updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Covid, Moratti: "La Lombardia sarà la prima regione a raggiungere l'immunità di comunità"

Ottimi risultati in tutte le fasce di età per i vaccini nella regione più colpita dal virus. Parla la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Dati importanti e un segno fondamentale. Obbligo vaccinale? Difficile, ma si può pensare a incentivi e disincentivi"


"Saremo la prima regione a raggiungere l’immunità di comunità. In Lombardia somministriamo regolarmente più di 100mila vaccini al giorno". Così la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ospite di ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.

"Abbiamo un’adesione del 52% sul totale della popolazione" dei 12-29enni in Lombardia, "è un segno fondamentale che va in due direzioni: da una parte la loro libertà e dall'altro la consapevolezza che proteggendo loro stessi proteggono anche le loro famiglie. E poi si va verso un’apertura in sicurezza delle scuole, con la possibilità di tornare in presenza. Il dato di adesione dei giovanissimi è veramente molto importante", ha detto ancora.

"E’ difficile pensare di poter mettere un obbligo, ma è possibile mettere incentivi e disincentivi, come il green pass", per invogliare la popolazione a vaccinarsi contro il Covid, ha poi sottolineato Moratti aggiungendo: "Bisogna ascoltare i medici e i loro consigli. I vaccini offerti sono tutti sicuri perché hanno ottenuto il vaglio dell’Ema e dell’Aifa e i medici sono molto bravi a spiegare".

In vista del ritorno in zona bianca di molte regioni italiane "ci vuole sempre prudenza, bisogna usare le mascherine e gli igienizzanti. Bisogna continuare ad avere responsabilità individuale, ma sono certa che anche con la paura di tornare a periodo chiusura tutti saranno prudenti", ha concluso.

  • Pubblicato in Salute

Nonno welfare, paradosso italiano: quando i pensionati sostengono economicamente le famiglie

Il report dell'Istat "Condizioni di vita dei pensionati anni 2018-2019" fotografa molto bene una condizione che riguarda sempre più famiglie nel nostro Paese. E fa riflettere


L'Istat calcola che ci sono pensionati in una famiglia su due in Italia, il 46,4%. E spesso da loro arriva un sostegno economico, tanto che, per le famiglie con pensionati, il rischio di povertà è minore di un terzo rispetto alle altre famiglie, fino al 15,9% nel 2018 (come anche nel 2017).

Le famiglie con pensionati hanno, inoltre, un reddito netto medio più alto delle altre di 60 euro, pari a 2.670 euro netti al mese. Più in dettaglio, metà delle famiglie con pensionati ha un reddito netto inferiore ai 24.780 euro (2.065 euro mensili), un valore mediano che scende a 21.445 euro nel Mezzogiorno, mentre raggiunge circa 27.800 euro nel Centro e a 25.830 euro nel Nord.

Il report dell'Istituto di statistica "Condizioni di vita dei pensionati anni 2018-2019" rileva, inoltre, che oltre un terzo dei pensionati vive in coppia senza figli (35,6%) e più di un quarto da solo (28,2%).

Allo stesso tempo, secondo l'Istat, aumentano i pensionati che percepiscono anche un reddito da lavoro. Nel 2019 erano 420 mila, (+3,6% rispetto al 2018) ma in decisa diminuzione rispetto al 2011 (-18,5%). La loro età media sale a 69 anni (dai 66 anni del 2011) con oltre il 77% che ha almeno 65 anni (53,7% nel 2011) e il 41,7% che ne ha almeno 70 (25,0% nel 2011). I pensionati che lavorano sono principalmente uomini (in oltre tre casi su quattro), residenti nelle regioni settentrionali (in due casi su tre) e lavoratori non dipendenti (in circa l'85% dei casi). Circa la metà dei pensionati occupati ha al massimo la licenza media (è il 30,4% per il complesso degli occupati), tre su dieci possiedono un diploma mentre il segmento dei laureati rappresenta oltre un quinto del totale.

Tra gli altri numeri chiave indicati nel rapporto ci sono: i 301 miliardi di euro spesi nel 2019 in prestazioni pensionistiche, il 2,5% in più rispetto al 2018; il numero di pensionati stabile a poco più di 16 milioni; l'importo della pensione media di 13.194 euro annui.   

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


Risultato immagini per guido bertolaso fontana

Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

vaccini covid fiera

Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

vaccinazioni covid fiera

Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

vaccini covid fiera

“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

Covid, il Movimento Ippocrate: "Le cure ci sono". E lancia un appello urgente per volontari, medici e non

"Da quando abbiamo istituito il suo servizio gratuito e volontario 'Assistenza 999' con cui è possibile chiedere consulenza e aiuto a medici volontari per sapere cosa fare nella cura del Covid, il numero di persone che vi si rivolgono è aumentato esponenzialmente", dicono. Di cosa si tratta


Il Movimento Ippocrate si rallegra che finalmente la stampa nazionale, nella fattispecie la trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro” andata in onda ieri sera, si sia accorta del tremendo lavoro che i medici di base, autorganizzati,  fanno spontaneamente da mesi: curare il covid e curarlo a casa.

