updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Incubo variante, la Francia sospende i voli dal Brasile. Intanto il Covid massacra Messico e India

In Brasile la crisi sanitaria è fuori controllo e sta affrontando la fase peggiore da inizio pandemia, complici le varianti che aggravano drasticamente il numero di morti e contagi. Una situazione che ha spinto il premier francese, Jean Castex, ad annunciare in Parlamento la sospensione di tutti i voli fra Brasile e Francia "fino a nuovo avviso". Messico terzo paese per numero di vittime, in India 14 milioni di contagiati


Charles De Gaulle Airport, Roissy-en-france | Halal Trip

La Francia sospenderà "fino a nuovo avviso" tutti i suoi voli con il Brasile a causa delle preoccupazioni generate dalla variante brasiliana del Covid-19. Lo ha annunciato il primo ministro Jean Castex. "Prendiamo atto che la situazione sta peggiorando e abbiamo quindi deciso di sospendere tutti i voli tra Brasile e Francia fino a nuovo avviso", ha detto. Fino ad ora, i viaggiatori dal Brasile - così come da altri paesi - dovevano presentare un test PCR negativo per entrare in Francia e dovevano impegnarsi a isolarsi per sette giorni. Questa misura è stata presa in considerazione della situazione sanitaria in Brasile, che da febbraio non ha cessato di peggiorare, a causa della comparsa di una nuova variante del virus, nota come P1, considerata più contagiosa e pericolosa. 

Coronavirus, in Brasile un milione di casi. Msf: “Incubo fuori controllo” -  La Stampa

Il Brasile ha registrato 3.808 decessi per Covid-19 nelle ultime 24 ore (358.425 dall'inizio della pandemia, poco più di un anno fa). Nel suo bilancio giornaliero, il ministero della Salute ha segnalato 82.186 nuovi contagi da coronavirus, con i quali il bilancio totale dei contagiati è salito a 13.599.994, in un momento in cui il Paese sta affrontando la fase peggiore della pandemia. Il Brasile è il secondo Paese per numero di morti dietro agli Stati Uniti, anche se attualmente è il luogo del pianeta dove la maggior parte delle persone muore di Covid-19, con una media che supera i 3.000 morti al giorno. 

Il mancato controllo della pandemia nel Paese ha destato preoccupazione internazionale e per questo anche la Francia è entrata a far parte della lista dei Paesi che hanno sospeso "fino a nuovo avviso" i voli dal Brasile per cercare di prevenire l'espansione del ceppo brasiliano del coronavirus. La sospensione deve essere approvata dall'Assemblea nazionale e dal Senato prima di entrare in vigore e il suo annuncio rappresenta un cambio di opinione del governo francese, che fino ad ora si era opposto alla sospensione dei collegamenti aerei.

Il ministero degli Esteri francese ha affermato all'Afp che tali restrizioni adottate da alcuni Paesi a causa delle nuove varianti del coronavirus "hanno colpito non solo il Brasile, ma anche Paesi come Regno Unito, Sudafrica e Giappone". "E' lo stesso criterio che giustifica il divieto, attualmente in vigore, e l'ingresso in Brasile di voli dal Regno Unito e dal Sud Africa", ha aggiunto. Sebbene in Francia questa variante sia ancora una minoranza (meno del 5% delle infezioni), gli operatori sanitari avvertono da alcuni giorni la diffusione di questo ceppo e l'opposizione ha chiesto al governo di interrompere i voli con il Paese sudamericano. "Non possiamo prendere alla leggera la variante brasiliana", ha stimato ieri Gilles Pialoux, capo dei servizi di infezione di un ospedale di Parigi.

Questo ceppo, che è apparso nello stato di Amazonas (nord), è particolarmente preoccupante per la sua resistenza ai vaccini contro Covid-19. Gli scienziati parlano di un fenomeno di "fuga immunitaria". "I vaccini funzionano molto bene con la mutazione inglese, ma vediamo una perdita di protezione con le varianti brasiliana e sudafricana", ha spiegato al quotidiano Le Parisien il virologo Bruno Lina. Entrambi i ceppi portano la stessa mutazione, E484K, che si sospetta riduca l'immunità acquisita, sia per infezione pregressa (con la conseguente maggiore possibilità di reinfezione) sia attraverso i vaccini. Sebbene siano ancora disponibili pochi dati sulla variante brasiliana, diversi studi in vitro del sudafricano mostrano questo rischio. La Francia, che dal 3 aprile è tornata in un isolamento nazionale parziale e ha sfiorato i 100 mila morti per Covid, ha registrato un forte aumento delle infezioni. Lunedì più di 5.900 pazienti con Covid sono stati registrati in terapia intensiva, un numero che non si vedeva da un anno.

