Log in
updated 4:29 PM UTC, Jul 9, 2020
Fabio Pasini

Fabio Pasini

Mihajlovic show a fine partita: "Quel piccolino, marito della Parodi...". L'ira su Caressa e Sky che avevano snobbato il suo Bologna vittorioso sull'Inter (VIDEO)

Al termine della gara persa 1-2 contro il Sassuolo, l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti di Sky Calcio Show L'Originale. Dopo aver ammesso i meriti dell'avversario, ha criticato la puntata di Sky Calcio Club dello scorso turno, dove, a detta del tecnico rossoblù, non è stata data sufficiente rilevanza alla prestazione della sua squadra dopo la vittoria sull'Inter. Il serbo non ha risparmiato espressioni colorite all'indirizzo di Fabio Caressa - (VIDEO)


Mihajlovic una furia: "Quel piccolino marito della Parodi ...

"Non voglio nessun tipo di domanda, rispondo a tutto io e poi me ne vado". Sfogo tv dopo partita del mister del Bologna Sinisa Mihajlovic, ed è subito cult. A finire nel mirino dell'allenatore - uscito sconfitto dopo il match contro il Sassuolo - è in particolare il giornalista sportivo Fabio Caressa, definito "quello piccolino", "marito di Benedetta Parodi", conduttore di "quella trasmissione là in cui si tolgono le giacche" e 'reo', secondo Mihajlovic, di non aver esaltato abbastanza vittoria del suo Bologna con l'Inter la scorsa domenica.

"Abbiamo perso meritatamente, loro hanno giocato meglio di noi, sono più forti di noi, hanno corso meglio di noi. Forse ha influito un giorno in più, non lo so ma non voglio cercare scuse. Sono stato espulso, giustamente, perché ho mandato l'arbitro a quel paese - commenta ai microfoni di Sky i mister dopo la partita persa ieri sera contro il Sassuolo - perché mi sono rotto le palle che sia la squadra più ammonita al mondo. Sembra ci siano 11 killer in campo, invece sono tutti ragazzini del 2000, tutti ragazzi giovani. Evidentemente è più facile ammonire un ragazzino che un giocatore affermato, per questo mi sono arrabbiato".
Poi l'attacco a Caressa e alla trasmissione 'Il Club': "Volevo dire che domenica abbiamo vinto con l'Inter, con un uomo in meno abbiamo recuperato e abbiamo vinto. Abbiamo visto quella trasmissione là, quella in cui si tolgono le giacche, con l'uomo piccolino che conduce, il marito di Benedetta Parodi, e c'erano dentro Bergomi e tutti....ho sentito mezz'ora di quella trasmissione, non si è mai detta una parola sul Bologna: è una vergogna, sembrava Inter Channel. Una vergogna - ripete Sinisa -, si è parlato mezz'ora dell'Inter e nessuno si è permesso di fare i complimenti al Bologna per la vittoria e per quello che ha fatto. Questo non è giornalismo". E al tentativo di replicare del conduttore Sky impegnato nel collegamento, la replica di Mihajlovic è netta: "Ho finito, non voglio più parlare, ho detto quello che dovevo dire e non mi interessa altro".

La cefalea cronica riconosciuta malattia sociale. Via libera definitivo a disegno di legge bipartisan: "Patologia invisibile, ora speranza a chi ne soffre"

L'Italia è il primo Paese in Ue ad adottare il provvedimento che permetterà di "individuare metodi innovativi da sperimentare per contrastare" la malattia. Il disegno di legge approvato in via definitiva dal Senato con 235 voti a favore, 2 contrari e nessuna astensione. Palazzo Madama ha dato il via libera al testo unificato di due proposte, una della Lega e una del Pd, provenienti dalla Camera


Cefalea cronica, ok del Senato: da oggi è riconosciuta come ...

La cefalea cronica è una malattia sociale. A riconoscerla così è stata l'aula del Senato che ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla malattia.

Il provvedimento è diventato legge con 235 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione. "Grande soddisfazione e un pizzico d'orgoglio per questa battaglia intrapresa nel 2011 da consigliere della Regione Veneto e ora vinta in Parlamento", ha commentato la deputata della Lega Arianna Lazzarini, prima firmataria della proposta di legge approvata. "L'Italia diventa così il primo Paese in Europa ad adottare un provvedimento come questo - continua nella nota - Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni. Un segnale concreto che accende i riflettori su questa malattia, affinché i soggetti che ne soffrono non siano più abbandonati a loro stessi e possano finalmente avere una speranza e una nuova dignità di vita. Questa è una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d'ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice 'mal di testa' passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi". 

Pini, ora più strumenti contro cefalea cronica

"Appena arrivata in Parlamento, nel 2013, depositai una legge per il riconoscimento della cefalea primaria cronica e per l'emicrania come malattia sociale. Una malattia molto diffusa, spesso mal diagnostica; una malattia invalidante, spesso curata in modo inappropriato, che colpisce soprattutto le donne che lavorano, spesso declassata ad un "banale mal di testa". Non riuscii a farla approvare. Riprovai nel 2018, questa volta all'opposizione, e mi trovai insieme alla collega della Lega Lazzarini, all'epoca in maggioranza, a portare avanti questa battaglia. Ieri, finalmente, la legge è stata approvata in via definitiva". Lo dichiara Giuditta Pini, Deputata del Partito Democratico, commentando il via libera definitivo del Senato al testo. "La cefalea primaria cronica e l'emicrania sono riconosciute, i centri cefalee sono riconosciuti, i pazienti e i medici avranno più strumenti per combattere questa malattia silenziosa", conclude.

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

La Roma perde un altro pezzo "de core": cacciato anche Nela. Le figlie sui social attaccano il club: "Non conoscono il valore dell'appartenenza"

Dopo le sofferte e controverse separazioni con Francesco Totti e Daniele De Rossi, l'Associazione Sportiva Roma, di proprietà americana, ammaina un'altra bandiera che nei cuori dei tifosi evoca ricordi gloriosi. Le strade di Sebino Nela e della Roma si dividono ancora una volta, racconta oggi Il Messaggero: la società per una riorganizzazione aziendale ha deciso di non rinnovare il contratto all'ex terzino del secondo Scudetto. Faceva parte del club dal 2016 e nelle ultime due stagioni aveva ricoperto il ruolo di dirigente al seguito della prima squadra della Roma Femminile


La Roma perde un altro pezzo della propria storia. Il club giallorosso infatti ha deciso di non rinnovare il contratto a Sebino Nela, che dal 2016 era dirigente al seguito della prima squadra della Roma Femminile. Tra l'ex difensore e la Roma è la seconda separazione, dopo l’addio da calciatore nel 1992.

VIRGINIA E LUDOVICA

Su Instagram le due figlie Virginia e Ludovica hanno pubblicato un post in cui attaccano la scelta della società di Trigoria. Questo il messaggio della figlia più piccola: "In pochissimi hanno dato la vita e hanno amato veramente questi colori come hai fatto tu per 12 stagioni consecutive in campo come fuori. Purtroppo qualcuno che del vero calcio giocato e dell’amore per la maglia non se ne intende affatto, ha voluto che tu oggi non ne facessi più parte. Del vero calcio ormai è rimasto solo il ricordo che ha fatto innamorare e sognare i tuoi tifosi. Sempre veri. Ad maiora papo!". Poi, in risposta ad alcuni commenti di amici: "Nessun imprenditore o banchiere capirà mai il valore e l’appartenenza della maglia".   

Poco prima era arrivato anche quello di Ludovica: "Hai sudato, gioito e pianto per la tua Maglia, la tua Squadra, la tua Roma, la tua Citta d’adozione. Hai continuato a servirla e ad onorarla in nome di quei valori e di quella storia che questa società ha voluto cancellare. Ieri qualcuno ha voluto che tu non facessi più parte di questa Roma. Ma la verità, mio adorato papa, è che tu sei la storia della Roma e questo nessuno potrà cancellarlo dalla memoria di chi ti ama".

  • Pubblicato in Sport
  • 0
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS