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updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

I dolori finanziari del calcio italiano, l'Inter di Suning, le rivali e il calciomercato: intervista a Riccardo Este (VIDEO)

Una panoramica sullo stato di salute del calcio italiano, con un'attenzione particolare all'Inter, campione d'Italia, ma alle prese con le difficoltà finanziarie della sua proprietà cinese. Gli ultimi movimenti di calciomercato, i nuovi allenatori e le operazioni che potrebbero cambiare il volto del campionato di Serie A. Tutto questo nella nostra intervista a Riccardo Este, giornalista sportivo dalla lunga esperienza televisiva e radiofonica.

La Premier League è in vacanza? "El Loco" Bielsa dirige l'allenamento dell'under 11. E diventa sempre più idolo

Marcelo Bielsa, detto "El Loco" (il matto), non finisce di stupire. Conclusa la stagione della massima serie inglese, che ha visto il suo Leeds, neo-promosso, ottenere un sorprendente nono posto in classifica, l'allenatore argentino si è presentato al campo di allenamento per seguire i giovanissimi calciatori del club. Entusiasti i genitori, un papà: "Quante volte capita una cosa del genere? Questo è uno dei motivi per cui quest'uomo sarà classificato come una leggenda"


Nessuna vacanza in una meta esotica o in qualche luogo da vip, come molti suoi colleghi amano fare. Dopo aver guidato il Leeds neo-promosso al nono posto nella Premier League, regalando anche qualche dispiacere alle grandi del football inglese, Marcelo Bielsa è rimasto nello Yorkshire, continuando a fare ciò per cui vive ed è diventato famoso: allenare calciatori. Solo che questa volta ad ascoltare le indicazioni del 65enne tecnico argentino non c'erano dei professionisti del pallone, con stipendi a tanti zeri, bensì dei ragazzini. Nella fattispecie i giovani della formazione under 11 del club britannico.

Proprio così, 'El Loco' - come è soprannominato con riferimento all'ossessione per i metodi di allenamento e le analisi delle partite -  è stato immortalato da lontano nel campetto di allenamento, con tuta e calzoncini, accerchiato dai calciatori in erba del Leeds. E la foto, che dimostra una volta di più l'amore di Bielsa per questo sport, scattata da un genitore sorpreso dalla "visione" inaspettata, è diventata subito virale. Ad accompagnarla, nel post su Twitter, un testo altrettanto eloquente: "Quante volte capita che un allenatore della Premier League si presenti un lunedì fuori stagione per fare una sessione di allenamento dell'Under 11? Questo è uno dei motivi per cui quest'uomo sarà classificato come una leggenda del Leeds", ha scritto il papà del bimbo su Twitter.

 

(fonte: repubblica.it)

Ancelotti indagato in Spagna per evasione fiscale di un milione di euro. L'accusa: "Società di comodo per occultare i guadagni"

Per la procura iberica il tecnico emiliano avrebbe nascosto l'identità del vero beneficiario delle entrate per i diritti d'immagine quando guidava il Real Madrid tra il 2014 e il 2015. L'attuale allenatore dell'Everton è solo l’ultimo personaggio legato al calcio accusato di evasione dal fisco spagnolo. Celebri i casi di Messi e Ronaldo, entrambi condannati a rispettivamente 21 e 23 mesi di carcere oltre al pagamento di multe milionarie (18,8 milioni per lo juventino)


Carlo Ancelotti è indagato in Spagna per una presunta evasione fiscale nel periodo in cui allenava il Real Madrid, tra il 2013 e il 2015, quando avrebbe nascosto al fisco entrate legate ai suoi diritti di immagine e altre voci per poco più di un milione di euro. La denuncia, ha fatto sapere la procura spagnola che ha aperto un procedimento contro il 61enne tecnico emiliano dell'Everton, si riferisce a "due possibili reati contro il Tesoro relativi alle imposte sul reddito per gli esercizi 2014 e 2015" per l'omessa dichiarazione di "un totale di 1.062 milioni di euro". 

L'accusa:  società di comodo per occultare i guadagni

Ancelotti è solo l'ultimo di una serie di personaggi del calcio a finire nel mirino del fisco iberico, dopo, fra gli altri, Josè Mourinho, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. L'ex allenatore di Milan e Juve è sospettato di aver dichiarato gli stipendi ricevuti dal Real Madrid nel 2014 e nel 2015, ma non "le entrate corrispondenti allo sfruttamento dei suoi diritti di immagine, nonché quelle derivate dal suo rapporto con la società sportiva Madrid o quelli percepiti come conseguenza di contratti con altri marchi". Secondo il procuratore Ancelotti avrebbe fatto affidamento su una "complessa rete di società di comodo" per nascondere alle autorità fiscali spagnole l'identità del vero beneficiario di questo reddito".

Calcio, il campionato riprenderà davvero il 13 giugno? Spadafora resta prudente: "Solo se scenderà la curva dei contagi"

Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A". Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora all'agenzia Italpress facendo riferimento alla data del 13 giugno. "Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora"


 Redivivo Spadafora - Il Foglio

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato così all'Italpress della possibile ripresa della Serie A: "Quando potrà ripartire in sicurezza il campionato? Speriamo tutti il prima possibile, ma al momento non abbiamo ancora certezze, come ha ben ricordato il presidente Conte. Se, come speriamo, le curve dei contagi continueranno a scendere allora sarà possibile confermare quella data per la ripresa della Serie A. Dobbiamo però arrivarci gradualmente, muovendoci con prudenza e responsabilità, come abbiamo fatto fino ad ora, con grande sacrificio di tutti gli italiani".

"Se un caso di positività tra giocatori potrebbe compromettere la continuità del campionato? Potrebbe compromettere - ha detto Spadafora - in primis la loro salute e quella delle persone vicine, compresa quella dei tanti lavoratori legati alla squadra. Non si tratta quindi solo di un tema squisitamente sportivo. Capisco che in caso di positività tra i giocatori un ulteriore stop potrebbe incidere in maniera determinante sul prosieguo delle partite, per questo stiamo prendendo in considerazione tutte le soluzioni possibili e validate dai medici. L’obiettivo che dobbiamo realizzare non è solo quello di far ripartire il campionato, bensì di riuscire a farlo terminare".

Calcio, Spadafora fa ancora catenaccio: "Il campionato riprenderà solo se in sicurezza". E le curve d'Europa vanno in contropiede: "Stop finché non potranno tornare i tifosi. Non conta solo il business"

"Sulla riapertura del campionato - se riprenderà - è perché arriveremo a una successione ordinata di protocolli che garantiranno la sicurezza per tutto e tutti". Lo ha detto Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, nell'informativa al Senato, senza sciogliere dunque i dubbi sulla ripartenza della Serie A. Il documento di 350 tifoserie italiane (con importanti autoesclusioni) ed europee: "In questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica. Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un'industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv"


Il ministro Spadafora agita il Movimento e il governo

"Il campionato di calcio riprenderà solo se in sicurezza, dopo che saranno verificati alcuni protocolli e ci possa essere la certezza di garantire la salute per tutti i protagonisti. L'incertezza ha caratterizzato tutti i Paesi, chi ha già scelto lo ha fatto chiudendo in anticipo". Lo ha detto il ministro dello sport e delle politiche giovanili, Vincenzo Spadafora, nel corso dell'informativa in Senato, in merito alla ripresa del campionato di calcio di Serie A.

"Abbiamo sempre mantenuto la linea di prudenza e se il campionato riprenderà - sottolinea ancora il ministro - dovranno essere adempiuti alcuni compiti fondamentali. Nel calcio non ci può essere distanza ed è fondamentale ci sia l'autoisolamento in caso di positività", ha ribadito Spadafora in merito all'obbligo di quarantena di tutta la squadra nel caso di una sola positività al coronavirus deciso dal Cts.

E proprio dal Comitato tecnico scientifico, continua il ministro, "sono arrivate le osservazioni sul protocollo. Il comitato chiede la quarantena di squadra in caso di un calciatore positivo, chiede di affidare la responsabilità ai medici dei club per l'attuazione del protocollo e chiede che l'enorme numero di tamponi per i calciatori non vada a impattare sui cittadini. Le osservazioni saranno prese in considerazione dalla Figc che riadatterà il protocollo per la ripresa degli allenamenti dal 18 maggio".

"Sono consapevole dell'importanza sociale del calcio e della passione che c'è in questo Paese. Ne riconosco l'importanza, rappresenta una grande industria nel nostro Paese. Ma - commenta ancora - ho trovato eccessivo l'inasprimento del dibattito".

Per quanto riguarda i fondi a favore del comparto, "tra risorse ordinarie e straordinarie il governo stanzierà nel decreto circa 1 miliardo di euro di risorse per il sostegno allo sport". Nel decreto sarà inoltre "prevista anche una riduzione del 50% degli affitti degli impianti sportivi privati da marzo a luglio 2020".


“Stop Football. No football without fans”

Coro ultrà di tutto il mondo: "Il calcio non riparta, sono solo ...

Dalla Gazzetta.it

L'Internazionale delle curve si schiera: 350 tifoserie contro la ripresa del calcio

Lo avevano già chiesto con decine di striscioni fuori dagli stadi, da Bergamo a Roma, da Torino a Lecce, da Genova a Napoli. Ma ora lo hanno messo nero su bianco. “Non c’è calcio senza i tifosi. E non può essere solo un’industria, con le società tenute in scacco dalle pay-tv. Business e interessi personali porteranno alla morte del calcio”. E ancora: “Tutta l’Europa affronta una crisi senza precedenti, in questo momento l’obiettivo principale è la salute pubblica”. È il succo del lungo comunicato sottoscritto da circa 350 tifoserie di tutta Europa (italiane, soprattutto, ma anche di Germania, Francia, Spagna, Belgio, Romania), contrarie alla ripartenza dei campionati di calcio, fermati tra febbraio e marzo per l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.

 

I firmatari - Hanno aderito alla protesta gli ultras di Atalanta, Brescia, Bologna, Genoa, Juventus, Napoli, Sampdoria, Spal e Udinese, solo per citare le tifoserie italiane di Serie A (con decine di B, C e dilettanti), assieme a quelle spagnole di Real Madrid, Valencia, Siviglia, alle francesi di Olympique Marsiglia, Nantes, Metz, agli ultrà tedeschi di Bayern Monaco, Kaiserslautern, Stoccarda, ai belgi di Liegi e Anderlecht. Hanno aderito anche le tifoserie italiane di basket (Bologna e Cantù, tra le altre) e di hockey (Milano): “Il campionato non deve ripartire. No al calcio senza i tifosi. Chiediamo lo stop alle competizioni finché tornare allo stadio non sarà un’abitudine priva di rischi per la salute”.

Coronavirus, lo sport si interroga tra diversi scenari e ipotesi estreme. Cosa potrebbe succedere alla Serie A: classifica, retrocessioni e promozioni. Ma la palla ce l'ha il governo

La Lega lavora alla ripresa del campionato, ma si pensa anche al caso peggiore. E uno studio del Politecnico di Torino, Coni e Comitato Paralimpico prefigura un complesso piano per la ripartenza di tutte le 387 discipline


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Mentre Governo, Lega Serie A e Figc sono al lavoro - non senza polemiche - per la ripresa del campionato, bisogna fronteggiare pure l'ipotesi di uno stop definitivo con tutte le conseguenze del caso, che la Gazzetta dello Sport prova a ipotizzare. Il congelamento della classifica qualificherebbe in Europa le prime sei squadre (da decidere la settima visto che il Verona ha una partita in meno del Milan), lo scudetto non verrebbe assegnato ma cambierebbe il meccanismo delle retrocessioni. 

Il primo scenario porterebbe a 22 le squadre per la Serie A 2020/21: niente retrocessioni con la promozione delle prime due della Serie B, annullandone i playoff. Altra ipotesi è la retrocessione delle ultime due in classifica con altrettante promozioni dalla serie cadetta: in questo caso in A si rimarrebbe a 20 squadre.

Il capitolo dei diritti tv è a parte perché uno dei più delicati e ancora da affrontare. Di sicuro andrebbe rivisto il taglio degli stipendi, senza incassi l'indicazione dei club è quella di ridurre i compensi in base alle perdite complessive. Se lo stop al campionato arrivasse dal Governo, le società sarebbero in "posizione di forza" anche verso il sindacato calciatori.

Il rapporto del Politecnico di Torino per consentire a tutte le 387 discipline di uscire dall'emergenza non appena arriveranno le autorizzazioni da Palazzo Chigi

Il Coni al Governo: fermare lo sport fino al 3 aprile e sostenere ...

Match in singolare nel tennis (per il doppio le classi di rischio aumentano) con gli occhiali per evitare contatto occhi-mani, panchine separate, palline personali e mai due giocatori a rete. Solo attenzione alle mani lavate per la vela (ma in barca singola), tante complicazioni per judo e scherma (anche nell’allenamento con i maestri) mentre nel tiro con l’arco basta rispettare la distanza interpersonale. Sono le indicazioni contenute in “Lo sport riparte in sicurezza”: il rapporto sviluppato dal Politecnico di Torino con il Coni e Comitato Paralimpico per consentire a tutte le 387 discipline sportive di uscire dall’emergenza Covid-19 non appena arriveranno le autorizzazioni da Palazzo Chigi.

I RISCHI - Ne è venuto fuori un documento di 404 pagine comprensivo di tanti allegati tra cui il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni della Federmedici sportivi. Tra gli sport meno rischiosi si trovano vela (ma solo in barche con equipaggio singolo), ginnastica artistica (ma non la ritmica), equitazione, golf e tennis. Tutti gli sport di contatto e di squadra invece figurano nelle categorie medio alte nei coefficienti di contagio. Per ognuno di essi figurano comunque i consigli per riprendere in sicurezza.

DI SQUADRA — Per gli allenamenti degli sport di squadra sono indicate formazioni di gruppi chiusi e costanti mantenendo distanze interpersonali, evitando disposizioni in linea degli atleti nelle fasi di corsa fino all’obbligatorietà del tampone 48 ore prima di ogni gara e obbligando a mascherina e distanziamento sociale chi siede in panchina. L’uscita dall’emergenza è ancora molto lontana.

LA RIPARTENZA - Il documento ha lo scopo di fornire indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dopo il lockdown. “Ognuno protegge tutti” è la sintesi dell’iniziativa che gli ingegneri torinesi, sulla base delle indicazioni ricevute dalle Federazioni, dalle Discipline Sportive e dagli Enti di Promozione, tramite il Coni e il lavoro dello staff del suo segretario generale, Carlo Mornati, hanno realizzato certificando i diversi fattori di rischio delle singole attività sportive e che da domenica sera è sulla scrivania del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. In questa fase iniziale è stato chiesto a tutte le federazioni di procedere con un’autovalutazione indicando per ogni singola voce, applicata a ciascuna specialità sportiva in relazione al luogo di pratica e alla natura dell’evento (allenamento o gara) il relativo fattore di rischio dove 0= inesistente; 1=scarso; 2=medio; 3=alto; 4=elevato. Al momento queste linee guida valgono unicamente per gli operatori sportivi (atleti, allenatori, ufficiali di gara) da osservare con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata.

 

(Fonte: Gazzetta dello Sport)

Evra fa rima con Cantona: calcio in faccia a un tifoso. L'ex juventino rischia una lunga squalifica, ma anche licenziamento e fine della carriera

Il difensore del Marsiglia si è reso protagonista di un episodio clamoroso prima della partita di Europa League contro il Vitoria Guimaraes in Portogallo. Nel riscaldamento alcuni tifosi francesi hanno contestato i propri giocatori con cui è nata una discussione. Il terzino, che ha militato nella Juve, ha reagito colpendo al volto un supporter con un acrobatico colpo di gamba. Il club: "Un professionista deve mantenere il sangue freddo". La stampa transalpina: "Indifendibile". E i lettori vedono già i suoi scarpini appesi a un chiodo... - (VIDEO)


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Ora Evra rischia grosso. Il calcio in faccia a un supporter del Marsiglia prima del match di Europa League con il Vitoria Guimaraes di ieri sera potrebbe essere stato il suo ultimo gesto con la maglia dell'OM. Sui giornali francesi l'ipotesi più morbida per punire la sua follia va dai 7 mesi di squalifica fino al licenziamento. Sull'Equipé un sondaggio chiede ai lettori se l'aggressione porterà alla fine della carriera professionale del terzino ex Juve: la stragrande maggioranza dei partecipanti, quasi il 90%, ha risposto sì.

IL CLUB — Insomma il destino di Patrice sembra segnato, anche se per ora le uniche cose certe sono la squalifica per il prossimo match europeo dei francesi contro il Konyaspor e l'indagine interna aperta dal club nei suoi confronti, che però non menziona esplicitamente il gesto di Evra. Nel comunicato si legge che: "In ogni caso un giocatore professionista deve mantenere il sangue freddo di fronte alle provocazioni per quanto possano essere ingiustificabili e duri. Ma il club non può che condannare tutti i comportamenti distruttivi di pseudo tifosi che insultano i propri giocatori anziché sostenere la squadra". più dura la risposta da parte del suo allenatore Rudi Garcia: "Pat ha una certa esperienza e non deve reagire. È ovvio".

LA STAMPA — L'OM non si sbilancia, al contrario della stampa transalpina: "È indifendibile. Un gesto indicibile che potrebbe costargli caro", titola L'Equipé. Per l'altro giornale sportivo francese France Football: "Evra ha perso le staffe. È sempre più criticato per le sue prestazioni deludenti. Si tratta di un gesto che non resterà senza conseguenze".

RISCHIO — E sui giornali per lui già si parla di una sanzione alla Cantona, che nel 1995 si beccò due settimane di carcere, sentenza ridotta in appello a 120 ore di servizio civile, e sette mesi di squalifica da parte della Football Association per un gesto simile contro un tifoso del Crystal Palace nel gennaio 1995. Ma a Evra.
 
(Fonte: Gazzetta.it)

Calcio brasiliano, ennesima maxi rissa. Giocatori, tifosi e staff, una violenza inaudita: in campo succede di tutto (IMMAGINI FORTI)

Nel Paese cui tutti guardano come patria del gioioso "futbol bailado" il rovescio della medaglia sono i barbarici spettacoli degli scontri tra gruppi di supporter ma anche tra i protagonisti stessi del gioco. L'ultimo episodio ha avuto come teatro lo stadio Bezerrao di Brasilia dove si affrontavano, nel sentitissimo derby della Capitale, Gama e Brasilense, che pure militano in seconda categoria. Un banale contrasto ha scatenato il putiferio. Partita interrotta, intervento della polizia (evidentemente inadeguata) e successive polemiche. La stampa: "ennesima vergogna nazionale" - (GUARDA IL VIDEO)


Scene da far west allo stadio Bezerrao di Brasilia dove Gama e Brasiliense giocavano il derby della Capitale: dopo un contrasto di gioco i calciatori delle due squadre e i rispettivi staff tecnici hanno iniziato a darsele di santa ragione. Mega rissa in campo che ben presto è scoppiata anche tra le due tifoserie. Nonostante l'intervento della polizia, l'arbitro è stato costretto a sospendere la gara. Botte e aggressioni anche negli spogliatoi. 

Il putiferio è scoppiato al minuto 40, con il punteggio fisso sull'1-1: Dudu Gago del Gama e Nunes della Brasiliense hanno avviato una discussione accesa dopo un duro contrasto di gioco. E' quello è stato il punto di non ritorno. Il tutto è degenerato in una rissa spaventosa dove calciatori e componenti delle due squadre  hanno iniziato a inseguirsi e picchiarsi a vicenda. "Esempio" seguito ben presto dai rispettivi tifosi che hanno a loro volta intrapreso gli scontri sugli spalti. Alcuni spettatori sono addirittura entrati in campo per attaccare e picchiare i giocatori avversari. 

Gli agenti hanno fatto ricorso alle maniere forti per riportare la calma ma senza grandi risultati. L'arbitro è stato costretto a interrompere quella che ormai non aveva più nulla a che fare con una partita di calcio e la polizia è dovuta intervenire anche negli spogliatoi, dove le due squadre hanno continuato con le botte e i tentativi di aggressione. 

Sulla stampa brasiliana si parla di "ennesima vergogna del nostro calcio" e secondo alcuni media, vista la gravità e la violenza, la rissa avrebbe persino potuto provocare dei morti. (Fonte: SportMediaset)

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