Messico: terzo Paese per numero morti di Covid

Covid-19, il Messico balza verso il terzo posto - I&AL

Restando in America, in Messico si sono registrati 592 nuovi decessi a causa della pandemia Covid-19 nelle ultime 24 ore per raggiungere un totale di 210.294 decessi. Lo rende noto il ministero della Salute. Le autorità sanitarie hanno anche contato 4.293 nuovi contagi nel loro rapporto tecnico giornaliero sull'incidenza del coronavirus, per un totale di 2.286.133 casi confermati. Con questi dati, il Messico è il terzo paese al mondo con il maggior numero di morti, dietro Stati Uniti e Brasile, e il quattordicesimo per numero di infezioni, secondo la Johns Hopkins University. Tuttavia, i dati effettivi sarebbero più alti, poiché lo stesso governo ha ammesso a fine marzo che il Paese registra un eccesso di mortalità di quasi 300.000 persone dall'inizio della pandemia.

India: quasi 14 milioni di contagiati

Covid nel mondo: in India per la prima volta oltre 100mila casi in 24 ore.  In Inghilterra dal 9 aprile tamponi gratis per tutti due volte a settimana  - La Stampa

Nel resto del mondo da segnalare la situazione dell'India che ha aggiornato il proprio triste record giornaliero di casi di coronavirus con 184.372 contagi nelle ultime 24 ore. Sono i nuovi dati riferiti dal ministero della Salute, che portano il totale a 13,87 milioni di contagi. I nuovi decessi registrati sono 1.027, che portano il totale a 172.085. Con questi numeri l'India ha scalzato il Brasile dal posto di secondo Paese più colpito dalla pandemia dopo gli Usa per numero di contagi. L'impennata delle ultime settimane ha spinto il governo ad accelerare l'approvazione dei vaccini che hanno già ricevuto l'autorizzazione di emergenza all'estero. Ieri New Delhi ha dato il via libera al siero russo Sputnik V, del quale verrà avviata una produzione locale. 

 

(Fonte: Agi)

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Il calcio sì e i concerti no? Mondo dello spettacolo in rivolta. Franceschini: "Autorizzare anche gli eventi artistici"

Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana: "Siamo alla farsa. Artisti e addetti ai lavori non devono accettare una discriminazione di tale portata". Il ministro della Cultura interviene chiedendo parità di trattamento


Se gli stadi riaprono parzialmente per le partite di calcio, le stesse regole devono valere per i concerti. Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riapre l'Olimpico di Roma per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza).

In una nota del ministero della Cultura, si sottolinea che "in relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il Ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi".

Polverone sul Ristori Bis, ma il Mibact difende il ben fatto |  www.lagenziadiviaggi.it

INDUSTRIA MUSICALE

"È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?" Così il Ceo della Fimi (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) commenta con l'Adnkronos il via libera del governo al pubblico per le partite degli Europei di Calcio per almeno il 25% della capienza dello stadio come richiesto dal'Uefa.

TEATRI

A Roma un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre per protesta. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo, i lavoratori chiedono una riforma strutturale del settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. La Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Un grosso striscione alle loro spalle recita: "A noi gli occhi, please" richiamando lo spettacolo di successo di Gigi Proietti, che fu direttore del teatro.

Europei 2020 col pubblico, via libera del governo. Quanti spettatori e chi potrà entrare allo stadio: il calcio si organizza

L'Olimpico di Roma pronto ad aprire i cancelli. Ok a una quota di tifosi presenti ad almeno il 25% della capienza. Il presidente federale Gravina: "Entreranno i vaccinati, chi ha già avuto il Covid e chi è negativo al test antigenico effettuato a ridosso dell’incontro". Malagò: "Una gran bella notizia"


17 maggio 1953 - viene inaugurato lo stadio Olimpico di Roma -

Arriva l'ok del governo alla Figc per la disputa delle gare a Roma degli Europei di calcio in programma a giugno. La sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, ha infatti inviato una lettera al presidente della Federcalcio Gabriele Gravina con l'impegno del Governo di assicurare la partecipazione "di una quota di spettatori pari ad almeno il 25% della capienza" dello Stadio Olimpico in occasione della partita inaugurale e delle altre gare in programma a Roma. L'Uefa attendeva una risposta entro fine settimana.      

