana", ha commentato in una nota il presidente della Figc, Gabriele Gravina. "Uno dei suoi meriti maggiori è l'aver contribuito, sia in campo che fuori, all'evoluzione del ruolo del direttore di gara. La sua straordinaria carriera parla da sola e un riconoscimento cosi' autorevole gli rende il giusto merito", conclude. 

LA MOTIVAZIONE

 

L’ex fischietto italiano, che oggi presiede la Commissione Arbitri della Fifa, è stato premiato con la seguente motivazione: "Quando si parla di arbitri, il primo nome che viene in mente è il suo. Dal debutto nel 1977 al suo addio nel 2005, Collina ha scritto la storia del calcio". Effettivamente, oltre alle 467 partite dirette da Collina in carriera e il premio di miglior arbitro al mondo per l'IFFHS tra 1998 e 2005, il fischietto bolognese classe '60 è anche entrato nel 2011 nella Hall of Fame del calcio italiano.

LA CLASSIFICA 

1° Pierluigi Collina, 2° Ken Aston, 3° Michel Vautrot, 4° Markus Merk, 5° Charles Corver, 6° Mike Dean, 7° Ian Foote, 8° Ali Bennaceur, 9° Stephanie Frappart, 10° Howard Webb.

Sorteggi Champions League, la Juve si frega le mani, incubi per Lazio e Atalanta. In EL urne tranquillizzanti per le italiane: Milan a Belgrado tra vecchi ricordi e il "cugino" Stankovic

Champions League, ecco gli ottavi di finale: Porto-Juve, Atalanta-Real e Lazio-Bayern. Sedicesimi di Europa League: Stella Rossa-Milan, Braga-Roma e Granada-Napoli. Tra le altre super sfide Barcellona-Psg e Atletico Madrid-Chelsea


L'urna di Nyon ha stabilito gli accoppiamenti degli ottavi di Champions. Una "pesca" fortunata per le italiane? Insomma... Alla Lazio di Inzaghi tocca forse l'avversaria più difficile: il Bayern Monaco. L'Atalanta se la vedrà col Real Madrid che nel girone ha sconfitto due volte l'Inter. Mentre la Juve pesca la squadra, sulla carta, più abbordabile: il Porto.

Ecco gli accoppiamenti delle italiane. Tra le altre super sfide Barcellona-Psg e Atletico Madrid-Chelsea

JUVE

I bianconeri di Pirlo, grazie al primo posto strappato nell'ultima partita del girone al Barcellona, hanno evitato gli abbinamenti più insidiosi come Bayern, City, Liverpool, Chelsea, Psg, Real e Dortmund. E col Porto il bilancio è favorevole. La Juve nei precedenti non ha mai perso con la squadra lusitana. Anzi. Nel 1983-84 battendo il Porto in finale ha pure conquistato una Coppa delle Coppe. In tempi più recenti, nei gironi del 2001-02 (una vittoria e un pari), e negli ottavi del 2016-17, doppia vittoria.

ATALANTA

La squadra di Gasperini era in seconda fascia. E dovrà vedersela contro il Real Madrid. I due club non si sono mai affrontati. I bergamaschi vantano solo due precedenti (fortunati) contro squadre spagnole in Europa: 4-1 e 4-3 nella scorsa edizione di Champions contro il Valencia.

LAZIO

Come la squadra di Gasperini, anche la Lazio era in seconda fascia. E ha pescato l'avversaria più dura e temibile, il Bayern Monaco campione d'Europa in carica. I biancocelesti, nella loro storia, non hanno mai giocato contro i bavaresi.

DATE E PROSSIMO SORTEGGIO

Le squadre teste di serie (cioè le prime dei gironi) hanno il vantaggio di giocare la partita di ritorno in casa. Le partite di andata degli ottavi sono in programma il 16/17/23/24 febbraio, con le gare di ritorno il 9/10/16/17 marzo. Il fischio d'inizio è alle 21. Il sorteggio per quarti, semifinali e finale si svolgerà il 19 marzo.



