updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Covid, è allerta per i viaggi in Grecia. La Farnesina avverte società: "Rischi per 400 ragazzi italiani in partenza"

"Qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio sanitario: in molte isole greche, inclusa Corfù, la presenza di stranieri risultati positivi è significativa e sta comportando rallentamenti e difficoltà alle autorità sanitarie locali nel reperire alloggi adeguati nei Covid-hotel". Lo scrive l'Unità di crisi della Farnesina ad una società che ha organizzato un viaggio in Grecia, con partenza il 23 luglio, di 400 ragazzi italiani.
Nella missiva - secondo quanto appreso - si invitano gli organizzatori ad informare "anche i familiari dei ragazzi" dei rischi e "dei possibili costi aggiuntivi" legati a questi viaggi. 

Alluvioni in Europa e devastanti incendi in Russia, gli effetti del cambiamento climatico

Mentre le piogge torrenziali lasciano un paesaggio coperto d'acqua in Germania e Belgio, con strade e case distrutte, in Siberia il presidente russo mobilita l'esercito per spegnere devastanti incendi che hanno già divorato 1,4 milioni di ettari di terreno


La devastante alluvione che ha colpito l'Europa centrale nei giorni scorsi, ha lasciato un paesaggio sprofondato nell'acqua e una brutale distruzione. Il bilancio delle vittime delle gravi alluvioni che hanno devastato principalmente la Germania ma anche il Belgio orientale nelle prime ore di giovedì, sale ad almeno 126. La maggior parte dei decessi confermati è registrata dalla Germania, con 106 persone decedute e ancora molti dispersi. 

Nubifragi, Germania sotto choc: oltre 100 morti e 1300 dispersi. Nei Paesi  Bassi si rompe una diga - La Stampa

Il più alto numero di vittime registrato in un disastro naturale, l'ultimo che la storia ricorda è l'alluvione mortale nel Mare del Nord nel 1962, che uccise circa 340 persone. Le forti piogge hanno colpito anche Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera e Francia orientale. La distruzione si estende a numerosi comuni della Renania settentrionale-Vestfalia (il territorio più popoloso, con 18 milioni di abitanti) e della Renania-Palatinato (quattro milioni). I servizi di soccorso non sono ancora riusciti ad accedere ad alcune aree a causa di strade bloccate o danneggiate. 

Germany, Belgium floods toll passes 120, with many missing: Live | Floods  News | Al Jazeera  

www.dw.com/static/stills/images/je/je20210715_g...

Ieri circa 100.000 persone erano ancora senza elettricità. La catastrofe è di "dimensioni storiche", ha affermato Armin Laschet, candidato conservatore alla Cancelleria alle elezioni di settembre. In Belgio, con 20 morti e grandi danni, soprattutto nel sud della Vallonia, la situazione è particolarmente grave nella provincia di Liegi. Sebbene si preveda un miglioramento della situazione meteorologica, la stabilità di molti edifici è a rischio. "Intere strade e autostrade sono scomparse. Ci vorranno mesi e anni per riprendersi ", ha affermato Fabien Beltran, sindaco di Trooz, una delle città che ha visto registrare il maggior numero di vittime.

Germany: Flood Disaster Could Become a Major Issue in Election - DER SPIEGEL

Germany floods LIVE: Over 125 dead and 1,300 missing as landslide adds to  disaster | World | News | Express.co.uk

Il caldo invece è la causa dei devastanti incendi che stanno colpendo in questi giorni il teritotio russo. Una densa foschia quasi gommosa copre Yakutsk, capitale della repubblica russa di Sakha-Yakutia, situata geograficamente in Siberia. Il fumo degli incendi che hanno già bruciato più di 1,4 milioni di ettari circonda quella che è considerata la grande città più fredda del mondo (il suo territorio è formato principalmente da permafrost), colorando l'ambiente di un triste tono ocra. 

stezona – Page 6 – Radar 5:11

Le fiamme per ora non minacciano direttamente Yakutsk, secondo il Russian Forest Protection Service, ma gli oltre 300 incendi attivi hanno già raggiunto il Lena Pillars National Park, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, considerato unico per le sue formazioni rocciose, flora e fauna; anche la mitica strada delle ossa, una strada costruita decenni fa dai prigionieri condannati ai loro remoti gulag.

Un aereo lancia acqua per cercare di spegnere uno degli incendi che stanno interessando la regione russa della Yakutia.