“L’Italia e Roma ci sono! L’ok da parte del Governo alla presenza di pubblico nelle gare di Roma per Euro 2020 rappresenta una splendida notizia che trasmetteremo subito alla Uefa”, commenta così il presidente della Figc Gabriele Gravina la comunicazione ufficiale inviata nel pomeriggio dalla sottosegretaria Vezzali.     

“Il messaggio che l’Esecutivo manda al Paese - continua Gravina - è di grande fiducia e di straordinaria visione. L’Italia dimostra di avere coraggio, quell’Italia che lotta contro la pandemia e allo stesso tempo lavora per ripartire in sicurezza secondo un programma e un calendario chiari e definiti”.     

“Desidero ringraziare il presidente Draghi e il suo Governo, il ministro della Salute Speranza - conclude il presidente della Figc - ma soprattutto la sottosegretaria Vezzali che subito ha manifestato il suo pieno sostegno alla realizzazione di questo grande evento e che in pochi giorni ha dimostrato qualità e determinazione nello sbloccare un dossier tanto importante”. 

Anche per il presidente del Coni Giovanni Malagò si tratta di "una gran bella notizia. Complimenti alla Federcalcio e al presidente Gravina
Bravi il Governo e il sottosegretario Vezzali che con questa decisione danno speranza a tutto lo sport italiano. L’Uefa - ha aggiunto - può stare tranquilla: gli Europei a Roma saranno sicuramente un grande successo".

Su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commenta la notizia: "Gli Europei di calcio si giocheranno allo stadio Olimpico con il pubblico in presenza. Ringrazio il Governo. È arrivato l’ok anche dopo la nostra richiesta. È una bella notizia, un grande risultato per Roma e l’Italia".

 

(Fonte: Agi)

Riaperture, Sileri annuncia la data: "Dal primo maggio, ma con gradualità e giudizio". Il peso della campagna vaccinale

Il sottosegretario alla Salute, Perpaolo Sileri ha ribadito ad Agorà che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico"


Riaperture, la data c'è. Dal 19 aprile ripartenza per ristoranti, bar,  cinema e teatri. Ma Speranza... - Secolo d'Italia

"Abbiamo i dati in miglioramento, l'R0 è sceso a 0,92 la scorsa settimana e verosimilmente anche questa settimana continuerà a scendere ma per le riaperture bisogna procedere con giudizio, altrimenti rischiamo di aprire in anticipo e poi dovere richiudere". Lo ha detto ad Agorà su Rai 3 il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

"Immagino che consolidando i dati, scendendo largamente sotto un'incidenza di 180 casi ogni 100mila abitanti, a quel punto dal 1 di maggio si potrà tornare a una colorazione più tenue delle Regioni. Riaprire i ristoranti potrebbe essere fattibile - ha osservato -  però non dal primo maggio secondo me, ma progressivamente di settimana in settimana nel mese di maggio, fino ad arrivare ai primi di giugno con una riapertura modello inglese".

Sileri ha ribadito che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico. Ecco perché - ha concluso il sottosegretario - la campagna vaccinale doveva iniziare dagli anziani e deve continuare con gli anziani, senza nessuna deroga".

"Non so se il governo impugnerà o no la decisione di De Luca. Spero che non ve ne sarà bisogno. È nell'interesse della regione stessa partire dagli anziani", ha aggiunto rispondendo alla domanda se il governo intende impugnare la decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di non rispettare il parametro delle fasce di età per la vaccinazione. 

"C'è un piano nazionale che è stato condiviso dalla conferenza Stato-Regioni ed è un piano nazionale su base medica", ha spiegato Sileri. "Se non viene applicato si rischia tra un mese di trovarsi le terapie intensive piene e non poter riaprire. Questo è il vero problema. Se proteggi gli anziani riapri".

Pd-M5S, incontro tra Letta e Crimi: si rafforza l'asse giallorosso per le comunali. "Proseguire il percorso comune e stop a cambi di casacca". Aspettando Conte...

Faccia a faccia questa mattina a Roma tra il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tra i temi toccati l'emergenza Covid, le riaperture e le prossime elezioni amministrative


Un ballista d'acciaio": così i 5S insultavano Letta - IlGiornale.it

Il segretario del Pd Enrico Letta ha incontrato il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. E quello tra i due, spiegano fonti del M5S, è stato un "confronto positivo e cordiale, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la volontà di proseguire nel percorso comune avviato già a partire dal governo Conte II".