Sedicesimi Europa League: Stella Rossa-Milan, Braga-Roma e Granada-Napoli

Le tre squadre italiane, che hanno vinto il rispettivo girone ed erano tra le teste di serie, possono sorridere

Dopo il sorteggio degli ottavi di Champions League è stato il turno di quello dei sedicesimi di Europa LeagueMilan, Napoli e Roma, che erano tra le teste di serie per aver passato il proprio girone da prime in classifiche, possono sorridere perché hanno evitato le squadre sulla carta più temibili come Benfica, Salisburgo e Real Sociedad. La squadra di Pioli se la vedrà, in una sfida carica di tradizione, con la Stella Rossa, mentre quella di Fonseca sfiderà i portoghesi del Braga. Sorride un pochino meno Gattuso, nell'urna di Nyon il Napoli ha pescato gli spagnoli del Granada

I SEDICESIMI
Giovedì 18 febbraio, ore 18.55/Giovedì 25 febbraio ore 21
Wolfsberger-Tottenham
Dinamo Kiev-Club Brugge
Real Sociedad-Manchester United
Stella Rossa-MILAN
Slavia Praga-Leicester
Braga-ROMA
Krasnodar-Dinamo Zagabria
Young Boys-Leverkusen
Olympiacos-Psv Eindhoven

Giovedì 18 febbraio ore 21/Giovedì 25 febbraio, ore 18.55
Anversa-Rangers
Salisburgo-Villarreal
Benfica-Arsenal
Molde-Hoffenheim
Granada-NAPOLI
Lille-Ajax
Maccabi Tel Aviv-Shakthar Donetsk

 

Dai sedicesimi in poi, come ricordato dal segretario generale della Uefa Giorgio Marchetti, nella competizione verrà introdotto l'utilizzo del VAR

 

(Fonti. gazzetta.it e sportmediaset.mediaset.it)

 

Huawei ha sviluppato un software per scoprire gli uiguri (minoranza islamica) con il riconoscimento facciale. Il francese Griezmann interrompe il suo rapporto col colosso cinese della telefonia

Il calciatore francese del Barcellona Antoine Griezmann ha annunciato di "sospendere immediatamente la sua partnership" con Huawei, denunciando i "forti sospetti" sulla partecipazione del colosso cinese delle telecomunicazioni alla sorveglianza della minoranza musulmana uigura. "A seguito di forti sospetti che l'azienda Huawei abbia contribuito allo sviluppo di un software per il riconoscimento facciale, annuncio che metto immediatamente fine alla partnership che mi lega a questa azienda", ha scritto l'attaccante del Barcellona, che aveva un contratto come ambasciatore del marchio dal 2017


Photo : le smartphone Huawei P10 fait-il honneur à Leica ?

Huawei ha sviluppato un riconoscimento facciale per scoprire gli uiguri

huawei riconoscimento facciale scoprire uiguri

Manda un segnale di allarme alle autorità quando rivela i tratti di un membro dell'etnia a maggioranza musulmana

Il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei ha testato un proprio software per il riconoscimento facciale che può mandare un segnale di allarme alle autorità quando il sistema rivela i tratti del volto di un membro dell'etnia uigura, originaria della regione autonoma cinese dello Xinjiang.

Lo rivela un documento interno firmato da rappresentanti di Huawei, ora rimosso dal sito web del gruppo, scoperto dalla società di ricerca specializzata Ipvm e condiviso con il Washington Post: il gigante delle telecomunicazioni di Shenzhen ha lavorato con il gruppo Megvii nel 2018 per testare un sistema di riconoscimento facciale nella folla e valutare età, sesso ed etnia di ogni persona. 

Lo Xinjiang è oggetto delle preoccupazioni internazionali per il ricorso alla sorveglianza di massa e per le detenzioni arbitrarie di circa un milione di uiguri, secondo rapporti ritenuti credibili delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti hanno inserito in black list diversi gruppi ritenuti coinvolti nello sviluppo di tecnologie di videosorveglianza, tra cui la stessa Megvii, e hanno inasprito le restrizioni alle esportazioni dei gruppi Usa verso Huawei e altre 38 affiliate, su preoccupazioni di sicurezza nazionale.