 Sakha-Yakutia, la più grande regione della Russia (che comprende il 20% del territorio del paese eurasiatico) e che è stata inclusa amministrativamente nel distretto dell'Estremo Oriente russo, si trova per oltre il 50% sul territorio del circolo polare Artico, che secondo gli esperti, si sta riscaldando almeno due volte e mezzo più velocemente del tasso medio globale. La regione strategica si insedia anche sul suolo del permafrost, il secolare strato ghiacciato del sottosuolo, il cui disgelo, accelerato dal riscaldamento globale, sta già cominciando ad avere gravi conseguenze.
 
Siberia wildfires: Russia army planes and thousands of firefighters battle  blazes | Russia | The Guardian

Quest'anno la stagione degli incendi è stata devastante in questa parte della Siberia, che, come gran parte della Russia, sta vivendo un'ondata di caldo soffocante da settimane. Mosca pochi giorni fa ha raggiunto il suo giorno più caldo degli ultimi 120 anni, con 34,7 gradi Celsius. Yakutsk, a più di 8.000 chilometri dalla capitale russa e che in inverno sfiora i 50 gradi sotto zero, ha toccato i 35 gradi sopra lo zero.

Siberian Wildfires Spread 17.5% in 24 Hours - The Moscow Times

Questi gli effetti di un cambiamento climatico che troppo velocemente e senza controllo sta cambiando il nostro modo di vivere e distruggendo tutte le nostre certezze.

Covid, alla fine Burioni lo dice: "La soluzione c'è, obbligo di vaccino per tutti"

Il virologo Roberto Burioni su Twitter invoca una scelta politica ben precisa per evitare una nuova ondata di contagi. Poi se la pende coi media: "Ormai qualunque scemenza riguardante COVID-19, specie se con connotati terroristici, diventa una notizia rimbalzata da tutti i giornali e siti di informazione. Non capisco il perché"


"La situazione italiana" con nuovi contagi da coronavirus "è semplice: finiscono in rianimazione ultracinquantenni che hanno rifiutato il vaccino con una folle scelta e si infettano giovani non ancora vaccinati. La soluzione è a portata di mano ma è politica e non scientifica: obbligo per tutti". Così, su Twitter, il virologo Roberto Burioni, che alla domanda di un commentatore - "Prof. ma l'obbligo come si associa al rischio che qualcuno potrebbe perdere la vita a causa del vaccino stesso?" - replica: "Immagino che tragicamente alcune persone perdano la vita a causa delle cinture di sicurezza. Ma sono molte di più quelle che si salvano la vita grazie a esse: per questo sono giustamente obbligatorie".

Per il virologo, inoltre, "la variante Delta non buca per nulla i vaccini. Ma infetta con grande facilità i non vaccinati". Poi la stoccata ai media: "Ormai qualunque scemenza riguardante COVID-19, specie se con connotati terroristici, diventa una notizia rimbalzata da tutti i giornali e siti di informazione. Non capisco il perché".

WhatsApp, occhio al messaggio truffa sul Green Pass. La Polizia Postale: "Cliccando sul link si viene indirizzati su una finta pagina istituzionale"

La polizia postale ha lanciato un allarme per la diffusione di un messaggio WhatsApp che invita a scaricare il "Green Pass" chiedendo però, per poterlo fare, di inserire i propri dati bancari. "Cliccando sul link - mette in guardia la polizia - l'ignaro utente viene catapultato su una finta pagina istituzionale" e quindi viene "richiesto di inserire i propri dati personali e/o bancari con l'obiettivo di utilizzarli fraudolentemente". "La Polizia Postale raccomanda di fare molta attenzione ai link indicati nei messaggi e di aprirli solo dopo avere accertato la veridicità della fonte di provenienza - si legge ancora nella nota -. Non inserire mai i propri dati personali, soprattutto quelli bancari. Eventuali messaggi sospetti potranno essere segnalati sul portale della Polizia Postale".

blue whale polizia postale

Vaccini, copertura totale per il un italiano su tre. Figliuolo: "Entro settembre immunizzato l'80%"

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo


Speranza: 'Ieri oltre 500mila vaccini, grande lavoro squadra' - Mondo - ANSA

Sono 45.909.953 le somministrazioni effettuate finora in Italia dall'inizio della vaccinazione anti-Covid e sabato ne sono state effettuate oltre 510mila. E' quanto emerge dai dati nazionali sulle vaccinazioni. Il 29% della popolazione over 12 nel nostro Paese ha completato il ciclo vaccinale, le persone immunizzate sono in totale 15.725.517 mentre il 24,43% ha ricevuto una sola dose. 