L'avvocato Borrè contro Crimi: "Espulsioni dei senatori M5S illegittime" -  IlGiornale.it

Nell'incontro si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative, rispetto alle quali "da parte del Movimento è stata ribadita la volontà di collaborare sui territori e nelle amministrazioni locali, come dimostrato anche recentemente dall'ingresso di un portavoce M5s nelle giunte di Lazio e Puglia, laddove dovessero crearsi le condizioni. Qualora ciò non dovesse avvenire - viene aggiunto - ciò non inciderebbe sul percorso comune già avviato".

 Secondo quanto si apprende, durante il colloquio, avvenuto presso la sede di Arel e durato oltre un'ora, la principale questione affrontata sarebbe stata anche quella relativa all'emergenza Covid e in particolare, fanno sapere fonti del M5S, "sulle risposte sanitarie ed economiche in atto e quelle da adottare, e il tema delle riaperture. È stato fatto il punto su come sostenere nelle prossime settimane il governo nel proseguo della campagna vaccinale e rispetto a imprese e famiglie". Altro argomento toccato, spiegano le stesse fonti, è stato quello dei meccanismi parlamentari e di alcune correzioni che vengono ritenute opportune, al fine di porre fine a storture, come quella del dilagante fenomeno dei cambi di casacca.

 

(Fonte Ansa)

"Smettiamola di vaccinare psicologi di 35 anni". Draghi fa infuriare la categoria: "Battuta infelice, stiamo offrendo supporto a persone disperate" (VIDEO)

"Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani. Figliuolo uscirà con una direttiva sulle regioni, smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi. Gli psicologi non l'hanno presa bene: ecco come hanno reagito


Linee guida Archivi - Ordine degli Psicologi del Lazio

"Caro Presidente Draghi, le confesso che ho trovato la sua battuta, in occasione della conferenza stampa di ieri, sugli psicologi di 35 anni che bisognerebbe smettere di vaccinare un inciampo infelice e irrispettoso di una categoria che sta offrendo supporto psicologico a centinaia di migliaia di persone. Persone angosciate, ansiose, alcune disperate perché hanno perso familiari, lavoro e identità". Lo ha dichiarato Federico Conte, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, in una nota.

"I colloqui di supporto psicologico - ha spiegato Conte - si svolgono a distanza, ma anche in presenza, perché curare le relazioni attraverso una videocamera non sempre è possibile, né rappresenta la scelta migliore. Gli psicologi lavorano in studi, mediamente piccoli, dove respirano per un’ora la stessa aria, per poi far uscire un paziente e, subito dopo, farne entrare un altro. Un collega proprio ieri mi diceva che la scorsa settimana ne ha ricevuti 58 in cinque giorni. Ci sono poi gli psicologi che lavorano dando supporto ai medici e agli infermieri che curano i malati Covid, e che non ne possono più di questa situazione. Ma ci sono anche gli sono psicologi che lavorano nelle Rsa, o nelle scuole, e quelli che lavorano con le persone con disabilità, o con i malati oncologici. Il vaccino, credo sia evidente, non serve allo 'psicologo di 35 anni', ma ai suoi pazienti, che spesso sono pazienti fragili".

"Non abbiamo ancora i dati - ha proseguito il presidente dell’Ordine - ma la percezione è che la domanda di intervento psicologico sia esplosa negli ultimi mesi, in una condizione di assoluta inadeguatezza del sistema sanitario nazionale. Ciò nonostante, ognuno di noi sta cercando di fare il meglio che può in una situazione oggettivamente complessa. Tra l’altro, l’obbligo di vaccinazione agli psicologi lo ha imposto il governo con il Dl 44/2021 della scorsa settimana, in cui ha stabilito che 'la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione' e che il rifiuto della vaccinazione 'determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni'. Nessuno vuole una medaglia, ma un minimo di rispetto credo sia dovuto".

Consiglio nazionale Psicologi: "Governo informi sé stesso"

La nota di Federico Conte arriva all'indomani di quella del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che invitava il governo a informare sé stesso. "Può capitare - si leggeva nella nota a firma del presidente David Lazzari - di essere ottimi tecnici ma non brillare come comunicatori. Sorprendono infatti le affermazioni del presidente Draghi che nella sua conferenza stampa ha parlato di giovani psicologi che si fanno vaccinare scavalcando le persone anziane. Sorprendente da molti punti di vista: perché nessuno di noi ha chiesto di avere priorità, è stato il Governo a decidere le priorità vaccinali, ed in queste sono state incluse tutte le professioni sanitarie. Perché addirittura l'ultimo Decreto trasforma la facoltà in obbligo, esteso a tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Perché queste priorità e questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, da loro seguiti".

"E allora, signor Presidente - continuava Lazzari -, le dico che non ci sono solo gli Psicologi del SSN, ma ci sono le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano nella scuola per sostenere il disagio determinato da un anno di scuole chiuse; ci sono, signor Presidente, le migliaia di di psicologhe e psicologi che lavorano con soggetti fragili, bambini diversamente abili, con problemi di sviluppo e con le loro famiglie; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano con gli anziani, RSA, malati oncologici, persone con patologie croniche, nel fine vita; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che sono a fianco delle tante, troppe persone, che non ricevendo risposte dal pubblico per la mancanza scandalosa di psicologi, si rivolgono al privato".

"Come li vogliamo considerare, signor Presidente, queste decine di migliaia di professionisti della salute psicologica? Ma soprattutto, come vogliamo considerare - recitava la nota - i bambini, i giovani, le donne, gli uomini, gli anziani, che stanno aiutando e che non sono vaccinati o non possono esserlo? Persone che non meritano nessuna protezione? Le persone che in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di un aiuto psicologico sono un popolo. Un popolo al quale sinora il Governo non ha dato risposte. Ora vogliamo dire che tutti quelli che chiedono aiuto ad uno psicologo non sono meritevoli di protezione?", la domanda a conclusione della lettera a Draghi.

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Vaccino Sputnik, l'Ue scioglie i dubbi: "Stati membri liberi di comprarlo". Germania già pronta a trattare con i russi

L'annuncio del portavoce capo della Commissione Europea, Eric Mamer: "Ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate"


Il vaccino Sputnik arriverà in Italia? Chi lo produrrà? Cosa sappiamo  finora - 24+

Vaccino Sputnik, gli Stati membri dell'Ue sono liberi di comprarlo in autonomia. E' quanto ha detto il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, dopo che il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha annunciato stamani che la Germania potrebbe trattare in via bilaterale con Mosca l'acquisto di dosi del vaccino russo, se verrà autorizzato dall'Ema.

 

La strategia europea sui vaccini

Gli Stati membri dell'Ue sono liberi, ribadisce il portavoce, se credono, di acquistare autonomamente vaccini che non fanno parte del portafoglio di sieri anti-Covid ordinati dalla Commissione Europea per conto dei 27, come il russo Sputnik V, senza che questo comporti la "fine" della strategia Ue sui vaccini, che riguarda un certo numero di produttori chiaramente identificati e non tutti i vaccini contro il Coronavirus. "Ancora una volta - ricorda Mamer - ci possono essere approcci autonomi alla questione" delle forniture di vaccini anti-Covid. "Abbiamo una strategia europea sui vaccini, che è basato sul negoziato con un certo numero di imprese che sono state identificate".

Finora si tratta di Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca, J&J, CureVac e Sanofi/Gsk, con le quali sono stati siglati dei contratti, più Novavax e Valneva, con le quali sono stati conclusi i colloqui esplorativi. "Il fatto che degli Stati eventualmente decidano di acquistare dei vaccini da altri fornitori, come è già successo per esempio nel caso dell'Ungheria, non comporta la fine della strategia europea. Sono due cose diverse".

La scelta tedesca

Il governo federale tedesco parlerà con la Russia per la potenziale fornitura di vaccini Sputnik, se il prodotto verrà autorizzato dall'Ema, l'ente regolatorio europeo. Lo ha chiarito il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, dopo che alcune regioni hanno avviato iniziative autonome. Spahn ha comunque esortato alla prudenza, invitando a non farsi distrarre dal tema dello Sputnik, dato che la Russia deve ancora fornire all'Ema i dati per l'autorizzazione. Una volta che il vaccino avrà ricevuto luce verde, Berlino ne parlerà direttamente con Mosca, ha detto Spahn, ricordando che ieri la Commissione Europea ha detto di non voler far contratti per l'acquisto dello Sputnik. Il ministro ha anche fatto notare che per fare la differenza i vaccini russi dovrebbero poter arrivare nei prossimi mesi.

Intanto già due land tedeschi sono entrati in trattative per l'acquisto di vaccini russi. La regione settentrionale del Meclemburgo-Pomerania ha annunciato oggi di essersi assicurata un'opzione per un milione di dosi di Sputnik e di valutare un possibile ruolo di industrie locali nella produzione. Ieri la Baviera ha annunciato un'intesa per 2,5 milioni di dosi e la produzione locale del vaccino.

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Vaccini, il caso AstraZeneca complica i piani. Perplessità su indicazioni e contraddizioni, fioccano le disdette. Regioni in agitazione, ma Draghi tira dritto sulle 500 mila dosi al giorno

L'uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell'Ema che ha parlato di un possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi. Ma le regioni vanno all'attacco e chiedono indicazioni chiare a governo e Cts. In alcune regioni si sono riscontrate disdette del vaccino anglo-svedese da parte dei cittadini fino al 40%


Covid, Locatelli: "Siamo a ridosso del picco, la crescita decelera. Vaccino  Astrazeneca usato su milioni di persone, è sicuro ed efficace" - Il Fatto  Quotidiano

Franco Locatelli, presidente del Cts: "Via libera alla seconda dose"

E' un nuovo stop and go, che rischia però di far deragliare il piano vaccinale. La decisione dell'Europa, dunque del governo italiano, di raccomandare le dosi del vaccino AstraZeneca agli over 60, 'scudando' i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J, rischia di alimentare lo scetticismo verso il vaccino di Oxford. Con circa due milioni di dosi AstraZeneca che ancora giacciono nei frigo e oltre un milione e duecentomila persone, tra docenti e forze dell'ordine, che attendono la seconda dose a maggio e che ora non sanno come andrà a finire.

A chiedere chiarezza per loro, durante l'incontro con le Regioni, il governatore veneto Luca Zaia, che vuole "indicazioni certe", "no a confusione o fai da te", intima. Il ministro della Salute Roberto Speranza rassicura, una circolare con delle indicazioni chiare verrà scritta a breve. Le Regioni, è il messaggio del governo, non procederanno in ordine sparso. Il cambio di rotta segna, comunque, un'innegabile inversione a U, visto che a inizio campagna AstraZeneca veniva riservato proprio ai meno anziani. Anche la Gran Bretagna è stata costretta a tornare sui suoi passi, seppur parzialmente. Dopo aver difeso a spada tratta il vaccino di Oxford ora eviterà di darlo agli under 30. Dagli States, invece, il virologo della Casa Bianca Anthony Fauci mette in chiaro che gli Usa non hanno bisogno del vaccino anglo-svedese perché dispongono di tre sieri eccellenti che basteranno per tutti.

A Palazzo Chigi non si scompongono. Il premier Mario Draghi, assicurano i beninformati, è deciso a centrare l'obiettivo delle 500mila dosi al giorno entro fine aprile. Il piano vaccinale andrà rimodulato, ma lo sarà in modo da non subire rallentamenti, è il messaggio di fiducia che rimbalza. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo mette in chiaro: la raccomandazione su AstraZeneca non avrà impatto sul piano vaccinale. Da domani le dosi del vaccino anglo-svedese andranno alla fascia tra i 60 e i 79 anni. Insomma, nella war room del piano vaccinale si tira dritto. La nuova raccomandazione per AstraZeneca "non dovrebbe incidere più di tanto: di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over 60", fanno notare all'Adnkronos fonti di governo. Ma le Regioni chiedono a gran voce "più dosi e certezze sulle forniture", e il piano vaccinale torna ad infiammare il dialogo tra i governatori e Palazzo Chigi.

Si tratta di un tema, per giunta, legato a doppio nodo con un altro dossier sensibile, quello delle riaperture, oggi al centro di un nuovo confronto con le Regioni a cui parteciperà anche il presidente del Consiglio. All'ordine del giorno, in realtà, c'è il Recovery plan, ma i governatori hanno già fatto sapere che chiederanno chiarimenti e certezze sulle date per tornare a tirare su le saracinesche. E la condizione sine qua non per farlo - ribadiscono da Palazzo Chigi - è innanzitutto che la campagna vaccinale sia a buon punto, soprattutto per anziani e fragili, le categorie più a rischio. Il report delle vaccinazioni, al momento, segna un totale di quasi 11,7 milioni di somministrazioni, per un totale di 3,6 milioni di cittadini che hanno ricevuto le due dosi. Di queste quasi 4 milioni sono targate AstraZeneca.

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