In base al documento consultato dal giornale Usa, Huawei ha contribuito allo sviluppo di questo sistema di "allarme uiguro", fornendo server, macchine fotografiche, infrastrutture di cloud computing e altre tecnologie. "Questo non è un gruppo isolato. È sistematico", ha commentato John Honovich, fondatore di Ipvm. Entrambi i gruppi hanno confermato l'esistenza del nuovo sistema: Huawei ha aggiunto che il prodotto è solo in in fase di test e ha negato di avere fornito algoritmi o applicazioni, mentre Megvii ha dichiarato che i propri sistemi non sono progettati per prendere di mira una minoranza etnica particolare.

Lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale da parte della Cina è da tempo sotto osservazione da parte delle organizzazioni non governative e dei difensori dei diritti umani per il rischio di un forte aumento del controllo sociale, soprattutto ai danni delle etnie minoritarie, a cominciare dagli uiguri, mentre per Pechino questi sistemi dimostrano il livello di avanzamento tecnologico del Paese. Il riconoscimento facciale "specializzato" nell'identificazione delle singole etnie risale almeno al 2018, quando uno studio compiuto dai ricercatori di intelligenza artificiale cinese citava un algoritmo con il quale era possibile distinguere i tratti facciali di uiguri, tibetani e coreani.

La Cina non è l'unico Paese che sviluppa questo tipo di tecnologie: anche gli Stati Uniti le hanno impiegate per lo sviluppo di alcune tecniche investigative, e dopo molte critiche, alcune città hanno deciso di vietarle. Il riconoscimento facciale potrebbe, però, trovare nuovi acquirenti tra i regimi autoritari, interessati ai prodotti dei gruppi cinesi per le tecnologie di ultima generazione da utilizzare per rafforzare il controllo sociale. 

 

 

 

Il calcio, il razzismo, il vocabolario romeno e l'ombra di Erdogan. In Europa ne succedono di tutti i colori

Il quarto uomo accusato di razzismo, gli arbitri romeni ricusati, la partita sospesa e rinviata, l'intervento del presidente turco. Cosa c'è dietro e attorno alla bufera del Parco dei Principi: perché c'è di che riflettere, più che sulle isterie del calcio, sulla politica internazionale e su chi conta davvero in Europa. E poi "Black lives matter": attenzione alle traduzioni


Una serata di follia in Champions League. A Parigi si giocava l'ultima partita del girone tra il Psg e i turchi dell'Istanbul Baseksehir. Si è smesso di giocare in seguito delle pesanti accuse di razzismo nei confronti del quarto uomo del team arbitrale romeno all'ex calciatore camerunense Pierre Webo, uno degli assistenti dell'allenatore della squadra turca. Sebastian Coltescu, infatti, parlando con l'arbitro Hategan avrebbe infatti utilizzato il termine "negru", che significa nero nella sua lingua madre. Gli animi si sono surriscaldati con ospiti e padroni di casa concordi nel rimproverare al quarto uomo una terminologia offensiva e scorretta quindi nell'abbandonare il campo. Ma cosa ha detto davvero Coltescu e perché? Un membro dello staff dei turchi si agita, protesta vivacemente per questioni di arbitraggio, a quel punto per indicare al direttore di gara la persona per cui prendere provvedimenti disciplinari, gli descrive così Webo:"Quello nero laggiù, vai a controllare chi è. Quello nero laggiù, non è possibile faccia così". Queste parole hanno fatto scattare tutta la panchina dell'Istanbul Baseksehir con Demba Ba, ex attaccante del Chelsea, in prima linea. A loro si sono aggiunti altri giocatori, anche avversari come Neymar e Mbappé fino alla decisione estrema congiunta. 

L'Uefa ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, mentre la partita riprenderà oggi alle 18.55, a partire dal minuto 14 con nuovi arbitri; fischierà l'olandese Danny Makkelie, coadiuvato dal connazionale Mario Diks come assistente, con il polacco Macrin Boniek sull'altro fianco e un altro polacco, Bartosz Frankowski, come quarto ufficiale. Gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani restano come assistenti in sala Var.

E che ne sarà di Sebastian Coltescu, arbitro con lunga esperienza inciampato nel vocabolario patrio? Facile ipotizzare che la sua carriera internazionale sia finita qui. Lui non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma ad amici e parenti avrebbe detto amareggiato: "Chi mi conosce sa che non sono razzista". Non gli basterà, con l'aria che tira.

