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Showroom Palponauto, cercavo una Lynk & Co 01 e ho trovato qualcosa che non stavo cercando

Ci sono posti in cui entri perché devi comprare qualcosa e ce ne sono altri dai quali esci ricordando soprattutto le persone. Ieri sono andato allo showroom Palponauto di Seregno con un’idea abbastanza precisa in testa…

Cercavo una Lynk & Co 01. Avevo già guardato fotografie, video, recensioni, schede tecniche. Avevo fatto quello che facciamo tutti quando un’automobile comincia a interessarci davvero, cercare di capire se dietro l’oggetto che vediamo sullo schermo ci sia qualcosa che possa entrare nella nostra vita quotidiana.

Non immaginavo, però, che la parte più interessante della giornata sarebbe stata un’altra. Le persone. Perché un’automobile si può valutare con una scheda tecnica, un rapporto umano no. E forse è proprio questa la cosa che mi sono portato a casa.

Federico, la persona che non aveva bisogno di convincermi

La prima persona che ho incontrato è stata Federico, mi ha mostrato la Lynk & Co 01 che cercavo e ha cominciato a raccontarmela. Ma non nel modo in cui, spesso, vengono raccontate le automobili dentro un salone. Niente sequenza preparata di optional, cavalli, promozioni e formule finanziarie. Niente entusiasmo obbligatorio. Mi ha parlato dei pregi e poi dei difetti. Sembra una cosa normale, in realtà non lo è affatto.

Quando stai cercando di comprare qualcosa, soprattutto qualcosa che costa diverse migliaia di euro, vuoi sapere anche ciò che potrebbe non piacerti. Vuoi conoscere il rovescio della medaglia. Vuoi che qualcuno abbia il coraggio di dirti che una determinata caratteristica potrebbe non essere adatta al tuo modo di utilizzare l’auto. Federico lo ha fatto. Abbiamo parlato della Lynk & Co 01, della sua tecnologia plug-in hybrid, dell’autonomia elettrica dichiarata, delle sensazioni di guida, della dotazione, del comfort. Ma abbiamo parlato anche dei suoi compromessi. Ed è stato proprio lì che ho cominciato a fidarmi. Perché quando qualcuno ti racconta soltanto i vantaggi, inevitabilmente pensi che stia cercando di venderti qualcosa. Quando invece ti racconta anche ciò che potrebbe farti cambiare idea, cominci ad ascoltarlo in maniera diversa.

Le chiavi, e la strada

A un certo punto Federico mi ha fatto una proposta molto semplice. Proviamola. Tutta la teoria e i racconti finiscono quando metti le mani sul volante. Siamo usciti dallo showroom Palponauto e abbiamo iniziato a percorrere le strade di Seregno e dintorni. Non è stato il classico giro dimostrativo fatto quasi per formalità. Federico era accanto a me e continuava a spiegare, ma senza invadere. Rispondeva alle domande, osservava le mie reazioni, lasciava che fossi io a farmi un’idea.

Ed è stato durante quei chilometri che ho avuto la prima sensazione strana. Quella di non essere dentro una concessionaria di auto, sembrava quasi di essere salito in macchina con qualcuno che conosce bene un’automobile e vuole semplicemente farti capire se può essere quella giusta per te. Non c’era fretta. Nessuno sembrava aspettare il momento in cui avrei pronunciato la frase fatidica, quella che ogni venditore vorrebbe sentire. La compro. La sensazione era diversa, prima capiamo, poi, eventualmente, decidiamo.

Lo showroom Palponauto  non è soltanto una concessionaria di auto.

Una delle cose che ho scoperto osservando meglio la realtà Palponauto è che la vendita rappresenta soltanto una parte di un’attività più ampia. Sul sito ufficiale vengono indicati vendita di auto nuove, usate e a chilometro zero, officina, noleggio a breve o lungo termine, gommista e revisioni. Le attività di assistenza sono concentrate in Via Montorfano, mentre la vendita auto è indicata in Via Messina 48c, sempre a Seregno. È un dettaglio apparentemente secondario, ma in realtà spiega qualcosa. Quando vendi un’automobile e contemporaneamente ti occupi anche di ciò che succede dopo, il rapporto con il cliente non può necessariamente finire davanti a un contratto firmato.

L’auto torna:

  • Per un tagliando.
  • Per una gomma.
  • Per una revisione.
  • Per un problema.
  • Per una domanda.

Ed è forse anche questo che rende interessante la filosofia che ho percepito ieri. L’automobile non è soltanto il prodotto esposto nel salone è un rapporto che continua nel tempo.

Poi ho incontrato Fabrizio

Fabrizio Palpon lo avevo già conosciuto, in qualche modo attraverso i suoi video sui social e qui devo ammettere che avevo una curiosità precisa. Volevo capire quanto l’uomo che vedevo sui social corrispondesse alla persona reale. Perché davanti a una telecamera siamo tutti, inevitabilmente, una versione di noi stessi. Si sceglie cosa dire, si sceglie cosa mostrare, si può tagliare una frase, si può rifare una scena. Non è vita reale perché la vita reale non ti concede di rifare una scena o di migliorarla con un montaggio.

Come dicevo, poi Fabrizio Palpon è arrivato, e quella distanza che mi aspettavo di trovare non l’ho vista. È stato esattamente questo, forse, l’aspetto più interessante. Non ho incontrato un personaggio, ho incontrato un uomo, uno che parla delle automobili perché evidentemente le conosce, le osserva, le prova e soprattutto ha maturato delle convinzioni precise. Conosce anche molto bene la realtà che si vive nella “mistica Cina continentale“, quali sono le regole che hanno spinto il suo forte sviluppo in molti ambiti, non solo in quello dell’automotive.

Puoi essere d’accordo con lui oppure no ed è proprio questo il punto. Non ho avuto la sensazione che Fabrizio avesse bisogno del mio consenso. Mi ha raccontato quello che pensa, quello che vede, quello che prova. Con quella schiettezza che qualche volta può persino risultare scomoda, ma che proprio per questo appare più credibile.

Torniamo invece alla Lynk & Co 01 e il modo diverso di parlare di automobili

La Lynk & Co 01 è un’automobile che, negli ultimi anni, ha attirato molta attenzione proprio perché porta con sé una storia diversa da quella dei modelli tradizionali. È una plug-in hybrid e la sua autonomia elettrica dichiarata arriva fino a 75 chilometri nel ciclo WLTP, un dato che va naturalmente interpretato in relazione alle condizioni reali di utilizzo. Ma ieri non mi interessava soltanto sapere quanti chilometri potesse fare, volevo capire come si vive, come si guida, come ci si sta dentro. Che cosa succede quando la macchina diventa parte delle abitudini quotidiane.

E qui è tornato il tema principale della giornata, le automobili non sono numeri, sono esperienza, la stessa macchina può essere perfetta per una persona e completamente sbagliata per un’altra. Dipende da dove vivi, da quanti chilometri percorri, da dove puoi ricaricare, da come utilizzi l’auto durante la settimana, da quanto tempo passi al volante. Ecco perché ho apprezzato il fatto che la conversazione non si sia trasformata in una gara a chi conosce più dati tecnici. Per carità i dati servono, ma prima bisogna capire la persona.

Ho guardato i social prima di andarci

Una parte della mia impressione nasce anche da questo, prima di andare allo showroom Palponauto avevo osservato i loro social. E la cosa interessante è che la loro comunicazione non sembra costruita soltanto intorno alla vendita. Ci sono automobili, naturalmente, ci sono prove, consegne, clienti, viaggi, racconti e contenuti non solo dedicati alla Lynk & Co. Alcuni contenuti recenti raccontano proprio le esperienze di persone che hanno scelto anche modelli diversi e che sono arrivate a Seregno anche da fuori zona. Molto fuori zona.

Questo particolare mi ha colpito, perché un conto è vedere un’azienda parlare di sé, un altro è vedere comparire nelle sue storie le persone che hanno acquistato un’automobile da loro. È una differenza sottile, ma cambia completamente il modo in cui percepisci un’azienda.

E ieri, parlando con Federico e Fabrizio Palpon, ho avuto la sensazione che quella comunicazione online non fosse completamente scollegata dalla realtà. Il tono era simile, diretto, informale, umano.

Questa non è una sviolinata nei confronti di Fabrizio Palpon, perchè non sono uscito con un contratto

Questa è forse la parte che voglio sottolineare più di tutte, non sono uscito dallo showroom Palponauto con un contratto firmato. Non ho ancora deciso se quella Lynk & Co 01 sarà la mia prossima automobile e non avrebbe senso raccontare una storia diversa.

Ci devo pensare, devo fare i miei conti, devo capire se quell’auto è davvero quella giusta per me. Ma sono uscito con qualcosa che, in una ricerca d’acquisto, considero altrettanto importante. Una buona impressione.

Non quella costruita dal profumo del salone, dalla musica di sottofondo o da una promozione scritta su un cartello, una buona impressione fatta di persone. Federico che ti accompagna, Fabrizio Palpon che parla senza sembrare impegnato a recitare, una macchina che puoi provare, ledomande alle quali qualcuno risponde senza guardare l’orologio e soprattutto la possibilità di dire anche quello che non ti convince.

Ovviamente anche loro sono dei venditori, questo è il loro lavoro ma hanno ancora voglia di ascoltare

Forse è questo il vero motivo per cui ho deciso di scrivere questa storia, non perché ho trovato necessariamente l’auto che comprerò. Non perché voglio fare una recensione di Palponauto e nemmeno perché penso che un’azienda possa essere giudicata sulla base di una sola visita. Sarebbe scorretto. La mia è un’esperienza personale, ma proprio perché è personale, posso raccontare quello che ho provato e quello che ho provato ieri è stato abbastanza raro. Mi sono sentito ascoltato, non studiato come potenziale cliente, ascoltato come persona. È una differenza che sembra quasi insignificante finché non la vivi. Poi diventa enorme, perché acquistare un’automobile significa mettere sul tavolo una quantità considerevole di denaro, per questo significa anche potersi affidare.

E quando davanti a te trovi qualcuno che ti parla dei pregi senza nascondere i difetti, che ti lascia guidare prima di decidere, che accetta le domande e perfino i dubbi, qualcosa cambia. La macchina rimane una macchina, il rapporto, invece, diventa umano.

Alla fine, ripensando alla giornata, mi sono accorto di una cosa, probabilmente tra qualche mese potrei non ricordare tutti i dettagli tecnici della Lynk & Co 01, potrei dimenticare un dato, un numero, una caratteristica dell’infotainment ma ricorderò Federico accanto a me durante la prova. Ricorderò Fabrizio Palpon che raccontava le automobili con la convinzione di chi non ha bisogno di rendere tutto più bello di quello che è. Ricorderò quella strana sensazione di essere entrato in un’azienda e di essermi trovato, invece, in mezzo a persone con un lato umano più evidente di quello commerciale. Forse è questo il valore che oggi diventa più difficile trovare, non la perfezione, la sincerità.

E mentre tornavo a casa ho pensato che forse la domanda giusta, quando si cerca un’automobile, non dovrebbe essere soltanto quale macchina comprare. Dovremmo chiederci anche da chi vogliamo comprarla, perché alla fine un’auto la scegli con la testa, ma la fiducia, quella, la scegli in un altro modo. Ieri, entrando allo showroom Palponauto, io cercavo una Lynk & Co 01, sono uscito con la sensazione che, prima ancora dell’automobile, avessi incontrato delle persone speciali.