Dati incoraggianti che riflettono un ritmo sostenuto a livello regionale.

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, che ribadisce che "la quantità complessiva di vaccini disponibile entro settembre consentirà comunque di raggiungere l'obiettivo di  immunizzare nei tempi previsti l'80% della platea dei vaccinabili". La risposta punta a tranquillizzare in particolare la Toscana, che aveva lanciato l'allarme sul rischio di un rallentamento della campagna per gli under 60.

I tecnici della Regione, che avevano paventato i segnali di un dimezzamento degli arrivi, restano dunque in stand-by, in attesa dei carichi nei prossimi giorni. In quel caso - se i numeri della riduzione fossero confermati - nella Regione molte delle 150mila persone che hanno prenotato la prima dose con il vaccino americano potrebbero vedersi spostare l'appuntamento. "Le consegne di Pzifer a luglio, preventivate alle Regioni, sebbene siano leggermente inferiori all'auspicato sono sostanzialmente in linea con le previsioni - sottolinea il generale -. Non vanno confrontate con quelle di giugno che comprendevano anticipi di forniture".

L'ultimo calcolo della struttura commissariale per il cosiddetto 'Q3', il terzo trimestre di arrivi nel 2021, parla di 31 milioni di dosi Pfizer, 14 di Moderna (entrambi mRna), 26 milioni di Astrazeneca e 16 del mondose Johnson & Johnson. Ma negli ultimi giorni il generale ha anche annunciato un aumento rispetto a questi numeri, parlando di "oltre 54 milioni dosi mRna impiegabili per chiudere sicuramente la campagna" e - nel caso di un anticipo deciso a livello europeo, dell'ulteriore possibilità di velocizzare.

Con Astrazeneca e Johnson & Johnson destinati soltanto agli over 60 - il secondo anche per facilitare l'immunizzazione in tempi rapidi di "popolazioni non stanziali o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa", come ad esempio i lavoratori migranti stagionali - resta un'incognita la destinazione dei 26 milioni di Astrazeneca, visto che la platea di ultrassessantenni ancora non immunizzati è di circa 2,8 milioni. E una parte delle dosi del siero di Oxford sarà sicuramente destinato al richiamo di chi rifiuterà la vaccinazione eterologa. 

 

(Fonte: tgcom24)

Vaccino anti-Covid, Rivera campione no vax: "Molti virologi la pensano come me. Burioni? Non so chi sia". La replica: "A 78 anni ha coraggio..." (VIDEO)

"Vaccinarmi? Non ci penso proprio". Gianni Rivera, ex campione del Milan e della Nazionale, aveva gelato così Bruno Vespa e tutto lo studio di Porta Porta. Quello che fu il Golden Boy del calcio italiano, oggi 78enne, aveva argomentato tutta la sua sfiducia nei vaccini dicendo che non sono sicuri. Alle perplessità del conduttore e dei suoi ospiti sono seguite poi le critiche del noto virologo Roberto Burioni, cui Rivera ha risposto con sarcasmo: "Io mi ricordo Buriani, che giocava con me...". Tutta la polemica


Covid, Gianni Rivera contrario al vaccino: l'ira di Burioni |  VirgilioNotizie

"Io non mi sono inventato niente. I vaccini non li hanno sperimentati e li hanno messi in vendita così…". Gianni Rivera non cambia idea sul vaccino e punge Roberto Burioni: la leggenda del calcio italiano in una puntata di Porta a Porta ha detto in maniera perentoria che non intende vaccinarsi. "Non ci penso proprio", ha detto il Golden Boy del pallone tricolore.

A La Zanzara, rinnova il concetto. "Perfino Draghi ha detto che ci sono delle varianti che possono rendere inutili le vaccinazioni. I vaccini non li hanno sperimentati e li hanno messi in vendita così… Io non mi sono inventato niente, tanti virologi la pensano come me. Il problema è che non danno pubblicità a quelli che non la pensano come me. Molti virologi dicono che questi vaccini non sono stati sperimentati", dice Rivera.

Quando gli fanno notare che le sue posizioni sono state stigmatizzate dal virologo Roberto Burioni, dice: "Non so nemmeno chi è. Io mi ricordo Buriani, che giocava con me… Si vede che è diventato popolare e ne ha approfittato. Non invitano quelli che la pensano come me. Nemmeno mia moglie si vaccina, la pensa come me. Ognuno alla fine si fa le proprie idee e le porta avanti. Io non vado negli assembramenti, sono tranquillo", aggiunge.

