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updated 4:29 PM UTC, Jul 9, 2020

Coronavirus, lo sport si interroga tra diversi scenari e ipotesi estreme. Cosa potrebbe succedere alla Serie A: classifica, retrocessioni e promozioni. Ma la palla ce l'ha il governo

Calcio: e se fosse davvero "game over"? ilComizio.it Calcio: e se fosse davvero "game over"?

La Lega lavora alla ripresa del campionato, ma si pensa anche al caso peggiore. E uno studio del Politecnico di Torino, Coni e Comitato Paralimpico prefigura un complesso piano per la ripartenza di tutte le 387 discipline


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Mentre Governo, Lega Serie A e Figc sono al lavoro - non senza polemiche - per la ripresa del campionato, bisogna fronteggiare pure l'ipotesi di uno stop definitivo con tutte le conseguenze del caso, che la Gazzetta dello Sport prova a ipotizzare. Il congelamento della classifica qualificherebbe in Europa le prime sei squadre (da decidere la settima visto che il Verona ha una partita in meno del Milan), lo scudetto non verrebbe assegnato ma cambierebbe il meccanismo delle retrocessioni. 

Il primo scenario porterebbe a 22 le squadre per la Serie A 2020/21: niente retrocessioni con la promozione delle prime due della Serie B, annullandone i playoff. Altra ipotesi è la retrocessione delle ultime due in classifica con altrettante promozioni dalla serie cadetta: in questo caso in A si rimarrebbe a 20 squadre.

Il capitolo dei diritti tv è a parte perché uno dei più delicati e ancora da affrontare. Di sicuro andrebbe rivisto il taglio degli stipendi, senza incassi l'indicazione dei club è quella di ridurre i compensi in base alle perdite complessive. Se lo stop al campionato arrivasse dal Governo, le società sarebbero in "posizione di forza" anche verso il sindacato calciatori.

Il rapporto del Politecnico di Torino per consentire a tutte le 387 discipline di uscire dall'emergenza non appena arriveranno le autorizzazioni da Palazzo Chigi

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Match in singolare nel tennis (per il doppio le classi di rischio aumentano) con gli occhiali per evitare contatto occhi-mani, panchine separate, palline personali e mai due giocatori a rete. Solo attenzione alle mani lavate per la vela (ma in barca singola), tante complicazioni per judo e scherma (anche nell’allenamento con i maestri) mentre nel tiro con l’arco basta rispettare la distanza interpersonale. Sono le indicazioni contenute in “Lo sport riparte in sicurezza”: il rapporto sviluppato dal Politecnico di Torino con il Coni e Comitato Paralimpico per consentire a tutte le 387 discipline sportive di uscire dall’emergenza Covid-19 non appena arriveranno le autorizzazioni da Palazzo Chigi.

I RISCHI - Ne è venuto fuori un documento di 404 pagine comprensivo di tanti allegati tra cui il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni della Federmedici sportivi. Tra gli sport meno rischiosi si trovano vela (ma solo in barche con equipaggio singolo), ginnastica artistica (ma non la ritmica), equitazione, golf e tennis. Tutti gli sport di contatto e di squadra invece figurano nelle categorie medio alte nei coefficienti di contagio. Per ognuno di essi figurano comunque i consigli per riprendere in sicurezza.

DI SQUADRA — Per gli allenamenti degli sport di squadra sono indicate formazioni di gruppi chiusi e costanti mantenendo distanze interpersonali, evitando disposizioni in linea degli atleti nelle fasi di corsa fino all’obbligatorietà del tampone 48 ore prima di ogni gara e obbligando a mascherina e distanziamento sociale chi siede in panchina. L’uscita dall’emergenza è ancora molto lontana.

LA RIPARTENZA - Il documento ha lo scopo di fornire indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dopo il lockdown. “Ognuno protegge tutti” è la sintesi dell’iniziativa che gli ingegneri torinesi, sulla base delle indicazioni ricevute dalle Federazioni, dalle Discipline Sportive e dagli Enti di Promozione, tramite il Coni e il lavoro dello staff del suo segretario generale, Carlo Mornati, hanno realizzato certificando i diversi fattori di rischio delle singole attività sportive e che da domenica sera è sulla scrivania del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. In questa fase iniziale è stato chiesto a tutte le federazioni di procedere con un’autovalutazione indicando per ogni singola voce, applicata a ciascuna specialità sportiva in relazione al luogo di pratica e alla natura dell’evento (allenamento o gara) il relativo fattore di rischio dove 0= inesistente; 1=scarso; 2=medio; 3=alto; 4=elevato. Al momento queste linee guida valgono unicamente per gli operatori sportivi (atleti, allenatori, ufficiali di gara) da osservare con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata.

 

(Fonte: Gazzetta dello Sport)

Ultima modifica ilMartedì, 28 Aprile 2020 17:06

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