Intanto emergono dettagli inquietanti che travalicano (come se ce ne fosse ulteriore bisogno) l'ambito sportivo. Il Basaksehir è considerato il club molto vicino al partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ieri è subito intervenuto per condannare l’episodio avvenuto a Parigi chiedendo all’Uefa di provvedere a punire con durezza e tempestività. Ma da parte del controverso capo di Stato sarebbero anche arrivate pressioni sugli stessi giocatori della formazione di Istanbul perché lasciassero il campo. A titolo di coincidenza, solo pochi giorni fa Erdogan aveva nuovamente attaccato e insultato il presidente francese Emmanuel Macron mentre oggi ha detto che eventuali sanzioni da parte dell'Europa "non ci preoccupano più di tanto. L'Ue non è mai stata onesta". 

Pelè scrive a Maradona: "Sei stato un genio che ha incantato il mondo, ma soprattutto un grande amico"

A una settimana dalla scomparsa del "Pibe de oro", l'altro immenso re del secolo calcistico, sempre messo a confronto con Diego, dedica un toccante messaggio sui social a quello che un suo rivale è stato solo per quelli che amavano discutere su chi fosse il più grande di tutti i tempi


Maradona è meglio e Pelè"? Di sicuro sono stati due grandi del calcio |  Torresette

"Sono già passati sette giorni da quando sei partito. Molta gente amava paragonarci, è stato così per una vita. Tu sei stato un genio che ha incantato il mondo, un mago con il pallone tra i piedi. Una vera leggenda. Ma prima di tutto, per me, tu sarai sempre un grande amico, con un cuore ancora più grande". A una settimana dalla scomparsa di Maradona, Pelé, l'altro 'calciatore del secolo', affida a ai social una sua riflessione sull'argentino del quale, in realtà, è stato rivale solo a parole ma mai davvero.

"Oggi il mondo sarebbe molto migliore - continua Pelé - se potessimo fare meno paragoni gli uni con gli altri e invece passassimo più tempo ad ammirarci di più, gli uni con gli altri. Per questo voglio dirti che tu sei incomparabile. La tua traiettoria e' sempre stata caratterizzata dall'onestà. Hai sempre dichiarato ai quattro venti ciò che amavi e ciò che detestavi. E questo tuo modo particolare insegna che dobbiamo amare e dire 'ti amò molte più volte. La sua dipartita così rapida non mi ha lasciato dire, allora lo scrivo: io ti amo, Diego".
"Mio grande amico, grazie - dice ancora Pelé, che posta anche varie sue foto assieme a Maradona - per le nostre giornate. Un giorno, lassù in cielo, giocheremo nella stessa squadra. E sarà la prima volta che daro' un pugno all'aria non per commemorare un gol ma per poterti dare ancora un abbraccio". 

Lega Pro, follia a Foggia: incendiata la porta di casa di un calciatore. In casa lui, la moglie e i due bambini. Ipotesi una forma estrema di pressione per la cessione della società

Nella notte qualcuno ha appiccato il fuoco alla porta dell'abitazione del giocatore (già capitano) del Foggia Federico Gentile, mentre lui si trovava in casa con la moglie e i due figli piccoli. A rendere pubblico l'accaduto è stato il sindaco Franco Landella: "Rischiata la tragedia". Cosa c'è dietro


Foggia, shock Gentile: incendiata la porta di casa - La Gazzetta dello Sport

Inaudita aggressione a Foggia. L'ex capitano del club Federico Gentile, 35 anni, si trovava in casa con la moglie e i due figli, quando ha visto del fumo provenire dall'ingresso. Alcune persone hanno incendiato la porta della sua abitazione. Tutto in piena notte.

Roberto Felleca, presidente del Foggia, ha condannato il gesto attraverso un comunicato: "Federico era sul divano con le figlie e ha visto il fumo entrare in casa. Poteva succedere una tragedia, fortunatamente sono intervenuti i vicini con dei secchi d’acqua e hanno spento le fiamme".

SINDACO

Anche il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha condannato l'accaduto con parole dure: "Abbiamo a che fare con balordi- Non possiamo restare inermi davanti a un episodio così terribile e violento". E ancora: "Non è giusto che una sparuta minoranza criminale e violenta debba rovinare l'armonia di un'intera comunità: non possiamo stupirci se il nostro amato territorio finisca in fondo alle classifiche sulla qualità della vita. Non stupiamoci se qui la gente ha paura, questo clima di sospetto e terrore spaventa gli investitori e tutte le persone di buona volontà che vogliano scommettere su questa terra. Foggia non ci sta".

IL MOTIVO

Gianluca Di Marzio :: Foggia, una tifoseria inarrestabile: numeri da Serie  A per i rossoneri
Gentile non è più il capitano del Foggia da qualche mese, ormai si è deciso di fare a rotazione. E non è un caso, perché la scelta di togliergli la fascia è figlia della contestazione tra i tifosi e la società del presidente Felleca, insieme al d.g. Ninni Corda. Tutti e tre si sono trasferiti in città da Como nel 2019, e Gentile è una sorta di rappresentante in campo della dirigenza. Felleca e Corda, dopo aver rilevato il titolo sportivo del Foggia l'anno scorso e averlo fatto ripartire dalla D, hanno comprato Gentile, centrocampista romano con loro a Como. Tutto ok fino al lockdown, poi la situazione è precipitata. Felleca - in contrasto con la socia Mariassunta Pintus - ha ipotizzato di cedere la società al finanziere foggiano Raffaello Follieri, ma la piazza non ha gradito e ha iniziato a contestare. Anche in modo duro. Alla vigilia della sfida contro il Bari - poi vinta dal Foggia - alcuni ignoti hanno inciso sull’erba dello stadio Zaccheria una scritta pesante, invitando la dirigenza ad andare via. Ora l'incendio della porta di casa di Gentile, con due bambini in casa. Poteva essere una tragedia.

 

GHIRELLI 

Anche la Lega Pro condanna l'accaduto. Questo il messaggio del presidente Francesco Ghirelli sui canali ufficiali: "Se non ci fosse la pandemia sarei già a Foggia come feci, qualche tempo fa, per un atleta di grande spessore umano come il portiere Ginestra".  A Federico e alla sua famiglia - si legge nel comunicato - va la solidarietà della Lega Pro e di tutti i suoi club. La violenza deve essere bandita e non deve mettere in pericolo la vita di nessuno.  Il Presidente Ghirelli ha lungamente parlato con il prefetto dott. Raffaele Grassi e con il questore dott. Paolo Antonio Maria Sirna e li ha ringraziati per l’attività di prevenzione e contrasto che le Forze dell’Ordine stanno svolgendo. Il presidente ha anche avuto una conversazione telefonica con Roberto Felleca, presidente del Foggia. (da gazzetta.it)

IL GIOCATORE SCOSSO: "STO PENSANDO DI LASCIARE"

Federico Gentile, il giocatore del Foggia e l'incendio della porta di casa

"Sono scosso, ho poche parole. Sono venuto qui per lavorare, ora sono in grande difficoltà. Sto pensando di lasciare, anche se ho ricevuto tanto affetto, ma questo è un fatto grave, soprattutto perché entrano nella vita privata". È profondamente scosso il centrocampista del Foggia Federico Gentile, intercettato davanti alla Questura di Foggia, dove è stata formalizzata una denuncia per l'atto intimidatorio subito la scorsa notte, quando ignoti hanno dato alle fiamme la porta della sua abitazione. "Stavo dormendo, mi sono svegliato e ho visto il fumo", racconta l'ex capitano. 

"Mi auguro si tratti di un gesto isolato", ha commentato il direttore tecnico Ninni Corda. "È una schifezza, fatta ai danni di una persona che ha fatto del bene e della sua famiglia. Poteva accadere qualcosa di peggio".

Corda nega che dietro il gesto ci siano screzi recenti: "Nei giorni passati non è successo nulla. C'è un po' di tensione da inizio stagione (in riferimento alle turbolenze tra i soci, ndr) e Gentile è considerato un uomo vicino alla società, ma queste cose fanno male. Non si tengono in considerazione i meriti, ma soltanto i demeriti che non esistono, con il solo scopo di attaccare la società". (da FoggiaToday)

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