A stretto giro, su Twitter, arriva il commento di Burioni. "Di un 78enne che non si vaccina contro Covid-19 sono evidenti due tratti del carattere: la dabbenaggine ma soprattutto il coraggio", scrive Burioni. E a chi gli chiede perché dia peso alle parole di Rivera, risponde: "Perché è uno sportivo che tantissimi (me incluso) amano".

 

(Fonte: Adnkronos)

Quando potremo togliere la mascherina all'aperto? Cosa dicono gli esperti

Tra buon senso, rischi attuali e tempistiche, gli studiosi esprimono la propria posizione sulla necessità di continuare a indossare la protezione del viso che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Intanto all'estero accelerano


Boom di gente domenica mattina in centro Con la mascherina si riappropria  della città - Cronaca, Bergamo

Mascherine all'aperto, fino a quando? Al centro del dibattito di questi giorni, con l'arrivo dell'estate, anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla luce del calo di contagi e decessi e con l'avanzare in Italia della zona bianca. In Francia, ad esempio, se tutto procede secondo i piani, il 30 giugno verrà revocato l'obbligo. E anche il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha aperto alla possibilità di un progressivo allentamento dell'obbligo di indossare la mascherina. Ma cosa pensano gli esperti e che tempi prevedono per il nostro Paese?

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma ed ex presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, è netto: "La mascherina all'aperto va portata e per il momento sono contrario a togliere l'obbligo". "La mascherina va portata sempre dietro - dice Vella all'Adnkronos Salute - Poi se si è soli, immagino al mare o in un bosco, è chiaro che si può togliere. Ma se eliminiamo troppo presto l'obbligo, c'è il rischio che nessuno la indossi più. Vedo già oggi molti che non la portano".

"Io l'obbligo di mascherina non lo rimuoverei - dice anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive dell'ospedale di Pisa, commentando lo stop francese all'obbligo di mascherine all'aperto dal 30 giugno - Non sarei favorevole alla rimozione, poi decideranno le autorità". Togliere la mascherina "è possibile all'aperto tra vaccinati, tra chi ha il certificato verde ed è distanziato - spiega l'esperto - Questo è accettabile e logico. Potrei toglierla una volta che sono all'aperto al mare, però - avverte Menichetti - toglierle come abitudine io aspetterei". "L'abitudine della mascherina è qualcosa a cui non rinuncerei. Per me - dice il virologo - il momento in cui uno potrebbe rimuoverla è quando si riaprono le scuole in presenza, a settembre-ottobre, il che vuol dire che hai vinto la battaglia. La spada - conclude - la deponi quando la battaglia è definitivamente conclusa, non quando sei ancora in tenzone".

"Credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all'obbligo della mascherina all'aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi" afferma invece Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "C'è un miglioramento epidemiologico evidente - sottolinea all'Adnkronos Salute - e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi".

Sulle mascherine Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, dice di aspettare "ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all'aperto".

Invita alla cautela Maria Rita Gismondo. La Francia, salvo contrordini, da fine giugno dirà addio alle mascherine all'aperto. E noi? "Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", afferma la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, che spiega: "Ancora non sappiamo quale sarà l'evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola.

"Non trovo utile mettersi a discutere sul 'sì o no' alla mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", afferma all'Adnkronos Salute è Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per 'captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

"A luglio, se si conferma bassa circolazione virale nelle prossime settimane, togliere la mascherina all'aperto non pone problemi. Ovviamente in persone che non hanno sintomi", dice all'Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Green pass europeo al via il primo luglio: ecco come funziona

Arriva la firma finale delle istituzioni Ue sul regolamento che istituisce il certificato digitale Covid Ue, noto anche come digital green pass, per facilitare gli spostamenti all'interno dell'Unione e contribuire alla ripresa economica. Il certificato sarà rilasciato dalle autorità nazionali, in formato digitale o cartaceo e riporterà un codice Qr che consentirà di verificarne l'autenticità in tutta Europa


Green pass: per chi è gratuito e per chi no

I presidenti delle istituzioni Ue (David Sassoli per il Parlamento, Ursula von der Leyen per la Commissione e Antonio Costa per il Consiglio Ue) hanno firmato a Bruxelles il regolamento che istituisce il certificato Covid digitale Ue, o Green Pass, a partire dal prossimo primo luglio.

Il certificato aiuterà i viaggiatori all'interno dell'Ue che lo detengono ad evitare di essere sottoposti a test e/o quarantene quando viaggiano all'interno dell'Unione, contribuendo così al graduale ripristino della libertà di circolazione in Europa, di fatto coartata dalle restrizioni introdotte dagli Stati per ragioni di salute pubblica.

Dal primo luglio, quando entrerà in vigore il regolamento, il Pass sarà un diritto per tutti i cittadini Ue che abbiano i requisiti: vale per chi è stato vaccinato, per chi è guarito dalla Covid-19 e per chi si sottopone a un test e risulta negativo.

Il certificato sarà rilasciato dalle autorità nazionali gratuitamente, in formato digitale o cartaceo e riporterà un codice Qr che consentirà di verificarne l'autenticità in tutta Europa: per i certificati già emessi da Stati o regioni, è previsto un periodo di 6 settimane perché possano essere resi compatibili con il modello Ue (i Paesi membri avevano chiesto mesi di tempo, il Parlamento ha spinto per abbreviare questo periodo).

Il Gateway, la piattaforma informatica Ue che rende possibile il Pass e che fornisce le chiavi digitali che consentono la validità transfrontaliera, è operativo da inizio mese e alcuni Paesi hanno già iniziato a rilasciare certificati: finora ne sono stati emessi oltre un milione. Se ottenere il Pass sarà un diritto, il suo utilizzo potrà però variare in qualche misura da Stato a Stato. Con queste avvertenze, ecco i dettagli.

VACCINATI - Il Pass sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid. A partire da quel giorno, le persone pienamente vaccinate, cioè con due dosi per AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna e con una dose per Janssen (J&J), che detengono il certificato, dovrebbero essere esentate, in viaggio, da test e quarantene. Lo stesso deve valere per le persone che sono guarite e che hanno ricevuto una sola dose di vaccino, considerata sufficiente per essere protetti dalla malattia.

Un Paese è libero di scegliere di riconoscere e rilasciare il Pass anche dopo la prima dose, ma ogni Stato può decidere di comportarsi come crede, in questo caso: quindi, per esempio, l'Italia può rilasciare il Pass dopo la prima dose, ma la Danimarca è libera di non riconoscerlo e di chiedere un test.

Se uno Stato membro accetta una prova di vaccinazione per rimuovere le restrizioni all'interno dopo la prima dose, allora deve accettare anche i pass Ue per i vaccini, alle stesse condizioni. Il pass vale per i cittadini Ue vaccinati con vaccini autorizzati dall'Ema; gli Stati possono decidere di riconoscere altri vaccini, autorizzati a livello nazionale e non a livello Ue (come il siero russo Sputnik in Ungheria).

GUARITI - Le persone guarite dalla Covid-19 dovrebbero essere esentate da test e/o quarantene nei 180 giorni successivi al test Pcr positivo, che attesta l'avvenuta infezione (la validità del certificato è a partire dall'undicesimo giorno dopo il test, una volta terminato il periodo di contagiosità).

TEST - Per chi non è vaccinato né guarito, allora resta il test, che il pass certifica e che viene così riconosciuto anche all'estero, a differenza di quanto accade oggi. Per i test viene proposto un periodo di validità standard (oggi ogni Paese stabilisce la validità autonomamente): per i test Pcr o molecolari la validità è di 72 ore, mentre per quelli rapidi antigenici è di 48 ore. Quelli rapidi, considerati sempre più affidabili, vengono raccomandati, ma gli Stati sono liberi di scegliere se accettarli o no ai fini del Pass.

Mentre i test si pagano, i vaccini sono gratuiti: questo elemento di discriminazione oggettiva non è stato rimosso nei negoziati tra Parlamento e Consiglio, a causa della ferma opposizione del secondo ad imporre la gratuità dei test, come chiedeva l'Aula. La Commissione ha stanziato 100 mln di euro aggiuntivi per aiutare gli Stati a dotarsi di test rapidi e abbassarne così il prezzo. Il certificato non viene rilasciato in presenza dell'esito di un test fai-da-te.

FAMIGLIE CON MINORI - Per evitare di separare i nuclei familiari alla frontiera, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall'obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età sono esentati anche dai test: quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test per ottenere il pass.

FRENO D'EMERGENZA - Viene previsto un meccanismo di freno d'emergenza: gli Stati dell'Ue non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati, come quarantena, autoisolamento o test, "a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica".

Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, "compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)". Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di appena 24 ore.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS