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updated 1:44 PM UTC, Jun 2, 2020

Coronavirus, il calcio si divide sul destino del campionato. Gravina insiste: "Terminare la stagione". Da Cairo a Commisso: "Annata già finita". E la Lazio attacca: "La Juve vuole scudetto d'ufficio per pensare alla Champions"

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Parla il presidente della Federcalcio: "Non possiamo permetterci un'estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale". I patron di Torino e Fiorentina guidano il fronte del "no". Dura polemica di Arturo Diaconale, direttore della comunicazione biancoceleste, che non risparmia il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: "Non conosce il ruolo del calcio nell'economia e nell'immaginario collettivo del Paese"


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LA POSIZIONE DELLA FEDERCALCIO

Il presidente della Figc Gabriele Gravina insiste: "La priorità è terminare i campionati entro l'estate, senza compromettere la stagione 2020-21". "La priorità è terminare i campionati entro l'estate, senza compromettere la stagione 2020-21 - ribadisce Gravina ai microfoni di Radio Cusano Campus -. Non possiamo permetterci un'estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, ma aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri". "Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni - ammette il presidente della federcalcio -: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato".

Intervenuto a 'La politica nel pallone' su Gr Parlamento il patron viola ha aggiunto: "Ripresa del campionato? Ancora questa crisi sanitaria non è finita, adesso pensiamo alla salute poi parleremo di calcio, vedremo se e quando le squadre potranno tornare ad allenarsi, al momento c'è una grande possibilità che questo campionato non possa terminare".

Quindi una riflessione sull'emergenza Covid-19 che ha coinvolto direttamente pure la Fiorentina con 12 contagiati fra giocatori, medici, dipendenti: "Il lato positivo di questo dramma se così si può dire nella mia squadra è che il gruppo si è ancor più compattato e da questa situazione uscirà umanamente piu' forte - ha evidenziato il magnate italo-americano -. Grazie a Dio nessuno dei nostri tesserati è più all'ospedale e sono tutti a casa, ma l'emergenza non è finita, non sappiamo ancora quando arriveremo a zero casi. Il mio augurio è che il virus non arrivi in meridione che non è attrezzato come il Nord. Quanto agli Stati Uniti, il rischio è che in un certo senso possa essere peggio dell'11 settembre".

TORINO, CAIRO: "PER ME IL CAMPIONATO E' FINITO"

Si allarga il fronte di quanti ritengano che il campionato sia ormai finito. Urbano Cairo, presidente del Torino, ne parla ospite di "Un giorno da pecora" su RadioUno. "L'ho gia' detto, secondo me il campionato e' finito" sostiene. "Se penso che a Wuhan hanno cominciato con le misure restrittive intorno al 23 gennaio e le scioglieranno l'8 aprile, due mesi e mezzi dopo, significa che da noi gli allenamenti potrebbero ripartire a fine maggio. A quel punto si potrebbe ricominciare a giocare a fine giugno, per finire ci vorrebbero due mesi e arriviamo ad agosto. La stagione successiva riparte a novembre?", sottolinea Cairo, per il quale, in caso di mancata ripresa, "lo scudetto non va assegnato perche' il campionato non e' finito". Anche al Torino si parla di riduzione degli ingaggi per far fronte alle conseguenze economiche dell'emergenza coronavirus. "Ho parlato ieri con alcuni giocatori che mi hanno chiamato - conferma il presidente granata - Ci ragioneremo insieme per trovare un punto d'incontro che tenga conto di tutto, ognuno deve fare dei sacrifici. Il Torino in questo momento non sta incassando nulla, ci deve essere un sacrificio, il contributo di tutti per uscire da questa situazione e ripartire bene ma sono molto fiducioso.

LA POLEMICA DELLA LAZIO
 
Il direttore della comunicazione della Lazio, Arturo Diaconale, è tornato per l'ennesima volta sulla questione campionato, attaccando direttamente la Juventus: "Vogliono lo scudetto d'ufficio per dedicarsi solo alla Champions". Diaconale non ha risparmiato anche il Ministro dello Sport Spadafora: "Non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese".

Il portavoce della Lazio sta affidando al proprio profilo Facebook le riflessioni sul momento complicato del calcio in generale, non risparmiando attacchi vari sulla questione ripresa del campionato o meno. Nel mirino Juventus e Inter, le dirette concorrenti della Lazio per lo Scudetto, ma in questa occasione Diaconale se l'é presa con i bianconeri: "Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione".

Diaconale poi si è rivolto anche al Ministro Spadafora, definito "inconsapevole": "Le polemiche nei confronti di un inconsapevole ministro che non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese. Ma soprattutto le polemiche per interrompere quella vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana ed una squadra competitiva recuperandola da una condizione drammatica e fallimentare, ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e che per questo va relegato nell’inferno fasullo ed ipocrita dei presunti cattivi"

Ultima modifica ilMartedì, 31 Marzo 2020 15:18

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