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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Sei uomini in piedi: il coraggio del giovane Leclerc rompe il muro del conformismo. Il testacoda dell'antirazzismo come religione globale (VIDEO)

"Quello che conta sono i fatti. Non m'inginocchierò, ma questo non significa affatto che sia meno impegnato di altri nella lotta alle discriminazioni". Con un tweet, Charles Leclerc ha spiegato perché, a differenza di altri 14 piloti, non si è inginocchiato prima del Gp d'Austria andato in scena oggi. "Credo che contino i fatti e i comportamenti nella nostra vita quotidiana rispetto a gesti formali che potrebbero essere giudicati controversi in alcuni Paesi", ha scritto il ferrarista. Leclerc non è stato l'unico a rimanere in piedi sulla griglia del tracciato austriaco. Con lui, non si sono inginocchiati Max Verstappen, Antonio Giovinazzi, Daniil Kvyat, Carlos Sainz e Kimi Raikkonen. "Sono impegnato a favore dell'uguaglianza e per la lotta al razzismo. Ma credo che ognuno abbia il diritto di esprimersi quando e come ritiene più opportuno. Non mi inginocchio oggi ma rispetto e sostengo le scelte personali di ogni pilota", le parole di Verstappen affidate ai social - (VIDEO)


 
Maglia nera con scritta "end racism" per i 20 piloti pronti a partire per il primo GP della stagione 2020 di F1, ma c'è già una piccola polemica su chi ha deciso di inginocchiarsi e chi no. Come preannunciato dal campione del mondo Lewis Hamilton, quasi tutti i piloti del Circus hanno deciso di aderire al gesto di inginocchiarsi sulla griglia di partenza in segno di protesta contro il razzismo, ma Leclerc e Verstappen hanno deciso di non farlo.

A pochi minuti dal via della prima gara del 2020 anche i piloti di Formula 1 hanno deciso di schierarsi apertamente contro il razzismo. A capeggiare il movimento è stato il sei volte campione del mondo Lewis Hamilton che, nonostante la delusione per la penalizzazione che lo ha costretto a partire dalla quinta posizione in griglia, ha mostrato fieramente la maglia "Black Lives Matter" accompagnata dalla scritta "end racism". Una maglia celebrativa indossata da tutti i piloti del Circus, una decisione presa all'unanimità in una riunione avvenuta nel paddock venerdì dopo le libere.

In maglia nera, diversi piloti hanno deciso di inginocchiarsi per protestare fermamente, ma piloti come Leclerc e Verstappen hanno deciso di non aderire a quest'ultimo gesto. Il ferrarista, poco prima di scendere in pista, su Twitter aveva preannunciato la sua decisione: "Credo che ciò che conta siano fatti e comportamenti nella nostra vita quotidiana piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in alcuni paesi. Non mi metterò in ginocchio, ma questo non significa affatto che sono meno impegnato di altri nella lotta contro il razzismo". 

Stessa decisione per Max Versappen: "Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi quando e come vogliono - ha affermato su Twitter -. Non mi inginocchio, ma rispetto e sostengo le scelte personali di ciascun pilota".

Intanto la FIA ha annunciato di aver donato un milione di euro alla fondazione 'We Race as One', un contributo che sosterrà una serie di attività che creeranno una cultura più inclusiva e diversificata all'interno della Formula 1 e di altre discipline automobilistiche, attirando più talenti e finanziando tirocini e apprendistati per gruppi sotto rappresentati, Come spiegato da presidente della Fia Jean Todt si tratta di "un primo passo e ne arriveranno altri. Dovremmo combattere qualsiasi forma di discriminazione in particolare a causa del colore della pelle, della religione, dell'origine etnica o sociale".

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Ultima modifica ilLunedì, 06 Luglio 2020 12:17

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