updated 11:08 AM UTC, Jan 22, 2021

Il calcio, il razzismo, il vocabolario romeno e l'ombra di Erdogan. In Europa ne succedono di tutti i colori

Il fattaccio di Parigi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan Il fattaccio di Parigi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan

Il quarto uomo accusato di razzismo, gli arbitri romeni ricusati, la partita sospesa e rinviata, l'intervento del presidente turco. Cosa c'è dietro e attorno alla bufera del Parco dei Principi: perché c'è di che riflettere, più che sulle isterie del calcio, sulla politica internazionale e su chi conta davvero in Europa. E poi "Black lives matter": attenzione alle traduzioni


Una serata di follia in Champions League. A Parigi si giocava l'ultima partita del girone tra il Psg e i turchi dell'Istanbul Baseksehir. Si è smesso di giocare in seguito delle pesanti accuse di razzismo nei confronti del quarto uomo del team arbitrale romeno all'ex calciatore camerunense Pierre Webo, uno degli assistenti dell'allenatore della squadra turca. Sebastian Coltescu, infatti, parlando con l'arbitro Hategan avrebbe infatti utilizzato il termine "negru", che significa nero nella sua lingua madre. Gli animi si sono surriscaldati con ospiti e padroni di casa concordi nel rimproverare al quarto uomo una terminologia offensiva e scorretta quindi nell'abbandonare il campo. Ma cosa ha detto davvero Coltescu e perché? Un membro dello staff dei turchi si agita, protesta vivacemente per questioni di arbitraggio, a quel punto per indicare al direttore di gara la persona per cui prendere provvedimenti disciplinari, gli descrive così Webo:"Quello nero laggiù, vai a controllare chi è. Quello nero laggiù, non è possibile faccia così". Queste parole hanno fatto scattare tutta la panchina dell'Istanbul Baseksehir con Demba Ba, ex attaccante del Chelsea, in prima linea. A loro si sono aggiunti altri giocatori, anche avversari come Neymar e Mbappé fino alla decisione estrema congiunta. 

L'Uefa ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, mentre la partita riprenderà oggi alle 18.55, a partire dal minuto 14 con nuovi arbitri; fischierà l'olandese Danny Makkelie, coadiuvato dal connazionale Mario Diks come assistente, con il polacco Macrin Boniek sull'altro fianco e un altro polacco, Bartosz Frankowski, come quarto ufficiale. Gli italiani Marco Di Bello e Maurizio Mariani restano come assistenti in sala Var.

E che ne sarà di Sebastian Coltescu, arbitro con lunga esperienza inciampato nel vocabolario patrio? Facile ipotizzare che la sua carriera internazionale sia finita qui. Lui non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ma ad amici e parenti avrebbe detto amareggiato: "Chi mi conosce sa che non sono razzista". Non gli basterà, con l'aria che tira.

Intanto emergono dettagli inquietanti che travalicano (come se ce ne fosse ulteriore bisogno) l'ambito sportivo. Il Basaksehir è considerato il club molto vicino al partito Akp del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ieri è subito intervenuto per condannare l’episodio avvenuto a Parigi chiedendo all’Uefa di provvedere a punire con durezza e tempestività. Ma da parte del controverso capo di Stato sarebbero anche arrivate pressioni sugli stessi giocatori della formazione di Istanbul perché lasciassero il campo. A titolo di coincidenza, solo pochi giorni fa Erdogan aveva nuovamente attaccato e insultato il presidente francese Emmanuel Macron mentre oggi ha detto che eventuali sanzioni da parte dell'Europa "non ci preoccupano più di tanto. L'Ue non è mai stata onesta". 

Ultima modifica ilMercoledì, 09 Dicembre 2020 16:18

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