Da quando il Movimento Ippocrate ha istituito il suo servizio gratuito e volontario “Assistenza 999” con cui è possibile chiedere consulenza e aiuto a medici volontari per sapere cosa fare nella cura del covid, il numero di persone che vi si rivolgono è aumentato esponenzialmente.

“Facciamo un appello urgente perché abbiamo bisogno di volontari per far fronte alle centinaia di richieste; medici ma anche persone che possano assicurare un servizio di segreteria” ha dichiarato il Dott. Antonio Palma, responsabile del servizio.

La nostra esperienza sul campo ci insegna che il covid si può e si deve curare tempestivamente e a casa, iniziando appena appaiono i primi sintomi; si devono mandare medici preparati a casa delle persone in modo che possano essere prontamente visitate, personalizzando le cure con l’utilizzo di farmaci già in commercio; quando le persone arrivano in ospedale può essere troppo tardi” ha ribadito il Dott. Palma che fin dalla prima ondata ha aderito al Movimento.

“Siamo professionisti medici aiutati da infermieri, biologi, psicologi, persone comuni che hanno a cuore la salute degli esseri umani; nati dall’emergenza covid vogliamo concretamente aiutare nel superarla per poi affrontare la cause di fondo che questa crisi ha messo in luce: lo stato del pianeta, i tagli alla sanità, la medicina preventiva, l’educazione” ha ricordato Mauro Rango fondatore del Movimento Ippocrate.

(da pressenza.com)

  • Pubblicato in Salute

Vaccini alle Regioni in base al Pil: tra bufale e attacchi politici, ecco cosa ha detto davvero Letizia Moratti. E perché ha ragione

Non ci interessa parteggiare per nessuno, ma siamo piuttosto stanchi delle (false) notizie faziose a senso unico. Allora facciamo chiarezza


Innanzitutto si tratta di una "non notizia", in quanto (prima della precisazione odierna dell'interessata, che riportiamo sotto) sulla questione non esisteva alcuna dichiarazione pubblica del nuovo assessore al Welfare della Regione Lombardia. Secondo un articolo dell'Ansa, la Moratti avrebbe chiesto al commissario Arcuri di prendere in considerazione, per quanto riguarda la ripartizione delle dosi vaccinali anti-Covid, 4 parametri: il contributo che le Regioni danno al Pil, la mobilità, la densità abitativa e le zone più colpite dal virus. Quindi non si parla affatto di "ricchezza", bensì di variabili che rendono una Regione più sensibile di un'altra all'impatto pandemico. D'altronde se la Lombardia viene considerata zona rossa (cosa che la Regione contesta) significa che per le sue caratteristiche, specie il tessuto economico e produttivo che comporta maggiori contatti tra le persone, è maggiormente esposta all'espandersi del contagio.

Dall'Assessorato al Welfare lombardo hanno infatti precisato che il riferimento al Pil è legato alla richiesta di una "accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una Regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese". In sostanza: il concetto non è quello di dare più dosi alle Regioni ricche, ma "se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell'intero Paese". L'esigenza è dunque molto chiara: garantire la maggiore sicurezza possibile alle attività produttive e questo si può fare solo dando la giusta proporzione alla fornitura dei vaccini. Non sembra difficile comprenderlo, ma il riflesso condizionato, spesso accompagnato da triste malafede, della strumentalizzazione e della mistificazione politica ha prodotto ancora una volta un attacco alle istituzioni lombarde. Da Beppe Sala a Vincenzo De Luca, dalla stampa di parte agli agitatori dei social (quelli buoni, democratici...) si è levato un coro di indignazione perché "la ricca Moratti vuole più vaccini per la ricca Lombardia". Un bufala oscena, un fake news di quelle che purtroppo restano impunite perché diffusa dagli stessi fustigatori delle fake news. Nausea. 


Cosa ha detto oggi Letizia Moratti

"Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito, il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l'attività in una Regione che, ho detto, è il motore dell'Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione". Letizia Moratti,torna a parlare della proposta e lo fa durante il consiglio regionale.  "Per quanto riguarda il piano vaccinale - ha rimarcato Moratti - io ho fatto una riflessione, che ho voluto condividere coi capigruppo del consiglio, per proporre al commissario Arcuri una riflessione da sviluppare poi in sede di conferenza Stato-Regioni per il miglioramento del piano vaccinale, tenendo conto che la salute è naturalmente e indiscutibilmente diritto prioritario, costituzionale, di tutti i cittadini, senza differenza alcuna e solennemente sancito dall'articolo 32 della Costituzione".  Quindi ha spiegato: "Gli spunti che intendo suggerire al commissario Arcuri partono dal tema delle zone più colpite e che potrebbe riguardare mobilità e densità abitativa, perché sono fattori di accelerazione della trasmissione e del contagio". Quanto alla zona rossa, "indubbiamente il rischio per la regione è di fermarsi - ha ricordato Moratti - di fermare il lavoro, le attività e la vita sociale. Per questo con il presidente Fontana abbiamo ritenuto di voler presentare un ricorso, per uscire dalla zona rossa. La Lombardia, secondo i criteri che è giusto utilizzare, non merita la zona rossa".

 

Covid, i primi 200mila vaccini in Lombardia a operatori sanitari, ospedalieri e delle residenze per anziani

"Saranno oltre 200.000 i soggetti coinvolti nella prima fase di somministrazione del vaccino anti Covid-19 in Regione Lombardia, tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi degli ospedali pubblici, delle Rsa e ospiti di queste ultime". Lo comunica in una Nota la Direzione generale dell'Assessorato regionale al Welfare.

"Regione Lombardia - prosegue la Nota - lo ha già comunicato in seguito alla richiesta pervenuta dal Commissario Arcuri nell'ambito della predisposizione del piano di fattibilità della campagna. Si sta inoltre concludendo il conteggio anche degli operatori delle strutture ospedaliere private che saranno ugualmente coinvolti sempre nella prima fase".

"Insieme ai soggetti da vaccinare inizialmente, nello specifico 168.525 tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi di Asst e Rsa e oltre 57.000 ospiti delle residenze, è stata fornita - spiega la Nota - nella comunicazione indirizzata al Commissario, anche la capacità di stoccaggio dei vaccini. All'occorrenza 11 Asst lombarde sarebbero pronte a stoccare le scorte nei congelatori -70°. È stata indetta inoltre - conclude la Nota - la procedura di gara per l'acquisto e il noleggio di ulteriori 90 refrigeratori". 

(Fonte: Lombardia Notizie)

  • Pubblicato in Salute

Lombardia contro burocrazia: pratiche più snelle per cittadini e imprese con la nuova legge sulla semplificazione

La nuova legge sulla semplificazione approvata dal Consiglio regionale della Lombardia pone le basi per agevolare la vita dei cittadini e far ‘correre’ più velocemente la Regione nel mondo. Tra le novità da segnalare un ‘cassetto fiscale’ per rendere ancora più semplice il rapporto tra amministrazione regionale e contribuenti. Prenotazioni di visite ed esami unificate in un solo servizio utilizzabile sia via web (www.prenotasalute.regione.lombardia.it) sia tramite l’apposita app (SALUTILE Prenotazioni, scaricabile dalle principali piattaforme). L’utilizzo della ‘blockchain’ per abbattere i tempi dei rilasci di certificazioni e della conseguente presentazione delle domande per la misura ‘Nidi gratis‘ o per la tracciabilità degli alimenti


Pratiche più ‘snelle’ per aiutare le imprese a guadagnare in competitività

Il quadro normativo introduce importanti semplificazioni anche per garantire sempre meno burocrazia alla vita delle imprese. Il provvedimento va a sommarsi ai diversi procedimenti semplificatori già introdotti dall’inizio della legislatura con l’intento di sostenere le imprese e quindi i cittadini a realizzare i propri progetti senza oneri e con maggiore facilità, superando il labirinto di regole che caratterizzano la burocrazia italiana.

Il presidente Fontana: guardiamo al futuro con ottimismo

“In questo modo – ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – aiuteremo le imprese a ripartire, guardando al futuro con ottimismo e speranza dopo il durissimo periodo dei mesi scorsi dovuto al Covid-19. Alla base della nostra iniziativa c’è soprattutto la semplificazione amministrativa e la riduzione degli oneri a carico di chi deve compiere determinate procedure. È – ha sottolineato – una proposta importante. Da troppo tempo si parla di semplificare, sburocratizzare. La nostra Giunta ha già fatto passi avanti fondamentali e questo è un ulteriore progresso. Sottolineo che con questo impianto normativo renderemo più snella, veloce e efficace la nostra burocrazia consentendo di attrarre più investimenti anche a livello internazionale”.

Fiducia nei cittadini e nelle aziende lombarde

Tra le novità, il fascicolo informatico d’impresa, le conferenze dei servizi in forma telematica e simultanea per ridurre di almeno un terzo i tempi burocratici dei procedimenti (da un minimo di 30 a un massimo di 45 giorni). Il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) consentirà procedure più rapide per l’edilizia, la rigenerazione urbana e le pratiche antisismiche, sia per il recupero dei rifiuti in chiave di economia circolare. “Abbiamo fiducia nei cittadini e nelle imprese. Puntiamo – ha rimarcato il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale – sulla loro capacità di assumersi responsabilità. E garantiamo loro tempi certi per la conclusione dei procedimenti. Vogliamo evitare sovrapposizioni fra leggi nazionali e norme locali. Chi si rivolge a Regione Lombardia deve avere un interlocutore unico e che parli sempre la stessa lingua”.

L’assessore al Bilancio: puntiamo a modello internazionale di competitività

Con la nuova Legge sono attese accelerazioni dei procedimenti relativi a opere e interventi soggetti a valutazione di impatto ambientale di competenza non statale. È prevista la semplificazione della Conferenza di servizi per progetti infrastrutturali. “La nuova legge – ha commentato l’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Davide Caparini – integra le misure di semplificazione già messe in campo e punta sulla digitalizzazione dei servizi. Lo fa per migliorare l’attrattività della Lombardia e assicurare importanti benefici, soprattutto all’economia. Renderemo più facile fare impresa e investire. Puntiamo a diventare un modello internazionale di competitività”.

 

(Fonte: Lombardia Notizie Online)

Sanità, abolito il superticket, ma la Lombardia (la prima a prevederlo) lo aveva già fatto 6 mesi fa

Da oggi, primo settembre, entra in vigore l'abolizione del superticket, per tutti e per tutti i redditi, la quota aggiuntiva di 10 euro prevista per le prestazioni sanitarie specialistiche. Una misura, attesa da anni, che alcune Regioni avevano già preso autonomamente. L'assessore al Welfare lombardo: "Realizzata con 54 milioni di risorse regionali. Siamo stata la prima Regione in assoluto a prevederne l’azzeramento"


Riapertura tra regioni, Gallera invita alla prudenza. “Data chiave l'8  giugno (non il 3)”

“L’abolizione totale del superticket su tutte le prestazioni specialistiche ambulatoriali che in gran parte del Paese scatterà il 1 settembre, in base alle prescrizioni nazionali, in Lombardia è partita sei mesi fa, il 1° marzo. Siamo stata la prima Regione in assoluto a prevederne l’azzeramento”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, ricordando l’attuazione della misura prevista dalla manovra Finanziaria regionale 2020 e attuata attraverso una delibera che la Giunta ha approvato lo scorso febbraio.

In Lombardia abolizione superticket e cure di eccellenza

“Per anticipare l’entrata in vigore dell’esenzione dal 1° marzo anziché dal 1° settembre – ha spiegato l’assessore – la Regione Lombardia aveva stanziato 54 milioni di euro di risorse autonome. Un beneficio rivolto a tutti i lombardi. Questo nella direzione di alleggerire il più possibile il costo delle compartecipazioni ai servizi socio sanitari, garantendo loro nel contempo cure di assoluta eccellenza”.

Un percorso cominciato con il ‘dimezzamento’

Con la Delibera n. 162 del 29/05/2018 la Giunta regionale aveva già dimezzato il superticket sanitario passando da un massimo di 30 euro ad uno di 15 aggiuntivi a prestazione. La misura ha interessato 1,5 milioni di cittadini lombardi con uno stanziamento di 20 milioni di euro che si aggiungevano ai 70 che la Regione Lombardia già sosteneva per le esenzioni aggiuntive rispetto a quelle nazionali.

Attraverso la Delibera 2085 del 31/07/2019, al fine di supportare condizioni di potenziale vulnerabilità che coniugano reddito medio basso con la presenza in famiglia di soggetti di minore età o soggetti disabili, la Giunta regionale aveva esentato dal superticket – grazie ad uno stanziamento di 10.456.000 euro – 625.000 cittadini che si trovavano nelle tre
situazioni seguenzi.

1) Nuclei familiari fiscali con reddito compreso fra 18.000 e 30.000 euro con almeno un minore presente nel nucleo (circa 315.000 nuovi esenti).

2) Nuclei familiari fiscali con reddito fra 30.000 e 70.000 euro con almeno due minori presenti nel nucleo (circa 260.000 nuovi esenti).

3) Nuclei familiari fiscali con reddito fino a 90.000 con un soggetto affetto da una delle seguenti esenzioni per invalidità. Si tratta delle G01, G02, L01, L02, S01, S02, C01, C02, C03, C04, C05, C06 (circa 50.000 nuovi esenti).

  • Pubblicato in Salute
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS