Scuola, sindacati in agitazione: si va verso lo sciopero. Il nuovo decreto e gli organici: le ragioni della protesta

Avantgardia

Il testo sul reclutamento appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: se non ci saranno modifiche pronto il blocco delle lezioni. Che cos’è il “doppio canale” suggerito dal sottosegretario leghista all’Istruzione che piace agli insegnanti. Stabilizzazioni e concorsi, le idee in campo

I maggiori sindacati della scuola – Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – finita la giornata del 1° maggio, danno il via alle mobilitazioni della scuola contro il decreto sul reclutamento, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una mossa che prelude allo sciopero se il Parlamento non modificherà il testo, proprio nella fase finale dell’anno scolastico, giunto a 25 giorni dal termine. Il sindacato Anief, invece, ha già proclamato lo sciopero per la giornata del 6 maggio.

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno deciso che da lunedì inizia la mobilitazione del mondo della scuola con iniziative e assemblee per poi verificare l’evoluzione dell’iter di conversione del decreto sul reclutamento e valutare lo stato di agitazione con lo sciopero. Lo annuncia la segretaria Cisl Scuola Ivana Barbacci che parla di un “decreto che disvela la sindrome di Erode. La collega Elvira Serafini, del sindacato Snals, dice che la “legge sul reclutamento trascura i precari e prevede premialità solo a coloro che fanno formazione”.

Per Anief, il decreto pubblicato in Gazzetta è “addirittura un testo peggiorativo rispetto alla bozza iniziale.  Nel testo definitivo, infatti, figurano anche degli incentivi legati alla continuità di sede di servizio. E si conferma una riforma a costo zero, perché le risorse per gli incentivi saranno reperite attraverso la cancellazione di 10mila cattedre di potenziamento a partire dal 2026: non è un caso se i ‘premi’ una tantum arrivino solo dal 2027”.

I sindacati calcolano i tagli agli organici di diritto: 1.600 posti per il 2026/27, 2.000 posti per il 2027/28, 2.000 posti per il 2028/29, 2.000 posti per il 2029/30 e 2.000 posti per il
2030/31, ulteriori riduzioni possono essere previste in base ai pensionamenti. Suggerisce la strada del doppio canale (che piace ai sindacati) il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso (Lega). “Per me, ai fini del reclutamento, la strada maestra rimane quella del doppio canale, individuata ai tempi del ministero dell’Istruzione guidato dal presidente Mattarella. Un bravo docente non è quello esperto in nozioni, ma colui il quale è in grado di trasmettere il sapere ai propri ragazzi e i concorsi a crocette si sono rivelati inopportuni, inefficaci e fallimentari. Abbiamo decine di migliaia di insegnanti precari con oltre 36 mesi di servizio, stabilizziamo loro e poi prevediamo un reclutamento con prove concorsuali diverse da quelle attuali”.

Mentre i ministri dell’Istruzione Bianchi e dell’Economia Franco precisano che le risorse per il Fondo di incentivazione “sono state previste in quella entità, in considerazione dell’urgenza di consentire alle norme in materia di istruzione di essere inserite, essendo obiettivo di giugno per il Pnrr, nel dl” ma con un emendamento, già in sede di conversione del dl, a partire dal 2026, i due ministri confermano l’impegno del Governo a “incrementare significativamente il fondo, fermo restando che le economie derivanti dagli effetti della denatalità saranno reinvestite nel settore istruzione”.

Source:Tgcom24
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