updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Quando potremo togliere la mascherina all'aperto? Cosa dicono gli esperti

Tra buon senso, rischi attuali e tempistiche, gli studiosi esprimono la propria posizione sulla necessità di continuare a indossare la protezione del viso che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Intanto all'estero accelerano


Boom di gente domenica mattina in centro Con la mascherina si riappropria  della città - Cronaca, Bergamo

Mascherine all'aperto, fino a quando? Al centro del dibattito di questi giorni, con l'arrivo dell'estate, anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla luce del calo di contagi e decessi e con l'avanzare in Italia della zona bianca. In Francia, ad esempio, se tutto procede secondo i piani, il 30 giugno verrà revocato l'obbligo. E anche il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha aperto alla possibilità di un progressivo allentamento dell'obbligo di indossare la mascherina. Ma cosa pensano gli esperti e che tempi prevedono per il nostro Paese?

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma ed ex presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, è netto: "La mascherina all'aperto va portata e per il momento sono contrario a togliere l'obbligo". "La mascherina va portata sempre dietro - dice Vella all'Adnkronos Salute - Poi se si è soli, immagino al mare o in un bosco, è chiaro che si può togliere. Ma se eliminiamo troppo presto l'obbligo, c'è il rischio che nessuno la indossi più. Vedo già oggi molti che non la portano".

"Io l'obbligo di mascherina non lo rimuoverei - dice anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive dell'ospedale di Pisa, commentando lo stop francese all'obbligo di mascherine all'aperto dal 30 giugno - Non sarei favorevole alla rimozione, poi decideranno le autorità". Togliere la mascherina "è possibile all'aperto tra vaccinati, tra chi ha il certificato verde ed è distanziato - spiega l'esperto - Questo è accettabile e logico. Potrei toglierla una volta che sono all'aperto al mare, però - avverte Menichetti - toglierle come abitudine io aspetterei". "L'abitudine della mascherina è qualcosa a cui non rinuncerei. Per me - dice il virologo - il momento in cui uno potrebbe rimuoverla è quando si riaprono le scuole in presenza, a settembre-ottobre, il che vuol dire che hai vinto la battaglia. La spada - conclude - la deponi quando la battaglia è definitivamente conclusa, non quando sei ancora in tenzone".

"Credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all'obbligo della mascherina all'aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi" afferma invece Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "C'è un miglioramento epidemiologico evidente - sottolinea all'Adnkronos Salute - e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi".

Sulle mascherine Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, dice di aspettare "ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all'aperto".

Invita alla cautela Maria Rita Gismondo. La Francia, salvo contrordini, da fine giugno dirà addio alle mascherine all'aperto. E noi? "Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", afferma la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, che spiega: "Ancora non sappiamo quale sarà l'evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola.

"Non trovo utile mettersi a discutere sul 'sì o no' alla mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", afferma all'Adnkronos Salute è Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per 'captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

"A luglio, se si conferma bassa circolazione virale nelle prossime settimane, togliere la mascherina all'aperto non pone problemi. Ovviamente in persone che non hanno sintomi", dice all'Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Il Covid? Tra dieci anni sarà un normale raffreddore: parola degli scienziati americani

Il futuro del maledetto coronavirus delineato da un gruppo di studiosi Usa che hanno realizzato un modello matematico: il virus SARS-CoV-2 da pandemico diventerà endemico, riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune malanno passeggero


Influenza & Co.: il raffreddore ha le ore contate - Starbene

Non solo la campagna vaccinale che sta progredendo di settimana in settimana garantendo protezione a milioni ci cittadini. Dalle continue ricerche sulla diffusione del Covid-19 arrivano ulteriori buone notizie. Numerosi esperti, infatti, ritengono che il coronavirus SARS-CoV-2 da pandemico (cioè diffuso globalmente) diventerà endemico (e quindi diffuso solo a livello locale), di conseguenza riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune raffreddore entro i prossimi dieci anni.

Come riportato dal Corriere della Sera, questo (positivo) scenario è stato descritto da due differenti gruppi di scienziati: quelli dell'Università Columbia di New York (autori dell'articolo "Will SARS-CoV-2 become endemic?") e i colleghi dei Dipartimenti di Biologia delle università Emory e Statale della Pennsylvania (che hanno pubblicato lo studio "Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity”). Grazie alle diverse simulazioni effettuate, il destino del coronavirus SARS-CoV-2 sembra essere esattamente lo stesso di altri coronavirus umani circolanti, responsabili appunto del semplice raffreddore.

 

(Fonte: tgcom24)

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Sesso, bondage e sadomaso, sorpresa: la lezione è dai salesiani

Un convegno accademico aperto a studenti, docenti e professionisti è stato organizzato a Mestre dall'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) per approfondire i fenomeni legati alle perversioni sessuali. Il riferimento critico a "Cinquanta sfumature di...": "Tali tematiche sono recentemente oggetto di grande attenzione mediatica ma vengono spesso affrontate con chiavi di lettura parziali o superficiali, le quali fanno spesso leva sulla pornografica morbosità degli ascoltatori"


Risultati immagini per 50 sfumature di grigio

Approfondire il tema delle perversioni sessuali, nello specifico delle pratiche di bondage e di sadomasochismo (BDSM). E' questo l'obiettivo di un convegno, che si terrà domani a Mestre. Fino a qui nulla di strano. A stupire è il fatto che a organizzarlo è l'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) per i suoi studenti e i docenti interessati alla psicopatologia, alla sessuologia e alla criminologia e per tutti i professionisti del territorio che desiderano approfondire tale tematica.

Queste pratiche, probabilmente sconosciute ai molti fino a qualche anno fa, sono state sdoganate dalla trilogia di '50 sfumature' (grigio, nero e rosso), romanzi di grande successo portati sul grande schermo. E infatti sul sito dell'Isve si sottolinea come "tali tematiche sono recentemente oggetto di grande attenzione mediatica ma vengono spesso affrontate con chiavi di lettura parziali o superficiali, le quali fanno spesso leva sulla pornografica morbosità degli ascoltatori".

Quindi "il convegno intende analizzare il fenomeno in modo scientifico, da punti di vista diversi, in un’ottica di lavoro interdisciplinare: si passerà dalle chiavi di lettura psichiatriche a quelle medico-legali, tenendo tuttavia conto dello sguardo dei praticanti, evitando così di patologizzare tout court tali pratiche, focalizzandosi sul benessere sessuale dell’individuo e della coppia". "Le riflessioni giuridiche e criminologiche offriranno, infine, punti di vista alternativi sulle possibili correlazioni con crimini e atti devianti", scrivono.

Sul palco di questo convengo, gratuito e organizzato dal Dipartimento di Psicologia con la collaborazione del Master universitario interdisciplinare di Secondo livello in Sessuologia, si alterneranno esperti in psicologia, sessuologia e criminologia.
 
(Fonte: Adnkronos)
 
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